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Lo spazio rappresenta, ancor prima che un ambito di interesse economico, un settore con una chiara e crescente valenza strategica. Tale duplice rilevanza porta con sé una naturale sovrapposizione di regole e tutele per le attività ad esso correlate, in particolare con la disciplina dei poteri speciali del governo, volta alla protezione di attività e beni considerati strategici. L’intreccio tra interessi economici e strategici può così dar luogo a due tipi sovrapposizioni: da un lato, quelle procedimentali, che riguardano la compresenza di regimi autorizzatori per le attività e controlli di sicurezza sulle stesse; dall’altro, quelle teleologiche, in cui obiettivi di politica industriale ed esigenze di protezione degli asset strategici devono trovare un giusto equilibrio.

Martina Carrato, Luca Golisano

La legge sul procedimento amministrativo in assenza di gravità

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Da attenta spettatrice delle dinamiche internazionali ad attore di peso nella regolazione della nuova space economy: così si può descrivere la traiettoria seguita dall’Italia in questi ultimi anni e culminata nella legge n. 89/2025. Le frontiere aperte dall’innovazione tecnologica rendono però necessario ripensare l’architettura dei procedimenti amministrativi disegnati nel Novecento. Questo scritto, pertanto, intende indagare come la nuova legge, nel disciplinare il rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento delle attività spaziali, abbia innovato, pur al netto di diverse ambiguità, il tradizionale procedimento a istanza di parte per come delineato nella legge n. 241/1990.

Elisabetta Tatì

Lo Spazio come impresa comune nell’ordinamento europeo: tra ricerca e innovazione

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Come l’intervento pubblico nell’economia spaziale può raggiungere maggiori livelli di efficienza? Il modello della collaborazione pubblico-privata è senz’altro una delle strade con la maggiore probabilità di successo. Esso può realizzarsi in vari modi. Si può ricorrere al public procurement ma soprattutto si può intervenire attraverso lo strumento della partnership, in modi via via più innovativi e capaci di rispondere alle peculiarità del settore in esame. Questo articolo esplora le potenzialità dello strumento della c.d. joint undertaking (o impresa comune) nel settore spaziale alla luce dei trattati europei e del programma Horizon Europe, considerandolo una possibile strada privilegiata per gli obiettivi esplorativi di cui sopra.

L’articolo indaga la natura delle attività svolte da un operatore spaziale all’interno di un partenariato pubblico-privato avente ad oggetto un’infrastruttura o un servizio satellitare. Attraverso l’analisi dell’art. VI del Trattato sullo Spazio, dei criteri di attribuzione delle attività private allo Stato e delle funzioni attribuite alle parti nel PPP, si chiarisce perché le attività svolte dal partner privato restino “non-governative”. Ne emergono implicazioni decisive: responsabilità limitata dello Stato, oneri gravosi per gli operatori, e un inedito intreccio tra disciplina del PPP e disciplina della l. n. 89/2025.

L’articolo ricostruisce l’evoluzione della partnership pubblico-privato nelle attività spaziali dagli anni Sessanta ad oggi, soffermandosi, in particolare, sul modello statunitense e su quello europeo. Il primo è un modello a trazione privata (ma con una forte connessione tra apparato della difesa e oligopoli privati), che ha puntato molto sulla deregolazione interna, sull’inserimento negli interstizi e nelle lacune della regolazione internazionale, sul conferimento di un elevato margine di azione alle corporations private operanti nelle Big Tech, sulla premialità per la ricerca tecnologica innovativa e dirompente, sulla flessibilità e derogabilità delle regole di concorrenza. Il secondo è invece un modello misto, edificato sul coordinamento e la cooperazione tra internazionale, sovranazionale e nazionale, tra pubblico e privato, tra tecnica e politica, meno dinamica sul piano dell’innovazione e della rapidità di realizzazione, più sensibile ai temi della sostenibilità, più attenta alla regolazione, alla armonizzazione, alla redistribuzione proporzionata degli investimenti sul tessuto industriale.

Giulio Rivellini

Il personale nelle agenzie spaziali: natura giuridica e prospettive

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Le nuove funzioni legate all’economia dello spazio impongono una revisione di alcuni istituti del diritto amministrativo, oltre a richiedere alcuni accorgimenti sul versante istituzionale delle agenzie spaziali. Mentre in passato lo spazio era appannaggio del settore della ricerca e della difesa, in futuro potrebbe trasformarsi in terreno di sfruttamento economico. Anche i dipendenti delle agenzie spaziali sono investiti da questo fenomeno. Le funzioni attribuite alle agenzie spaziali come l’ASI, l’ESA o l’EUSPA stanno evolvendo, e con esse deve evolvere anche il regime giuridico del loro personale. Questo articolo analizza dunque la disciplina dei dipendenti delle agenzie spaziali, soffermandosi sulle regole applicabili all’ASI, all’ESA e all’EUSPA, e provando a delinearne le prospettive evolutive.

Manfredi Matassa

I profili giuridici della cibersicurezza nello Spazio

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Il contributo analizza gli aspetti giuridici della sicurezza cibernetica nel settore spaziale, esaminando l’evoluzione del quadro normativo sia a livello nazionale che europeo. Dopo aver ripercorso le tappe fondamentali della disciplina – dalla direttiva NIS al Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, fino alla direttiva NIS2 – lo studio si concentra sulle modalità di coordinamento tra i due livelli di regolamentazione, evidenziando le criticità legate alla loro sovrapposizione. Infine, l’analisi si conclude con l’esame della proposta di regolamento EU Space Act, che mira a introdurre una normativa specifica per il settore Spazio

Chiara Cellerino

La proposta di “EU Space Act” e il suo possibile impatto

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Lo scritto analizza il contesto nel quale si inserisce la Proposta di regolamento della Commissione europea sulla sicurezza, la resilienza e la sostenibilità delle attività spaziali nell’Unione, meglio noto con la denominazione inglese EU Space Act, le finalità che essa persegue nel contesto socio-economico e geo-strategico attuale, i suoi principali contenuti anche in relazione a tali finalità, nell’ottica di identificare il possibile impatto che essa produrrebbe sulle competenze e legislazioni degli Stati membri in questa materia, sull’industria europea dello spazio e, più in generale, sulla governance europea delle attività spaziali

Maria Elena De Maestri

La governance multilivello delle attività spaziali

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Le attività spaziali hanno subito un’evoluzione in termini soggettivi e oggettivi tale da mettere in discussione l’attualità del regime internazionale di governance affermatosi nella seconda metà del secolo scorso. L’esame dell’attività normativa dei soggetti deputati ad intervenire in questo settore dimostra come si assista oggi ad una governance policentrica che nella visione dell’autrice ben può perseverare nel raggiungere gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite nei primi Trattati, senza pregiudicare gli interessi nazionali.

Luna Aristei

La sostenibilità ambientale delle attività spaziali tra debris e future generazioni

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

La questione dei detriti spaziali è diventata una priorità, data la costante crescita del numero di oggetti artificiali in orbita e l’aumento esponenziale del rischio di collisioni. Tra l’altro, lo spazio extra-atmosferico, un dominio di risorse a cui tutti hanno accesso, rientra nella categoria dei beni comuni, essendo necessaria una sua regolazione per evitare comportamenti opportunistici e garantire un suo uso sostenibile a vantaggio delle future generazioni. A tal fine, occorre adottare un modello di “economia spaziale circolare”, che prolunghi la vita utile dei satelliti attraverso servizi in orbita e favorisca il riutilizzo e il recupero dei componenti, nel rispetto anche dello sviluppo sostenibile.

Ida Chiara De Rosa, Susanna Screpanti

Space mining. tra potere pubblico e attività privata

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

L’ingresso di attori privati nello spazio e la prospettiva che essi possano svolgere attività di space mining hanno mostrato le lacune dell’ordinamento internazionale nella regolamentazione dello sfruttamento delle risorse cosmiche. Il presente articolo si propone di esaminare l’ammissibilità delle attività di space mining alla luce del diritto internazionale dello spazio, analizzando il divieto di appropriazione sancito dal Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico, la responsabilità statale per lo svolgimento di attività private nello spazio e le legislazioni nazionali adottate sinora adottate, con particolare focus sulla legge italiana n. 89/2025.

Pietro Pustorino

Spazio extra-atmosferico e beni comuni nel diritto internazionale

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Il lavoro esamina il regime dei beni comuni nel diritto internazionale dello spazio, con particolare riguardo all’applicazione dei principi del patrimonio comune dell’umanità e della res communis omnium. L’autore mette in luce come i due principi in questione trovino fondamento nei trattati internazionali sullo spazio extra-atmosferico e costituiscano altresì il fondamento giuridico di altri principi generali contenuti nel regime normativo convenzionale rilevante in materia. Viene inoltre sottolineata l’importanza del riferimento ai suddetti principi di diritto internazionale e soprattutto al principio del patrimonio comune dell’umanità al fine di contenere le pretese statali di uso e controllo esclusivi dello spazio extra-atmosferico e delle sue risorse.

Partendo dai principali riferimenti normativi e dalle più recenti pronunce della giurisprudenza di legittimità sul tema della valutazione della testimonianza del minore nel processo penale che lo vede coinvolto come vittima di un reato sessuale, il presente contributo si prefigge di esaminare i profili di necessaria interazione fra il giudice e l’esperto, funzionali a delineare un nuovo orizzonte di tutela del soggetto minorenne, consistente nella sua partecipazione attiva e consapevole al processo di cui non può, né deve diventare vittima.

Il presente studio ha l’obiettivo di esaminare, in un campione clinico, la relazione tra esperienze infantili avverse (ACE) e la distorsione della percezione corporea tipica dei disturbi del comportamento alimentare, indagando in particolare il ruolo dei sintomi post-traumatici e della disregolazione emotiva come mediatori seriali. I partecipanti allo studio sono 79 pazienti (18-28 anni), reclutati presso tre centri italiani specializzati nel trattamento dei disturbi alimentari. I partecipanti sono stati suddivisi in due sottogruppi diagnostici: Anoressia Nervosa Restrittiva (AN-R; n = 32) e Bulimia Binge, che comprende i disturbi alimentari con manifestazioni nello spettro bulimico (BB; n = 47). Ai pazienti sono stati somministrati i seguenti strumenti self-report: Maltreatment and Abuse Chronology of Exposure (MACE Scale), International Trauma Questionnaire (ITQ), e Body Shape Questionnaire (BSQ). I dati che indicano un’elevata prevalenza di ACE, in particolare di violenza familiare e abuso emotivo, in entrambi i sottogruppi clinici AN-R e BB confermano il ruolo centrale dei traumi relazionali precoci nello sviluppo della psicopatologia alimentare. I risultati dello studio evidenziano inoltre un effetto indiretto significativo tra ACE e distorsione della percezione corporea in caso di disturbi alimentari, attraverso la mediazione seriale dei sintomi post-traumatici e della disregolazione emotiva.

Eleonora Guerzoni, Elena Venturelli, Ada Cigala

Analisi delle interazioni triadiche nelle comunità mamma-bambino: l’operatore come “terzo” significativo

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2026

Il presente lavoro, a partire dalla prospettiva triadica e dal concetto di genitorialità diffusa, si è proposto di studiare le dinamiche relazionali madre-bambino-operatore nel contesto di una comunità educativa che accoglie madri e bambini, attraverso la procedura osservativa TIAP (Triadic Interaction Analytical Procedure). In particolare, nello studio vengono descritte le interazioni di una triade madre-bambino-operatore. I risultati hanno consentito di analizzare nel dettaglio il processo di co-costruzione delle dinamiche relazionali, riconoscendo il ruolo attivo di tutti i protagonisti del sistema e di evidenziare sia risorse che aspetti di criticità che possono essere successivamente oggetto di colloqui e riflessioni e rappresentano elementi chiave nella strutturazione degli interventi di supporto alla genitorialità.

Elena Venturelli, Severo Rosa

Building a Developmental Relationship in the Forensic Context

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2026

The civil forensic context represents a social control setting in which the Court requests specific assessments. In a non-therapeutic context, is it possible to co-construct a developmental relationship? To explore this question, we used the TIAP observational tool, based on a systemic-constructivist-processual model, which highlights family system functioning and the contribution of individuals in co-constructing interactive dynamics. TIAP was applied in 15 cases of high-conflict separation managed by the Court-Appointed Expert (CTU). Results show that the tool integrates linear analyses, promotes understanding of relational circuits in action, and provides a shared framework to guide intervention not in defense of the individual, but in support of the family system as a whole.

Elena Venturelli, Andrea Davolo

La valutazione della genitorialità come spazio di trasformazione e co-costruzione: la procedura TIAP in situazioni di maltrattamento

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2026

La valutazione della genitorialità come processo trasformativo va oltre il momento diagnostico, configurandosi come un percorso di consapevolezza che coinvolge l’intero sistema familiare e consente di osservare le dinamiche di interdipendenza e coordinazione tra i membri. La procedura TIAP è stata applicata a 35 famiglie segnalate per episodi di maltrattamento nei confronti dei figli. La sua applicazione, illustrata attraverso un caso clinico, evidenzia la possibilità di valorizzare le risorse genitoriali, considerare il contesto familiare allargato, osservare la co-genitorialità e riconoscere il ruolo attivo dei minori. TIAP consente di osservare le relazioni familiari in azione e favorisce una riflessione condivisa sul funzionamento del sistema, supportando il clinico nella costruzione di un’ipotesi clinica basata su una narrazione condivisa, che valorizza il sentirsi visti e riconosciuti.

Paolo Bonfiglio, Daniele Ponteggia, Andrea Farnetani

Preliminary analysis of an in-situ measurement systemfor normal-incidence absorption coefficient using a microphone array

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: PRE / 1900

Acoustic characterization of materials is crucial to evaluate their sound-absorbing properties under real conditions. Standard methods, such as the impedance tube (ISO 10534-2) and the re-verberation chamber (ISO 354), show limitations for in-situ measurements. This study presents an innovative approach to estimate the normal-incidence absorption coefficient using a low-cost 4×4 microphone array. The method computes normalized acoustic impedance and reflection coefficient from microphone pairs, with free-field calibration. The system covers 100 Hz-5000 Hz through variable spacers and reduces operational complexity compared to traditional techniques. Numerical valida-tion via finite element modelling and experimental tests in anechoic chamber show good agreement with analytical models and standards, with deviations comparable to the reproducibility of standardized methods. Results confirm the robustness of the approach against geometric variations and edge effects, enabling fast and reliable measurements in real environments.