RISULTATI RICERCA

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Morris N. Eagle

I due Freud: implicazioni per la natura della mente

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2024

Vengono introdotti i principali temi discussi in un libro in preparazione, dal titolo Psy-choanalytic Perspectives on Human Nature: Critique, Research, and Clinical Impli-cations (“Prospettive psicoanalitiche sulla natura umana: critica, ricerca e implica-zioni cliniche”), nel quale viene sostenuto che diverse teorie o “scuole” psicoanalitiche comportano differenti teorie sulla natura umana. In particolare, viene discussa la teo-ria freudiana della natura umana, e argomentato che vi sono “due Freud” riguardo alle concettualizzazioni della funzione della coscienza, della natura degli stati e dei processi mentali inconsci, del rapporto tra la coscienza e gli stati e i processi inconsci, e del rapporto tra l’Es e l’Io. Inoltre viene discussa la concezione “standard” della teoria psicoanalitica c del Freud che è nascosto sotto gli occhi di tutti. Vengono anche discusse le implicazioni cliniche delle formulazioni di questi due Freud.

Marianna Bolko, Dante Comelli, Irene Galli, Alberto Merini, Francesco Merini, Paolo Migone, Giulio Sapelli

Un ricordo di Pier Francesco Galli al Cinema Modernissimo di Bologna il 9 novembre 2024

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2024

Il 9 novembre 2024, giorno in cui Pier Francesco Galli avrebbe compiuto 93 anni, al Cinema Mo-dernissimo della Cineteca di Bologna, alla presenza di più di 200 persone venute da varie parti d’Italia, è stato proiettato il film di Francesco Merini I settant’anni di un maestro (https://vimeo.com/308667961), che fu regalato a Galli il 9 novembre 2001 per il suo 70° com-pleanno. Prima del film sono intervenuti, nell’ordine, la figlia Irene Galli, Paolo Migone (condi-rettore di Psicoterapia e Scienze Umane), Dante Comelli (Segretario dell’Associazione culturale Psicoterapia e Scienze Umane), Alberto Merini (Presidente dell’Associazione culturale Psicote-rapia e Scienze Umane), Marianna Bolko (condirettrice di Psicoterapia e Scienze Umane, e ve-dova di Pier Francesco Galli), e Francesco Merini (regista del film). Dopo la proiezione è interve-nuto Giulio Sapelli (Professore Emerito di Storia Economica e Politica presso l’Università degli Studi di Milano), che era legato a Galli da una stretta amicizia. Qui vengono pubblicati questi sette interventi.

Francesco Raphael Frieri, Stefania Sparaco, Umberto Tossini, Angela Zaniboni

Perché Smart Working è benessere, produttività e coesione territoriale

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo mira a spiegare come due organizzazioni aziendali, una pubblica e una privata, hanno innovato negli ultimi cinque anni in una trasformazione sia organizzativa che digitale, investendo sulla fiducia, impegnandosi nel work-life balance e introducendo massicciamente lo Smart Working laddove possibile. Entrambe queste organizzazioni sono grandi e tipiche organizzazioni burocratiche nate nel centesimo secolo, parte dello stesso ecosistema regionale, anche se vincolate da contesti normativi e di commitment estremamente diverso: la Regione Emilia-Romagna e Automobili Lamborghini. Questo articolo cercherà di tracciare le similitudini fra i due percorsi, le moti-vazioni teoriche ed empiriche che hanno sospinto simili trasformazioni, nonché i risultati in termini di produttività, benessere aziendale, attrattività e retention di talenti. Infine, da questo esempio, si proporrà uno spunto su cui costruire future politiche di coesione nel contesto europeo.

Francesca Battistoni, Giulio Quaggiotto, Flaviano Zandonai

Ridisegnare le meso istituzioni dell’economia sociale per affrontare l'incertezza. Il caso del Consorzio nazionale CGM

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2024

Come possono riconfigurarsi le istituzioni dell'economia sociale per divenire più efficaci nell'affrontare l'incertezza? Questo paper individua nelle meso istituzioni che operano tra dinamiche emergenti dal basso e direttrici top down, un ambito di studio in grado di rileggere il ruolo e accompagnare lo sviluppo delle organizzazioni sociali. In particolare, esamina il caso del consorzio nazionale CGM per compren-dere come questa importante rete italiana di imprese sociali intenda agire come "riconfiguratore" di sistemi locali di welfare e di economie inclusive al fine di me-glio fronteggiare le principali sfide sociali e ambientali. Per CGM ciò ha comporta-to l'adozione di un nuovo approccio strategico che da un classico programma d’azione è evoluto verso una "bussola" capace di navigare in senso proattivo traiettorie trasformative. Inoltre, ha richiesto un riassetto della propria rete approc-ciando alcune macro-tendenze di cambiamento organizzativo come la trasforma-zione digitale della propria produzione di beni e servizi di interesse collettivo e una reinterpretazione del modello d’impresa piattaforma per abilitare nuovi apporti da parte dei suoi molteplici stakeholder. L'articolo si concentrerà sulle tensioni e le op-portunità che stanno emergendo da questo particolare processo, indicando al contempo apprendimenti a più ampio raggio per un’innovazione che all’interno di questa rinnovata capacità strategica assume una connotazione di natura istituzionale.

Vincenzo Auriemma, Caterina Galdiero, Gennaro Iorio, Rosario Marrapodi, Marcello Martinez

Technostress and conflict: a systematic literature review

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2024

The purpose of this literature review is to highlight the relationship between technostress and conflict, which is having great resonance in various fields, including economics, sociology and psychology. The theme has different declinations, becoming a polysemic concept and applicable, in a broad sense, in any sphere of our lives. We need only think of the extent to which technology pervades our lives, for example wearable devices for health monitoring, work that is carried out entirely through technological devices, leisure time that is increasingly devoted to online activities, the opening up of the metaverse and artificial intelligence in the world of work. By using knowledge graphs and bibliometrics, the aim of the paper was to systematically analyse (qualitatively and quantitatively) and synthesise literature that addresses the relationship between conflict and technostress. We discuss the main research topics, current challenges and the status of studies on the topic, in order to provide a reference for researchers conducting related studies, laying the foundation for possible areas of future development and empirical analyses.

Eleonora Costantini, Tommaso Fabbri, Nicoletta Manzini

Tecnologia e digitalizzazione in ambito socio-sanitario: vincoli e opportunità di contesto per le organizzazioni di Terzo Settore

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2024

Il crescente dibattito nazionale intorno alla trasformazione digitale del welfare ri-serva scarsa attenzione al ruolo che i sistemi regionali di governance possono agire nel processo, in qualità di vincoli all’adozione o driver di sviluppo, in particolare rispetto alle organizzazioni coinvolte nell’erogazione di servizi e prestazioni. Ana-lizzando l’introduzione di applicativi digitali nel settore socio-sanitario - in due cooperative che operano in Emilia-Romagna e Lombardia - questo lavoro intende proporre alcune prime riflessioni intorno al modo in cui i sistemi regionali di welfare possono giocare un ruolo nei processi di digitalizzazione e l’eventuale emergere di pattern di innovazione digitale nelle organizzazioni di Terzo Settore. Attraverso i primi due paragrafi viene definito il quadro teorico di riferimento; segue la descri-zione dell’oggetto – le due cooperative selezionate come studi di caso – e del pro-cesso di analisi. Alla descrizione dei principali risultati, segue una loro discussione e la formulazione di riflessioni conclusive.

Maja Roch, Raffele Dicataldo, Simone Giacometti

Tante lingue, un’unica storia: lo sviluppo della competenza narrativa nel bilinguismo

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2024

Le narrazioni sono parte importante dello sviluppo linguistico del bambino e rappresentano una delle modalità comunicative privilegiate nella prima infanzia. Offrono un modello comunicativo complesso pertanto l’analisi della competenza narrativa consente di ottenere molteplici informazioni che riguardano i diversi livelli di elaborazione linguistica e la loro integrazione. Per questo motivo riveste particolare interesse l’analisi della competenza narrativa nei bambini bilingui in cui risultano essenziali tre temi.Il primo riguarda il confronto tra le lingue parlate dal bambino in quanto analizzando le differenze e le similitudini nelle capacità narrative si possono fornire preziose indicazioni sul modo in cui i bambini bilingui acquisiscono e utilizzano il linguaggio in contesti diversi. Il secondo tema analizza la microstruttura e la macrostruttura delle narrazioni prodotte nelle lingue parlate dai bambini bilingui con lo scopo di esplorare dettagliatamente sia gli aspetti linguistici che strutturali delle storie raccontate. Il terzo tema indaga l’applicazione della competenza narrativa nel contesto clinico. Qui l’attenzione si focalizza sull’utilizzo della narrazione come strumento di valutazione e intervento nei bambini bilingui con difficoltà comunicative e/o linguistiche, offrendo approfondimenti preziosi per i professionisti.La ricerca condotta fino ad oggi sembra suggerire che lo sviluppo della competenza narrativa nei bambini bilingui segua una traiettoria evolutiva simile a quella osservata nei coetanei monolingui. Nelle prime fasi dell’acquisizione di una seconda lingua, i bambini bilingui mostrano una competenza narrativa migliore nella loro lingua dominante. In seguito, soprattutto grazie all’intervento della scolarizzazione – particolarmente quando questa avviene nella seconda lingua o nella lingua maggioritaria – la competenza narrativa tende a svilupparsi più rapidamente rispetto a quanto accade nella lingua d’origine. Questo dato suggerisce la rilevanza di mettere in atto un’educazione al bilinguismo che preveda il potenziamento della competenza narrativa sia nell’ambiente domestico che in quello scolastico. Infine, l’analisi della competenza narrativa rientra sempre più spesso nell’assessment clinico del bambino bilingue in quanto, attraverso una misurazione veloce, semplice ed ecologica, fornisce molteplici e ricche informazioni sullo sviluppo comunicativo del bambino bilingue, aiutando il clinico a differenziare i profili bilingui tipici da quelli a rischio di difficoltà.

Nella nostra società occidentale e industrializzata c’è un numero sempre crescente di soggetti plurilingue, che sono individui che conoscono almeno due lingue distinte. C’è una recente attenzione verso i bambini bilingue e come questi imparano a parlare. Una domanda di ricerca recente e che questo lavoro prova a rispondere è: come riabilitatare le abilità linguistiche di bambini bilingue che hanno difficoltà di linguaggio? Per provare a rispondere a questa domanda, all’interno di questo documento, si è partiti dalla necessità di analizzare i testi delle linee guida nazionali e internazionali, redatte dalle istituzioni di competenza che sono considerate come la bussola che guida l’operato dei professionisti sanitari che riabilitano le abilità comunicativo-linguistiche, ovvero il logopedista. Successivamente, è stata condotta una rassegna della lettura inerente questo asse di ricerca, a partire dal fatto che è opportuno analizzare le evidenze scientifiche disponibili in letteratura che possono essere di supporto per promuovere una pratica clinica logopedica basata sulle evidenze scientifiche. Lo step successivo è stato quello di analizzare quali sono gli strumenti, le evidenze, le strategie teoriche e pratiche a disposizione dei logopedisti al fine di aumentare la possibilità di raggiungere gli obiettivi riabilitativi efficacemente. In- fine, considerando lo stato dell’arte e l’assenza di evidenze scientifiche valutate nella presa in carico riabilitativa di bambini bilingue con difficoltà di linguaggio, è stata descritta una proposta di progetti sperimentali che la comunità scientifica può condurre al fine di iniziare a costruire le fondamenta di proposte riabilitative basate su evidenze scientifiche raccolte nel contesto italiano.

Stefania Millepiedi, Bruno Sales

DPL e DSA nei bilingui: il difficile dilemma diagnostico

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2024

Il presente articolo si prefigge di delineare le aree di indagine utili per la valutazione clinica dei disturbi primari del linguaggio (DPL) e dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) nella condizione di bilinguismo, in bambini che imparano l’italiano come seconda lingua (L2). Si tratta di una popolazione estremamente eterogenea, sia per fenotipi clinici, che per fattori ambientali, che per timing dell’esposizione. Ci focalizziamo in particolare sulla tipologia di bilinguismo che viene definito sottrattivo, quello in cui il valore sociale della lingua madre (L1) è poco riconosciuto. A partire dall’approccio diagnostico, ormai consolidato, dei disturbi del neurosviluppo in cui variabili fenotipiche si intersecano con variabili ambientali in un continuum temporale, si applicherà lo stesso approccio anche a questa particolare popolazione di bilingui. Si passerà quindi a delineare quali possano essere i passaggi fondamentali dell’anamnesi, della valutazione clinica sia nei DPL che nei DSA e quali elementi ambientali e temporali debbano essere tenuti in particolare considerazione.

Maria Teresa Guasti, Chiara Saponaro, Letizia Raminelli

L’acquisizione dell’italiano come seconda lingua da parte di bambini con mandarino o arabo come prima lingua

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2024

In questo articolo, discuteremo due aspetti dell’acquisizione bilingue: il meccanismo del transfer e il tempo di esposizione effettiva alla seconda lingua. Il primo consiste nel fatto che una proprietà linguistica acquisita nella prima lingua (L1) possa facilitare l’acquisizione della stessa anche nella seconda lingua (L2). In altri termini, nell’acquisizione della L2, i bambini possono beneficiare dall’aver già imparato proprietà analoghe nella L1. Discuteremo l’importanza del secondo nel valutare l’acquisizione di competenze linguistiche. Il tempo effettivo di esposizione può essere determinato solo sulla base di questionari dettagliati che indagano la situazione linguistica dei bambini. Per questo motivo parleremo anche di quali siano i questionari disponibili per l’italiano L2. Per trattare questi aspetti caratteristici dell’acquisizione bilingue, prenderemo in esame alcuni studi che hanno coinvolto bambini bilingui parlanti due lingue molto diverse tra loro: nello specifico, bambini con l'italiano come L2 e con l’arabo o il mandarino come L1. Nel primo caso ci concentreremo sull’acquisizione dei pronomi clitici che, essendo presenti sia in arabo che in italiano, possono quindi essere esemplificativi del meccanismo del transfer. Il confronto tra le prestazioni in italiano dei bambini arabofoni e quelle di bambini con altre L1 mostra che non solo il transfer, ma anche il tempo di esposizione effettiva alla L2 giocano un ruolo cruciale nell’acquisizione di questi pronomi. Successivamente ci concentreremo sull’italiano L2 di bambini con mandarino L1, analizzando l’acquisizione delle frasi relative, del numero e del genere grammaticale. Anche in questi casi esamineremo il ruolo facilitatore del transfer, ma lo faremo in due contesti leggermente diversi. Nel primo caso, infatti, le proprietà linguistiche in questione (cioè, le frasi relative e il numero grammaticale) sono presenti in entrambe le lingue; nel secondo, invece, l’aspetto linguistico analizzato (il genere grammaticale) viene espresso solo in una delle due (l’italiano).

Giovanni Giulio Valtolina

Il bilinguismo nei bambini con background migratorio

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2024

La trasformazione che, negli ultimi decenni, la società italiana ha subito a seguito dell’immigrazione pone alla scuola sfide impegnative, prima fra tutte quella di trovare strategie e metodologie efficaci per far apprendere la lingua italiana agli alunni con background migratorio. Anche a seguito dei nuovi sviluppi nell’ambito delle neuroscienze, è emerso il concetto di translanguaging, che promuove la mescolanza intenzionale delle lingue in classe, per sfruttare l’intero repertorio linguistico dei bambini bilingui. Le ricerche hanno mostrano che le strategie di translanguaging possono facilitare l’apprendimento linguistico e il trasferimento concettuale dalla L1 alla L2. Occorre quindi implementare metodologie che valorizzino e supportino lo sviluppo di un repertorio plurilingue, in un’ottica di inclusione e formazione dei futuri cittadini.

Antonella Sorace, Maria Luisa Lorusso

Effetti linguistici e cognitivi del multilinguismo, tra miti e realtà

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2024

Parlare abitualmente più di una lingua sta diventando progressivamente la norma più che l’eccezione. Comprendere esattamente quali siano i vantaggi (e i possibili svantaggi, se ci sono) di questa nuova condizione è imprescindibile se si vogliono effettuare scelte informate e consapevoli sulla gestione delle situazioni di multilinguismo nella nostra società, che interessano vari livelli (dalla scuola ai servizi alle istituzioni) e richiedono modelli organizzativi adeguati oltre a nuovi paradigmi culturali. I miti ancora diffusi che nascono dal timore che la convivenza di più lingue e culture in uno stesso territorio possa rappresentare motivo di confusione e costituire ostacoli per lo sviluppo dell’individuo e il benessere dei gruppi possono essere oggi sfatati dalle evidenze scientifiche. La ricerca ha infatti dimostrato che il multilinguismo non costituisce uno svantaggio per lo sviluppo cognitivo e linguistico e che anzi può portare dei vantaggi per la sua capacità di stimolare le funzioni esecutive, la metacognizione, la Teoria della Mente, fino ad arrivare alla capacità di empatia. Perché tali vantaggi si manifestino sono tuttavia necessarie alcune precondizioni, che includono sufficiente quantità, qualità e varietà dell’esposizione alle due o più lingue e un atteggiamento positivo verso ognuna delle lingue parlate.

FeDerSerD - Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle diipendenze

FeDerSerD Informa n. 37

MISSION

Fascicolo: 67 / 2024