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Nonostante la guida in stato di ebbrezza sia stata oggetto, a partire dagli anni Novanta, di numerose campagne nazionali e locali e di programmi e interventi di prevenzione e promozione della salute, il problema non può considerarsi risolto. Se possiamo ritenere che vi sia una maggiore informazione rispetto al passato, cos’è che spinge a mettersi alla guida dopo avere bevuto nonostante la consapevolezza dei rischi? Questa è stata la domanda che ha dato origine a uno studio condotto nell’ambito del Master EMDAS (European Masters in Drugs and Alcohol Studies) su cui si basa questo articolo. Lo studio ha coinvolto 170 giovani tra i 18 e i 30 anni residenti in provincia di Bergamo attraverso una indagine anonima online finalizzata a rilevare in particolare il rapporto tra consapevolezza dei rischi e comportamenti agiti. I risultati sono confrontati e discussi alla luce delle evidenze che emergono dalla letteratura a livello europeo e internazionale. Lo studio fornisce informazioni interessanti sulle motivazioni che spingono i giovani a guidare dopo aver consumato alcolici e forniscono elementi utili alla progettazione di interventi preventivi mirati e di strumenti di valutazione dell’efficacia degli stessi.

Valentina Generani, Serena Marchesi

Delirio e gioco d’azzardo: la fuga dalla realtà

MISSION

Fascicolo: 67 / 2024

This article aims to highlight, through the narration of a clinical case, the possible interactions between Pathological Gambling Disorder and psychotic symptoms; in particular we talk about delirium within a NAS Psychosis, through the narration of a clinical case of a patient who passed through the Lodi Addiction Service.

Marco Riglietta

Disturbo da uso di alcol e terapie farmacologiche: a che punto siamo?

MISSION

Fascicolo: 67 / 2024

Il disturbo da uso di alcol ha eziologia, patogenesi e manifestazione clinica sicuramente complesse in cui meccanismi genetici, storie traumatiche, contesto sociale e familiare determinano l’evoluzione della malattia e la possibilità di remissione della stessa. D’altra parte, altre patologie, ben più diffuse nella società occidentale, diabete o ipertensione a mero titolo di esempio, condividono la stessa complessità eziologica, di patogenesi e di manifestazioni cliniche. L’intervento su queste patologie è sicuramente farmacologico ma non solo: si accompagna ad un intervento motivazionale, ad un counselling continuo per monitorare l’aderenza alle terapie, spesso si sovrappone un intervento psicoeducativo con indicazioni nutrizionali oltre che comportamentali (attività fisica). Sicuramente un diabetico o un iperteso avranno una prescrizione farmacologica nella quasi totalità dei casi; in alcologia solo il 30% dei pazienti ha una terapia farmacologica prescritta e spesso si tratta di farmaci che non hanno un’indicazione specifica (ansiolitici, antidepressivi etc.) Insomma, gli “alcolisti” sono trattati, sostanzialmente, con un intervento psico-socio-educativo.

Roberta Marenzi, Liliana Praticò, Andrea Corbetta, Giovanni Plebani, Manuel Cornolti, Marta Vaiarini, Marco Riglietta

Buprenorfina impianto sottocutaneo: prime valutazioni sull’utilizzo in un SerD

MISSION

Fascicolo: 67 / 2024

Il disturbo da uso di oppioidi (DUO) rappresenta ancora oggi la patologia più rappresentata nella popolazione che afferisce ai servizi ambulatoriali per le dipendenze. Tutte le linee guida internazionali definiscono il trattamento con agonisti degli oppiacei il Gold Standard del trattamento. Nonostante questo, in Italia la stima relativa alla copertura con questa terapia delle persone con un DUO (1, 2, 3, 4, 5) supera di poco il 40% (6) Il DUO può essere trattato attraverso la terapia di mantenimento con oppioidi in combinazione con il supporto psicosociale, ma per essere efficace, la terapia di mantenimento con oppioidi deve essere mantenuta regolarmente per un periodo di tempo prolungato. La buprenorfina (BPN) è uno dei trattamenti farmacologici più comuni e fino ad oggi si basa sull’assunzione di compresse o di film sublinguale. Negli ultimi anni sono stati introdotti sul mercato formulazioni Long Acting iniettabili in preparazioni settimanali o mensili ed una formulazione come impianto sottocutaneo della durata di 6 mesi. Gli impianti di Buprenorfina consentono un percorso di trattamento più flessibile con approcci individualizzati e sono stati associati a importanti benefici sia per la qualità della vita del paziente che per l'onere sui sistemi sanitari. Nell’articolo descriviamo l’esperienza clinica condotta in un servizio ambulatoriale per le dipendenze.

Questo articolo propone un’analisi comparata di due episodi di violenza collettiva contro i prigionieri nelle guerre civili italiana e spagnola. Entrambi i casi, uno nella città veneta di Schio e l’altro nella capitale della Biscaglia, Bilbao, possono essere presentati come esempi paradigmatici di una forma di violenza, gli assalti e le sacas1 dei centri di detenzione, che causarono una parte importante degli omicidi avvenuti nelle retroguardie di entrambi i conflitti civili. Attraverso un approccio comparato l’autore si propone di determinare e analizzare i meccanismi di produzione e riproduzione della violenza presenti in questi assalti e sacas. In questo modo, si evidenzierà l’importanza del più ampio contesto di guerra civile, i legami di micro e macro-solidarietà sottesi a tali episodi e la richiesta di risarcimento e giustizia da parte delle comunità locali, senza trascurare il modo in cui queste ultime rappresentarono i protagonisti degli assalti e come questi, a loro volta, si auto-definirono.

A cura della Redazione

Materiali/Recensioni

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 183 / 2024

Micaela Vitaletti

Note sul contratto nazionale per gli attori e le attrici del settore cinematografico

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 183 / 2024

Il saggio analizza il primo contratto collettivo nazionale per gli attori e le attrici del cinema, soffermandosi sulle specificità del settore che si caratterizza per la correlazione tra processo creativo e temporaneità dei rapporti di lavoro. Il ccnl si sviluppa entro questa direttrice ponendo alcune questioni che guardano alla disciplina del contratto a termine, all’orario di lavoro, nonché all’impatto dell’Intelligenza artificiale.

Alessandro Riccobono

Dal conflitto collettivo al conflitto giurisdizionale: le «ordinanze Salvini» e i limiti alla precettazione nel settore dei trasporti

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 183 / 2024

Il contributo analizza le tre recenti sentenze del Tar Lazio che hanno vagliato la legittimità delle ordinanze di precettazione emanate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in occasione degli scioperi nazionali del trasporto ferroviario e del trasporto pubblico locale proclamati nella seconda metà dello scorso anno. Pur essendo state pubblicate nello stesso giorno, per mano del medesimo estensore, le pronunce si segnalano per l’esito divergente, avendo la prime due confermato la validità del provvedimento ministeriale e la terza disposto il suo annullamento per l’insussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza che autorizzano l’intervento d’ufficio dell’organo politico, ai sensi dell’art. 8, l. 146/1990. A fronte dell’ingerenza sempre più frequente dell’autorità pubblica nella gestione del conflitto, le decisioni in esame permettono di riflettere sulla controversa dialettica tra diritto di sciopero e potere di precettazione, in una temperie culturale che sembra aver spostato l’intervento repressivo dell’autotutela collettiva dall’eccezionalità alla fisiologia delle relazioni sindacali.

Vincenzo Ferrante

Eccezione di inadempimento e rifiuto della prestazione da parte del lavoratore: spunti dalla giurisprudenza

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 183 / 2024

Il saggio trae spunto da una sentenza di merito del Tribunale di Tivoli (n. 519 del 27 marzo 2024) per soffermarsi sul significato dell’eccezione di inadempimento, argomentando nel senso che essa vada ammessa in ogni caso in cui sussista un inadempimento non lieve, quando invocata in buona fede, in quanto strumento mirato ad assicurare l’esatto adempimento delle obbligazioni contrattualmente assunte dalle parti. Si contesta quindi che la sua applicazione sia conseguente ad un giudizio di proporzionalità fra gli opposti inadempimenti.

Giorgio Afferni, Angelo Danilo De Santis, Orsola Razzolini, Giuseppe Antonio Recchia

Class action e lavoro: questioni aperte

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 183 / 2024

Il saggio esamina la giurisprudenza in materia di licenziamento della persona con disabilità per superamento del comporto, affrontando specificamente la questione della conoscenza o conoscibilità, in capo al datore di lavoro, di tale condizione. In particolare, esso si concentra su un aspetto non ancora sviscerato dalla Corte di cassazione, che è quello della sorte del recesso intimato per superamento del comporto ordinario, a causa dell’ignoranza incolpevole del datore di lavoro. Sul punto, il saggio si propone di dimostrare come – alla luce delle categorie civilistiche della responsabilità contrattuale e dell’insegnamento della Corte costituzionale – in un caso siffatto il lavoratore abbia comunque diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, oltre al pagamento della penale delle cinque mensilità, che non sarebbe dovuta solamente in ipotesi di comportamento ostruzionistico del lavoratore medesimo.