RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105547 titoli

Giuseppina Dell’Aversana, Carmela Buono, Elisa De Carlo, Martina Morando, Fulvio Signore, Maria Luisa Giancaspro, Giulia Paganin, Teresa Galanti, Margherita Brondino, Vincenza Capone, Marco Depolo, Emanuela Ingusci, Barbara Loera, Amelia Manuti, Francesco Pace, Silvia Maria Rita Platania, Paola Spagnoli, Andreina Bruno

Qualità della vita lavorativa, differenze di genere e di ruolo nel personale docente e ricercatore nelle università: un’indagine nel contesto italiano

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

Nel corso degli ultimi anni è cresciuta l’attenzione intorno ai temi del benessere e della salute nel contesto accademico. Studi recenti suggeriscono che il personale docente e ricercatore è sottoposto a numerose pressioni sul lavoro provenienti da una varietà di fonti e questo determina importanti ricadute sui livelli di benessere. Nello specifico, il presente lavoro si è proposto di esplorare nell’ottica del modello JDR, richieste, risorse lavorative ed esiti di benessere lavorativo e verificare differenze significative in relazione al genere e al ruolo del personale accademico. Lo studio ha coinvolto 1481 ricercatori e docenti appartenenti a cinque Atenei pubblici italiani. I risultati pongono in evidenza alcune criticità all’interno dei contesti accademici e forniscono spunti per avviare una riflessione più profonda circa l’importanza per le università e le istituzioni accademiche di affrontare attivamente il tema della salute e del benessere.

Il presente contributo ha come obiettivo descrivere l’articolazione del protocollo di intervento “Con i Genitori” e i risultati di un’intervista telefonica semi-strutturata condotta al termi-ne dell’intervento, al fine di esplorare l’esperienza dei partecipanti, punti di forza e criticità del programma CiG e della sua erogazione online. L’intervento è rivolto a genitori di bambini con sviluppo tipico, di età compresa fra 0 e 6 anni e si compone di quattro sessioni di gruppo, basate su assunti teorici mutuati da modelli di intervento “evidence-based”, noti alla letteratura internazionale, rivolti alla genitorialità nella prima infanzia. I risultati descritti suggeriscono che il programma “Con i Genitori” potrebbe costituire uno strumento promettente ed interessante a supporto della relazione genitore-bambino e della sensibilità genitoriale nei primi anni di vita. Interventi con erogazione online potrebbero rappresentare un’importante modalità di accesso a programmi di prevenzione evidence based, facilitando la partecipazione degli utenti e soste-nendo la genitorialità sin dalle fasi più precoci dello sviluppo.

Andrea Caputo, Carmela De Giorgio, Maria Maddalena Zuccari

Ritratti di famiglia: un’esperienza di scrittura autobiografica in gruppo con coppie omogenitoriali

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

Sempre più frequentemente i servizi sociosanitari si confrontano con nuove configurazioni familiari che mettono in discussione l’idea di un ordine simbolico di tipo naturale e immutabile che fondava la famiglia sul matrimonio e sulla filiazione e queste due sulla differenza di gene-re. I legami affettivi e il concetto di genitorialità acquistano forma anche in relazione alle politi-che sociali e giuridiche in essere e, quindi, al modo in cui si declina il rapporto tra apparato pubblico e scelte private. Il presente contributo intende proporre un approfondimento della let-teratura in tema di omogenitorialità, quale definizione ombrello che ricomprende diverse realtà familiari in cui vi sia almeno un genitore con un orientamento omosessuale. A tale riguardo, l’articolo 44 lettera d della Legge 184/1983 rappresenta la cornice giuridica entro cui, al mo-mento, è possibile procedere ad una forma di riconoscimento giuridico delle famiglie omogeni-toriali nel contesto italiano. Nello specifico, si propone un’esperienza realizzata dal Gruppo Integrato di Lavoro Adozione della ASL Roma 2 nell’ambito dei percorsi di valutazione psico-sociale attivati con coppie omogenitoriali, basati sull’utilizzo della scrittura autobiografica in gruppo con l’intento di mettere in evidenza i livelli di complessità e, talora, contraddittorietà legati all’incrocio tra dimensioni psicologiche, giuridiche e sociali.

Gandolfa Cascio, Mario Limodio, Bernadetta Maini, Federica Massari, Vanessa Oluyemi, Anna Maria Petitti

Supportare la genitorialità in contesto migratorio. Riflessioni a partire da un’esperienza nei servizi

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

L’articolo propone alcune riflessioni sul sostegno alle competenze genitoriali a partire da un’esperienza di presa in carico a vertice transculturale realizzata nell’ambito di due differenti servizi dell’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone, il Consultorio Familiare e il Servizio Mul-tietnico. Dopo una breve rassegna della letteratura, il contributo presenta le peculiarità dei percorsi realizzati in riferimento alle specificità dei contesti di intervento, mettendo in evidenza come i diversi mandati istituzionali e le committenze multiple hanno una rilevanza nella progettazione di ogni singola presa in carico. Lo stesso viene affermato anche con riferimento a caratteristi-che contestuali che, talvolta, giocano il ruolo di veri e propri vincoli che richiedono degli im-portanti adattamenti dei dispositivi di cura. Nello specifico, il testo si sofferma sul quadro teorico-metodologico di riferimento, le fina-lità, la procedura, i processi partecipativi di valutazione e monitoraggio. In linea con la letteratura internazionale, i percorsi sono stati ritenuti funzionali da tutti gli attori coinvolti nelle prese in carico, suggerendo l’importanza di proporre all’utenza straniera interventi culturalmente sensibili. Questo elemento può essere valorizzato nonostante la casisti-ca sia ancora limitata e l’opportunità di raccogliere dati in maniera più sistematica. Infine, una sottolineatura di carattere più generale e sistemico riguarda l’importanza di prevedere la media-zione linguistico-culturale secondo modalità che ne assicurino la continuità dell’intervento nel tempo.

Roberta Spoletini, Giulia Scaravelli, Silvia Monaco, Alessia Renzi, Fabiola Fedele

Supporto psicologico alle coppie in trattamento PMA: una ricerca intervento per la promozione di salute nel percorso di “cura” verso la genitorialità

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

Il progetto di genitorialità può confrontarsi con la difficoltà a concepire un figlio. La condi-zione di infertilità rappresenta una sfida per il benessere psicofisico della coppia, riconosciuta sia a livello mondiale che cross-culturale. Questo studio ha come obiettivo quello di svolgere una ricerca intervento per rilevare le peculiarità dell’assistenza psicologica offerta alle coppie che eseguono trattamenti di Procrea-zione Medicalmente Assistita (PMA) in Italia. In tale contesto l’assistenza psicologica è consi-derata un elemento di supporto per un percorso consapevole verso la genitorialità. L’indagine, effettuata sul territorio nazionale, ha visto la partecipazione di 134 operatori sanitari (medici/biologi) dei centri di PMA, 28 psicologi operanti nel settore e 324 pazienti in corso di trattamento, grazie ad essa è stato possibile comprendere in quale misura il supporto psicologico fosse un servizio attivo e strutturato. È stato inoltre possibile analizzare la richiesta nei confronti dell’assistenza psicologica da parte dei medici e delle coppie e la percezione del ruolo professionale dello psicologo in questo contesto sanitario. Dai risultati della ricerca, l’intervento psicologico nella PMA si configura come uno stru-mento di supporto fondamentale per l’utenza e anche per tutti i membri dell’équipe medica che con il suo intervento si propone di riparare ad una mancata e ricercata genitorialità. Come emerge dall’indagine la PMA necessita di uno spazio offerto dalla psicologia che renda possi-bile l’esplorazione dei vissuti e delle risorse di ogni protagonista del percorso di cura, con spe-cifica attenzione al rapporto di coppia. In quest’ottica l’assistenza psicologica, sia rivolta alle coppie in trattamento PMA che, co-me strumento di supporto per l’attività dell’equipe, può assumere una fondamentale funzione di accompagnamento nel sostenere il processo di cura. Da qui l’orientamento alla formulazione di buone pratiche di intervento psicologico per la costruzione di un modello di assistenza con-diviso, adatto alle caratteristiche dell’utenza e alla multidisciplinarietà del contesto sanitario, al fine di promuovere il benessere dell’individuo, della coppia e degli operatori.

Paola Elia, Claudia Conti, Barbara Cordella

Tutelare i minori attraverso il sostegno alla genitorialità: il SISMIF

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

Nella letteratura più recente, relativa alla definizione della “genitorialità” e alle prassi più ef-ficaci per realizzare un intervento di sostegno e promozione della stessa, appare evidente come essa sia oggi intesa come un insieme dinamico di competenze di accudimento, riconoscimento e sviluppo della relazione affettiva. Tale concezione rende possibile avviare e sostenere un pro-cesso di sviluppo delle competenze genitoriali anche in situazioni di difficoltà e marginalità del nucleo familiare. In questa prospettiva, proporremo due situazioni, incontrate in un servizio SISMIF, attivato dai Servizi Sociali territoriali, a tutela dei minori. Lo stato di disagio, che por-ta alla segnalazione dei casi, non comporta l’immediato allontanamento dei minori dal nucleo familiare, ma richiede che se ne valuti la permanenza e, nel caso, si garantiscano le condizioni ad essa sufficienti. In questo contesto, l’intervento, si fonda sulla osservazione partecipante e sulla costruzione di una significativa alleanza di lavoro con i genitori, spesso lontani dalla comprensione di ciò che viene loro richiesto. È così possibile individuare gli elementi di critici-tà e di rischio ma anche le potenzialità e le risorse del nucleo familiare considerato, attraverso un intervento che riduce l’isolamento socioculturale e rende possibile promuovere spazi di ri-flessione, restituzione e significazione del disagio vissuto, dei relativi conflitti e delle prospetti-ve di sviluppo verso l’autonomia. L’intervento si conclude quando, in accordo con la storia familiare e le richieste della comunità sociale di riferimento, si ritiene di aver raggiunto una suf-ficiente stabilità del sistema famiglia e la consapevolezza, da parte di questo ultimo, di poter chiedere e ricevere aiuto.

Maria Simonetta Spada, Paolo Scotti, Francesca Arcaini, Stefano Grantaliano, Francesca Marchetti, Patrizia Panzeri, Alice Saccogna, Filippo Aschieri

L’assessment collaborativo in tutela minori: un modello per favorire una valutazione partecipata e relazionale in pazienti con trauma complesso alle prese con i percorsi di giustizia

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

In linea con le indicazioni delle Linee Guida della Regione Lombardia che suggeriscono di migliorare le prassi professionali attraverso l’utilizzo di tecniche basate sulle più aggiornate evidenze scientifiche, un gruppo di lavoro di psicologi che si occupano di salute e tutela di mi-nori e famiglie ha attivato un percorso formativo per individuare strumenti capaci di rendere più efficace ed effettiva la propria azione clinica. Grazie alla formazione, gli operatori hanno acquisito maggiore consapevolezza delle specifiche fragilità dell’utenza (posizione clinica “trauma-informed”) e dei limiti della pratica clinica dettati dalle diverse richieste del contesto. Tale consapevolezza li ha indirizzati verso la sperimentazione del modello dell’assessment col-laborativo che si basa sul coinvolgimento attivo degli interessati e sulla valorizzazione della relazione tra psicologo e famiglie.

A. Claudio Bosio

Editoriale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2024

Moreno Mattioli

Vedere l’invisibile

SETTING

Fascicolo: 48 / 2024

Questo articolo vuole mettere in evidenza come la teorizzazione di Matte Blanco sull’inconscio come insiemi infiniti abbia delle ricadute cliniche importanti che la co-munità psicoanalitica non sembra ancora avere raccolto. Forse la formulazione dell’inconscio in termini logici mantiene lontani la maggior parte degli psicoanalisti che sembrano più portati a trattare con concetti psicologici e non logici. Questo lavo-ro ha come intento quello di mostrare come la logica introdotta da Matte Blanco, non sia una logica metaforica, ma il cuore dell’essere dell’inconscio. Vedere l’invisibile è uno dei focus dell’insegnamento di Matte Blanco. La logica introdotta dall’Autore cileno è un modo per poter “indicare” dei fatti clinici che nella pratica comune potrebbero non essere visti. La logica che riguarda il continuum conscio-inconscio permette di individuare le stratificazioni della psiche, creando la possibilità di orientare l’individuazione di cosa appartenga alla superficie e cosa, invece, alla profondità.

Partendo dalle radici del movimento psicoanalitico e usando l'immagine di una manovra dell’aeronautica militare denominata “Il Cobra di Pugacëv”, in questo articolo l’Autore intende esplorare e dimostrare l’utilità ed efficacia di brevi interventi inaspettati nella lingua del paziente straniero. Avvalendosi di vignette cliniche, lo scritto si concentra sull’uso strategico di queste espressioni, intercalari anche gergali, così come di gesti, tutti a intensa valenza affet-tiva e, pertanto, in grado di avvicinare il terapista sia all’area degli affetti che a quella del senso-di-Sé del paziente, nonostante egli difenda e protegga i suoi spazi interni.

L’Autrice indaga il fenomeno della co-creazione di immagini mentali e dei suoi effetti all'interno del processo terapeutico, attingendo dalle scoperte neuroscientifiche di Allan Shore e dagli studi dell’Infant Research, mostrando fertili contaminazioni di metodo con il lavoro di un noto artista italiano, Paolo Galetto. Viene evidenziato quanto il pensare per immagini, come tappa intermedia verso la simbolizzazione, consenta un contatto profondo tra paziente e analista (tra emisferi destri) con eviden-ti progressi nella relazione di cura.

Mauro Ambrosini, Marina Bertoni, Alice Faccini, Daniela Maggioni, Paolo Vassallo

Micro e macro cambiamento nel processo psicoterapico: un tentativo di ricerca

SETTING

Fascicolo: 48 / 2024

La nostra ricerca si fonda sugli studi e sulla concettualizzazione di Daniel Stern e del Boston Change Process Study Group (BCPSG) riguardo all’esigenza di “qualcosa di più” dell’interpretazione per conseguire il cambiamento in psicoterapia. Il tentativo empirico qui presentato prevede la siglatura del processo di cambia-mento all’interno della relazione terapeutica al microlivello delle interazioni pazien-te/analista nella singola seduta e nel corso del trattamento. La prima e seconda parte dell’articolo illustrano le basi teoriche ed empiriche della ricerca, mentre la terza e la quarta presentano gli strumenti metodologici, esempi di protocollo e risultati. Abbiamo codificato i trascritti parola per parola delle audio-registrazioni delle se-dute operazionalizzabili, applicando gli item definiti ma solo parzialmente operazio-nalizzati dal BCPSG: Mosse Relazionali o Present Moment, Now Moment, Moment of Meeting, Orientamento Intersoggettivo, etc. Il nostro obiettivo è di ricostruire le dimensioni implicite del percorso di cambia-mento che la relazione psicoterapica disegna, momento per momento, nel processo del mobbing along a livello locale e implicito, al microlivello della singola seduta. Il processo del mobbing along è imprevedibile, non-lineare e sloppy; consiste di Mosse Relazionali, momenti di consapevolezza e momenti presenti, cioè delle più piccole componenti che vanno a costruire l’espressione del continuo bisogno umano di con-tatto intersoggettivo così come si realizza in sede clinica. Il nostro lavoro empirico coglie e mette in luce il processo di cambiamento al mi-crolivello per incrociarlo con la linea di sviluppo del cambiamento al macrolivello e con il ragionamento clinico.

Michele Cascavilla

Max Weber tra sociologia e diritto: un recente monito per un corretto approccio interpretativo

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2024

Nel presente contributo si analizza l’apporto alla conoscenza e all’interpretazione del pensiero sociologico-giuridico weberiano contenuto nel re-cente volume di Costantino Cipolla Versus Max Weber, apporto che si può far consistere in diversi moniti da seguire per una corretta comprensione della sociolo-gia del diritto dell’autore tedesco, sempre esposta al rischio di letture parziali per via della sua accentuata complessità.