Il contributo si propone di riflettere su alcuni degli effetti negativi della pandemia sulla psiche dei giovani adulti. Si è scritto molto a proposito degli adolescenti e delle loro sofferenze, mentre si è parlato relativamente poco delle condizioni dei giovani adulti (19-29 anni), se non per sottolineare l’aggravarsi della precarietà delle loro esistenze sul piano economico: molte ricerche, europee e non solo, segnalano infatti la pesante diminuzione delle possibilità lavorative, la pressoché totale assenza di ogni forma di tutela economica, l’abbandono, per molti di loro, degli studi universitari, l’incombente peggioramento delle condizioni di vita generali, che rischia di ricadere pesantemente sulla qualità della vita della loro generazione.
Già prima della fine del 2020 una ricerca condotta da Eurofond ha segnalato come la popolazione degli under 35 fosse la più esposta al rischio della depressione post Covid, ragion per cui non stupisce che i professionisti della salute mentale abbiano visto aumentare in modo drammatico, rispetto al periodo precedente, le richieste di aiuto provenienti da questa fascia della popolazione.
Nell’incontrare, in contesto privato, un numero decisamente molto elevato (+100% rispetto al triennio precedente) di pazienti giovani adulti dall’inizio della pandemia, mi sono interrogata sull’eventuale specificità della sofferenza di cui essi sono portatori. I giovani adulti che ho in analisi (circa una decina, attualmente) appaiono afflitti da una sorta di long-covid psichico, i cui effetti spaziano da una paralisi della volontà (una sorta di pericoloso e invischiante oblomovismo) al manifestarsi di livelli di ansia estremamente rilevanti e spesso invalidanti(prevalentemente evacuati attraverso attacchi di panico e sintomi somatici) fino all’adozione di condotte più nettamente psicopatologiche (correlate per es. a disturbi alimentari, autolesionismo, consumo di sostanze stupefacenti). La difficoltà a fronteggiare e mentalizzare le emozioni è aggravata da un vissuto di “nostalgia del futuro”, che rende molto faticoso il progredire del lavoro di analisi, e per i quali è spesso necessario prevedere una terapia farmacologica di appoggio.
A partire da un’analisi della recente letteratura sul tema, e grazie al supporto di alcune vignette cliniche, ci si propone di mettere a fuoco alcune delle caratteristiche specifiche della sofferenza di cui i giovani adulti sono portatori che, al netto delle ovvie differenze individuali, presenta tratti comuni su cui riflettere.