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Throughout the 19th century, the Renaissance-Risorgimento relationship was viewed in a twofold contradictory manner: the cultural grandeur of the Renaissan- ce as the premise for the political redemption of the Risorgimento or the Risorgimento as transcending the political and moral decadence of the Renaissance age. The Author expounds the stance of three particularly representative scholars (Vincenzo Gioberti, Bertrando Spaventa, Francesco De Sanctis), pointing out their different perspectives on the role of figures such as Machiavelli and Giordano Bruno. He concludes by po- sing the question as to the need to go beyond this national unification standpoint. In his view, the persisting tendency to see Machiavelli as the symbolic figure of the Renais- sance in Italy is inadequate and he proposes someone like Lorenzo Vallo or Giovanni Pico della Mirandola as an alternative. They are much closer to Erasmus of Rotterdam, the best expression of the Renaissance at a European level.
The Author critically discusses the theoretical assumptions underlying Nicolai Hartmann’s 1933 The Problem of Spiritual Being. The Author deals with the main categorial problems involved in the Hartmannian discussion about the spiritual being, also looking at his previous production. In particular, the Author analyzes the position of the ontic level of spiritual being with respect to the previous three real ontic levels (inorganic, organic, psychological) and the mutual relationship between the three fundamental forms of spiritual being identified by Hartmann (personal, objective, objectified). The Author believes that the 1933 volume has been poorly considered in its direct links with the overall project of critical ontology.
In his Commentary on the first Book of Sentences (d. 43, q. 2, red. B), Durand of Saint Pourçain (1270-1334) poses the question regarding the divine possibility of producing infinite actual things, contributing to the debate about the divine power of creating what is considered to be contradictory (actual infinity). Taking into account the philosophical and theological sources of Durand’s Commentary on the issue, the article focuses on his accurate solution to the problem of God’s production of actual infinites by analysing some arguments such as that of the production of the individuals of a species, like the souls, as well as the argument of the divisibility of the continuum and the original assumption of the commensurability of infinite quantities. The article shows that for Durand God cannot create an actual infinite, but only a potential one.
Il contributo presenta il progetto Archivi e salute che, in linea con le buone pratiche di Prescrizione sociale a livello internazionale, sfrutta il potenziale del patrimonio archivistico come mezzo per stimolare la memoria e il benessere delle persone, in particolare anziani che vivono con le demenze. Il programma culturale di Archivi e salute adotta protocolli internazionali e strumenti di valutazione degli impatti.
Questo studio mirava a mappare in modo esaustivo il panorama globale della ricerca qualitativa sulla demenza attraverso visualizzazione e analisi bibliografica, mettendo in luce temi chiave, tendenze, distribuzione geografica e approcci metodologici. Metodi. È stata condotta una ricerca sistematica nella principale banca dati citazionale (Scopus) per identificare studi qualitativi focalizzati sulla demenza. Gli articoli recuperati sono stati sottoposti a un'analisi dettagliata per estrarre informazioni chiave sui temi trattati, le sedi degli studi, le affiliazioni istituzionali, le tendenze di pubblicazione nel tempo e gli approcci metodologici impiegati. Risultati. L’analisi ha rivelato diversi risultati importanti. Ha identificato temi prevalenti nella ricerca qualitativa sulla demenza, tra cui le esperienze di caregiving, la fornitura di cure, gli aspetti psicologici ed emotivi, la pianificazione delle cure avanzate, l’etica, l’ambito decisionale e l’impatto della tecnologia. Lo studio ha inoltre evidenziato le istituzioni attive e le principali riviste che contribuiscono alla ricerca qualitativa sulla demenza, insieme alla distribuzione dell’attività di ricerca nelle diverse regioni del mondo. Inoltre, ha individuato tendenze emergenti, come l’esplorazione di approcci metodologici innovativi e l’integrazione di prospettive diverse. Conclusioni. Questa analisi fornisce informazioni sullo stato attuale della ricerca qualitativa sulla demenza. Sottolinea l’importanza dell’indagine qualitativa per comprendere gli aspetti molteplici della demenza e sottolinea la necessità di esplorare e innovare costantemente in questo campo. Attraverso l’elucidazione dei temi prevalenti, della distribuzione geografica e degli approcci metodologici, questo studio contribuisce a far progredire la conoscenza e a informare le future direzioni della ricerca negli studi qualitativi sulla demenza.
Rispettare le persone significa, prima di tutto, rispettare la loro autonomia, non solo nell’ambito dell’etica medica che ha abbandonato l’antico paradigma paternalistico. È proprio l’autonomia a essere progressivamente erosa nelle diverse forme di demenza: il paziente diventa incapace non solo di far fronte alle normali esigenze della vita quotidiana, ma anche di prendere le decisioni che riguardano la sua salute. Una delle questioni più controverse è quella del peso da attribuire alle disposizioni anticipate di trattamento: alla tesi secondo la quale a esse va riconosciuto un valore fortemente vincolante, proprio perché espressione dell’autonomia che c’era e adesso è perduta, si contrappone quella di un bilanciamento che prenda in considerazione anche i desideri e le preferenze che il paziente continua a esprimere e dai quali dipende il suo benessere. Ci sono altre dimensioni dell’umanità che, insieme all’autonomia, hanno valore e meritano rispetto? Una risposta positiva a questa domanda impone una riflessione più articolata su temi come la dimensione preriflessiva dell’esistenza, il ruolo delle relazioni, il principio di eguaglianza, le responsabilità di cura che corrispondono ai diversi stadi della progressione della malattia.
L’articolo presenta i dati di una ricerca condotta nel 20222023 con lo scopo di analizzare gli impatti economici e sociali dell’assistenza al domicilio delle persone anziane non autosufficienti nel caso specifico del contesto milanese e di persone affette da demenza. La ricerca è incentrata sulla prospettiva delle famiglie e integra una analisi sui bisogni di assistenza della persona anziana con una analisi dei bisogni dei caregiver. In particolare si è indagato quali bisogni emergano dalla decisione di assistere una persona anziana al domicilio e quali di questi trovino attualmente soddisfazione nell’offerta esistente. Si è cercato di quantificare l’entità dell’impatto, diretto e indiretto, che le diverse strategie di cura producono per le famiglie. La ricerca ha combinato un approccio quali-quantitativo , basandosi su un campione di interviste con caregiver famigliari avente l’obiettivo di esplorare i macro-temi e le questioni più rilevanti rispetto al caregiving a domicilio. A partire da queste è stato costruito un questionario di Cost of Illness e di qualità della vita dell’anziano e del caregiver (EQ-5D-5L e CarerQol-7D). È stato sviluppato infine un esperimento Discrete Choice per esplorare le preferenze delle famiglie rispetto alla tipologia di servizi al domicilio. Lo studio ha stimato il reale costo socioeconomico dell’assistenza al domicilio delle persone anziane con demenza, mostrando come l’incidenza dei costi non sanitari e della quota a carico della famiglia sia dominante. Mostra poi l’entità dell’impatto sulla qualità di vita del caregiver e della persona anziana, mettendo al centro il tema della quotidianità, della centralità delle relazioni e del benessere psicologico oltre che fisico, di entrambe le figure. La ricerca segna infine la rotta di futuri interventi e pacchetti di servizi, indicando le preferenze delle famiglie e quantificando la disponibilità a pagare per soluzioni che sia presentino una maggiore intensità assistenziale, ma anche una centralità dei servizi per i caregiver.
Curare i pazienti affetti da disturbo neurocognitivo rappresenta una sfida ardua che ciascun clinico tenta di affrontare. La Demenza mostra una complessa varietà di sovrapposizione di sintomi, che vanno dalla neurologia alla psichiatria, il che rende difficile inquadrare i pazienti e la loro fenomenologia in una rigida separazione di branche mediche. La sua espansione epidemiologica costringe i medici a riconsiderare la maniera in cui pensano, non già al solo soggetto demente, ma al soggetto stesso, preso nel dispositivo medico di cura. Pertanto, verranno qui discussi 1) lo statuto del soggetto, 2) il ruolo potenziale della psicoanalisi nell’affrontare i sintomi neuropsichiatrici e 3) alcune considerazioni sulla relazione terapeutica, che rappresentano punti oscuri di resistenza quando si abbia a che fare con il fenomeno disturbo neurocognitivo. Lo scopo di questo articolo è proprio quello di illuminare queste zone d’ombra con la lente della psicoanalisi lacaniana, intesa come un prezioso strumento per prevenire inevitabili pratiche di desoggettivazione.
La popolazione con pregressi disturbi psichiatrici (psicosi, abuso di sostanze e alcol, disturbi del tono dell’umore e disturbi d’ansia) ha un rischio 4 volte superiore di sviluppare successivamente una demenza, con un esordio della demenza più precoce (5.6 anni). Viene indagata in particolare la correlazione fra depressione e demenza che risulta più studiata per la diffusione della depressione sia nella popolazione generale che in quella anziana. I risultati delle ricerche che si occupano di questa correlazione evidenziano che il miglioramento dei trattamenti dei disturbi psichiatrici sarebbe in grado di ridurre il rischio di deterioramento cognitivo nella popolazione anziana.
The purpose of this study was to evaluate these principles with a special focus on their interaction with the achievement of sustainable development goals. The main research methods used in this study were modelling and forecasting. The study showed that the valuation of infrastructure facilities is one of the main components for ensuring the efficient functioning of the economy. The paper describes a significant number of problems observed in the country in the management of such assets, which indicates the need to create a more efficient system of accounting and auditing. It was also concluded that the life cycle approach is important, as it is more focused on achieving the principles of sustainable development than others. This is due, in particular, to the fact that this approach makes it possible to estimate the total cost of an asset over its lifetime, including a significant number of its various components. This allows for a better assessment of the true value of the asset. In addition, the study briefly assessed the state of infrastructure losses as a result of Russia’s full-scale invasion of Ukraine, which once again confirmed the existing relevance of developing more effective standards for accounting for such assets in public institutions. The conclusions drawn in this study can be applied both to the management of public institutions and to the creation of policies in the field of accounting principles development.