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Letizia Bertazzon, Stefania Maschio

Migrazioni e percorsi lavorativi nel settore agricolo. Un’analisi sul lavoro dipendente in veneto

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Negli anni più recenti il mercato del lavoro nel settore agricolo è stato interessato da un profondo cambiamento: si sono osservati un crescente ricorso alla manodopera esterna e una progressiva diffusione di rapporti di lavoro subordinato, oltre che l’intensificarsi della presenza di lavoratori immigrati. Per questi ultimi, l’esperienza in agricoltura è spesso transitoria: il tasso di permanenza è limitato e mancano segnali di stabilizzazione delle carriere dei lavoratori. In questo articolo, con specifico riferimento al contesto veneto, si descriveranno i principali cambiamenti che hanno interessato il settore e che hanno portato a un crescente ricorso alla manodopera esterna, per poi concentrarsi sul rafforzamento della componente immigrata impiegata nel settore e sulle nuove modalità di reclutamento. Infine, si presenteranno i risultati di un’analisi volta a identificare i percorsi occupazionali dei lavoratori immigrati transitati nel settore agricolo regionale.

Ilaria Rocco, Davide Girardi

Giovani, background migratorio e ingresso nel mercato del lavoro regionale

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo sfrutta il potenziale informativo di dati amministrativi sull’occupazione in Veneto per proporre una fotografia sulle modalità di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro regionale ponendo un particolare focus sulla componente con background migrato- rio, strategica tanto in termini teorici quanto nel contributo effettivo alle dinamiche del si- stema d’impiego. Gli interrogativi che si pone sono: come si connotano le opportunità di inserimento occupazionale alla luce del background migratorio? In che misura l’anzianità migratoria favorisce le traiettorie più continuative e stabili? Quali gli eventuali pattern di mobilità sociale? L’articolo dapprima descrive il contesto regionale evidenziandone la va- lenza di “caso studio” nella disamina dell’evoluzione della partecipazione immigrata al la- voro, poi presenta le scelte metodologiche adottate e, infine, descrive le tipologie di traiet- torie identificate investigando le opportunità di mobilità per la componente immigrata.

Giulia Peruzzi, Valeria Piro

Cooperative e lavoro migrante in agricoltura e nella logistica

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo esamina il ruolo delle cooperative come declinazione dell’intermediazione di manodopera migrante nel settore agricolo e logistico del Veneto. Le ricerche hanno eviden- ziato come in diversi settori siano presenti “cooperative di convenienza”, costruite per favo- rire i processi di outsourcing delle aziende, generando spesso situazioni di precarietà nelle condizioni di lavoro. L’analisi approfondisce le specifiche modalità di funzionamento delle cooperative in questi due settori ed evidenzia come le cooperative – coinvolte in una relazione di intermediazione costantemente in tensione tra formalità e informalità, libertà e coercizione – siano diventate una forma di mediazione particolarmente diffusa nel mercato del lavoro del Veneto.

L’articolo indaga le condizioni di vita e di lavoro della manodopera impiegata nel distretto conciario della Valle del Chiampo, caratterizzato da una forte segmentazione di imprese medio piccole, che cooperano e competono all’interno della filiera della pelle, e da un ele- vato utilizzo di forza lavoro immigrata. Dopo una breve trattazione delle dinamiche di competizione che il distretto affronta nella fase attuale, si analizzano le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nelle imprese conciarie venete, la frammentazio- ne della manodopera, le difficoltà nella sindacalizzazione, la diseguale distribuzione della nocività dei luoghi di lavoro e le dinamiche discriminatorie che agiscono dentro e fuori la sfera della produzione sociale. L’articolo analizza le difficoltà che la forza lavoro affronta per riuscire ad innescare meccanismi di solidarietà e di mobilitazione collettiva dati dalla profonda frammentazione e stratificazione della manodopera.

Nicola Costalunga, Luigi di Cataldo

Immigrazione, lavoro e segregazione al tempo della gig economy

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Nel terziario avanzato delle piattaforme digitali, gli immigrati continuano a subire forme di segregazione, concentrandosi nelle aree occupazionali peggiori. In particolare, ciò sta accadendo nel settore dell’on-line food delivery. In mancanza di dati amministrativi completi non è ancora possibile cogliere la portata del fenomeno, né tanto meno capire se la concentrazione degli immigrati nel settore dipenda da un flusso continuo oppure da permanenze prolungate. Il presente contributo affronta la questione incrociando dati quantitativi secondari con il materiale di analisi qualitative raccolto nell’ambito di una ricerca esplorativa e multisituata, che si è svolta tra le città di Catania (06/2020-06/2021) e Milano (03/2023-03/2024). L’articolo fornisce una ricostruzione inedita della presenza degli immigrati nelle economie urbane italiane dell’on-line food delivery, tenendo in considerazione le informazioni di carattere quantitativo presenti in letteratura e i dati sul lavoro sommerso forniti dalla Magistratura. A quanto risulta, gli immigrati trovano nelle piattaforme una soluzione per fronteggiare bisogni immediati, ma finiscono col rimanervi intrappolati per periodi prolungati.

Giorgio Pirina, Francesco Della Puppa, Fabio Perocco

Lavoratori immigrati e lavoro digitale di piattaforma. Percorsi teorici, lavorativi e urbani

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo analizza il rapporto tra lavoro digitale di piattaforma e lavoro degli immigrati, attraverso la revisione critica degli studi esistenti e sulla base di una ricerca empirica. L’ipotesi principale, che affronta una tematica poco studiata in Italia, è che per gli immigrati – in particolare per gli immigrati neoarrivati, i richiedenti asilo – i settori a bassa qualifica della gig economy, in particolare le consegne a domicilio, rappresentino dei nuovi ambiti di primo inserimento lavorativo, dei settori di transito. Dopo aver delineato le caratteristiche della gig economy e del lavoro digitale di piattaforma, l’articolo prima mette a fuoco il mi- grant digital labour esaminando i nessi tra lavoro di piattaforma e lavoro degli immigrati, poi si focalizza sulla situazione italiana a partire da una ricerca sul campo condotta nel 2022 sulle consegne a domicilio a Venezia. La ricerca conferma quanto rilevato dalla lette- ratura internazionale sulla gig economy riguardo l’intermediazione algoritmica, il lavoro a cottimo, l’autonomia formale dei lavoratori; al contempo essa evidenzia la “flessibilità- vincolante” e il pendolarismo tra la città storica di Venezia e la terraferma che caratterizzano questi lavoratori di piattaforma.

Antonio Sanguinetti

La segmentazione del mercato del lavoro migrante in italia: dinamiche durante e dopo la pandemia da Covid-19

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2024

Il paper indaga l’evoluzione della segmentazione del mercato del lavoro in Italia dal 2017 al 2022. L’obiettivo è capire i cambiamenti della struttura occupazionale degli stranieri du rante e dopo l’emergenza da Covid-19. Dalle analisi delle assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro registrati tramite le Comunicazioni Obbligatorie, si nota come l’occupazione dei migranti riparta prima di quella degli Italiani. Tuttavia, l’incremento di impieghi avve- nuto nel 2020 è stato caratterizzato in maniera significativa dall’aumento dei rapporti di lavoro nel settore domestico. Negli anni successivi, la ripresa economica ha ulteriormente rafforzato la segmentazione del mercato del lavoro dei migranti in Italia, restringendo la loro presenza in ambiti circoscritti e meno stabili della forza-lavoro.

Francesco Sucameli

Il “bene pubblico” bilancio come concetto

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2024

Il saggio analizza le ragioni e i significati implicati dalla definizione del bilancio come “bene pubblico”, cercando di dimostrare che non si tratta di una mera formula di stile ma di un concetto dogmatico coerente con la dottrina tradizionale. Si utilizzano i risultati della digressione sul concetto per baricentrare i vari rivoli della giurisprudenza costituzio-nale sull’equilibrio di bilancio, offrendo una possibile chiave di lettura del tema del rapporto tra debito (e spese a copertura pluriennali) e generazioni future.

Elisa Cavasino

Sostenibilità, stabilità finanziaria e crescita: il linguaggio della Costituzione

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2024

Sostenibilità, stabilità finanziaria e crescita sono principi che hanno assunto significati differenti nel diritto costituzionale, nel diritto UE e nelle analisi scientifiche di giuristi, economisti, statistici. In questo scritto ci si propone di indagare sul recepimento di tali principi nel linguaggio del diritto costituzionale e sulle trasformazioni che essi hanno comportato attraverso le revisioni costituzionali degli ultimi decenni, soffermandosi sulla necessità, per i costituzionalisti, di sviluppare una lettura costituzionalmente orientata di tali principi alla luce del principio di solidarietà e delle sue declinazioni nella I parte della Costituzione e nei rapporti fra Stato ed Autonomie. Ci si interroga sulla possibilità di rintracciare nel diritto UE parametri, argomenti e prassi volti a valutare se è possibile ren-dere coerente con il quadro costituzionale la struttura di tali principi nel diritto “sovrana-zionale” e, in particolare, per la loro declinazione in materia finanziaria e contabile sull’utilizzo di indicatori alternativi al PIL (i BES) nel ciclo di bilancio.

Elisa D’Alterio

Pubblica amministrazione e previdenza sociale

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2024

Il rapporto tra pubblica amministrazione e previdenza sociale è caratterizzato da alcuni fattori di complessità. Un primo fattore riguarda l’uso dei mezzi finanziari necessari ai fini delle prestazioni previdenziali, rispetto al quale è permanente la tensione tra la cre-scente entità della spesa e la necessità di contenimento della stessa, a cui devono fare fronte gli enti previdenziali. Un secondo fattore attiene, invece, all’apparato organizzati-vo previdenziale e, in particolare, alla sua intricata articolazione e peculiare evoluzione. Un ultimo profilo concerne la contrapposizione tra interessi in ambito previdenziale, che le amministrazioni devono ponderare con attenzione. Tra questi, vi sono gli interessi delle generazioni future, il cui apprezzamento effettivo ancora non trova – ed è difficile che possa trovare – uno specifico spazio nell’agire amministrativo.

Salvatore La Porta

Adeguatezza e adeguamento delle pensioni: principi costituzionali e dati empirici

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2024

L’autore ricostruisce l’adeguatezza pensionistica di cui all’art. 38 Cost. finalizzandola all’intento partecipativo ex art. 3 Cost. Si sostiene che da questa finalizzazione discenda il dovere dell’adeguamento nel tempo della pensione. Ferma questa finalizzazione, si so-stiene che nella determinazione concreta dell’importo pensionistico, il legislatore debba attingere a dati empirici, mantenendo anche la sostenibilità del sistema previdenziale in un’ottica di solidarietà intergenerazionale. Alcune disposizioni della normativa vigente saranno analizzate criticamente alla luce di questa impostazione

Il contributo illustra, in sintesi, le tappe fondamentali e le ragioni del progressivo passag-gio in Italia da una previdenza affidata essenzialmente ai privati (enti religiosi e società di mutuo soccorso) ad un sistema in cui erano le istituzioni pubbliche ad occuparsi dei cit-tadini bisognosi di assistenza perché indigenti e/o malati e/o vittime di infortuni invali-danti. Si spiega quindi la diffusione delle Società di Mutuo Soccorso e la successiva rea-zione dello stato liberale a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, nonché la progres-siva formazione del welfare state fascista.

Roberta Calvano

Le coordinate del diritto alla previdenza tra passato e futuro

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2024

L’art. 38, comma 2, della Costituzione che disciplina il diritto alla previdenza può essere considerato uno dei pilastri del welfare state italiano. La sua interpretazione, ieri e oggi, non può che costruirsi a partire dal rapporto tra i principi di cui all’art. 3 comma 2, la so-lidarietà sociale di cui all’art. 2, gli artt. 4 e 36 Cost. Il rispetto di tali principi appare tutto-ra necessario e praticabile anche dopo l’avvento della riforma dell’art. 81 Cost., e con essa della sostenibilità del debito e l’equilibrio dei bilanci pubblici e dello Stato. L’A. riflette sulle modalità con cui la legislazione degli ultimi decenni ha tentato di garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, anche alla luce della nuova previsione circa la responsa-bilità intergenerazionale derivante dalla legge costituzionale n. 1 del 2022.

Il lavoro esamina la condizione giuridica dei figli nati attraverso la tecnica della gestazione per altri alla luce della proposta di Regolamento della Commissione europea sul riconoscimento della filiazione in situazioni transfrontaliere. In particolare, si focalizza l’attenzione sui rimedi per assicurare la continuità dei legami familiari anche di fatto e l’esercizio della relativa responsabilità genitoriale. Dall’analisi della giurisprudenza della Corte EDU in materia emerge la necessità di valutare il migliore interesse del minore rebus sic stantibus e in base alle mutevoli circostanze concrete. In questo senso, si propone di applicare la disciplina di cui all’art. 279 c.c. (e norme richiamate) ai nati da maternità surrogata e ai minori in Kafala, in quanto essa può garantire una tutela flessibile ed effettiva, in linea con la recente Riforma del codice di procedura civile

Laura Carpaneto

Il Progetto "parentage/surrogacy" della Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2024

La Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato è stata il primo attore internazionale ad affrontare il problema delle cd. filiazioni claudicanti nella prospettiva del diritto internazionale privato. Più precisamente, è stato costituito un Gruppo di Esperti provenienti da ventiquattro Stati membri della Conferenza con il compito di considerare la fattibilità di lavorare sulle questioni internazionalprivatistiche relative allo status dei bambini, incluse le questioni derivanti dagli accordi di surrogazione di maternità caratterizzati da elementi di internazionalità. Il presente contributo si propone di delineare gli esiti raggiunti dal Gruppo di esperti e di considerarli anche alla luce della recente proposta di regolamento formulata dalla Commissione europea.