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Fanny Vasseur-Lambry

Filiation, droits fondamentaux et intérêt de l’enfant

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2024

L’essai analyse la proposition de règlement européen sur la filiation, en se concentrant sur la centralité des droits fondamentaux, sur le fait que la dimension familiale ne semble pas pour autant être clairement assumée et sur les résistances attendues de la part de certains États membres de l’Union européenne.

Il saggio esamina la Proposta di regolamento in materia di riconoscimento transfrontaliero dei rapporti di filiazione evidenziando numerosi problemi posti all’accettazione della certificazione da parte dei singoli Stati membri. L’attestazione del factum filiationis richiede una armonizzazione del diritto familiare europeo resa complicata dalla necessità di rispettare le identità culturali nazionali e dal rispetto della ripartizione di competenze tra Unione e Stati membri. Il saggio evidenzia il ruolo importante attribuito alla Carta UE dall’art. 22 della Proposta e l’importanza del collegamento della Proposta con altri strumenti regolatori che propongono una nozione europea di ‘familiare’, quali il regolamento 2016/1191, le direttive 2004/38, 2003/109 e 2003/86 e il regolamento 2009/4. Per una lettura sistematica della Proposta si richiamano le soluzioni ermeneutiche elaborate dalla Corte di giustizia nei casi Pancharevo e Obywatelskich in dialogo con la Corte di Strasburgo. Una giurisprudenza europea che costituisce un importante punto di riferimento per le pronunce italiane (Cass., Sez. un., n. 38162/2022) che, al momento, hanno individuato nell’adozione e non nel riconoscimento la possibile forma di relazione instaurabile tra genitore di intenzione e figlio nato all’estero. In questo scenario emerge l’importanza di una applicazione dell’ordine pubblico sempre più attenta alle specificità del caso concreto e in grado di individuare quale sia l’interesse da proteggere in una difficile dialettica tra l’esigenza di scoraggiare il ricorso all’estero di pratiche vietate quali la maternità surrogata e l’interesse del minore a mantenere rapporti affettivi anche in ipotesi di mobilità transfrontaliera.

Vincenzo Barba

Il Certificato di filiazione europeo

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2024

Il saggio analizza lo scopo e gli effetti del Certificato europeo di filiazione previsto nella proposta di Regolamento europeo sulla filiazione, evidenziandone i profili critici.

La disciplina di conflitto contenuta nella proposta di regolamento si presenta come apertamente ispirata all’obiettivo di garantire lo stabilimento della filiazione (bigenitoriale, nei limiti del possibile), parimenti limitando all’estremo le ipotesi in cui risulti possibile escludere l’applicazione della legge straniera richiamata in ragione del contrasto con i valori dell’ordinamento del foro. Le norme internazionalprivatistiche qui considerate sembrano dunque abbandonare quella posizione di “neutralità” che viene loro tradizionalmente e tendenzialmente riconosciuta, a favore del perseguimento di un chiaro obiettivo materiale, politicamente comprensibile ma, forse, strategicamente poco funzionale a coagulare il consenso di tutti gli Stati appartenenti al cd. spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.

La proposta di regolamento dell’Unione europea sul riconoscimento della genitorialità tra gli Stati membri intende promuovere la certezza del diritto e la prevedibilità delle norme in materia di competenza giurisdizionale, legge applicabile e circolazione delle decisioni anche nel settore della filiazione. Tali obiettivi inseriscono in una materia (quella della circolazione degli status familiari) che presenta dei profili delicati e sulla quale risulta senz’altro difficile intervenire in modo “neutro”. Lo scopo del presente contributo è di soffermarsi sull’analisi della proposta di regolamento, con particolare riguardo al suo campo di applicazione ed alla disciplina della competenza giurisdizionale. Quest’ultima, contenuta nel Capitolo II della proposta di regolamento, risulta variamente ispirata alle soluzioni già adottate negli altri regolamenti europei in materia di famiglia e successioni. Allo stesso tempo, la presenza di numerosi fori potenzialmente competenti presenta alcuni rischi di ridondanza e potrebbe compromettere alcuni dei sopracitati obiettivi del legislatore europeo.

Rebecca Legendre

La filiation dans le droit des Etats de l’Union: entre convergences et particularismes

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2024

L’essai analyse la proposition de règlement de la Commission européenne sur la filiation. L’accent est mis sur les convergences et les particularismes des droits nationaux et il est souligné que le règlement proposé devrait définir des méthodes pour parvenir à l’harmonie matérielle du droit des Etats de l’Union

A cura della Redazione

Nota editoriale

CITTADINANZA EUROPEA (LA)

Fascicolo: 1 / 2024

Elisa Zambetti, Igor Sotgiu

Gioia e tristezza a confronto: uno studio sulla memoria autobiografica emozionale

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2023

Gioia e tristezza si verificano con grande frequenza nella vita quotidiana delle persone comuni. Scopo del presente studio è indagare le somiglianze e differenze tra i ricordi autobiografici riferiti a queste due emozioni. Hanno partecipato alla ricerca due gruppi di adulti confrontabili per età, genere e titolo di studio: i partecipanti del primo gruppo (N = 95) dovevano raccontare per iscritto un evento di gioia, mentre quelli del secondo gruppo (N = 90) un evento di tristezza. A tutti i partecipanti sono stati somministrati poi tre questionari self-report che valutavano rispettivamente l’esperienza soggettiva del ricordo, la centralità dell’evento e la condivisione sociale dell’emozione. I risultati hanno mostrato che le narrazioni di tristezza erano significativamente più lunghe delle narrazioni di gioia. Tuttavia, le due categorie di ricordi esaminate presentavano delle somiglianze sostanziali in relazione ad un ampio numero di variabili quali il livello di coerenza narrativa, le principali caratteristiche fenomenologiche del ricordo (es. vividezza, qualità, intensità emozionale) e il tasso di condivisione sociale delle emozioni. In conclusione, sebbene profondamente differenti sul piano della valenza edonica, gioia e tristezza sembrano avere un impatto simile sulla memoria autobiografica.

Nel contesto della Giustizia nazionale, la valutazione psico-sociale del rischio di recidiva degli autori di reato si basa principalmente sul giudizio clinico non strutturato, spesso portando a errori e inefficienze nelle risorse per il recupero e il reinserimento delle persone condannate. L'accento posto dalla comunità scientifica sull'importanza di procedure di “risk assessment” empiricamente validate ha spinto le organizzazioni a cercare strumenti migliori. Questo studio esplora l'applicabilità del Level of Service/Case Management Inventory (LS/CMI) tra gli autori di reato italiani. La versione italiana della Sezione 1 dello strumento è stata somministrata a 74 adulti italiani allo scopo di effettuarne una valutazione preliminare delle proprietà psicometriche. I risultati hanno evidenziato differenze significative rispetto al campione nordamericano, sottolineando variazioni culturali tra i “Central Eight”, ovvero i fattori centrali che influenzano la valutazione del rischio. Nonostante alcune incongruenze nelle otto sottocomponenti dello strumento, il LS/CMI ha mostrato buona coerenza interna e validità convergente con la Psychopathy Checklist Revised. La regressione logistica binaria ha confermato l'associazione positiva tra il punteggio totale del LS/CMI e la probabilità di recidiva, indicando il suo potenziale come strumento predittivo. Questi risultati costituiscono un primo passo verso la validazione del LS/CMI italiano, sottolineando l'importanza di ulteriori ricerche longitudinali per migliorare l'affidabilità dello strumento e contribuire agli sforzi volti a ridurre la recidiva nel sistema penale italiano.