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Comitato di Redazione

Editoriale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Valentino Franchitti, Manuela Tartari

Intervista ad Augusto Romano

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Riportiamo l’intervista fatta ad Augusto Romano, analista junghiano, socio ordinario della International Association for Analytical Psychology e analista didatta della Associazione Italiana di Psicologia Analitica. Ha insegnato Fondamenti di psicologia analitica nell’Università di Torino. Ha pubblicato numerosi volumi saggistici, tra cui Madre di morte (2000), Il flâneur all’inferno (2006), Studi sull’ombra (in collaborazione con M. Trevi) (2010), Il sogno del prigioniero (2013), L’inconscio a Torino (2017), Musica e psiche (2021), per i tipi di Nino Aragno ha pubblicato il romanzo La manutenzione dell’amore (2016) e, per i tipi dell’editore Manni, il volume di poesie La memoria interrotta (2024).

Giancarlo Costanza, Emanuela Pasquarelli, Valentino Franchitti, Marta Tibaldi, Augusto Romano

Recensioni

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 59 / 2024

Introduction. Health Psychology highlights the complexity of factors that influences the individual decision to adopt one, or more, protective behaviours for avoiding diseases and adverse health outcomes. One of the most relevant theory is the Protection Motivation Theory (Rogers, 1975), which has been adopted for identifying the psychological factors involved in many protection behaviours. Another relevant construct for healthy behaviours is represented by the Time Perspective (Zimbardo & Boyd, 1999). This study analysed the relationships between the Protection Motivation Theory applied on Covid-19 and Time Perspective in Italian young people. Method. A group of 130 young people (m. age 26.4; 40 males and 90 females) participated in the study, filling in the Swedish Zimbardo Time Perspective Inventory and the Motivation to Protect against Covid-19 Questionnaire. Three single items furthermore explored the prevailingly sources of information for Covid-19 (social media such as Facebook; traditional media such as TV; specialistic magazines such as Le Scienze) used and a single item tested the level of mistrust in Political Institutions and mass-media and its association with protection motivation, beliefs and perceived vulnerability to Covid-19. Results.Perceived vulnerability to Covid-19 and use of protections and perceived efficacy of protections, show positive correlations with Future Positive; beliefs on Covid-19 vaccine resulted as negatively correlated with Present Fatalistic; a positive correlation between mistrust in political institutions and Present Fatalistic has been found. Social media (such as Facebook, Instagram) and traditional mass media (such as TV) as preferred systems of information are both positively correlated with beliefs on Covid-19 vaccine, perceived vulnerability and use of protections, highlighting the role of new forms of circulation of information, but also the relevance of traditional ones for young people. Perceived vulnerability to Covid-19, perceived efficacy of protections give a positive contribution to the intention to get vaccinated; mistrust in political institutions and media on the contrary reduces the intention to take the vaccine. Conclusions. Results are discussed in relations to preventive interventions on the young population for the improvement of self-awareness of persistence of this virus and consequently the necessity of adopting self-protection, with special attention to vaccination. The relevance of time perspective dimensions for protection suggests to include it in the programs devoted to reduce the risk of contagion.

Introduction: The study compares the accounting system of the Conservatorio di San Pietro a Majella (CSPM) in Naples before and after its renovation imposed by King Ferdinand II in 1856 with the royal decree of 21 July. The decree, promulgated during the political crisis of the Bourbon monarchy, was aimed at strengthening the control of this charitable-educational institution of the city of Naples, to retain power over the city. Aims of the work: The paper aims at understanding which aspects of the accounting system were used as a lever to increase control of the CSPM. Methodological approach: The paper adopts Miller and Rose’s framework concerning the role of “experts” in the exercise of power, and a qualitative research method rooted in archival research as well as a case study approach. It relies on primary sources kept in the Historical Archive of the CSPM and the State Archive of Naples as well as on secondary sources reconstructing the political climate of the period under investigation. Main findings: The real novelty resulting from the reform lies in the introduction of experts into the apparatus of accounting surveillance on the CSPM, making the case study an example of the use of experts for control by political power.

Rezeda Popova, Bertram Müller, Pablo Herrera Salinas, Peter Schulthess

Dialogando sulla supervisione: dalla tecnica alla relazione

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

In questo articolo Rezeda Popova, una psicologa psicoterapeuta della Gestalt e direttrice dell’Istituto del Kazan, intreccia il pensiero di Pablo Herrera Salinas (Cile), Bertram Müller (Germania) e Peter Schulthess (Svizzera), tre didatti internazionali che hanno una lunga esperienza nell’ambito della supervisione e della formazione. Rispondendo alle domande poste dalla curatrice, disegnano un ricco scenario di prospettive e intuizioni utili sia per i teorici del metodo gestaltico che per i professionisti di questa pratica fondamentale della formazione e della professione. Ciascun autore ci offre l’unicità della propria esperienza e delle proprie competenze, attraverso riflessioni preziose sul ruolo della supervisione nella psicoterapia della Gestalt. Gli autori restituiscono anche aspetti di criticità sui quali sarà importante riflettere per rendere il processo della supervisione un percorso non solo tecnico, ma anche relazionale ed etico.

Gary Yontef

La supervisione dalla prospettiva della psicoterapia della Gestalt

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo è la versione riveduta dall’autore di un capitolo intitolato “Supervisione esperienziale” tratto dal libro. Handbook of Psychotherapy Supervision. L’articolo parla della supervisione come campo di applicazione della epistemologia della psicoterapia della Gestalt (ad esempio i princìpi della fenomenologia, del dialogo e della teoria del campo) ed esplora in che modo la pratica della supervisione gestaltica segua i princìpi della psicoterapia della Gestalt. La supervisione viene presentata come adattamento creativo e vista in termini di Teoria Paradossale del Cambiamento e di Relazione Dialogica. Ciascuna delle tre funzioni o componenti della supervisione (amministrativa, educativa e consultiva) viene discussa anche in base alle caratteristiche della istituzione committente, della comunità e del livello di esperienza del supervisionato. La teoria della psicoterapia della Gestalt e le pratiche di supervisione sono discusse in riferimento a ciascuna delle tre componenti. Vengono confrontate la supervisione e la psicoterapia e viene discussa la metodologia della supervisione in psicoterapia della Gestalt, compreso il metodo esperienziale, il processo parallelo, il ruolo della teoria nella supervisione, la sequenza della supervisione e le possibili interferenze nel processo di supervisione.

Sara Genny Chinnici, Andrea De Lorenzo Poz, Fabiola Maggio

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo attinge ai vari studi gestaltici sulla supervisione, evidenziando come ciascuno di essi applichi i principi della psicoterapia della Gestalt. Tuttavia, la svolta umanistica che colloca il rapporto paziente/terapeuta nella paritarietà esistenziale non trova una chiara applicazione negli esempi di supervisione gestaltica, nel cui sfondo rimane lo scarto tra chi sa di più e chi sa di meno, come definizione epistemologica della relazione di supervisione. L’autrice propone dunque di rivedere il concetto di supervisione in psicoterapia della Gestalt come riconoscimento dell’intenzionalità terapeutica del supervisionato, all’interno del campo fenomenologico co-creato da supervisore e supervisionato. Nella pratica, il supervisore applicherà questo concetto facendo chiarezza su ciò che il supervisionato già sa sul paziente, dal punto di vista diagnostico, anamnestico, estetico e relazionale, e sostenendo le intenzionalità del terapeuta e del paziente, che formano il campo fenomenologico, o situazione di supervisione. L’autrice propone a questo punto delle linee guida per i supervisori, per concretizzare questa prospettiva nella pratica clinica.

Silvia Tosi

La supervisione gestaltica in età evolutiva

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2024

L’obiettivo di questo articolo è di dare attenzione alla supervisione della psicoterapia con bambini e adolescenti. Infatti, nonostante la supervisione sia una parte di vitale importanza della formazione clinica in psicoterapia infantile, non sembra esistere molta letteratura in proposito. In particolare, si vuole qui sottolineare la specificità del lavoro clinico con i minori, che ci chiama ad una maggiore responsabilità sia per la giovane età dei pazienti, sia per la molteplicità degli elementi del campo in cui ci muoviamo, come terapeuti e come supervisori. Viene di seguito presentato un caso di supervisione che mostra la complessità del lavoro con i minori, il bisogno di confrontarsi con diversi attori, la delicatezza dell’incontro con il piccolo paziente, la necessità di lavorare dentro e fuori il setting. Attraverso la descrizione del caso clinico, verrà illustrato come lavorare in supervisione attraverso i livelli di riconoscimento del modello di Spagnuolo Lobb (2024). Tale modello ci consente sia di includere la complessità della situazione in cui minore e terapeuta sono inseriti, sia di sostenere, attraverso il riconoscimento, le risorse e l’intuito del terapeuta.

Lorenza Da Re, Chiara Meneghetti, Roberta Bonelli, Tommaso Feraco

“Destinazione Università”: un percorso innovativo online di orientamento per lo sviluppo di competenze trasversali

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo approfondisce una proposta formativa dell’Università degli Studi di Padova legata all’orientamento attivo nella transizione scuola-università, sulla base di quanto previsto dal Decreto Ministeriale MUR 934/2022. In particolare, è stato progettato un percorso online, dedicato agli studenti1 dell’ultimo triennio di scuola secondaria di secondo grado del territorio, che mira allo sviluppo di alcune competenze trasversali utili in vista della transizione post-diploma. Il modulo di tre ore è fruibile in modo asincrono sulla piattaforma Moodle di Ateneo, e si compone di quattro attività principali, relative a: introduzione sulle soft skills, abilità e motivazione allo studio, abilità sociali e interpersonali, orientamento alla scelta. Le attività rappresentano una proposta inedita e innovativa per l’Ateneo, e si svolgono tramite brevi video creati ad hoc, questionari e attività di riflessione guidata iniziali e finali, sia di tipo quantitativo che qualitativo. La prima edizione si è svolta da aprile ad agosto 2023, ed è attualmente in corso la seconda edizione 2023/24. La presentazione della proposta, qui dettagliata nei suoi obiettivi e caratteristiche operative, può configurarsi come esempio di pratica e accrescere il dibattito scientifico rispetto all’importante tema dell’orientamento attivo nella transizione scuola-università, fungendo anche da confronto e riflessione per altri contesti che stanno affrontando questa importante sfida. 1 Per rendere più fluida l’esposizione, nel testo utilizzeremo il maschile ma intendiamo includere tutti i generi.

Isabella Pescarmona, Valerio Ferrero

Costruire comunità di ricerca dialogiche: quando l’aula accademica diventa uno spazio di formazione e possibilità interculturali

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

Questo saggio intende discutere le prospettive di innovazione relative alla didattica accademica nell’ambito delle scienze umane, approfondendo le modalità di formazione interculturale dei futuri insegnanti. Concentrandosi sull’aula universitaria come territorio plurale e proponendo la pratica filosofica di comunità di matrice lipmaniana come metodo attraverso cui gli studenti possono acquisire un habitus interculturale e co-costruire conoscenze disciplinari, si enfatizza la necessità di una trasformazione dei processi formativi tramite approcci che favoriscano la partecipazione attiva degli studenti e, al contempo, sollecitino un riposizionamento dei docenti per promuovere un contesto dialogico e plurale.

Concetta Tino, Monica Fedeli

Faculty come Change Agent tra cambiamenti e sfide: il caso dell’Università Patavina

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

L’innovazione didattica rientra tra le azioni che i sistemi di Higher Education sono chiamati ad implementare per continuare a svolgere il ruolo di agenzie che guidano il cambiamento. È un’iniziativa che all’Università di Padova ormai da circa otto anni è declinata in percorsi diversi, uno dei quali è il percorso per change agent (CA), i quali hanno la funzione di generare cambiamento all’interno dei loro contesti. La finalità di questa ricerca, a carattere qualitativo, è di conoscere quali cambiamenti hanno sperimentato i docenti coinvolti sia nei processi di insegnamento/apprendimento sia come CA nei loro dipartimenti di afferenza. I risultati mostrano che ci sia stato un cambiamento significativo in termini di prospettive e pratica didattica, ma ulteriori sforzi sono da compiere per svolgere una funzione efficace come CA.

Marnie Campagnaro, Lea Ferrari

Children’s Literature, Ecocritical Dialogues and Social-Emotional Learning: Developing Integrated Teaching Practices

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

An innovative primary teacher education course at the University of Padova combines children’s literature, ecocritical dialogues, and social-emotional learning (SEL). It aims to enhance educational quality and prepare teachers for global environmental and social challenges. Developed through the Green Dialogues project, it fosters internationalization and interdisciplinarity. This article examines the course’s interdisciplinary teamwork, focusing on its design and teaching methods. A case study highlights the benefits of incorporating ecocritical and SEL approaches in climate action teacher education. The course illustrates how children’s stories can foster environmental and social consciousness and empathy among students. This approach not only enhances pedagogical practices but also prepares teachers to contribute meaningfully to climate literacy and social equity in European higher education.

Flavia Capodanno, Alessio Di Paolo, Maurizio Sibilio

Piste Trasformative per la Formazione dei Docenti: Una Potenziale Contaminatio tra Appreciative Inquiry e Linguaggio Musicale

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

In una visione della scuola come sistema complesso adattivo, inteso come insieme di elementi interagenti (Murray Gell-Mann, 1995; Sibilio, 2014), è possibile riconoscere il ruolo dei docenti come veri agenti di cambiamento (Avrimidis & Norwich, 2002; Hattie, 2012) nell’adattarsi ad accogliere le sfide poste dalla poliedricità della società odierna. In particolare, assume rilevante centralità una formazione orientata, come suggerito da numerosi documenti internazionali, alla piena affermazione un’inclusive education (EADSNE, 2009, 2012, 2014). Alla luce di quanto detto, dunque, il presente contributo intende proporre una prima riflessione rispetto alla potenzialità di una contaminatio nella formazione dei docenti tra l’approccio di ricerca dell’appreciative inquiry, e il linguaggio musicale per una progettazione didattica inclusiva. Tale intenzione muove dalla possibilità di rilevare tratti comuni tra il framework teorico dell’appreciative inquiry, fondato sulla narrazione e sulla condivisione delle storie personali in chiave positiva (Cooperider & Srivastva, 1987; Cooperrider et al., 2008) e la musica, linguaggio universale capace di favorire dialogo e comunicazione per un fine comune. In tal senso, inserita nei percorsi formativi, la narrazione in positivo attraverso il dispositivo musicale potrebbe potenzialmente promuovere nel docente l’acquisizione di competenze riflessive e trasformative tali da essere in grado di gestire le varie situazioni, perché flessibile e avvezzo a tracciare percorsi didattici e organizzativi innovativi sia nel gestire il presente sia per orientare il futuro (Mezirow, 2003).

Martina Capaccioli, Loretta Fabbri

Coltivare Sguardi Pluriversali. Esperienze Didattiche in Corso

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2024

A partire da ancoraggi metodologici e concettuali afferenti agli studi sull’apprendimento trasformativo e alla prospettiva decoloniale, l’articolo intende descrive alcune modalità di applicazione di dispositivi didattici di tipo conversazionale e dialettico, finalizzati a supportare studentesse e studenti universitari nel riflettere criticamente sulle pluralità e differenze che caratterizzano i contesti lavorativi educativi contemporanei. Si ripercorreranno alcune azioni didattiche implementate all’interno di due insegnamenti erogati nell’anno accademico 2023-2024, e afferenti a Corsi di Laurea L-19 e LM-85, volte a facilitare la costruzione di una cultura professionale senza distorsioni epistemologiche, sociolinguistiche e psicologiche ancorate a visioni etnocentriche.

Arianna Taddei, Elena Rosciani

Il diritto di dimenticare: sfide pedagogiche e reti territoriali per le persone con Alzheimer

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo si propone di mettere in luce gli aspetti della cura, sia da un punto di vista pedagogico, sia sociale, evidenziando le ricadute sulla persona, sulla famiglia e sulla comunità. La malattia di Alzheimer è una delle più grandi patologie cronico-degenerative delle società contemporanee che compromette alcune importanti capacità cognitive, tra cui la memoria, e oscura inesorabilmente le relazioni sociali del soggetto. Attraverso uno studio di caso realizzato nella provincia di Macerata in collaborazione tra diversi attori locali, tra cui l’Università stessa, si intende tracciare le pratiche orientate allo sviluppo di comunità inclusive presenti nel territorio, per ripensare non solo le azioni ma anche le prospettive e le sfide pedagogiche che interrogano le politiche sociali, le reti territoriali e la Pedagogia Speciale nel sostenere la Qualità di vita degli adulti e delle loro famiglia in situazione di disagio.