RISULTATI RICERCA

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Maria Giulia Ballatore, Alicia García-Holgado, Anita Tabacco, Juanjo Mena, Francisco José García-Peñalvo, Lucía Amores

Profiles of students in STEM across Latin America and Europe

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

The gender gap in Science, Technology, Engineering and Mathematics is a problem that affects higher education institutions across the globe. Although some exceptions exist, such as Algeria, Benin, Oman or Myanmar (according to the Global Gender Gap Report 2022), women represent around 15% of STEM programs. The low number of women in these areas impacts the development of societies. STEM areas are crucial to solve society's problems and improving people's lives. However, half of the population (the females) is not represented in the teams that work to approach those problems. This work aims to analyse the profiles of current and past students from STEM programs in Latin American and European higher education institutions. We collected information about their motivations and concerns when they chose to enter university. We statistically analysed the differences finding that there are some significant ones. They mostly confirm the literature, showing that males and females have different views and approaches in the STEM field. Females look more for social aspects, while males tend to prioritise career perspectives. The findings suggest that there can be a mutual exchange of good practices between Latin American and European attraction campaigns thanks to the similarity found.

Mariachiara Feresin, Elena Bortolotti

La complessa questione della transizione alla vita adulta per i giovani con disabilità intellettiva: le prospettive dei genitori

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Le transizioni, ovvero i passaggi obbligati tra le fasi evolutive della vita, aprono un punto di domanda importante per i giovani con disabilità intellettiva (DI) che si preparano a concludere la scuola secondaria. Si apre il dilemma che riguarda il Progetto di Vita, a tal fine i diritti affermati in ambito internazionale e nazionale devono essere garantiti attraverso servizi coordinati che devono essere presenti e organizzati con un’ottica progettuale. Obiettivi della presente ricerca sono rilevare i bisogni dei genitori e dei giovani con DI durante e dopo la transizione alla vita adulta, analizzando le loro esperienze e i fattori che impattano su questo periodo. I risultati mostrano come il periodo di transizione si caratterizzato da disorientamento, scarsa conoscenza e informazioni, carenza di personale formato e l’inserimento lavorativo sia ancora per i più un miraggio. L’agency genitoriale rappresenta un punto di svolta ma talvolta non basta. Purtroppo spesso è “la fortuna” a determinare le sorti dei giovani con DI. Dall’analisi dei bisogni delle famiglie emergono riflessioni per la costruzione di strumenti orientativi a supporto dei giovani con DI e le loro famiglie.

Guendalina Peconio, Valentina Berardinetti, Martina Rossi, Giusi Antonia Toto

Valorizzazione e promozione dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità: analisi e prospettive del progetto “Mis-sion Inclusion” dell’Università di Foggia

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Il presente studio si propone di esaminare il ruolo e le prospettive dell'istituzione accademica nel facilitare l'integrazione lavorativa e lo sviluppo professionale autonomo delle persone con disabilità. Mediante un'analisi approfondita, ci si concentrerà sull'importanza di una stretta connessione tra scuola e terzo settore, istruzione superiore e mondo del lavoro al fine di promuovere un senso di fiducia nelle proprie capacità e di autonomia, pilastri fondamentali per garantire una vita indipendente e soddisfacente, esplorando nuovi modelli educativi e professionali, capaci di favorire relazioni umane inclusive. Attraverso un approccio interdisciplinare e inclusivo, infatti, verranno delineate strategie e pratiche che le istituzioni scolastiche e accademiche possono adottare per contribuire in modo significativo al miglioramento delle opportunità lavorative e al benessere professionale delle persone con disabilità, promuovendo così la creazione di una società più equa e inclusiva.

L’inclusione lavorativa e sociale delle persone di più difficile occupabilità nel mondo delle imprese profit trova nel superamento della dicotomia tra lavoro e non lavoro, offerta dal concetto e dalla prassi della operosità produttiva, una possibilità da esperire, posta in essere soprattutto dalle organizzazioni del terzo settore (associazioni, cooperative sociali, fondazioni). Gli autori riportano i dati principali di una ricerca partecipata svolta con cinque organizzazioni agenti nel territorio della Città Metropolitana di Bologna, relativi alle percezioni di soddisfazione soggettiva da parte delle persone con disabilità, di qualità relazionale dei contesti e di efficacia coevolutiva utili per impostare e migliorare i progetti inclusivi. Alla luce di tali dati, si evidenzia come gli ambiti di operosità produttiva, organizzati dalle cooperative sociali di inclusione lavorativa e caratterizzati da un’attenta cura relazionale, possano risultare in grado di valorizzare ogni apporto individuale verso significativi riconoscimenti di ruolo sociale, quando, in collaborazione con altri attori (sia pubblici che privati), promuovono molteplici produzioni di filiera, a valore d’uso e/o di scambio.

L’articolo mostra l’importanza della cooperazione internazionale per il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, approfondendo il progetto EATHEN, svolto in Nepal nel triennio 2019-2022. Il progetto, finanziato dall’Unione europea nel programma Erasmus+ Capacity Building in the field of higher education, mirava a sviluppare politiche per l’accesso equo agli studi universitari di studenti nepalesi con disabilità o provenienti da gruppi emarginati e zone remote del Nepal. Nell’articolo sono riportati alcuni nodi tematici riguardanti l’attuale situazione del Nepal rispetto all’educazione e all’inclusione e vengono ripresi i punti principali di sviluppo del progetto EATHEN, analizzandone le tappe, gli elementi di cambiamento e gli ostacoli riscontrati durante il periodo della pandemia. La presentazione del progetto è l’occasione per esporre alcune riflessioni più generali riguardanti il senso della cooperazione internazionale per le università, all’interno della cornice di una Terza missione volta a contribuire al bene pubblico.

Silvia Maggiolini, Elena Zanfroni

Inclusive action in an international setting: A universal value and individual commitment. The 'Bridges in Amman' Project

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

The dissemination of inclusive educational principles, practices, and methods on an international scale constitutes a vital academic and pedagogical discourse, highlighting a universal commitment to cultivating educational environments that are equitable, accessible, and responsive to all learners’ diverse needs. The “Bridges in Amman” project exemplifies the global movement towards inclusive education, focusing on the integration of Iraqi Christian asylum seekers in Jordan, notably in its capital, Amman. Spearheaded by Università Cattolica del Sacro Cuore in collaboration with HAbibi VAltiberina Association and the Gemelli Medical Center, the initiative underscores the commitment to developing inclusive education, with particular attention to people in vulnerable situations. Inclusivity in education transcends the mere acknowledgment of diversity; it necessitates the adoption of practices, principles, and methods that ensure all individuals, irrespective of their backgrounds or circumstances, have access to quality education. This is crucial for groups like Iraqi Christians in Jordan, who face unique challenges due to displacement and the need for cultural and social integration.

Tra i diversi fattori che, da un punto vista pedagogico e educativo, co-determinano la realizzazione di una comunità inclusiva, assumono grande valore la sinergia e la concertazione tra le istituzioni scolastiche e le famiglie degli educandi/discenti. Tuttavia, oggi, il patto educativo è diventato anche un patto interculturale, che ha il dovere e la responsabilità di cogliere nelle differenze di etnia e di provenienza geografica delle bambine e dei bambini le risorse e il potenziale di sviluppo in nuce in tutte/i e in ciascuna/o. Il presente contributo propone una riflessione di matrice interculturale e pedagogico-critica sul ruolo determinante che la Scuola italiana deve assumere nel processo di superamento delle immagini, delle ideologie e degli atteggiamenti di superiorità dell’uomo bianco/occidentale nei confronti del nero, del diverso, dello straniero, divulgati anche attraverso i libri scolastici di testo nel corso del Novecento. Nella seconda parte dell’articolo, inoltre, viene illustrata l’esperienza pratica di progettazione di un’unità didattica/laboratoriale funzionale all’accoglienza dei tanti alunni stranieri che, ogni anno, arrivano in Italia e vengono inseriti in percorsi di istruzione, per promuoverne l’inclusione attraverso l’apprendimento e il miglioramento dell’italiano come seconda lingua.

Arianna Taddei, Simone Aparecida Capellini, Elena Girotti, Catia Giaconi

The Inclusive University: Practices and reflections for student community well-being

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Following the 2030 Agenda (UN, 2015), the growth of an inclusive culture in higher education contexts contemplates the strategic value of promoting the university community well-being, starting from each person’s contribution (Priestley et al., 2022). According to Article 30 of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities (2006), providing opportunities to support study and university life means moving from a logic of needs to a logic of rights. In that sense, the University of Macerata promotes the psycho-physical and social well-being of its students, developing empowerment processes (Barbuto, 2018; Taddei, 2020) that guarantee a more equal participation in university life. In this paper, we will present the format Inclusion 3.0 which, starting from the “Voice” (Grion, 2017; D’Angelo et al., 2020) of university students with disabilities and SLDs (Giaconi, Del Bianco, 2018; Giaconi et al., 2018), embodies an innovative perspective for University as a place of well-being.

Catia Giaconi, Ilaria D'Angelo, Noemi Del Bianco, Salvatore Patera, Simona Rotondi, Simone Aparecida Capellini

Costruire culture e pratiche inclusive tra Università e territori. Uno studio di caso multi-regione per il contrasto della povertà educativa

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Culture e pratiche inclusive che emergono dalla cooperazione tra territori comunità e istituti accademici, rappresentano un elemento cruciale sia dal punto di vista concettuale che progettuale per stimolare la nascita di comunità orientate alla promozione dell’educazione. In ragione di ciò, negli ultimi anni, le università italiane hanno assunto questo orizzonte di senso e di intervento nell’ambito delle iniziative ascrivibili alla Terza Missione e all’Impatto Sociale al fine di promuove il valore sociale delle iniziative e, allo stesso tempo, di rendere valutabile l’impatto prodotto da queste ultime in termini di efficacia e di successo per tutti gli attori coinvolti. Da questo punto di vista, l’articolo presenta uno studio di caso di un progetto multi-regione finanziato dal bando “Un passo avanti” promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini avente come obiettivo il sostegno di interventi capaci di innescare processi innovativi, generare nuove relazioni e fornire progetti di impatto sociale per il contrasto alla povertà educativa minorile. I risultati presentati permettono di tracciare alcune utili piste di riflessione e alcuni criteri di intervento per le Università allo scopo di migliorare i processi orientati a promuovere culture e pratiche inclusive in raccordo con le Università, i territori e gli stakeholders locali nella prospettiva di promuovere comunità educanti.

Erika Marie Pace, Alessio Di Paolo, Iolanda Zollo, Paola Aiello, Maurizio Sibilio

Formarsi e formare l’altro da sé: la terza missione come veicoloper arginare la povertà educativa

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Questo articolo mira a sollecitare una riflessione pedagogica che esplori il ruolo del mentoring e il suo potenziale educativo nel contrasto alle povertà educative. Nello specifico, esso propone un focus sugli obiettivi della terza missione e su come il mentoring possa configurarsi quale medium per raggiungere tali obiettivi, attraverso il doppio canale della formazione dei docenti e dei discenti e mediante, altresì, le diverse attività proposte dall’Università, secondo una traiettoria di ricerca che punti a consolidare la comunità educante attraverso una prospettiva sistemica e reticolare.

Valentina Pennazio, Rita Cersosimo

Un laboratorio di formazione permanente per gli insegnanti sulla robotica e le metodologie didattiche per l’inclusione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo intende presentare le linee d’azione intraprese dall’Università di Genova (Dipartimento di Scienze della Formazione) con l’obiettivo di creare un laboratorio permanente di formazione rivolto a docenti di ogni ordine e grado in cui sia possibile far acquisire loro la capacità di progettare percorsi di apprendimento inclusivi mediante l’applicazione di strumentazioni robotiche e metodologie di didattica attiva. La creazione del laboratorio è stata pensata nell’ambito del progetto “Progettare e applicare metodologie didattiche attive alla robotica sociale e ai mondi virtuali 3d per favorire l’inclusione scolastica degli studenti con sindrome dello spettro autistico. La realizzazione di un Laboratorio di formazione permanente per insegnanti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado”, finanziato dalla Fondazione Italiana Autismo (FIA) nell’anno 2023 e attualmente in corso di svolgimento.

Emanuela Zappalà, Fausta Sabatano, Paola Aiello

Le potenzialità; educative e inclusive del Group-based Early Start Denver Model. Un progetto di ricerca e formazione nelle scuole dell’infanzia

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

This paper describes a research and training activity conducted within the framework of the Third Mission of the Department of Humanities, Philosophy and Education at the University of Salerno. In particular, the project aims to explore the possible implementation and educational potential of the Group-based Early Start Denver Model (Vivanti et al., 2017) in preschools also attended by children with Autism Spectrum Disorder. The aim of these activities is both to value knowledge outside academic institutions and to promote dialogue and active collaboration with Italian school heads and teachers.

Recent studies show the inclusive potential of children’s literature, not only in the themes proposed but also due to the access to the language it allows. In this way, children’s literature contributes to that ideal of inclusion understood in a broad sense that characterizes the Italian context of special education. Through the analysis of exploratory cases conducted in different territorial contexts with which the University found itself collaborating, in this contribution we aim to reflect on the potential that children’s literature can also have in the context of the third mission, above all encouraging the building of alliances and communities aimed at working together and reflecting on practices, including particular subjects and actors.

Natascia Curto, Cecilia Marchisio, Cristina Frioni

Dalla comunicazione della ricerca a un modello di sviluppo dei territori: processi virtuosi e Terza Missione

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Negli anni recenti, l'attività istituzionale conosciuta come Terza Missione (TM) è diventata, per gli Atenei italiani, un impegno strategico. L’Università degli Studi di Torino ha raccolto le indicazioni ministeriali fornite in merito con modalità proattive, in parte anticipando la cogenza dell’integrazione di tale attività nei compiti dei Dipartimenti. Nell’ambito di questo processo, il gruppo di ricerca denominato Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente, in seno al Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione, ha sviluppato, in collaborazione con gli uffici dell'Ateneo, un ampio lavoro, descritto nel presente contributo. In particolare, l’articolo illustra i risultati del primo anno in cui sono stati applicati in modo sistematico i processi di implementazione e registrazione della Terza Missione nelle discipline socio-pedagogiche progettati. Tale modello può costituire un utile strumento nel quadro contemporaneo, in cui l’Università è chiamata a lavorare in stretta collaborazione con la società civile, le istituzioni pubbliche e il settore privato per promuovere il benessere e lo sviluppo delle comunità.

Silvia Zanazzi, Tamara Zappaterra

"We care". Third stream experiences for an inclusive educational community

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Volontari per l’educazione (VpE) è un progetto di Save The Children Italia nato durante il primo lockdown per affrontare l’emergenza educativa, migliorando gli apprendimenti e la partecipazione scolastica di bambini e ragazzi in situazioni di povertà educativa e a rischio di dispersione attraverso il supporto allo studio online offerto da volontari adeguatamente formati. Per le università, la promozione del volontariato educativo è una occasione di realizzare la terza missione attraverso l’impegno nei confronti delle comunità di appartenenza. Il reclutamento dei volontari è sostenuto dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS). Agli inizi del 2022, l’Università degli Studi di Ferrara ha avviato la sua collaborazione con il progetto Volontari per l’educazione di Save The Children. La collaborazione ha coinvolto fino ad oggi più di 80 tra studenti e personale dell’Ateneo. L’articolo analizza l’esperienza di collaborazione tra Università degli Studi di Ferrara e VpE nel quadro della terza missione e delle azioni positive a fini inclusivi, attraverso la rappresentazione dei volontari le cui esperienze sono state raccolte attraverso interviste semi strutturate. L’analisi tematica dei dati conduce ad una riflessione sulle molteplici forme di povertà educativa e su come le università possano concretamente contribuire alla costruzione di comunità educanti inclusive.

Farnaz Farahi Sarabi

L’insegnante inclusivo e la pedagogia interculturale

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

Il contesto pedagogico e scolastico attuale pone in essere, negli insegnanti di ogni ordine e grado, sfide inerenti la capacità di adattare la propria formazione e didattica alla complessità del mondo contemporaneo. Una complessità caratterizzata da classi e ambienti di apprendimento per lo più interculturali, verso cui i classici approcci pedagogici “monoculturali” rischiano di non sviluppare quel pensiero critico e proattivo che la scuola dovrebbe, invece, instillare nei discenti. Il presente contributo, dopo aver definito i termini di intercultura e inclusività, mira ad analizzare in che modo la formazione, la didattica e la scuola possono affrontare, ad oggi, tale complessità pedagogica. Delineando, al contempo, l’ideale profilo dell’insegnante cosiddetto “inclusivo”, nella logica di una progettazione didattica che lo sia altrettanto. 

Catia Giaconi, Salvatore Patera, Lucia Borsini, Davide Scotta, Ilaria D'Angelo, Noemi Del Bianco

The role of Special Pedagogy for Third Mission and Social Impact between transformative practices and emancipatory processes

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2024

The development of inclusive cultures and practices in academia can be substantiated not only in references to the two traditional missions of universities, namely Teaching and Research but can find a generative way through a third mission, namely that of “Third Mission and Social Impact”. Italian universities assume this programmatic horizon to make available and accessible the social value of scientific research that is also carried out in synergy with territories, institutions, and communities. This paper intends to conduct an action of conceptualization and legitimization of the “Third Mission” in universities and, at the same time, to highlight the transformative practices and emancipatory processes underlying the strategic actions of the universities. In particular, starting from the analysis of the Strategic Plans of 88 Italian universities, this contribution delves into the pedagogical dimensions that characterize the “Third Mission” and, therefore, seeks to highlight the role of Special Pedagogy for the enhancement of knowledge and the creation of new connections of social impact.