Sempre più spesso nella contemporaneità siamo esposti a un traumatismo diffuso e perva-sivo piuttosto che ad eventi traumatici definiti e circoscritti. Ciò ha profonde ricadute sugli equilibri individuali e sugli assetti collettivi, in particolare la dimensione del perturbante con la sua caratteristica di sconfinamento tra familiarità ed estraneità contraddistingue questi vissuti traumatici difficilmente elaborabili. Riprendendo le classiche impostazioni freudiane sui temi del trauma e del perturbante vengono poi esaminate le fragilità delle costituzioni soggettive nell’attualità, strette tra la difficoltà nel riconoscere l’alterità e la necessità di ricorrere a varie forme di “doppi”, figure sempre altamente perturbanti.