L'articolo problematizza la prospettiva spaziale e relazionale nell’analisi dei processi migratori. L’intento - attraverso un approccio di “sociologia spazialista” - è sottolineare una parziale de-nazionalizzazione dei diritti e una maggiore rilevan-za assunta dalle società e dai governi locali nella determinazione del benessere collettivo, con specifico riferimento agli stranieri immigrati in Italia. L’interazione fra la dimensione sociale e quella spaziale implica che ciascuna prenda forma in base a dinamiche che le sono proprie, anche se dalla loro intersezione possono svilup-parsi conoscenze importanti sul modo di ‘usare’ la città da parte delle popolazioni immigrate.