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Attraverso l’analisi in profondità di un dossier di accertamento razziale e contestazione di una misura di revoca della cittadinanza, individuato nel fondo Demorazza (Archivio centrale dello Stato), questo articolo si propone di ripercorrere l’intera dinamica della naturalizzazione e denaturalizzazione di un “apolide” (prima ex-russo e poi ex-italiano) di origine ebraica nell’Italia fascista, facendo perno sulle azioni e sulle risorse che egli stesso mobilitò per costruire e adattare di volta in volta la sua identità pubblica ai criteri delle autorità. Con ciò, l’articolo punta a offrire una prima ricostruzione delle politiche di denaturalizzazione fascista e a evidenziare la relazione che esiste tra la vicenda innescata dalla misura antisemita di revoca della cittadinanza e il precedente processo di naturalizzazione che, come nella gran parte dei casi di revoca per effetto della legislazione antisemita, si svolse egualmente sotto il regime fascista, ma in una fase precedente la svolta del 1936-1938. L’articolo si interroga, dunque, in una prospettiva dal basso, sulle continuità e le discontinuità rappresentate dal fascismo e, in particolare, dalla politica antisemita fascista in materia di cittadinanza, articolando così il nesso tra “razza” e “naturalità”.

Complice l’accresciuta popolarità di formazioni di estrema destra nel panorama politico globale, gli studi sul cosiddetto neofascismo sono aumentati in maniera significativa negli ultimi anni, pur trascinandosi una serie di criticità. Non potrebbe essere altrimenti nel momento in cui è la stessa categoria di neofascismo a suscitare più di una perplessità per una molteplicità di ragioni, tra cui l’eccessivo utilizzo della parola nel dibattito pubblico per etichettare una vasta gamma di personalità e partiti. La presente nota, tuttavia, suggerisce come il ricorso a specifiche buone pratiche da parte di alcuni lavori dedicati al neofascismo apparsi in anni recenti — quali per esempio la propensione a rivisitare il tornante del 1945, allargare l’orizzonte della ricerca a una storia non esclusivamente evenemenziale e adottare un approccio transnazionale — stia aiutando a conferire maggiore solidità a questo campo di studi.

Autori Vari

Rassegna bibliografica

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 304 / 2024

Comunismo italiano e transnazionale - Fonti dell’io fra fascismo e Seconda guerra mondiale - L’antifascismo dal primo dopoguerra alla Resistenza - Biografie politiche dell’Italia repubblicana: tra storia e memoria - Nel mondo coloniale - Storia della storiografia

Jessica Casaccia

Fotografia e freniatria nell’Ottocento: l’utilizzo della fotografia nelle riviste psichiatriche italiane

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2024

Questo studio ha l’obiettivo di comprendere l’utilizzo della fotografia all’interno delle riviste scientifiche di carattere psichiatrico pubblicate prima del 1901 e, inoltre, di sottolineare l’importanza della stessa nello studio della cultura materiale come elemento critico, educativo e motivazionale. Sono state visionate le annate di dieci periodici italiani dalla loro fondazione al 1900; la ricerca si è concentrata su fotografie di individui, mentre sono state escluse quelle raffiguranti preparati microscopici, macchinari e strutture manicomiali. Lo studio ha evidenziato che le tipologie di fotografie scattate a supporto delle riviste specializzate italiane si discostano in parte dagli esempi di pionieri a livello internazionale come Hugh Welch Diamond (1809-1886), Nicolae G. Chernbach (1842-1919) e Jean-Martin Charcot (1825-1893) e da quelle a supporto dell’attività dei manicomi italiani: esse non si limitano a classificare patologie tipicamente psichiatriche, ma si espandono ad altri tipi di disturbi; questo approccio sembra essere dovuto in gran parte all’influenza degli studi lombrosiani.

Cesare Secchi

Problematiche di fede nel disagio psichico. Note su alcune esperienze cliniche

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2024

Nel contesto del rinnovato interesse del mondo psicoanalitico per le tematiche spirituali e religiose, l’autore prende in esame tre situazioni cliniche (un trattamento psichiatrico, una psicoterapia a orientamento dinamico e una psicoanalisi classica), nel corso delle quali emergono problematiche di fede di indubbia rilevanza psicologica. Nel tentativo di approfondirne il senso e la portata, vengono analizzate le possibili vicissitudini delle strutture interne dei singoli pazienti, nonché le specifiche risonanze contro-transferali del terapeuta agnostico.

Luca Nicoli, Elena Morganti

“Sono venuto qui per non cambiare”. La psicoterapia libero professionale nell’epoca della diffidenza

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo discute le problematiche dovute al crescente acces- so della popolazione alle cure dei servizi privati di psicoterapia. Si eviden- zia un clima narcisistico nella società moderna, con un indebolimento delle relazioni oggettuali. La fiducia nelle istituzioni e la propensione ad affidar- si alle figure sanitarie sono diminuite. L’articolo sottolinea la complessità nell’affrontare la diffidenza dei pazienti nei confronti della psicoterapia e l’importanza di adattare le modalità di approccio, costruzione del setting e alleanza terapeutica. Si evidenzia anche la necessità di condividere il percor- so diagnostico e il progetto terapeutico con il paziente. La diffidenza verso l’impegno si riflette nella richiesta di relazioni senza vincoli, complicando la costruzione del setting terapeutico. Gli Autori sottolineano l’importanza di lavorare sull’intimità terapeutica, affrontando la resistenza dei pazienti a cambiare senza essere toccati. Infine, si discute della necessità di dosare la verità emotiva in base alla capacità di accettazione del paziente, considerando l’importanza di incontrare il paziente dove si trova, anche se ciò comporta inizialmente posizioni insolite.T

Mariagnese Cheli, Laura Massi

Quali insegnamenti possono apprendere i Servizi di protezione e cura dell’infanzia maltrattata dalle Neuroscienze?

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Le conoscenze acquisite dalle scienze del neurosviluppo, in particolare dalla neurobio-logia interpersonale sugli effetti strutturali e funzionali del child abuse, possono stimola-re una riflessione utile ai professionisti impegnati nei servizi di protezione e cura dell’infanzia e adolescenza? Il presente contributo intende esaminare alcune suggestioni offerte da questo interessante corpus teorico che non solo individua le conseguenze sistemiche del child abuse sullo sviluppo, ma anche le variabili riparative di questa espe-rienza sfavorevole. Lo scopo è sostenere la resilience del bambino/adolescente nelle sue dimensioni fondanti lo sviluppo, ambito in cui dovrebbero sempre trovare un’integrazione gli interventi, ma anche la resilience dei professionisti coinvolti, al fine di garantire quella che sembra essere la variabile che maggiormente sostiene l’efficacia degli interventi di cura: il ripristino del senso di sicurezza in un ambiente autenticamente intersoggettivo, partendo dalla premessa che la mente è un complesso sistema sociale.

Margherita Santamato, Roberto Marcone, Anna Sorrentino

Pattern e bidirezionalità dei comportamenti di Teen Dating Violence: uno studio esplorativo sui fattori di rischio in un gruppo di adolescenti campane

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2024

La TDV è un problema pervasivo tra i giovani adolescenti in cui ragazzi e ragazze sono contemporaneamente autori e vittime di violenza all’interno delle relazioni in-time. Pochi studi sono stati effettuati in Europa e in Italia e pochi si sono focalizzati sulle traiettorie di coinvolgimento nelle singole tipologie di TDV in relazione al sesso. A tal fine è stato realizzato uno studio esplorativo, coinvolgendo 70 ragazze di età compresa tra i 15 e i 17 anni (M=15.61, DS =0.64), mirato ad indagare se le diverse tipologie della TDV agita e subita , il bullismo, l’empatia cognitiva e affettiva, la vio-lenza domestica assistita, l’abuso durante l’infanzia, e i livelli di supporto sociale percepiti fossero associati al coinvolgimento in comportamenti di TDV relazionale agita. I risultati mostrano che la perpetrazione della TDV relazionale è associata al coinvol-gimento nella TDV relazionale e fisica subite, ad alti livelli di empatia affettiva, e all’abuso nell’infanzia. Laddove, il coinvolgimento nella TDV relazionale agita è as-sociata significativamente e negativamente alla TDV fisica agita. I risultati sono di-scussi in termini di implicazioni pratiche.

Daniela D’Elia, Luna Carpinelli, Annamaria Scapicchio, Antonella Tomasetti,, Giulia Savarese

La formazione specialistica degli psicologi nel progetto "Non Vedo, Non Sento, Non Parlo" a favore dei minori vittime di Esperienze Sfavorevoli Infantili - ESI

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Nel presente contributo si vuol affrontare il tema della formazione specialistica degli psicologi che operano nel campo della tutela minorile attraverso la presentazione di un progetto regionale in materia – NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO (Bando “Ricucire i sogni” Impresa Sociale “Con i bambini”) – che si è caratterizzato per aver ampiamente investito sia sulla formazione avanzata e specialistica degli operatori psi-cologi, oltre che per gli interventi destinati direttamente agli utenti minori vittime di Esperienze Sfavorevoli Infantili – ESI (dall’inglese Adverse Childhood Experiences – ACEs). La formazione per gli psicologi ha investito tutte le fasi del loro intervento: dalla psicodiagnosi specialistica con strumenti di II livello (come la TSCYC, la A-DES, l’osservazione del gioco post-traumatico, etc.) all’intervento psicoterapico d’elezione sul Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS) in età evolutiva, ossia l’EMDR. Ulteriore valore aggiunto è che tale formazione specialistica si è avviata – in una fase iniziale – con incontri ad hoc anche di tipo laboratoriale, oltre che frontali, per poi perdurare nella fase avanzata di presa in carico e per tutta la durata del proget-to, attraverso l’intervisione e la supervisione clinica. Il progetto, così strutturato, ha permesso di formare gli operatori psicologi esperti in materia di ESI e di creare équipe specialistiche in psicotraumatologia che hanno condiviso lo stesso modello sperimen-tale e le buone prassi validate per la presa in carico di minori e famiglie. È stato valu-tato il livello di soddisfacimento delle aspettative iniziali, la percezione di raggiungi-mento degli obiettivi formativi, la percezione di incremento delle competenze profes-sionali ed il grado di trasferibilità degli apprendimenti: il 96.5% dei partecipanti che dichiara un pieno o parziale soddisfacimento delle aspettative iniziali ed una perce-zione di raggiungimento degli obiettivi formativi che si attesta ad una media di 5.67, su una scala a sei livelli., studi che esplorino gli effetti della triangolazione sul conflit-to genitore-figlio.

Clarisse Pereira Mosmann, Mariana Rodrigues Machado, Melina Lima, Jeferson Rodrigo Schaefer, Iñigo Ochoa de Alda Martínez de Apellaniz

Coparenting, parent-adolescent conflict and internalizing symptoms in Brazilian adolescents

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Coparenting might impact on child development, on the intensity of parent-child con-flict, and on the manifestation of internalizing symptoms. Children’s perception of coparenting and gender specificities are important to understand this phenomenon. The direct relationship mediated by the intensity of the parent-adolescent conflict in symptom manifestation and the effects of the moderation of the adolescent’s gender were investigated. The study included 357 adolescents, 53.2% female, aged 11 to 18 years (M = 14.42; SD = 1.84). The results indicated that the relationship between coparenting and the internalizing symptoms presented by the adolescents are mediated by the intensity of parent-adolescent conflicts. The findings contribute to the identifi-cation of the coparenting reflexes and direct clinical strategies to adolescents and fam-ilies.

Elena Camisasca, Alessandra Bavagnoli

Negative Co-Parenting and Children’s Adjustment: The Role of Children’s Appraisals and Triangulation

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Existing literature has outlined how negative co-parenting could affect children’s ad-justment through children’s subjective appraisals and triangulation. However, no stud-ies have investigated whether children’s cognitive appraisals and two distinct forms of children’s triangulation (feelings and involvement) could be serial mediators of the associations between negative co-parenting and children’s adjustment. Mediation analyses were performed using a sample of 125 Italian families of children aged 8-14. Results showed that negative co-parenting was linked to children’s threat and self-blame appraisals. Data also suggested how both children’s subjective appraisals (threat and self-blame) were associated with the two forms of children’s triangulation (direct involvement and subjective triangulation). Finally, the results indicated two specific pathways for the serial mediation of children’s cognitive appraisals and triangulation in the association between negative co-parenting and children’s adjustment. On the one hand, subjective triangulation predicts children’s internalizing behaviors. On the other hand, triangulation involvement promotes children’s externalizing behaviors. .

L’evidenza empirica ha da tempo dimostrato che il conflitto genitoriale e co-genitoriale possano avere effetti nocivi sull’adattamento psicologico dei figli. Due possibili mecca-nismi in grado di spiegare gli effetti del conflitto sull’adattamento s-no la tendenza dei figli a triangolarsi nel conflitto stesso e il conflitto genitore-figlio. La presente revisione sistematica ha l’obiettivo di comprendere lo stato dell’arte della letteratura rispetto a queste associazioni. Sono stati utilizzati tre database: SCOPUS, Web of Science e EBSCO-host Research Database per individuare gli studi in APA PsycArticles, APA PsycInfo e MEDLINE. Sono stati individuati duecentodieci articoli pubblicati tra il 1996 e il 2023. Dopo aver rimosso i duplicati, aver selezionato e valutato l’idoneità del materiale, sono stati selezionati venti articoli. Gli articoli revisionati hanno mostrato associazioni tra il conflitto genitoriale e co-genitoriale sia con la trian-golazione sia con il conflitto genitore-figlio. Un interessante e meno esplorato filone di studi ha dimostrato anche gli effetti della triangolazione sul conflitto genitore-figlio. Questa revisione rinforza l’importanza di sviluppare altri studi empirici sul tema e, in particolare, studi che esplorino gli effetti della triangolazione sul conflitto genitore-figlio.