RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105572 titoli

Anna Maria Colavitti, Alessio Floris, Sergio Serra

Marginalità territoriali e sviluppo locale. L’esperienza delle aree interne in Sardegna

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Le politiche pubbliche europee e nazionali si occupano da tempo del policentrismo del sistema insediativo italiano e delle conseguenti diseguaglianze tra ‘centri’ e ‘periferie’. L’approccio adottato in Italia per la mappatura delle aree interne, con limitate opportunità di accesso ai diritti di cittadinanza, si basa esclusivamente sul criterio di prossimità ai poli di offerta dei servizi essenziali, trascurando ulteriori condizioni di fragilità dei sistemi territoriali (demogra?ca, socioeconomica, ambientale, infrastrutturale e insediativa). Il contributo analizza il contesto sardo, caratterizzato da marginalità diffusa, bassa densità demogra?ca e scarsa accessibilità territoriale, per ri?ettere sulle criticità di interpretazione delle fragilità e sulle politiche dedicate.

Francesca Bragaglia , Erblin Berisha, Giancarlo Cotella, Umberto Janin Rivolin

Co-produzione urbana e sistemi di governo del territorio in Europa

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

La co-produzione urbana, attraverso cui i cittadini contribuiscono alla piani?cazione e al governo delle città con le istituzioni pubbliche, è pratica diffusa in tutta Europa. Il modello ricorrente è quello spontaneo della ‘co-city’, mentre solo pochi paesi hanno adottato politiche nazionali di co-produzione urbana. Un confronto con i sistemi europei di governo del territorio rivela, a ben vedere, almeno tre livelli di possibile correlazione. A parte i casi spontanei di co-city, le politiche nazionali di co-produzione urbana sembrano presenti soltanto se i sistemi sono capaci di garantire una migliore capacità di controllo pubblico. Inoltre, solo i sistemi che assegnano caso per caso i diritti d’uso del suolo consentono alla coproduzione di fare parte del sistema stesso.

Grazia Brunetta, Ombretta Caldarice

Protezione climatica e dimensione metropolitana nella politica di coesione. A che punto siamo?

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Integrare la protezione climatica nella programmazione territoriale è una delle priorità della politica di coesione 2021-2027, per sostenere ‘un’Europa più verde’ a tutti i livelli di governance territoriale. Le Città metropolitane hanno avuto un ruolo marginale nell’attuazione della politica di coesione, nonostante questo livello di governo del territorio potrebbe risultare ef?cace per raggiungere gli obiettivi di protezione climatica dell’agenda europea. Il contributo sostiene il rafforzamento del ruolo delle Città metropolitane per territorializzare l’adattamento al cambiamento climatico nei processi di trasformazione e rigenerazione dei territori.

Donato Casavola, Giancarlo Cotella, Elisabetta Vitale Brovarone

Confronti metropolitani. I Piani urbani integrati a Torino e Bari

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Nonostante l’elevato livello di istituzionalizzazione, le Città metropolitane italiane non hanno ancora un ruolo rilevante nella programmazione della politica di coesione dell’Unione europea. Con il Recovery and Resilience Facility si è aperta un’opportunità per un loro maggiore coinvolgimento. Le Città metropolitane sono state chiamate a svolgere un ruolo di primo piano nelle s?de de?nite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso i Piani urbani integrati. Il contributo analizza i casi delle Città metropolitane di Torino e Bari, confrontando gli approcci intrapresi. In particolare, suggerisce come il differente utilizzo dello stesso strumento possa essere frutto del differente peso istituzionale che le due Città metropolitane hanno nel loro contesto.

Alessandro Delpiano, Mariagrazia Ricci, Francesco Selmi, Silvia Bernardi

Dal PNRR agli strumenti della Città metropolitana di Bologna per la rigenerazione urbana

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Nel contesto del PNRR, che ha permesso di sperimentare interventi di rigenerazione urbana a scala territoriale, la Città metropolitana di Bologna, con l’approvazione del Piano territoriale metropolitano, ha istituito il Fondo perequativo metropolitano per ?nanziare i Programmi metropolitani di rigenerazione, uno strumento ordinario solidaristico con particolare attenzione ai territori fragili. Queste esperienze hanno coinvolto Comuni e Unioni, consolidando il ruolo della Città metropolitana quale ente federante, anche grazie a un nuovo strumento organizzativo di innovazione amministrativa, le Of?cine di rigenerazione metropolitana (ORME) per incrementare le competenze e le connessioni utili alla progettazione e attuazione di interventi di rigenerazione urbana.

L’articolo propone una ri?essione sugli effetti del PNRR nelle politiche metropolitane del Mezzogiorno, inquadrandola nel più ampio processo di riforma che ha condotto nel 2014 alla creazione delle autorità metropolitane in Italia. L’attenzione verrà posta, in particolare, sui Piani urbani integrati che il PNRR ha identi?cato quale strumento privilegiato per avviare processi di rigenerazione urbana e ambientale nelle periferie delle grandi aree urbane italiane. Analizzando le strategie tematiche dei programmi, nel lavoro ci si chiede in che misura i Piani urbani integrati potranno invertire decenni di inerzia nelle politiche urbane alla scala metropolitana e come si inseriscono nei processi di innovazione del governo locale attualmente in corso.

Antonio Palmisano, Donato Casavola

L’evoluzione delle Città metropolitane italiane tra politica di coesione europea e PNRR

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Il contributo esamina l’evoluzione delle Città metropolitane italiane focalizzandosi sul loro ruolo nella politica di coesione europea e nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Durante la programmazione 2014-2020, questi enti hanno avuto un ruolo limitato nei programmi europei, ma al tempo stesso hanno cercato di partecipare attivamente. La nuova programmazione 2021-2027 e soprattutto il PNRR conferiscono alle Città metropolitane un ruolo più centrale, specialmente con i Piani urbani integrati (PUI). Tuttavia, emergono differenze signi?cative tra le Città metropolitane nella gestione dei PUI. Il testo ri?ette sulle s?de durante l’attuazione dei PUI, sottolineando la necessità di una strategia territoriale metropolitana che promuova azioni integrate.

Giancarlo Cotella

Governance metropolitana e politica di coesione. Evidenze e prospettive

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

I fenomeni metropolitani mettono in discussione i tradizionali modelli di governo del territorio, fondati su perimetri amministrativi che mal si prestano ad affrontarne la complessità. Per rispondere a tale s?da, diversi paesi hanno avviato sperimentazioni istituzionali ad hoc e l’Unione Europea ha parzialmente rimodulato la propria politica di coesione. Nonostante ciò, le aree metropolitane non sembrano ancora disporre del riconoscimento, degli strumenti e dei ?nanziamenti che consentirebbero loro di svolgere un ruolo da protagoniste. Il contributo fa luce sulla questione a partire dai risultati del progetto ESPON METRO, ri?ettendo in particolare su come l’elevata eterogeneità che caratterizza il fenomeno abbia ?nora impedito l’emergere di una politica di coesione metropolitana.

Donato Casavola, Erblin Berisha

Il ruolo delle Città metropolitane tra politica di coesione e PNRR

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

L’urbanizzazione in aumento sottolinea la complessità delle politiche territoriali nelle aree metropolitane, con s?de di governance e competizione. Le Città metropolitane italiane, operative a seguito della ‘riforma Delrio’, hanno ?n da subito dovuto affrontare numerose s?de. In relazione alla dimensione sovralocale, non hanno ancora svolto un ruolo rilevante nella programmazione della politica di coesione europea. Un’importante opportunità si è venuta a creare con il Recovery and Resilience Facility. In particolare, le Città metropolitane italiane sono state chiamate a svolgere un ruolo più centrale nelle s?de de?nite dal PNRR. Questa raccolta di contributi descrive l’evoluzione dell’ente metropolitano italiano tra la politica di coesione e il PNRR.

Nausicaa Pezzoni

Sul confine. Le mappe degli esuli di Varosha svelano una città dimenticata

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Questo saggio, quello che segue e l’intervista che lo accompagna parlano della dimensione spaziale della memoria della città abbandonata di Varosha, la parte greca della città di Famagosta, sull’isola di Cipro. A partire dal contesto geopolitico in cui si è generata la spaccatura che divide l’isola in due Stati, l’articolo presenta una ricerca che pone le premesse per uno sviluppo futuro di quella ‘città fantasma’. La realizzazione di mappe mentali, quali dispositivi di svelamento di un luogo dimenticato, è il processo con cui viene riattivato il rapporto tra gli abitanti sradicati da Famagosta nel 1974 e la loro città. Il lavoro si inserisce nella linea di ricerca inaugurata da Kevin Lynch con l’uso di mappe mentali come strumento per indagare la forma percepita della città e fa emergere i significati attribuiti dagli abitanti originari ai propri luoghi: informazioni fondamentali per immaginare un futuro condiviso di quel territorio.

Sullo sfondo del quadro teorico ricostruito nell’articolo precedente, questo contributo presenta i risultati dello studio empirico sulla città abbandonata di Varosha, nella città di Famagosta (Cipro), osservata attraverso lo sguardo dei rifugiati grecociprioti esiliati durante l’invasione turca del 1974. Utilizzando il metodo delle mappe mentali, attraverso interviste strutturate gli esuli sono stati invitati a disegnare Famagosta ripercorrendo la memoria della loro terra perduta. Le mappe mentali dei rifugiati hanno rivelato profonde intuizioni sulla loro percezione dello spazio e una forte relazione con il luogo. Questo studio arricchisce la nostra comprensione di Famagosta e funge da testimonianza dei legami duraturi tra le comunità esiliate e il loro territorio, sottolineando l’importanza di preservare e comprendere i molteplici strati delle dimensioni spaziali mnemoniche di una città al fine di progettarne un futuro condiviso.

Borachia e Santi, con un’intensa operosità in tutte le scale del progetto, furono figure cardine all’interno del dibattito architettonico-urbanistico e del design italiano del dopoguerra. Lo studio dei documenti conservati nel Fondo Borachia-Santi depositato presso il Politecnico di Milano, Archivi DAStU consente di trarre un primo bilancio della loro attività, svolta tra prestigiosi incarichi e riconoscimenti professionali, e mette in evidenza l’attualità della loro riflessione culturale, espressione di una stretta interconnessione fra teoria, progetto e attuazione. Una parte sostanziale dell’archivio è inerente alla progettazione urbanistica, ma altrettanto rilevante risulta la parte architettonica che, per complessità e qualità progettuale, manifesta un chiaro valore territoriale e ambientale. La piena e critica conoscenza della loro prolifica e poliedrica attività li configura, fuori dalle luci dei riflettori, quali esponenti di rilievo del secondo Novecento italiano.

Andrea Vergano

La città delle mille deroghe

TERRITORIO

Fascicolo: 106 / 2023

Prendendo le mosse dalle mutazioni dell’urbanistica e guardando alle metamorfosi che hanno investito l’ambito giuridico, il contributo cerca di fornire un’interpretazione dei cambiamenti che in questi ultimi decenni hanno caratterizzato il governo del territorio. Un processo di decostruzione e deregolamentazione che, nell’arco di quattro decenni, ha progressivamente svuotato dal proprio interno l’ordinamento urbanistico, aprendo verso nuove e contraddittorie prassi di governance. In questo arco di tempo si possono riconoscere due fasi, al termine delle quali la deroga, prima in?ltrandosi e poi stabilizzandosi nell’ordinamento, diventa nuova parola d’ordine. Nella città delle mille deroghe, in cui ogni concetto sembra essere sul punto di rovesciarsi nel suo opposto, il ‘paradosso’ emerge in?ne come cifra caratterizzante il governo del territorio.

A cura della Redazione

Memorie, recensioni e interventi

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2023

In memoria di Pasquale Andria, di Piero Avallone / Le crisi adottive: una opportunità?, di Claudio Cottatellucci / Intervento istituzionale al Congresso dell’Aimmf, di Carla Garlatti / Come un ponte tra il bene e il male. Dieci lezioni sul male, di Silvia Marchi

Roberta Romano

Cass. civ., sez. I, sent. 14 febbraio 2024, n. 4019

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2023

Nel corso del procedimento volto a valutare lo stato di abbandono di un minore e la sua idoneità all’adottabilità, il tribunale per i minorenni, dopo aver condotto le indagini richieste dalla legge, se viene a conoscenza dell’esistenza di un genitore biologico, deve informarlo sulla procedura in corso e sulla possibilità di chiedere la sospensione del processo per verificare legalmente la sua situazione genitoriale. In caso contrario, le sentenze che dichiarano l’adottabilità del minore, l’affidamento preadottivo e l’adozione vanno incontro a radicale nullità.

Lucrezia Navarra, Umberto Battaglia, Camilla Fiscon, Alessia Bertozzo

Stili genitoriali e crimini violenti: uno studio pilota su giovani autori di reato

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2023

L’argomento scelto verte sugli stili genitoriali e l’adolescente con tendenza antisociale e su come questi possano influire nella commissione di reati. Per l’analisi di questo costrutto si è provveduto a una ricerca bibliografica sui temi in questione approfondendo in modo particolare il modello ARC, teorizzato da L’Abate, su cui si basa il test (Qsrgp ) utilizzato per misurare le tre scale di percezione genitoriale prese in considerazione: Conduttivo/Creativo; Reattivo/Ripetitivo; Abusivo/ Apatico. Nell’ambito di questa ricerca, lo studio mira a esaminare l’impatto dello stile genitoriale percepito da parte degli adolescenti secondo il modello ARC. Attraverso un’analisi tra adolescenti autori di reato (gruppo sperimentale N = 27) e adolescenti che non hanno agito reati (gruppo di controllo N = 20), si sono valutate le differenze nelle percezioni degli stili genitoriali in due gruppi e come queste variabili interagiscono con i fattori di PCL-YV e SAVRY. Questi risultati suggeriscono che lo stile genitoriale percepito Abusivo/Apatico (A/A) giochi un ruolo in questo contesto, tuttavia ciò richiede ulteriori analisi per poter generalizzare i risultati.

Maria Cristina Calle

Madri e bambini in carcere: una questione di legami e di spazi

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2023

Negli ultimi decenni si sono susseguiti in Italia interventi normativi volti a tutelare prima la condizione delle persone detenute, successivamente la loro genitorialità e infine la condizione dei bambini che condividono la carcerazione con le madri. Verranno analizzati in questo lavoro le peculiarità della situazione italiana ripercorrendo i quattro passaggi legislativi più significativi e le pratiche che ne sono derivate. Pratiche che hanno avviato la costruzione di spazi specifici per la detenzione femminile condivisa con i figli. Una visione “binoculare” stereoscopica consente di tener conto insieme delle specificità dell’evoluzione infantile e dell’evoluzione della genitorialità, nel quadro delle norme che delimitano le risposte ai comportamenti antisociali.

L’autore, attraverso le riflessioni e le parole del dott. Franco Occhiogrosso e al fine di onorarne la memoria, prenderà in esame la possibilità di applicare l’istituto della messa alla prova, disciplinato dagli artt. 28 e 29 disp. proc. pen. min., a ogni tipologia di reato. Inoltre, ci si concentrerà sulla natura del processo penale minorile, con particolare riferimento al rapporto tra la funzione giurisdizionale e la finalità di tutela delle esigenze educative.