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L’articolo ripercorre le fasi “critiche” e le risposte organizzative dell’esperienza Covid nell’ambito dell’IRCCS di Veruno (NO) – ICS Maugeri, testimoniando il grande contributo fornito, come struttura sanitaria privata accreditata, a supporto del sistema sanitario durante la pandemia, attraverso lo sviluppo di una collaborazione attiva in una logica di rete con le strutture ospedaliere pubbliche territoriali.Infine evidenzia come l’esperienza condotta è stata l’opportunità di avviare una riflessione su un nuovo “posizionamento strategico” che rispondesse alle necessità di trasformazione del sistema sanitario per farsi carico delle nuove esigenze di salute indotte dalla transizione epidemiologica e demografica. Questa riflessione ha portato a progettare un nuovo modello di “struttura intermedia articolata per intensità di cura” che propone anche servizi a supporto dei percorsi di cura fra ospedale e territorio rivolti alle persone “fragili”.
La ricerca ha lo scopo di individuare, comprendere e sintetizzare le competenze emotive, le strategie comportamentali e organizzative agite durante la pandemia di SARS-CoV2 dai coordinatori infermieristici.Lo studio è stato realizzato utilizzando un questionario ispirato al Behavioural Events Interview. L’analisi qualitativa dei dati è stata effettuata con la Content Analysis induttiva.Hanno risposto 42 coordinatori infermieristici dell’ASUGI; i risultati evidenziano l’importanza di skill quali la cooperazione, la gestione delle relazioni all’interno del team, una maggiore flessibilità nell’uso delle competenze.Emerge una nuova leadership che sperimenta un aumento delle responsabilità per affrontare al meglio le situazioni d’emergenza.Il progetto si configura come spazio di valorizzazione dell’esperienza e delle competenze acquisite, capitalizzabilidalla comunità di pratica a cui i professionisti appartengono.
In oncologia e in particolare nella cura del tumore mammario, il ricorso alla telemedicina si è dimostrato essere una via sicura ed efficace per migliorare la qualità della vita e dell’assistenza per i pazienti. L’emergenza Covid-19 e l’esigenza di ridurre gli accessi ai presidi ospedalieri hanno rappresentato un momento di accelerazione nel disegno e nell’utilizzo di strumenti di telemedicina.L’uso della telemedicina può trovare ampia applicazione nell’assistenza alle pazienti affette da tumore mammario che, grazie alla cronicizzazione della malattia, hanno un bisogno continuo di assistenza e di disponibilità di informazioni chiare e accessibili.L’efficacia degli interventi di telemedicina può essere migliorata attraverso i processi partecipativi di co-design che coinvolgano gli utenti finali e gli stakeholder in tutti gli aspetti dello sviluppo dell’intervento. Questo contributo riporta un’esperienza di co-design partecipato finalizzato allo sviluppo di un’applicazione mobile per le pazienti affette da tumore mammario all’interno della Rete Senologica dell’APSS di Trento.
La presente ricerca ha lo scopo di proporre e valutare un modello di assistenza e terapia dei pazienti in termini di efficienza, osservando gli esiti degli interventi di salute nella gestione dei pazienti affetti da patologie croniche.Per porre solidi basi per un concreto miglioramento del paziente cronico, si richiede un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale (MMG), i quali assumono un ruolo primario lungo il Patient Journey. Il perseguimento di tali obiettivi implica il ricorso a strumenti digitali di supporto per adottare un approccio data-driven, che consenta di realizzare una maggiore integrazione tra paziente, ospedale e territorio. La domanda di ricerca del presente studio è la seguente: quanto i pazienti cronici seguono le terapie e i suggerimenti dei MMG? Al fine di rispondere a tale quesito è stata utilizzata una metodologia quantitativa, raccogliendo dati attraverso questionari costruiti ad hoc, consegnati agli MMG per inserire le informazioni dei pazienti. Lo studio di ricerca ha prodotto i risultati che evidenziano una forte eterogeneità tra le patologie croniche analizzate rispetto all’aggiornamento e alla revisione della terapia.
Negli ultimi anni, in particolare a seguito del percorso attuativo della certificabilità, gli enti e le aziende del Servizio Sanitario Nazionale hanno prestato crescente attenzione al disegno, all’implementazione e all’affinamento del proprio Sistema di Controllo Interno. La diffusione di una cultura del controllo sia esterno sia interno ha portato in diversi casi all’istituzione di un servizio di Internal Auditing (di seguito IA) come garante di tale sistema di controlli. Il presente contributo approfondisce le modalità attuative della funzione di IA negli enti e nelle aziende del Servizio Sanitario Nazionale attraverso un’analisi di casi studio delle esperienze regionali che per prime si sono mosse in questa direzione e che risultano più significative, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna. Di ciascuna sono esaminate e poi raffrontate le principali variabili della funzione di IA approfondite dalla dottrina e precisamente: i ruoli, le tipologie e i processi di audit, le variabili organizzative e le caratteristiche delle risorse umane impiegate nella funzione. Ne emergono due modalità attuative tra loro distinte che, seppur condizionate dai rispettivi contesti di riferimento, contengono anche interessanti punti di contatto e significativi spunti di riflessione per le altre Regioni che si stanno avviando in tale percorso di implementazione della funzione di IA.