Il saggio si propone di indagare i principali riferimenti epistemologici presenti nell’opera di Luigi Pagliarani e di individuare alcuni aspetti caratterizzanti il suo modo di procedere nella ricerca. Partendo dall’esame del lavoro di tesi dedicato a Marx gio-vane e alla nascita del marxismo e considerando il rapporto con il pensiero di alcuni autori che hanno affrontato tematiche di natura epistemologica (Popper, Devereux e Prigogine) con i quali Pagliarani si è confrontato, si è cercato di ricostruire l’itinerario che lo ha portato a maturare una propria sensibilità epistemologica, secondo la quale il conoscere è un processo affettivamente connotato di co-costruzione di ipotesi interpre-tative da sottoporre a validazione intersoggettiva. Ciò colloca la psicosocioanalisi nell’alveo delle tradizioni filosofiche ermeneutica e pragmatista che hanno sviluppato una critica serrata alle prospettive oggettiviste e riduzioniste di matrice positivista e neopositivista. Dal punto di vista della metodologia, si sono identificate tre operazioni fondamentali (capacità negativa, dialogo, serendipità) che rendono conto, nella prassi, del modo di procedere della ricerca in campo psicosocioanalitico.