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Mattia Iorillo

Ambiente e storiografia sul fascismo

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2023

Il saggio esamina il modo in cui l’ambiente, come campo d’indagine e come strumento analitico, è stato ricompreso all’interno degli studi storiografici sul fascismo. Attraverso la ricognizione di diverse stagioni di ricerca e di tematiche relative alla storia dell’agricoltura e a quella ambientale, si ricostruiscono i passaggi che hanno segnato l’evoluzione degli interrogativi posti dagli storici in relazione ai problemi e alle trasformazioni dell’ambiente operate o immaginate durante il ventennio fascista. Dagli anni Settanta del Novecento fino alla fine degli anni Novanta, la storia dell’agricoltura, complice la continuità con una certa cultura dirigista e tecnicistica, ha analizzato a fondo l’ambiente in rapporto al fascismo, specie come contesto dei processi di modernizzazione del paese. Successivamente, con l’emergere della questione ambientale e la crescita degli studi regionali e localistici, una diversa sensibilità si è imposta nella lettura di quelle vicende. Sono state soprattutto le ricerche sulla bonifica a spostare l’attenzione degli storici verso l’ambiente da una prospettiva prettamente economica, a una che concerne la questione ecologica nel suo insieme.

In occasione del centenario della marcia su Roma numerose sono state le iniziative e le ricerche sul regime instaurato da Mussolini, ma scarsa è stata l’attenzione a quanto prodotto dalla storia delle donne e dalla storia di genere. Il saggio propone una ricognizione sui principali percorsi di analisi e sui risultati ottenuti da questo filone di indagine che nel corso di cinquant’anni ha portato un significativo avanzamento nella conoscenza storica. L’ottica di genere è stata utilizzata per mettere a fuoco il soggetto femminile: dalle forme di mobilitazione di massa alle attività lavorative, dalle politiche a sostegno della battaglia demografica a quelle sui consumi in regime di autarchia, alla ridefinizione dei ruoli assegnati alla madre e al padre all’interno della famiglia. Successivamente questo approccio, dichiaratamente inclusivo, ha consentito di guardare ai rapporti tra i sessi, alle rappresentazioni maschili e femminili nei territori metropolitani e in quelli coloniali, alle dinamiche di potere e alle contraddizioni del sistema patriarcale fascista restituendo un quadro più ricco e articolato della vita degli italiani tra le due guerre.

Alberto Cavaglion

Fascismo e antisemitismo: l’esperienza della contraddizione

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2023

Il saggio analizza due contraddizioni che si riscontrano negli studi recenti sull’antisemitismo fascista. La prima riguarda il divario che emerge tra le testimonianze dei protagonisti e la ricostruzione degli storici sulle carte d’archivio: due quadri non coincidenti. Le intenzioni del regime non sempre si tramutarono in atti, per esempio nelle zone occupate. La seconda contraddizione riguarda i numeri. Di tutti i paesi finiti sotto l’occupazione nazista, dopo la Danimarca (0,12%) e la Finlandia (0,35%), l’Italia è il paese con la più bassa percentuale di vittime (17,3%). A spiegare questi numeri, non basta la scarsa consistenza demografica delle comunità italiane o la minore virulenza della polemica antiebraica. Tanto meno convince la lettura in chiave etica. A rendere così percentualmente alto il numero di chi trovò salvezza senza emigrare è stato il radicamento e la qualità dei rapporti che gli ebrei avevano saputo intessere nei decenni che seguono l’uscita dai ghetti. Non una spiegazione moralistica, ma è necessaria un’analisi storica sul lungo periodo.

Il saggio propone una prospettiva sfaccettata e “cubofuturista” della marcia su Roma che mette a confronto gli eventi disordinati e caotici della fine di ottobre 1922 a Roma con la loro trasformazione propagandistica nel mito fondativo del futuro regime. Ne emerge la centralità del mito palingenetico che ha fatto del 28 ottobre (quando in realtà accadde poco) il momento simbolico della rinascita dell’Italia; la natura mitopoietica, soreliana, modernista, controfattuale e archetipica di questo mito e la pervasiva fattualità e la fittizia grandezza che esso acquisì nella mente dei fascisti; infine l’eredità continua e la risonanza mitica della marcia su Roma nelle elezioni di Giorgia Meloni. Il contributo si conclude con alcune riflessioni sulla patologia del “marciare” nel contesto dei regimi totalitari e autoritari e sulla crescente importanza di unirsi, almeno figurativamente, a una sana marcia palingenetica, dato lo stato di disintegrazione del mondo.

Donatello Aramini, Renato Moro, Alessandra Tarquini, Mario Toscano

Introduzione

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 2-3 / 2023

Agim Kërçuku, Gennaro Postiglione, Jiarui Cui, Giovanni Hanninen

City and Ageing: Milan Explorations of the daily life of the elderly in a teaching experience

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Through architectural and urban design teaching practice, the paper explores how society’s progressive aging affects private and public spaces. The exercise investigates the relationship between living and ageing in seven neighbourhoods in Milan. In particular, it focuses on exploring the transformation and adaption of housing stock and public space, taking into account the strengths and vulnerabilities of the elderly population. The essay delivers the results of a teaching experience that has integrated multiple investigation tools to obtain knowledge on the subject: data, cartography, photography, drawing, and interviews. The paper intends to reconstruct the taxonomy of living of the elderly population in Milano.

Mario Paris, Catherine Dezio

A participant observation of distance teaching in the field of urban design

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

This paper explores the difficulties encountered by students of urban design in analysing and interpreting context due to a limited opportunity to personally experience them, a problem that has been exacerbated by the recent pandemic. How can they be supported, and what kind of skills and approaches should be reinforced when educating young architects in such a condition? The authors were instructors at Politecnico di Milano who supervised students in the field of urban planning during the first two years of the Covid-19 pandemic. The present article outlines the approaches adopted by students in achieving awareness about a place when developing their master theses following a semester in our studio.

Giovanna D’Amia

I concorsi di architettura a Brera, tra esercizio didattico e progetto urbano

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

I concorsi di architettura a Brera tra xix e xx secolo costituiscono un interessante terreno di studio per indagare i rapporti tra l’Accademia e Milano, superando in molti casi il mero esercizio didattico per trasformarsi in un laboratorio ideale sul progetto della città. A cominciare dai grandi concorsi di età napoleonica, che dovevano verificare se vi fossero «opere pubbliche da eseguire appartenenti alle Belle Arti», fino ai concorsi di istituzione privata Canonica e Vittadini, che negli anni postunitari erano destinati a progetti edilizi di interesse cittadino, i concorsi braidensi hanno infatti affrontato attrezzature urbane necessarie al processo di modernizzazione della città o hanno ipotizzato interventi su edifici esistenti in relazione alle trasformazioni delle aree centrali, spesso in parallelo alle iniziative concrete promosse dall’amministrazione municipale.

Erblin Berisha, Donato Casavola, Giancarlo Cotella, Erika Puntillo

Pianificazione di area vasta e programmazione sovralocale: il ptav della Provincia di Ravenna

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Al governo del territorio è richiesto di essere future- oriented, non tanto per prevedere le traiettorie delle trasformazioni, quanto per indirizzarle e accompagnarle. Gli strumenti di pianificazione hanno il compito di ‘territorializzare’ gli investimenti derivanti dalle programmazioni sovralocali. In questo senso si inserisce l’esperienza del Piano territoriale di area vasta (ptav) della Provincia di Ravenna che, in qualità di strumento strategico non cogente, offre un quadro di possibilità d’azione alle amministrazioni locali. Nel rendere conto di tale esperienza, il contributo presenta un’analisi di compatibilità delle sue linee strategiche con quelle prefissate dai principali strumenti della programmazione sovralocale creando le condizioni per un uso sinergico dei fondi a disposizione.

Valentina Ridolfi, Noemi Bello, Alessandra Pesaresi

Verso nuove ‘geometrie’ di governance territoriali flessibili: il Piano strategico Romagna Next

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Le complesse sfide contemporanee, ambientali, sociali ed economiche, richiedono innovazione e flessibilità, anche territoriale. Per questo, la frammentazione tra enti locali, di medie e piccole dimensioni, che caratterizza gran parte dei nostri territori deve essere bilanciata da geometrie variabili di governance che consentano di affiancare alle pianificazioni locali delle strategie di sistema per programmare lo sviluppo a una scala territoriale adeguata a raggiungere obiettivi di sostenibilità efficaci ed efficienti. Questo l’assunto alla base del progetto Romagna Next con cui l’area vasta Romagna ha sviluppato una prima sperimentazione nazionale di pianificazione strategica interprovinciale, che si configura come una vera pratica di innovazione territoriale contemporanea.

Caterina Brancaleoni, Alessandro Daraio, Silvia Martini

Strategie territoriali integrate nella politica di coesione in Emilia-Romagna: atuss e stami

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Nel ciclo di programmazione 2021-2027, il carattere place-based della politica di coesione è stato rafforzato con l’introduzione del nuovo obiettivo di policy ‘un’Europa più vicina ai cittadini’, attuato attraverso strategie territoriali. In Emilia-Romagna questa possibilità si inserisce in una tradizione di politiche volte a contrastare l’acuirsi degli squilibri territoriali e a rispondere alle diverse vocazioni infra-regionali, coinvolgendo gli enti locali nella programmazione. L’articolo propone una lettura delle due tipologie di strategie territoriali – le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (atuss) e le Strategie territoriali per le aree montane e interne (stami) – attivate dalla Regione Emilia-Romagna alla luce del disegno delineato dalla Commissione europea.

Massimiliano Granceri Bradaschia, Fiorenzo Ferlaino

I Programmi territoriali integrati in Piemonte: un’analisi diacronica della distribuzione geografica

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

La programmazione place-based e integrata in Italia è stata per decenni parte fondamentale delle politiche nazionali e regionali. Tra le regioni italiane più attive c’è il Piemonte che con i Programmi territoriali integrati (pti) ha voluto implementare lo sviluppo locale in un’ottica intercomunale e policentrica. I pti hanno avuto un percorso attuativo piuttosto travagliato, tra rilanci e cadute di interesse dovuti a vari fattori di natura economica e politica. Questo lavoro valuta i pti attraverso un’analisi diacronica per verificare la distribuzione geografica e il livello di collaborazione interistituzionale delle aggregazioni territoriali create ad hoc per questo processo. Lo studio conclude fornendo raccomandazioni su come (ri)utilizzare in futuro tali strumenti.

Mauro Fontana, Marco Del Fiore, Loris Antonio Servillo, Alice Garelli

Rivoluzione silenziosa e incompleta: nuove geografie istituzionali, tra clld e altre iniziative d’area vasta

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

I territori sono sempre più chiamati ad affrontare sfide ed esigenze contemporanee con investimenti mirati e approcci integrati allo sviluppo territoriale. Tra i vari strumenti europei di attuazione messi a disposizione, l’approccio leader/clld è quello più presente sui territori rurali e che offre delle potenzialità inespresse su cui è necessario porre l’attenzione. Il contributo offre una riflessione sulle principali operazioni legate allo sviluppo locale e rurale nel territorio italiano, ponendo la questione su come queste vengano trattate solo dal punto di vista delle agende di lavoro e di come vengano invece trascurate, o poco indagate, le implicazioni politiche e istituzionali che queste apportano. In questo senso, i gal sembrano attuare una rivoluzione silenziosa (e incompleta).

Erblin Berisha, Donato Casavola

Agire a geografie variabili, opportunità per i territori

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Nel corso degli ultimi anni, lo sviluppo integrato è diventato elemento imprescindibile della programmazione europea e di conseguenza della politica di coesione. In questo senso, i territori hanno occasione di sperimentare nuove forme di governance e meccanismi di attuazione superando la rigidità dei confini amministrativi e adottando strategie in grado di rispecchiare le interdipendenze funzionali. Varie sono le iniziative attualmente in corso in Italia, sebbene ancora non coordinate. Questo servizio discute alcuni casi e pone l’accetto sulla necessità di sviluppare una maggiore riflessione su fenomeni che stanno lentamente trasformando il quadro di programmazione territoriale e istituzionale.

Antonio Di Campli

Contro l’imperialismo intellettuale dell’urbano

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

La nozione di ‘urbano’ e quella a lei prossima di ‘città’ hanno da tempo assunto la funzione di vassoio portaoggetti per un insieme di assunti, ipotesi e strategie operative su una varietà di ambienti e stili di vita. Le crisi ecologiche, le politiche infrastrutturali o dell’abitare tendono quasi sempre a essere affrontate come questioni urbane. Allo stesso modo, problemi di giustizia spaziale sono quasi sempre interpretati come inerenti al ‘diritto alla città’. È tempo di riconoscere alla nozione di ruralità la stessa complessità e densità che oggi esprime il concetto di urbano, mettendo in discussione i punti di vista da cui il rurale è oggi pensato e prodotto, mettendo a nudo la brutalità e, al tempo stesso, la debolezza dell’urbano.

La metafora del palinsesto rimanda a una forma di intelligibilità dello spazio abitato e del susseguirsi delle modificazioni che lo hanno interessato. Questa ha consentito di leggerlo in una prospettiva storica, evitando di fornire una rappresentazione troppo semplicistica della sua trasformazione. Tuttavia, la stagione edilizia che si è dispiegata negli ultimi decenni ha introdotto in alcuni contesti dinamiche trasformative che paiono rendere il territorio simile a uno spazio di accumulazione e affastellamento più che a un palinsesto. L’articolo si concentra su un frammento del territorio mantovano per descrivere quali sono i fenomeni che mettono in crisi l’utilità della metafora corboziana e quali strategie possono essere impiegate per una seria riattualizzazione del concetto.

Antonio José Salvador

Unpacking Parco Agricolo Sud through a socio-spatial production perspective

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Parco Agricolo Sud is a fringe area shaped by restrictive land use regulations and its proximity to Milan. The result is an accelerated urban-rural transition with high rural spatial qualities that enables the territory to be used and envisioned from different perspectives, often colliding and contested. From that of the citizen, the administration, the farmer, and the entrepreneur. By identifying these interpretations through grounded endeavors, this article attempts to unveil new relations and local narratives shaping this territory that can contribute to reenvisioning its future and pending plan.

Discutendo alcune problematiche legate alla transizione tra compagini urbane e rurali, nello scenario milanese il Parco delle Risaie appare un caso studio emblematico, da considerarsi in relazione alla porzione urbana adiacente, rispetto alla quale lo scalo di San Cristoforo assume un ruolo strategico. Attraverso una reciproca interazione tra lettura critica del contesto, indagini sulle azioni di transizione che investono il tessuto connettivo – talvolta insieme alle linee d’acqua – ed elementi progettuali emersi dal percorso di rigenerazione intrapreso per l’area, l’obiettivo è quello di ricalibrare una strategia che focalizzi modalità efficaci di ‘approssimazione’ tra città e campagna, ridefinendo, alla scala dello spazio abitato, una relazione tra Parco delle Risaie e porzione ovest di Milano.