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L’ipotesi che sostiene le riflessioni di questo contributo è che i territori rurali che compongono il Tavoliere delle Puglie esplicitino con grande forza caratteri radicali, lontani dalle retoriche classicamente associate al contesto rurale. Il contributo ha una struttura circolare e opera nel tentativo di contestualizzare il territorio indagato all’interno di una più ampia visione che posiziona il contesto della piana foggiana all’interno di un complesso ingranaggio produttivo che definisce alcuni dei territori rurali italiani; propone un approfondimento su due situazioni specifiche per esplicitare i caratteri spaziali a cui si fa riferimento; produce alcune riflessioni che ragionano in termini progettali attorno ai concetti di coesistenza e collisione negli spazi rurali contemporanei.

Il saggio propone una riflessione sui territori rurali e costieri nei quali è presente una forte economia della serra. L’obiettivo è di mettere a fuoco metodi di lettura e strumenti in grado di indurre forme concrete di coesistenza tra produzione e abitare, tra agricoltura e turismo, con le necessità di protezione dell’ambiente costiero e rispetto alle emergenze sociali e ambientali. L’indagine sul distretto rurale del sud-est siciliano costruisce uno scenario sistemico e incrementale di trasformazione della cosiddetta ‘fascia trasformata’. Si esplorano alcune forme di manutenzione e ripensamento del telaio infrastrutturale del quotidiano come dispositivi per innescare la transizione socio-ecologica e rispondere alle emergenze imposte sia da consolidate dinamiche di potere e ingiustizia socio- spaziale, sia dagli effetti del cambiamento climatico, che condizionano l’efficacia di strumenti di piano e politiche.

Antonio Di Campli, Chiara Nifosì

Oltre Eboli. Questioni di ordine rurale

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Questa sezione propone riflessioni attorno a diverse condizioni e significati attribuiti al rurale e di come questi producano effetti e si riflettano nella configurazione e nel pensiero spaziale, informando diverse idee di ruralità. Obiettivo è cogliere la ricchezza e l’ampiezza della ricerca sul tema e, possibilmente, anticipare alcuni dei temi e degli approcci che saranno al centro dell’indagine e del progetto rurale nei prossimi anni. L’ipotesi sostenuta è che, a partire dal 2008, il susseguirsi di crisi ecologiche, economiche e, ultimamente, sanitarie, abbia innescato profondi, e al tempo stesso opachi, processi di ridefinizione degli spazi e delle società rurali occidentali, caratterizzati da nuovi fenomeni di frantumazione sociale, da conflitti, da prese di distanza e da nuove interazioni tra gruppi sociali, ecologie e forme di produzione spaziale.

Miguel Fernández-Maroto

Valladolid’s urban planning since the 1980s: reflection and example of trends in Spain

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

The city and urban area of Valladolid are a clear example of the trends that have characterised the evolution of the urban system and urban planning in Spain in the cycle that includes the last two decades of the 20th century and the first decade of the 21st century. Valladolid has experienced the processes of metropolisation and urban expansion typical of this period, and its urban planning framework has reflected the changes in urban planning legislation and practice. Through this case study, it is concluded that in this period certain balances within the urban planning system – between expansion and reform, between planning and management, and between model and fragments – have been broken and must be recovered in order to face a new cycle of urban development focused on regeneration.

Marialessandra Secchi

Costruire la città paesaggio. Agricoltura e paesaggio metropolitano a Bari Costa Sud

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

Il rapporto tra agricoltura e urbanizzazione è oggi centrale nella lettura dei paesaggi metropolitani. La rilevanza dell’agricoltura nel dare forma al territorio, alle sue caratteristiche spaziali e alle sue prestazioni ecologiche si traduce in una domanda di rinnovamento dei metodi e della strumentazione del progetto urbanistico e di paesaggio. Apre nuove opportunità di riflessione sulla qualità degli spazi urbani e riporta al centro la discussione delle differenti scale del progetto urbanistico. L’esplorazione di questi campi è uno dei caratteri fondanti del Piano urbanistico esecutivo per Bari Costa Sud, che ridisegna parti di città e contemporaneamente rilancia le capacità produttive del territorio agricolo, dotando la città di Bari di inediti spazi pubblici di scala metropolitana.

Luca Cestaro, Carlo Salone, Loris Antonio Servillo

L’Unione fa la forza? Difficoltà istituzionali nel caso SNAI della Val Maira e Val Grana

TERRITORIO

Fascicolo: 104 / 2023

L’obiettivo della coesione territoriale e i processi di sviluppo place-based sono presentati in letteratura come intrinsecamente interrelati. Binomio che si fa metodo di uno sviluppo territoriale imperniato sul concetto di regione funzionale e sui sistemi locali, ossia ‘arene coerenti’ dove formare politiche e strategie equilibrate. Uno sguardo sull’area-pilota piemontese Val Maira e Val Grana della Strategia nazionale aree interne (SNAI) può aiutare a valutare la complessità istituzionale nel definire un ambito di azione locale coerente – l’Unione dei comuni della Val Maira e della Val Grana – con i livelli di azione sovralocale – Regione e Unione europea – nell’ambito programmatico della SNAI, a un lustro di distanza dopo la firma dell’Accordo quadro che l’ha resa operativa.

Il contributo di Antolini alla cultura del classicismo italiano si fonda su rilevanti studi archeologici, tra i quali vanno annoverate le pubblicazioni dedicate tra il 1819 e il 1822 all’insediamento romano di Velleia. Sulle indagini e i rilievi svolti in sito Antolini ci lascia un raro taccuino manoscritto e illustrato e una raccolta di disegni autografi finora trascurati dagli studi sul tema. Diario di viaggio, giornale dei rilievi, album di disegni, il taccuino tocca aspetti diversi e rispecchia l’articolata figura dell’architetto-ingegnere, archeologo appassionato e scienziato di ispirazione illuminista, testimoniando il suo percorso trasversale alla cultura del tempo. A partire dai documenti si propone qui una riflessione legata al tema del rilievo dell’Antico e dell’approccio al dato materiale.

A cura della Redazione

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 138 / 2023

Carlo Genova, Alessia Toldo

Tavole a rotelle e corpi in movimento. Geografie dello skateboard

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 138 / 2023

Per molte subculture, usi e rappresentazioni dello spazio sono elementi costitutivi, ma negli studi subculturali l’attenzione per lo spazio è stata nel tempo oscillante. Il presente contributo si focalizza sui processi distintivi di uso, produzione e rappresentazione dello spazio nella subcultura skateboard, indagando come chi pratica skateboard scopra, scelga e interpreti i luoghi, e come ai suoi occhi le caratteristiche di tali luoghi definiscano vincoli e possibilità per la pratica.

Gabriele Di Palma

La costruzione della città in una democrazia incompiuta: il bilancio partecipativo di Lima

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 138 / 2023

Le periferie di Lima sono frutto di occupazioni di terre e autocostruzioni. La partecipazione è stata utilizzata da regimi non democratici per assicurarsi appoggio politico. Il bilancio partecipativo nasce con il ritorno alla democrazia per innescare un circolo virtuoso di riduzione della povertà, concertazione tra amministrazioni locali e società civile, controllo civico ed efficienza nell’allocazione delle risorse. Lo studio mostra come il processo sia top-down, connotato da populismo e dirigismo.

Il paper esamina la food charity a Cremona e Pietrasanta sotto la lente della in¬novazione sociale. L’insicurezza alimentare spinge il volontariato a raccogliere cibo da esercizi chiusi e adottare nuovi metodi di distribuzione. Tali sforzi sono socialmente innovativi, creano benefici alla comunità, riconfigurano i modelli di intervento preesistenti, coinvolgono gli attori locali più efficacemente. Il focus su una città media e su una più piccola ma interconnessa, innova il dibattito, più concentrato sulle aree metropolitane.

Il saggio si interroga sul recepimento a livello italiano della Global Strategy, un programma d’azione lanciato dalla Conferenza Generale dell’UNESCO nel 1994 e finalizzato alla creazione di una lista di Siti Patrimonio Mondiale che sia rappresentativa, equilibrata e credibile. Attraverso l’analisi delle recenti iscrizioni italiane, emergono infatti indicazioni per allineare le future proposte di candidatura alle raccomandazioni del Comitato del Patrimonio Mondiale.

Francesco Alberti

Recovering Planning. Processi di rigenerazione per territori fragili

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 138 / 2023

Il lavoro di ricerca - riguardante i rischi territoriali nei processi innovativi di rigenerazione urbana sviluppati e approfonditi presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, nell’ambito dei programmi FAR 2021 e 2022 - mira a rimettere al centro dell’attenzione le comunità locali e la loro quotidianità, affidando al progetto urbanistico di valenza strategica, la definizione dei possibili percorsi da intraprendere per la rigenerazione territoriale ed economico-sociale.

Simone Rusci, Lucrezia Ruffini

La produzione dell’obsolescenza urbana: effetti dei cicli economici e spaziali sul patrimonio costruito

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 138 / 2023

L’obsolescenza è un fenomeno complesso che interessa i prodotti industriali così come la città e i territori; le sue dinamiche di formazione e sviluppo non dipendono dal solo invecchiamento ma da processi ciclici che agiscono a livello globale fortemente connessi al paradigma produttivo capitalista. Il presente lavoro si pro¬pone di studiarne i legami e gli effetti prodotti sul patrimonio costruito, in particolare su quella parte che viene ciclicamente esclusa dalla possibilità di utilizzo e valorizzazione.

Antonella Bruzzese

Quando lo spazio pubblico è privato. I "POPS" e il caso di Granary Square a Londra

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 138 / 2023

Frequenti nelle città di cultura anglosassone i POPS, spazi pubblici di proprietà privata, si fondano sul mantenimento della proprietà privata dei suoli e su accordi pubblico-privato che regolano usi, accessibilità, gestione. Il paper rilegge il caso di Granary Square e gli elementi alla base del suo funzionamento (natura contrattuale, gestione come curatela, forme di controllo degli usi) per riflettere su come orientare il governo dello spazio pubblico, in particolare quello gestito da privati.

Corrado Cuccurullo, Maria Pavia, Ferdinando Russo, Pasquale Di Girolamo Faraone

Il clinical risk management nell’esperienza dell’AOU Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

MECOSAN

Fascicolo: 125 / 2023

La gestione del rischio clinico e la sicurezza del paziente sono pilastri del management sanitario. Un approccio proattivo, piuttosto che reattivo, è essenziale per prevenire gravi conseguenze negative derivanti da errori medici. Nonostante l’Italia abbia armonizzato le sue norme con le migliori prassi internazionali, spesso si riscontra conformità normativa piuttosto che gestione efficace del rischio clinico. Questo articolo si concentra sull’esperienza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU) Vanvitelli di Napoli. Le AOU si distinguono per la loro complessità, dovuta alla loro triplice missione e a un contesto fortemente pluralistico, ulteriormente complicato dalle continue innovazioni. Nel caso specifico, la complessità è amplificata dal bisogno di implementare la gestione del rischio clinico in edifici storici ubicati nel centro della città. Ciò che rende significativa l’esperienza dell’AOU Vanvitelli è la dimostrazione che, anche in contesti fortemente regolamentati e pluralistici, c’è sempre spazio per innovazione e miglioramento. Dall’analisi dell’esperienza, emergono riflessioni riguardo ai ruoli e agli strumenti utilizzati nella gestione del rischio, che offrono una prospettiva preziosa sulla necessità di equilibrare norme, pratica e innovazione nel contesto sanitario.

Anna Romiti, Antonio D’Urso, Simona Dei, Roberto Turillazzi, Maria Giovanna D’Amato, F. Taddeini, E. Capitani, S. Limaj, M.P. Fiori, E. Franci, L. Brunelli, R . Monaco, S. Mazzoli, L. Menozzi, P.G. Macrì

Qualità, sicurezza delle cure e risk management: il modello dell’Azienda Usl Toscana Sud Est

MECOSAN

Fascicolo: 125 / 2023

Lo scopo del presente contributo è quello di analizzare il modello di gestione del rischio di un’azienda sanitaria particolarmente complessa in termini di ampiezza territoriale e articolazione strutturale, l’Azienda USL Toscana Sud Est. Tre sembrano i principali punti di forza di tale modello: 1. la strategia aziendale che punta a rafforzare il sistema di risk management e la modalità con cui tale strategia è tradotta all’interno dei meccanismi operativi (l’integrazione nel sistema di budget di specifiche azioni di gestione del rischio); 2. la peculiarità della struttura organizzativa scelta (la creazione di tre aree dipartimentali dedicate al tema del rischio); 3. il rilevante investimento dedicato allo sviluppo di una cultura aziendale orientata al risk management (la promozione di modalità proattive di gestione del rischio incentrate sul no blame culture). In un panorama italiano diversificato, riguardo ai modelli di risk management delle aziende sanitarie, il caso analizzato rappresenta un’interessante prospettiva a cui guardare come modello di governance del rischio.

L’Azienda Ospedaliera di Alessandria è l’hub di II livello nella Rete Ospedaliera dell’area Piemonte-Sud Est. A partire dal 2022, la Regione ha individuato nel Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) istituito tra AO AL e ASL AL, l’infrastruttura di supporto regionale alla ricerca e ai processi clinico-organizzativi nelle Aziende Sanitarie Regionali, per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo della ricerca sanitaria. In AO AL è attiva una Struttura Semplice a valenza aziendale (SSA) Rischio Clinico che opera in staff al Direttore Sanitario. Il responsabile della SSA guida l’Unità di Gestione del Rischio Clinico aziendale che coordina le attività funzionali all’implementazione del Programma Regionale per la gestione del Rischio Clinico. Peculiare è l’attenzione a favorire la risoluzione stragiudiziale dei contenziosi derivanti da eventi avversi per migliorare la relazione tra i cittadini e il sistema sanitario, favorita dalla figura del responsabile che è incaricato anche della Medicina Legale.

Francesco Albergo, Mara Masullo, Tiziana DiMatteo

Health risk management: The ASL BT experience

MECOSAN

Fascicolo: 125 / 2023

ASL BT, born from the merger of three company branches, now eighteen years old, has a transversal departmental organization. In the Staff Department, there is the Clinical Risk Management Unit, which carries out prospective planning activities in the medium/long term. The systematic monitoring of all incident reporting systems, as well as requests for compensation and the economic aspects relating to direct costs (for damages related to adverse events) and indirect costs (for disputes), allow the UO to plan the prevention activities. This prevents the health risk and the recurrence of events, which in various ways have generated “losses” for the patient, the Company and the professionals. The establishment of a clinical risk network made up of representatives and facilitators, the sharing of all the proposed procedures and protocols and above all, the training aimed at increasing the culture of safety and awareness among all employees Healthcare, have a crucial role.