RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105573 titoli

Antonello Calvaruso

Net Forum

FOR - Rivista per la formazione

Fascicolo: 3 / 2023

Lo scritto prende spunto dai cambiamenti rilevabili in due settori emergenti della società attuale definiti “il verde (l’ecologia) e il blu (l’informatica)” dallo studioso Floridi e, allo stesso tempo, dalla crescente diffusione di strumenti di comunicazione a distanza legati a manifestazioni di disagio connesso a ritiro sociale. Mentre notiamo la proliferazione di ricerche sull’aumento sia di malattie somatiche che psichiche, derivate da solitudine e abbandono, è pure innegabile come le relazioni ormai inizino e siano portate avanti con l’uso di nuovi media che accentuano senso di isolamento e di onnipotenza. Queste constatazioni hanno spinto le autrici a considerare necessaria la riflessione su “nuove pratiche analitiche”. Alla luce di tali considerazioni le autrici ritengono che uno dei modi maggiormente proficui di occuparsi della crescita esponenziale – specialmente nei giovani – delle varie forme di malessere psicologico sia di dedicare stabilmente un’attenzione professionale al paradigma complesso della ricerca clinico-empirica sulle narrative oniriche. Sappiamo, infatti, che per Jung i sogni non rappresentano solo “l’essenza della psiche”, ma costituiscono, inoltre, strumenti essenziali per la comprensione e il trattamento della sofferenza psichica. In tale prospettiva questo tipo di approccio, presentato per la prima volta nel Congresso IAAP tenuto alla LUMSA nel 2022 su Narrative nella Psicologia Analitica odierna. Studi sulle relazioni corpo-mente, sarà descritto in dettaglio.

A causa della pandemia di Covid-19, in molti paesi, le mascherine facciali sono state rese obbligatorie in ambienti chiusi per prevenire l’infezione e sono state adottate da molti analisti per proseguire il lavoro terapeutico “in presenza”. Questo articolo analizza gli effetti del loro utilizzo nell’ambito della psicoterapia a orientamento analitico. Dopo avere intervistato 305 persone (163 analisti e 142 pazienti) impegnate in trattamenti psicoterapeutici vis à vis, si è rilevato che l’utilizzo delle mascherine in analisi è stato un evento sicuramente significativo ma meno impattante di quanto si pensi. Le terapie analitiche, nei vissuti di pazienti e analisti, hanno mostrato una certa resilienza sopportando un cambiamento di setting così improvviso e perturbante grazie a fattori peculiari quali l’investimento nella relazione terapeutica, l’attenzione alla comunicazione inconscia e la considerazione nello scambio terapeutico della dimensione simbolica. L’approccio relazionale in analisi si conferma di grande utilità clinica e la relazione terapeutica elemento protettivo oltre che di cura. La terapia online, inoltre, si definisce, in questo studio, come terapia di seconda scelta rispetto alla terapia in presenza anche quando la coppia analitica è costretta a stare in stanza di analisi con il viso parzialmente coperto dalle mascherine.

Cristina Brunialti

La storia di L.: riflessioni sul concetto junghiano di sincronicità

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 58 / 2023

Nel presente lavoro si potrà rintracciare un filo conduttore che da circa otto anni contraddistingue il lavoro con questo paziente, evidenziando alcuni cambiamenti nel paziente, nell’analista e nella relazione analitica. In questo senso lo schema A di questo scritto, si pone come un'ipotesi di funzionamento della relazione analista-paziente in un preciso momento del processo analitico, che grazie al contatto psichico non confusivo, sembrerebbe aver consentito la fuoriuscita del paziente da un importante stato regressivo. L’ipotesi si basa su evidenze cliniche relative allo sviluppo del concetto junghiano di sincronicità.

Fabrizio Alfani

L'esperienza analitica e la realtà virtuale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 58 / 2023

La realtà virtuale e la comunicazione digitale rappresentano aspetti significativi della vita contemporanea, che incidono in maniera significativa sullo sviluppo psichico individuale. Il rapporto tra reale e virtuale è spesso considerato nella prospettiva polarizzata di una opposizione alternativa, dove il reale è ciò che è autentico, mentre il virtuale è percepito come un mondo di finzione che ostacola le possibilità di sviluppo individuativo. L’autore dell’articolo, pur riconoscendo che questi rischi sono assolutamente presenti nell’uso pervasivo di strumenti tecnologici che caratterizza la contemporaneità, sottolinea però che per poter comprendere le esperienze di molti dei nostri pazienti, soprattutto dei più giovani, ‘nativi digitali’, sia opportuno considerare il virtuale come un ampliamento della realtà, piuttosto che un’alternativa ad essa. L’autore affronta anche il tema della analisi online, provando, anche con il riferimento ad alcuni casi clinici, a riflettere su alcuni aspetti relativi in particolare al destino del corpo nell’analisi online e alla esperienza della presenza. 

Concetto Gullotta

Le rappresentazioni della relazionalità terapeutica fra tempo e destino

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 58 / 2023

L’autore, muovendosi dalle contraddizioni del tempo presente, si sofferma sulle categorie elementari del pensiero generatrici di senso: il tempo, il progetto e la relazione. L’autore, di conseguenza, rivolge l’attenzione alle rappresentazioni della relazionalità nel costituirsi del campo relazionale. L’ordine del tempo vissuto è l’unico tempo in cui è possibile una evoluzione psichica e il destino, in senso psicologico, trova nella relazione analitica l’inevitabile e costitutivo coprotagonista. In antitesi ad una cura che prevede la necessità di integrare lo sfondo traumatico, nell’immaginario collettivo del tempo presente il diritto alla felicità si costituisce come meta del divenire. Ma non si tratta di ricercare la felicità, la meta che andrebbe ricercata è la libertà mentale dai fantasmi della psiche e del sapere che, se illuminati – anche attraverso una particolare forma di intelligenza – possono perdere la loro funzione terrifica e aprirci al riso e con esso all’oblio per restituirci ingenuità e speranza.

A cura del Comitato di Redazione

Editoriale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 58 / 2023

Valentina Foti, Susanna Marotta

Essere coppia in-fertile: la riscoperta della vitalità come fattore terapeutico

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2023

Questo articolo si focalizza sulla possibilità di riscoprire la vitalità come fattore terapeutico per la coppia che vive la problematica dell’infertilità. La letteratura pre-sente sulla tematica mette in evidenza le conseguenze sul piano emotivo, relazionale e sessuale che l’infertilità comporta. L’obiettivo delle autrici è quello di affermare la necessità di supporto psicologico sin dagli albori della problematica, al fine di pre-servare il singolo e la coppia da rischi psicopatologici o da fratture relazionali insa-nabili, nonché aiutare la coppia ad affrontare il possibile percorso di procreazione medicalmente assistita. Nell’articolo verrà sottolineata l’importanza di riscoprire la vitalità della coppia infertile, attraverso un buon lavoro terapeutico sullo sfondo, sostenendo la funzione-personalità e la funzione-es, nonché potenziando il senso di agency e di efficacia.

Salvatore Armando Cammarata

Longevità, vitalità e sport in psicoterapia della Gestalt

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2023

Nel modello della psicoterapia della Gestalt la vitalità è una peculiarità dell’esperienza di contatto. Nell’esperienza clinica, paziente e terapeuta sono dentro la relazione che genera il cambiamento e la nutrono con la loro intenzionalità e vitalità. Lo sport, sia a livello di rappresentazione mentale che di azione concreta, è caratterizzato da movimento e vitalità. L’approccio fenomenologico relazionale della psicoterapia della Gestalt può dare delle chiavi di lettura dell’esperienza all’interno di un contesto sportivo e fornire strumenti di “cura” e di crescita non rivolti al “paziente” (ambito clinico) ma ad una tipologia di utenti non classificati all’interno di una definizione diagnostica. La psicoterapia della Gestalt e la psicologia applicata al contesto sportivo hanno dei punti di “contatto”. Nel presente articolo si proverà a tracciare una linea condivisa ed integrata.

Dario Davì, Federica Sciacca

Vitalità e psicoterapia: una rassegna sistematica della letteratura

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2023

La vitalità si riferisce ad un aspetto fondamentale dell’esperienza umana che è essen-ziale per lo sviluppo dell’autoconsapevolezza e dell’autoriflessione. L’obiettivo di questo studio è comprendere come lo sviluppo della vitalità in psicoterapia possa essere stru-mento di lavoro per sostenere il paziente, e quali studi sono stati condotti in tale ambito. È stata condotta pertanto una rassegna sistematica della letteratura esplorando i diversi studi che si sono occupati della vitalità nel contesto psicoterapico e/o clinico. Dai risultati è emerso come la vitalità costituisca un indicatore misurabile attraverso diversi strumenti e che sia positivamente correlato con un percorso psicoterapico integrato a tecniche di consapevolezza corporea, naturopatiche e artistiche. Emerge altresì che la psicoterapia della Gestalt, pur essendo un approccio terapeutico che sostiene la vitalità all’interno del campo terapeuta-paziente, non si è soffermata a misurare ed operazionalizzare un con-cetto cardine nel suo metodo di lavoro. Questo risultato ci invita a riflettere sul contributo che noi, in qualità di clinici, siamo chiamati a dare all’interno del panorama clinico-scientifico.

Fabiola Maggio

Il senso di vitalità in psicoterapia della Gestalt

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2023

Il lavoro esplora la dimensione della vitalità, focalizzandosi su un’ottica relazio-nale, cinestetica ed evolutiva. Il Sé è un processo di contatto che si definisce nell’esperienza situazionale con l’altro, attraverso un processo tattile, cinetico e cine-stetico (Frank, 2022). Guardare al movimento in un’ottica evolutiva ci consente di esplorare le modalità con cui prende forma un rimembrare cinestetico che emerge nella situazione presen-te. La conoscenza relazionale cine-estetica del terapeuta (Frank, 2011; Spagnuolo Lobb, 2017) rappresenta la sua “intelligenza sensoriale” con la quale cogliere il flus-so delle forme dinamiche del campo co-creato tra paziente e terapeuta. L’ottica relazionale si accompagna a un’azione terapeutica spontanea (Spagnuolo Lobb, 2011; 2014), finalizzata a rivitalizzare il sé e a coltivare un senso di speranza, intesa come quell’energia vitale, naturale e trasformativa che un terapeuta deve saper scorgere e sostenere.

Stefano Boni, Stefania Consigliere, Salvatore Greco, Henry Herrera, Giulia Nora Pappalardo, Luca Pino

Vitalità: psicoterapia, antropologia e spiritualità a confronto

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2023

L’intento di questo articolo è offrire un dialogo sulla dimensione spirituale, intesa come aspetto importante della vitalità, e allo stesso tempo volto fondamentale della cura. Il testo diviene così uno scenario su cui si intrecciano più voci e sguardi sul mondo. Sarà sorprendente notare come si possa cogliere un sottile filo conduttore tra i vari interlocuto-ri. Le voci che leggerete saranno quelle di uno psicoterapeuta della Gestalt, di due an-tropologi e di una guida spirituale, “Maya Ixil”. Loro esploreranno con raffinatezza la complessità, il senso e la cura della dimensione della vitalità. Quanto presentato può es-sere considerato un buon punto di partenza per stimolare la ricerca teorica e clinica all’interno della nostra comunità, aprendoci al dialogo con altre discipline e saperi.

Claudio Mammini, Pasquale Giaccone

Recensioni

IPNOSI

Fascicolo: 2 / 2023