RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105573 titoli

Renzo Balugani, Antonella Ciaramella, Nicolino Rago

Riviste e pubblicazioni internazionali

IPNOSI

Fascicolo: 2 / 2023

Questo numero della rubrica raccoglie abstract da diversi campi in cui l’ipnosi è impiegata e studiata. Molti risultati dalla ricerca recente e dall’evidenza clinica ci indicano che l’ipnosi può offrire un grande contributo sia nella cornice della scienza sperimentale del laboratorio che in setting di vita quotidiana, dove può essere usata come paradigma a sé stante o come insieme di tecniche a integrazione di procedure consolidate. Il sonno, il dolore, lo sviluppo psicologico fisiologico, i processi neurocognitivi e gli effetti comportamentali degli stati modificati di coscienza sono domini principali di applicazione. Tra gli altri esempi, Viene investigato il ruolo dell’ipnosi come fattore di mediazione e modulazione nei comportamenti nutrizionali sicuri e nelle traiettorie di sviluppo sano nel periodo post-pandemico.

Matteo Paganelli

Una vita per l’ipnosi: incontro con Teresa Robles

IPNOSI

Fascicolo: 2 / 2023

Abbiamo realizzato questa intervista con Tersa Robles, parlando di lei, del-la sua esperienza con l’ipnosi ericksoniana, con Milton Erickson, delle sue at-tività in Messico, del suo modello di terapia, delle prospettive dell’ipnosi.

Alessandra Moreschini, Nicolino Rago, Federica Volpi

Emozioni Alimentari: il metodo delle tre sedute nel trattamento del Binge Eating Disorder

IPNOSI

Fascicolo: 2 / 2023

Il modello elaborato da Rago e Volpi (2021) si struttura come un metodo efficace nel trattamento della dipendenza da nicotina, operando un bilancia-mento tra l’intervento strutturato e il tailoring sulle caratteristiche del pazien-te. Consta di tre sedute: l’intervista di raccolta dati su cui basare il tailoring, il Ponte Esplorativo del Futuro (PEF) e la terza seduta conclusiva in cui, con suggestioni e ri-associazioni specifiche, si struttura il passaggio verso il cam-biamento. Il presente contributo ha approfondito l’applicazione del modello ai di-sturbi del comportamento alimentare, con particolare riferimento ad un cam-pione di 14 pazienti con Bing Eating Disorder. L’analisi dei risultati evidenzia dati interessanti circa l’applicabilità del modello ai disturbi dell’alimentazione e conferma il legame tra questi e la disregolazione affettiva (misurata con TAS-20).

Il presente contributo intende illustrare come terapeuta e paziente, all’interno del processo ipnotico, siano legati da una relazione reciprocamente modificante. Un’interazione comunicativa composta di una serie di stimoli che oltrepassano la sfera del linguaggio digitale, quello verbale e investono, al contempo, il livello analogico, paraverbale e non-verbale, procedendo, oltre la sfera della consapevolezza, per assonanze, dissonanze e risonanze. Questa co-reografia relazionale si genera, tra gli agenti dell’interazione, attraverso l’integrazione di elementi formali e processuali. Elementi situazionali e con-tingenti che pur mantenendo le loro caratteristiche specifiche rimandano, in modo metaforico, a ulteriori e differenti significati utilizzabili in chiave tera-peutica. L’utilizzo clinico degli elementi che connotano l’estetica della tecnica ericksoniana nella pratica terapeutica ipnotica sarà approfonditamente trattato nel terzo e ultimo contributo relativo a questo tema.

Giuseppe De Benedittis

Dissociazione e ipnosi: dalla teoria alla pratica clinica

IPNOSI

Fascicolo: 2 / 2023

La dissociazione in psicopatologia viene definita come «la frammentazione e/o discontinuità della normale integrazione della coscienza, con particolare riferimento a memorie, identità, emozioni, percezioni, rappresentazioni soma-tiche, controllo motorio e comportamento» (DSM-5, 2013). Storicamente il concetto di dissociazione è stato introdotto per la prima volta alla fine dell’800 da Pierre Janet (désagrégation), che lo definì come il «fallimento nell’integrazione di esperienze (percezioni, memorie, pensieri, emozioni) che sono normalmente associate tra loro nel flusso di coscienza». I suoi meccani-smi neurali sono interpretabili, alla luce delle Neuroscienze, come espressione di una deconnessione cortico-limbica.

MediCinema Italia ETS, è l’Associazione che dal 2013 utilizza con un proprio protocollo di intervento, il grande cinema come terapia di sollievo nelle strutture ospedaliere e case di cura, supportati da un attento lavoro di supporto psicologico. La cineterapia, indica come la visione di un film crei sotto il profilo psicologico un “effetto pausa”, aiutando a ridurre la percezione del dolore, creando uno stato di benessere. Nel presente contributo sono riportati diversi lavori di ricerca integrata, realizzati in Inghilterra e in Italia, nei quali emerge come cambi la percezione dell’essere degente ospedaliero quando il paziente si trova in una sala cinematografica dedicata appositamente. I lavori di ricerca forniscono dati utili sul cambiamento dei vissuti dei pazienti, sia fisicamente che psicologicamente e offre spunti per future ed ulteriori ricerche, oltre a testimoniare che il cinema sia fattivamente entrato a far parte nel novero della valenza terapeutica.

Is there any difference between dyadic and group attachment? Following Bowlby’s (1982) beliefs, attachment is important across the lifespan: dependent on the early sensitive caregiving, we seek out for others ( family members, peer groups and lovers) to fulfill our different needs. The refined mental representations also include our experiences of receiving protection and care in groups and influence our perception and action in future situations. Based upon the AAP (George, 1999), which provides a developmental approach to the assessment of the dyadic adult attachment system, this study tries to extend the projective test by measuring patterns of group attachment. The AGAP-Test (Adult Group Attachment Projective Picture Test) contains a series of eight pictures that activate the unconscious “group attachment system” and tries to give via patients narrative insight in secure, insecure or disorganized schemes and defensive processes against anxiety, suffering and pain in repeated former experiences in groups. The AGAP Test is currently in development and used in the measurement of the change of group attachment related mental representations in individuals during long-term psychodynamic group therapy. The second approach tries to give insight into attachment related social unconscious processes such as defense and coherence via guiding the “group as unity” to absolve the projective test. For the “healthy” reference groups, the narratives of eight group analytic trainee groups at the GRAS (Gruppenanalyseseminar e.V.) Institute in Bonn, Germany, have been collected. To illustrate the effectiveness of aspects relevant to group attachment, the test is also frequently used in the supervision and further training of adult student groups.

Sabrina Tosi

La supervisione aperta. Un modello evidence-based di supervisione

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2023

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di esporre una metodologia di supervisione ecologica di matrice batesoniana applicata a una rete di operatori appartenenti a nove differenti scuole per l’infanzia nell’ambito di tre diversi progetti. Filo conduttore dei tre progetti è costituito dal monitoraggio e il “prendersi cura” della salute del gruppo di lavoro attraverso il consolidamento dell’identità gruppale e delle strategie di coping, la promozione della comunicazione assertiva e il potenziamento delle aree di criticità e i punti di forza specifici per ciascun gruppo. Per la misurazione delle specificità dei diversi gruppi è stato utilizzato il Questionario sul Benessere Organizzativo, “OHQ – Organizational Health Questionnaire” di Avallone e Paplomatas.

Margherita Spagnuolo Lobb, Febronia Riggio, Claudia Savia Guerrera, Federica Sciacca

L’intuito del terapeuta. Uno studio gestaltico sull’estetica della situazione terapeutica

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2023

L’articolo presenta una serie di studi sull’intuito del terapeuta da una prospettiva fenomenologica, estetica e di campo. Sin dalla descrizione freudiana del contro-trasfert, il ruolo degli psicoterapeuti nel processo di gestione del campo emotivo relazionale è stato riconosciuto come fondamentale. Un’evoluzione contemporanea del concetto di sensibilità intersoggettiva, sviluppata all’interno dell’approccio terapeutico gestaltico, riguarda la Conoscenza Relazionale Estetica, qui definita come “la modalità attraverso cui il terapeuta utilizza i propri sensi per comprendere l’esperienza attuale del paziente attraverso l’empatia incarnata e la risonanza”. Vengono descritti tre studi su questo costrutto, che hanno sviluppato e validato una scala per descrivere l’intuito del terapeuta in questa specifica prospettiva, i cui fattori chiave sono la risonanza, la consapevolezza corporea e l’empatia. I risultati suggeriscono implicazioni significative per la formazione degli psicoterapeuti e per la supervisione, evidenziando l’importanza del lavoro sui processi corporei e della capacità relazionale estetica nel lavoro con i pazienti.

Questo articolo si concentra sulle forti connessioni tra approcci qualitativi e ricerca sistemico-relazionale. Entrambe le tradizioni richiedono che il ricercatore adotti una prospettiva olistica, in una iterazione in cicli ermeneu- tici che parte da dettagli piccoli e unici, ma potenzialmente significativi, fino a complessità più grandi. Fondamento comune sono l’impegno dei ricercatori nel costruire visioni future per migliorare il benessere umano, la loro apertura alla diversità e il coinvolgimento in riflessioni approfondite su fattori contestuali in continua evoluzione. La ricerca qualitativa è un tipo specifico di ricerca sul pensiero sistemico con una forte attenzione soprattutto a peculiari questioni epistemologiche e ai processi di creazione di significato da parte dei parteci- panti, che sono una dimensione chiave nella salute mentale, nella consulenza e nella psicoterapia. La forte relazione tra pensiero sistemico e ricerca qualitativa è emersa in una recente conferenza “Qualitative Research in Mental Health 9” (La Ricerca Qualitativa nella Salute Mentale 9), e si riflette nel titolo della con- ferenza “Building bridges in times of uncertainty” (Costruire ponti in tempi di incertezza).

L’articolo si rivolge ai clinici in formazione e ai professionisti esperti proponendo il metodo della ricerca empirica in psicoterapia come bussola per orientarsi di fronte ai sani dubbi che accompagnano il mestiere dello psicoterapeuta. L’autore accompagna il lettore a scoprire i vantaggi e i limiti dell’approccio em- pirico attraverso alcune tappe della sua storia. Prendendo in esame i fondamentali studi scientifici in questo ambito si propongono delle risposte ad alcuni quesiti che concernono la clinica. La psicoterapia è efficace e per quali pazienti? Quanto tempo è necessario perché vi siano dei cambiamenti? Quali sono le terapie più efficaci? Come funzionano? Quale è il ruolo del paziente, del terapeuta, della relazione e del metodo nel percorso terapeutico? Quali strumenti sviluppati nella ricerca empirica possono aiutare il clinico a implementare la qualità e l’efficacia dell’intervento?

Ferdinando Galassi, Giovanni Castellini, Valdo Ricca

Scienza e ricerca in psicoterapia

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2023

Gli Autori cercano di descrivere lo stato dell’arte della ricerca nell’ambito della psicoterapia clinica. Vengono descritti i vari modelli proposti come scientifici provenienti dalla filosofia della scienza. Vengono descritti vari bias della ricerca in psichiatria e psicoterapia. Si sottolineano le difficoltà e le in- congruenze del tarare la soggettività con strumenti valutativi concentrati sull’og- gettività come i test psicometrici. Infine si cerca di definire cosa è fare scienza in psicoterapia e quali modalità future possano essere auspicate.