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The Italian public administration is confronted with two challenges peculiar to the current times, which share some common features: on the one hand, the use of ever-changing digital technologies; and, on the other hand, the role in social innovation processes involving multiple actors. In the first case, the emergence of public digital platforms calls for re-organization processes based on greater integration among internal departments, and stable relations between different administrative levels and between public and private actors. In the second case, the social demand for innovation in public services and policies leads to the development of ways of involving different actors in collaborative processes that are configured as innovation ecosystems. The thesis of this contribution underlines how the analysis of these modes of collaborative governance constitutes a relevant field for evaluation research, also because of the opportunity to integrate some significant elaborations developed by policy analysis.
La ricerca propone una prima validazione dell’algoritmo Screening Psicosociale Ri-schi/Risorse Parentali (SRP), sviluppato per supportare i Servizi di protezione dell’infanzia nella valutazione dei nuclei familiari afferenti. L’algoritmo SRP produce un output previsio-nale del rischio di esperienza infantili avverse (ACE) elaborando informazioni ricavate da: il Protocollo di valutazione dei fattori di rischio e di protezione psicosociale (FdR-FP); il Pa-renting Stress Index (PSI – SF); lo Strengths and Difficulties Questionnaire (SDQ). I partecipanti sono 122 minori (73 femmine; età media 9.31 anni; range = 0-17 aa; DS = 4.34). I risultati (V di Cramer 0.54; p-value associato al test Chi-quadrato < 0.001) mostrano buoni margini di efficacia previsionale dello strumento.
La normativa italiana e le politiche di welfare rivolte ai minori mostrano un interesse cre-scente per i bambini/adolescenti che sono stati allontanati dalle loro famiglie di origine, le quali non riescono a fornire supporto adeguato e responsività per il loro sviluppo psico-fisico. Per quanto concerne il territorio lombardo, tra i servizi che sono reputati risorse nel percorso di presa in carico dei minori, le Strutture Residenziali sono suddivise in tre catego-rie: Comunità Educative, Comunità Familiari e Alloggi per l’Autonomia. Il presente contri-buto ha l’obiettivo di analizzare l’incidenza e le caratteristiche dei minori (0-21 anni), inseriti nelle Strutture Residenziali socioeducative in Lombardia (nel periodo compreso tra Gennaio 2022 e Dicembre 2022), a partire dai dati raccolti su Minori Web, un database istituzionale creato da Regione Lombardia, attivo dalla seconda metà del 2015. Dai risultati emergono spunti di riflessione interessanti sul sistema di accoglienza e di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso l’analisi delle caratteristiche dei minori, delle ragioni dell’allontanamento dalle rispettive famiglie e della durata del percorso all’interno delle Strutture Residenziali.
Nei contesti sportivi i minori possono essere a rischio di subire diverse forme di maltratta-mento e abuso. L’articolo fornisce una panoramica delle principali iniziative nazionali e in-ternazionali di prevenzione e contrasto del fenomeno, al fine di delineare delle best practi-ces, ovvero un insieme di condotte volte a garantire un ambiente sicuro in cui praticare sport. Le principali buone pratiche emerse dall’analisi dei documenti riguardano interventi di formazione e sensibilizzazione, misure di reclutamento degli operatori sportivi, adesione ad un codice etico e di condotta, procedure di segnalazione, supervisione generale e sicurez-za, istituzione di gruppi di lavoro interdisciplinari. Le iniziative sono state spesso limitate a singoli interventi o specifici settori sportivi, mettendo in luce la necessità crescente di intra-prendere azioni comuni e condivise.
I casi di abuso e/o maltrattamento si sono sempre verificati all’interno dei contesti sportivi, ma venivano considerati eventi “sporadici”, spesso “normalizzati” o ritenuti utili per migliorare la prestazione. Nonostante la ricerca sul tema abbia dimostrato come la violenza esista in tutte le sue forme e a tutti livelli, sono ancora pochi gli studi in ambito sportivo che indagano i fattori concomitanti allo sviluppo del fenomeno e alle sue caratteristiche. Questo limita la diffusione di standard internazionali basati su evidenze empiriche che possano guidare nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno. L’articolo ha l’obiettivo di descrivere le diverse forme di abuso che possono essere perpetrate nello sport su giovani atleti, fornendo un quadro generale delle direttive e delle normative Europee ad oggi presenti in materia di tutela dei minorenni nello sport.
The current article presents the results of the first comprehensive prevalence study focusing on interpersonal violence against children in the context of sports in Italy. Utilizing a dedicated online questionnaire, our survey encompassed a cohort of over 1.400 adults who had engaged in organized sports activities before reaching the age of 18. The inquiry sought to elicit information regarding their experiences with childhood psychological, physical, and sexual violence within the sporting milieu. The survey outcomes revealed noteworthy statistics, with 30% of all respondents reporting incidents of psychological violence, 18% disclosing experiences of physical violence, 14% reported neglect and 14% indicating encounters with sexual violence during their participation in sports. Some of this data and their discussion has already been included in the Change the Game project’s final research report. These findings can be used as a fundamental foundation for monitoring and assessing current and future protective measures in the context of sports in Italy.
1. I PCTO come dispositivo per lo sviluppo di risorse personali e il contrasto alla dispersione. Strumenti di analisi e percorsi di ricerca-formazione nella scuola superiore
2. Gli ambienti di apprendimento democratici per l’educazione civica e alla cittadinanza