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L’affido familiare, anche omoculturale, è previsto come prioritaria forma di accoglienza del minore straniero non accompagnato, finalizzata all’accompagnamento verso l’età adulta e alla effettiva integrazione. In tal senso la legge “Zampa”, che disciplina in maniera organica l’accoglienza dei msna, contiene norme specifiche che incoraggiano l’affido, seppure con i limiti connessi all’esigenza di non gravare troppo sulle risorse economiche degli Enti locali. L’esperienza dei tutori e delle tutrici volontarie evidenzia, da una parte, la opportunità che minori presenti sul territorio privi di adulti di riferimento vengano accolti in famiglia quale luogo naturale in cui favorire un sereno e completo percorso di crescita e integrazione, dall’altra che vi sia una sinergia tra i vari soggetti – istituzionali e non – che sono chiamati a prendersi cura e adottare decisioni nell’interesse del minore del quale l’ascolto, in ogni sede, è imprescindibile per capirne i bisogni e le volontà.

Marco Giordano, Marilena Di Lollo

L’affidamento familiare a parenti

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

L’affidamento familiare a parenti è una forma di intervento ancora poco esplorata in Italia, nonostante abbia la medesima diffusione dell’affidamento eterofamiliare. Il testo presenta l’analisi dei dati quantitativi a oggi disponibili delineando le caratteristiche e le dimensioni del fenomeno in Italia. L’Autore propone un approfondimento delle indicazioni e delle prassi, nazionali e regionali, in materia di affidamento a parenti, allo scopo di metterne in luce le potenzialità come risorsa protettiva per la crescita dei minori in situazioni di necessità e le criticità connesse all’attuazione dell’intervento. Propone, altresì, un focus sul sostegno economico dell’affido a parenti, e un’analisi su alcuni ambiti di applicazione di questo istituto. Nelle conclusioni v’è la proposta di lanciare lo sguardo in avanti, verso un cammino graduale di crescita che passa attraverso tre azioni concrete: valutare, progettare, accompagnare, passando da un approccio riparativo ed emergenziale, a un approccio comunitario, di prevenzione e promozione della prossimità solidale tra minori a rischio e reti parentali.

Maria Teresa Scappin

Un lungo viaggio con i bambini: la legge n. 173 del 19 ottobre 2015

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

Tra gli interventi di modifica della legge 4 maggio 1983, n. 184, più rilevanti per gli affidatari vi è sicuramente la legge n. 173/2015 che sancisce il “diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare”. Com’è noto, per molto tempo si è sostenuto che fosse interesse del minore, nel passaggio dalla famiglia affidataria a quella di origine o alla famiglia adottiva, disporre l’allontanamento dagli affidatari. La legge n. 173, invece, ha stabilito che il diritto delle bambine e dei bambini alla continuità degli affetti maturati durante l’affidamento familiare debba essere tutelato. Non è facile per gli adulti: né per le famiglie di origine, né per le famiglie adottive, né per le famiglie affidatarie. Tuttavia, come questo contributo intende dimostrare anche grazie a testimonianze dirette di nuclei affidatari, si tratta di una necessità imposta dall’interesse dei bambini e delle bambine.

Luciana Gaudino, Martina Mattalia

Affidamento familiare e professione di assistente sociale: incompatibilità normativa ed esperienza diretta

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

L’articolo illustra e analizza le novità introdotte dalla Riforma Cartabia in tema di incompatibilità a essere affidatari familiari (art. 2, legge n. 184/1983). L’esperienza personale di una affidataria che professionalmente operi in un servizio pubblico quale assistente sociale aiuta a comprendere come la scelta di solidarietà della famiglia affidataria e quella della professione dell’assistente sociale che operi in un servizio pubblico siano congruenti e come le due esperienze, di volontariato e professionale, possano reciprocamente arricchirsi.

Barbara Ongari

Quali prospettive di intervento per i servizi? Innovazioni e transizioni

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

L’articolo si propone di analizzare alcuni aspetti operativi negli interventi di affidamento familiare utilizzando la chiave di lettura della complessità che, intrecciata all’estrema delicatezza delle azioni da mettere in atto, ne discute il difficile equilibrio da mantenere nei confronti di tutti i protagonisti, pubblici e privati. Alla luce delle nuove normative in ambito sia europeo sia nazionale, il ruolo dei servizi appare impegnato nella importante transizione da un ambito squisitamente riparativo all’ampliamento sempre più attento delle strategie preventive, privilegiando le azioni di supporto alle famiglie vulnerabili.

La letteratura di ricerca ha individuato alcuni fattori che possono incrementare la resilienza dei minori che vivono al di fuori della famiglia d’origine, anche se le differenze tra contesti e situazioni non rendono sempre facile l’individuazione di esiti univoci. Il presente contributo, a partire dai fattori di resilienza su cui si rileva una maggior convergenza negli studi, intende, da un lato, rivisitare, da questa prospettiva, la legge n. 184/1983. Dall’altro si propone di rilevare la rispondenza delle pratiche di accoglienza temporanea dei minori a tali principi, per quanto può emergere dall’esame dei dati nazionali disponibili, integrati da approfondimenti di ricerca locali.

Vittoria Gulino, Carol Roncali

L’affido attraverso lo sguardo di chi lo ha vissuto

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

Il presente articolo propone una riflessione sull’istituto dell’affidamento familiare a partire dallo sguardo di chi lo ha vissuto in prima persona, ovvero i care leavers coinvolti nella rete del Care Leavers Network Italia dell’Associazione Agevolando.

Cristina Maggia

Affido familiare: dalla teoria alla pratica

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

Mediante l’introduzione dell’istituto dell’affidamento familiare la legge n. 184 ha dato un riconoscimento anche giuridico a una genitorialità che nasce “dal cuore”. Anche oggi lo strumento conserva pienamente la sua utilità, nonostante le difficoltà che lo caratterizzano, quali la complessità della decisione di allontanare un minore dalla sua famiglia e di assicurare la minor durata possibile del collocamento extrafamiliare. Si discute, inoltre, dell’affidamento a parenti, sottolineando la sua importanza per la tutela degli affetti ma anche la necessità di valutazioni approfondite dei familiari. Si evidenzia poi la necessità di considerare anche la prospettiva delle famiglie affidatarie e le sfide che esse quotidianamente affrontando e che richiedono adeguati strumenti di comprensione. Infine, si stigmatizza il rischio di prassi differenziate sul territorio nazionale e si richiama la necessità di una migliore preparazione delle famiglie e degli operatori.

Stefano Ricci

40 anni dalla legge n. 184/1983: un percorso storico esistenziale

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

La legge 4 maggio 1983, n. 184, Diritto del minore a una famiglia, a quaranta anni dalla sua approvazione, rimane un riferimento in termini di tutela dei diritti del minorenne rispetto alla famiglia, un pilastro che si è mantenuto (quasi) inalterato nel corso del tempo, a conferma del valore dei principi, della giustezza delle intuizioni e della correttezza dell’impianto iniziale. I 40 anni dall’approvazione sono l’occasione per “fare memoria” cioè (ri)conoscere e capire il passato, comprendere il presente e orientare il futuro. Tra i suoi elementi qualificanti, per esempio, si inserisce il sostegno alle famiglie di origine, anche tramite l’istituto dell’affidamento familiare. Quest’ultimo, tuttavia, rimane “marginale” oggi ancora rispetto alle “agende politiche” e alle “priorità” di molti operatori risultando oltremodo penalizzato.

Frida Tonizzo, Donata Nova Micucci

Dalla legge n. 431/1967 alla legge n. 184/1983: il ruolo svolto dalle associazioni

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 2 / 2023

Nell’articolo viene riassunto il lungo e travagliato percorso che ha portato alla approvazione della legge n. 431/1967 sull’adozione speciale, poi perfezionata con la legge n. 184/1983 che ha anche disciplinato l’affidamento familiare. L’ottica è quella di illustrare, in particolare, il ruolo delle associazioni nel promuovere i due summenzionati testi normativi. Tali testi hanno rappresentato, a quell’epoca, traguardi resi possibili anche grazie alla grande mobilitazione sociale che ha coinvolto magistrati, operatori “illuminati” e organizzazioni di base. Determinanti, inoltre, sono stati l’impegno e la tenacia di alcuni parlamentari, amministratori locali, oltre a importanti esponenti della Chiesa cattolica.

Qual è stato l’impatto della legge 4 maggio 1983, n. 184, sull’affidamento e l’ado- zione in Italia a quarant’anni dalla sua promulgazione? Si tratta di una legge che ha influenzato profondamente la vita dei minorenni coinvolti, delle famiglie e degli operatori nel settore della tutela dell’infanzia. La normativa si è evoluta nel tempo, in particolare dopo la ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’ado- lescenza nel 1991. La Convenzione, che ha introdotto il principio del preminente interesse delle per- sone di minore età come bussola, ha posto l’accento sul ruolo delle famiglie per il benessere dei bambini. La legge n. 184/1983, anche grazie alle numerose modifiche intervenute, ha assunto nel tempo una visione sempre più centrata su tali principi, preservando nel tempo la sua funzione di tutela e rilettura delle vicende sociali. Negli anni, la giurisprudenza ha contribuito a estendere i diritti contenuti nella legge, che è stata, ed è ancora, motore di cambiamento, anche culturale. Permangono, tuttavia, importanti sfide strutturali da affrontare, come la disomoge- neità dei servizi sociali tra territori, la mancanza di risorse adeguate e, in generale, la carenza di un’ottica di sistema.

Rossana Sicurello

Orientare con le discipline STEAM

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

L’importanza di avere solide conoscenze in ambito tecnologico e scientifico senza dubbio negli ultimi anni è diventata una necessità che tende ad amplificarsi ogni giorno sempre di più. Rispetto a ciò, a livello europeo, è stato promosso l’approccio alle discipline STEM, acronimo di Science, Technology, Engineering, Mathematics. Negli ultimi anni si sono affermate anche le discipline STEAM, acronimo di Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics che rappresentano un ampliamento rispetto alle STEM e, al tempo stesso, un completamento. Le discipline STEAM si trovano oggi al centro di un grande dibattito che coinvolge scuole, università e aziende sia per il loro ruolo da protagoniste nell’attuale mercato del lavoro, sia per la capacità di essere motore di cambiamento in un mondo in rapido mutamento. In tal senso, il ruolo dell’orientamento alle discipline STEAM risulta fondamentale.

Stefano Bonometti, Giacomo Felloni, Letizia Ferri

Il Service Learning come via italiana alle Cliniche Legali: limiti e prospettive

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

Il presente contributo approfondisce l’istituto delle Cliniche Legali, alla luce del modello del Service Learning sotto il profilo metodologico e disciplinare, in relazione all’ambito accademico giuridico italiano. Vi è oggi la necessità di riflettere sul tema di un’innovazione didattica nel contesto universitario, in particolare nel settore delle Scienze giuridiche, dove emerge la necessità di promuovere una circolarità tra modelli ed esperienze. Le Cliniche Legali costituiscono un esempio innovativo di come le metodologie didattiche classiche di insegnamento e apprendimento possano essere applicate in ogni contesto di studi, assumendo prospettive e connotazioni adeguate all’ambito disciplinare ed al contesto culturale in cui vengono trasposte, come previsto dal costrutto dell’interdisciplinarietà. Dopo aver presentato le potenzialità di un approccio interdisciplinare all’insegnamento, si approfondirà la metodologia del Service Learning e le sue potenzialità di integrazione tra apprendimenti e servizi al territorio (terza missione). In seguito, le Cliniche Legali saranno approfondite nei loro risvolti formativi in ambito nazionale ed internazionale, con una particolare sottolineatura delle peculiarità che devono assumere per essere introdotte efficacemente nell’attuale realtà accademica italiana.

Marco Bortoli, Laura Orian

Computer and chemistry: Facilitating the learning process of the infrared spectra of water and carbon dioxide

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

A computational laboratory is proposed for secondary school students to facilitate the learning process of the Infrared (IR) spectra of water and carbon dioxide. In the context of the greenhouse effect, which is the macroscopic phenomenon related to the rate of cooling of our planet in response of being warmed by the sun, students can learn its molecular origin with the support of computer through the simulation of the vibrational spectra of water and carbon dioxide. Input files as well as data are provided so that the laboratory can be proposed even when computational facilities are not available. In particular, the role of computer in chemistry teaching and learning is established because molecular models let the students visualize the subnanometric world which remains elusive in daily experience.

Marina De Rossi, Carlo Mariconda

Hybrid blended learning solutions in a STEM teaching of the degree course in Computer Engineering

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

The case study reports the implementation of Hybrid Blended Learning solutions in the teaching of Fundamentals of Analysis and Probability in the Computer Engineering Degree Course at the University of Padua. The teaching organization and methodology have been revised in a transformative perspective, using innovative STEM and digitally integrated approaches in blended learning mode (Ministerial Decree 289/2021). The context of the study is a cohort of 200 students, divided into two groups for organizational issues. The study analyzed data collected with different instruments: a survey administered by the lecturer and the course evaluation questionnaire required by university quality assurance standards, focusing on overall satisfaction, organizational and teaching aspects and perceived workload. In addition, data on final examination assessment were taken into account.

Alexandra Chavarría Arnau, Cecilia Dal Bon

Transforming higher education: From Flipped lessons and MOOCs to lifelong learning for archaeologists

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

This paper explores the transformative impact of flipped learning and Massive Open Online Courses (MOOCs) on higher education, specifically in the field of medieval archaeology at the University of Padova. It delves into the implementation of these innovative approaches, their effects on student performance, and the valuable insights gained from student feedback. Additionally, it highlights the global reach of MOOCs created as a complement to these courses, including their multiple functions and implications also for lifelong learning. The findings suggest that blending online and traditional teaching can create a dynamic and inclusive educational experience that caters to the needs of traditional students, professional archaeologists who want to improve their skills and competencies and enthusiasts of archaeology.

Ottavia Trevisan, Marta Carli

Virtual School: Learning to Teach Physics in a Virtual Community of Practice

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

This research explores the impact a Virtual Community of Practice (VCoP) within the international Virtual School pilot project aimed at providing future secondary-school physics teachers with authentic teaching experiences. The Virtual School serves as a platform to connect future teachers with real schools and pupils, creating a unique educational environment to develop professional identity and competencies. This paper reports on part of the project engaging eight preservice or early-career teachers, two mentors, three researchers, and forty-eight secondary school pupils. Pre and post semi-structured interviews were employed to collect data, exploring the participants’ experiences and perceptions. The findings reveal significant impacts of the VCoP on the understanding of professional identity and the disciplinary teacher practices of participants. By participating in this digital community, they have developed expertise, bridging the gap between theoretical knowledge and real-classroom dynamics. This study highlights the potential of VCoPs to shape the training of secondary-school physics teachers, offering new avenues for teacher education in the digital age.

Regina Tavano, Federica Picasso, Antonella Lotti

Inquiry Based Learning in practice to enhance an Immunological Biotechnologies laboratory experience

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 2 / 2023

This paper aims to describe a teaching redesign experience that took place through the introduction of the Inquiry Based Learning methodology within the course of Immunological Biotechnology included in the program of the Master’s Degree in Industrial Biotechnologies at the University of Padua. The decision to introduce this approach starts from the need to maximise and support students during the learning experience, to sustain the development of specific skills related to real-world laboratory research environments, making them more aware of the design and practical steps of the laboratory itself. The new design (and its implementation) has both enhanced student learning and improved satisfaction with the teaching. The feedback from the students also allowed us to acquire important information to work further on teaching and create more authentic and effective experiences, through a teaching and learning approach based on investigation.