RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105574 titoli

Claudia Banchetti

La formazione nel lavoro in prospettiva socio-materiale. Studio di un modello ecosistemico

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2023

La presente ricerca tenta di contribuire all’esplorazione delle pratiche formative all’interno di un ecosistema della formazione. Situandosi all’interno della tradizione degli studi sulla sociomaterialità, in particolare la Teoria dell’attività storico-culturale, questo lavoro mira a comprendere come e in che modo gli oggetti della formazione vengono generati e costruiti con logiche innovative, che tengono assieme l’esigenza di una formazione strumentale ma che non possono non rispondere alle esigenze dei professionisti che vedono sempre più nel lavoro occasione di crescita personale e autorealizzazione. Per comprendere le potenzialità e quelli che sono i limiti degli ecosistemi della formazione sono state studiate le Academy aziendali, in cui da anni sono sedimentate esperienze innovative di gestione della formazione basate sulla collaborazione tra sistemi formali e non formali di formazione. Il disegno della ricerca è qualitativo e viene utilizzato uno studio di caso analizzando in particolare una Academy aziendale italiana di un’organizzazione leader nel settore ICT. Il piano della ricerca ha previsto l’esplorazione delle pratiche di formazione all’interno dell’Academy attraverso un’analisi documentale e l’utilizzo di interviste semi-strutturate.

Sostenere processi riflessivi nell’ambito del percorso di studi universitario, mediante la sperimentazione di strumenti e azioni finalizzati a promuovere e a potenziare lo sviluppo delle competenze personali e trasversali fondamentali per la realizzazione del percorso accademico di ciascuno, significa in ultimo realizzare dei contesti formativi inclusivi. In questa prospettiva, il percorso denominato “Progetto Formativo: sperimentazione di uno strumento di sostegno allo studio”, avviato nell’a.a. 2021-2022 presso il Corso di Studi in Scienze dell’Educazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, mira a fornire a tutti gli studenti e le studentesse iscritti un sistema di sostegni allargato finalizzato a promuovere l’acquisizione di competenze fondamentali per l’apprendimento, lo studio e la partecipazione in ambito accademico, attivando importanti processi di individualizzazione e di orientamento in itinere. Nel contributo, oltre a delineare le principali finalità del percorso di ricerca e analizzare i dati raccolti nella prima fase di sperimentazione dello strumento, si tratteggiano delle possibili prospettive future, al fine di disporre anche in ambito accademico di forme di sostegno che consentano a tutti gli studenti e le studentesse di acquisire competenze emancipative e capacitanti che concorrono alla realizzazione del successo formativo di tutti e di ciascuno.

Valeria Caggiano, Antonio Ragusa

Not cognitive skills for master students. Reflective practice and pedagogical reflections

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2023

The forum highlighted the set of 10 skills considered most valuable for qualified professionals in the 21st century, such as soft skills, transversal skills, personal skills and the like. a broad semiological spectrum of human skills that always involve two elements: acting and relating. Non-cognitive skills are not only a way of responding more effectively to the current needs of the world of work, but can become the basis on which people’s social-ethical training can be founded, so that they are able to cope with the complexity of the future, its unknowns and the uncertainties that accompany everyone’s life. Analysing the existing literature, the term non-cognitive skills is identified by favouring a multidisciplinary approach and enriched by international research evidence. The contribution consists of empirical research with master’s students, whose data show students’ interest in learning non-cognitive skills. Pedagogical reflections suggest attention in the design of educational programmes in higher education. 

Nel presente articolo si analizza un percorso di Service e-Learning realizzato all’Università di Palermo, nell’anno accademico 2022/23, con 260 studenti iscritti al primo anno del Corso di Laurea Magistrale, in Scienze della Formazione Primaria (LM-85bis), per descrivere e comprendere come questo approccio pedagogico di ricerca-formazione può determinare uno sviluppo professionale sostenendo processi di riflessione critica e autovalutazione. Nello specifico l’indagine vuole approfondire da un lato la prospettiva della scrittura riflessiva e immaginativa come un utile dispositivo critico-riflessivo finalizzato a supportare processi di apprendimento emancipativo, e, dall’altra, l’idea che lo studente è perennemente in costruzione e agisce tramite la mediazione del mondo, tale per cui la competenza come capitale privato/sociale fornisce un modo per riflettere, analizzare e trasformare le pratiche didattiche.

Alessio Di Paolo, Michele Domenico Todino

The sound of silence: il potenziale inclusivo del silenzio

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2023

L’obiettivo del presente contributo è condividere una prima riflessione circa il potenziale inclusivo e riflessivo del silenzio nell'ambito dei processi educativi. Spesso la società odierna si caratterizza per una ricerca costante della parola parlata, del suono, lasciando poco spazio alla riflessione, che può avvenire anche mediante l’esercizio del silenzio. Il contributo, partendo da una panoramica generale circa la polisemia del concetto di silenzio, secondo varie prospettive di interpretazione; successivamente, il focus viene spostato sull’importanza che il silenzio può assumere sotto il profilo educativo. Il contributo viene concluso con una riflessione circa il potenziale pedagogico del silenzio al fine di favorire processi inclusivi, fondati sul riconoscimento del sé e dell’altro da sé, sia nella prospettiva dell’educando che dell’educatore.

Le pratiche di natura riflessiva si sono recentemente affermate quali strumento per sostenere lo sviluppo professionale dei professionisti dell’educazione in chiave trasformativa. La riflessività rappresenta un importante dispositivo per supportare processi di cambiamento e di riforma attraverso la partecipazione, laddove la dimensione critica diviene la leva centrale per leggere, decostruire e ristrutturare la realtà, favorendo la possibilità di (ri)immaginare l’azione educativa al di là delle pratiche consolidate. Il presente contributo indaga il contributo potenziale che gli approcci di ricerca azione per lo sviluppo professionale potrebbero offrire all’attuazione sul campo della di riforma del settore dei servizi e delle scuole destinate all’infanzia oggi in atto, a seguito dell’emanazione della legge 107/2015, favorendo la creazione di comunità di apprendimento interprofessionali che supportino la contaminazione istituzionale tra i servizi per l’infanzia destinati ai bambini da 0 a 3 anni e quelli per i bambini 3 a 6 nel settore dell’infanzia.

Letizia Ferri

Le discipline umanistiche e la riflessività: un connubio felice dalla scuola alla sanità

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2023

Il contributo, partendo dal bisogno della società attuale di formare persone competenti per resilienza e autoregolazione (Pellerey, 2023), dopo aver brevemente tentato di esplicitare il significato di alcuni vocaboli inerenti alla riflessività e circoscritto quali aspetti di essa si è interessati a mettere in luce, introduce l’importanza dell’utilizzo di tutte le discipline umanistiche, portando alcuni esempi del loro impiego in contesti formativi all’apparenza molto distanti tra loro: quello medico e quello scolastico. Le tecniche utilizzate negli ultimi anni nell’ambito della formazione dei professionisti riflessivi sono molteplici e hanno ampiamente dimostrato la loro validità e utilità; nella formazione in itinere degli adulti, dove l’apprendimento trasformativo (Mezirow, 2016) si evidenzia sempre più come una via preferenziale per lo sviluppo di nuove competenze, gli educatori e i formatori sono alla ricerca di nuovi dispositivi didattici che possano favorire una pratica riflessiva nei discenti, aiutandoli a decifrare la gamma di significati che porta con sé la loro esperienza; in questo contesto si sta affermando una nuova attenzione alle discipline umanistiche e alla ricchezza dei loro contenuti e linguaggi. In ambito sanitario si è affermato fin dagli anni ‘60 il concetto delle Medical Humanities (Zannini, 2008), mentre in altri ambiti si utilizzano aspetti delle discipline umanistiche più o meno noti; l’intento del contributo è quello di realizzare una panoramica che evidenzi l’utilizzo di tutti i costrutti delle discipline umanistiche nell’ambito dei più diversi tipi di formazione riflessiva degli adulti, oltre ogni prospettiva settoriale. Muovendo da tali intenti, si analizzano diversi dispositivi didattici “umanistici” e pratiche progettate e realizzate per promuovere la riflessività. All’interno di una molteplicità di proposte sia nell’area didattica che in quella sanitaria si è scelto di citare due percorsi formativi in particolare, per la ricchezza e varietà di dispositivi “umanistici” utilizzati.

Il lavoro educativo è una pratica profondamente relazionale che, per sua natura, si dispiega nel quotidiano, assumendo la complessità che contraddistingue la società contemporanea come orizzonte di riferimento. Questo implica l’esigenza di rifuggire da tecniche o metodi standardizzati, per individuare, nella realtà nella quale ci si trova ad operare, la via per accompagnare i soggetti coinvolti ad un cammino di perfezionamento e progettazione esistenziale. Si ritiene che per gli educatori sia, pertanto, fondamentale avviare una costante riflessività nel corso della pratica e sulla pratica, vagliando i propri saperi, i propri gesti, la postura assunta e la propria modalità comunicativa e relazionale. Gli studi pedagogici si sono soffermati, in modo particolare, sui saperi, sul linguaggio e la parola, mentre resta sullo sfondo la corporeità che ad essi si accompagna. Il contributo intende muovere da una analisi della comunicazione non verbale, con particolare riferimento alla gestualità e al valore dei gesti nel campo professionale. In ambito educativo, la riflessività sui gesti può portare ad un guadagno conoscitivo su più fronti, indagando l’intenzionalità sottesa all’agire professionale. La meta diviene, sul piano teoretico, la delineazione di pratiche formative per un apprendimento riflessivo nel lavoro educativo.

A cura della Redazione

Autori

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2023

Maria Livia Alga, Chiara Sità

Riflessività ed ecologia formativa: linguaggi e processi embodied in una ricerca sul tirocinio universitario

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

La pratica riflessiva costituisce una risorsa chiave per l’apprendimento permanente e per la possibilità di realizzare azioni situate di fronte a situazioni problematiche aperte. L’articolo centra l’attenzione in particolare sulle forme della riflessività emergenti dall’esperienza di studenti che stanno facendo il tirocinio come educatrici/educatori e sullo spazio che le pratiche riflessive trovano nella complessa ecologia del tirocinio universitario. A partire da una ricerca con studenti L19 che ha usato in modo combinato questionario, interviste, focus group e analisi di situazioni dialogiche in un contesto di elaborazione del tirocinio, l’articolo esamina l’esperienza di pratica riflessiva emergente dall’esperienza degli studenti del secondo e terzo anno di Scienze dell’educazione, mettendo in luce in particolare la ricerca di spazi di pratica riflessiva e l’uso di una pluralità di canali e di linguaggi che la accompagnano. La ricerca fa emergere le pratiche, gli strumenti, la comunità di riferimento propri delle pratiche riflessive sperimentate durante il tirocinio universitario e all’interno delle sue condizioni organizzative. Dalla ricerca emerge un utilizzo della riflessività perlopiù legato a spazi di confronto informale; la ricerca di linguaggi e canali espressivi diversi per delineare e condividere con altri i pensieri che emergono nella pratica; la difficoltà a trovare, negli attraversamenti tra vita universitaria e tirocinio nei servizi, un’ecologia formativa capace di valorizzare le connessioni, la corporeità e la pluralità dei linguaggi come parte integrante di una formazione riflessiva.

In questo saggio ci concentriamo sul dialogo filosofico di comunità di matrice lipmaniana come strumento per la costruzione di una relazione riflessiva collegiale. Dopo aver approfondito il costrutto di riflessività e la dimensione della collegialità, avendo esplorato i nessi tra le due categorie, vedremo perché il dialogo filosofico di comunità è un approccio funzionale per lavorare su questi aspetti fondamentali per la professionalità docente. Analizzeremo poi un’esperienza formativa condotta con insegnanti di una scuola primaria in cui questo approccio è stato utilizzato per la costruzione di una relazione collegiale riflessiva.

Chiara Biasin, Elisa Albertini

Riflettere e scrivere nelle pratiche professionali: un percorso autoetnografico di narrazione di sé

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il presente contributo si propone di indagare il tema della scrittura di sé come strumento autoformativo e di autoaiuto. L’obiettivo è quello di esplorare l’utilizzo della riflessività in ambito professionale quale possibile risorsa strategica di autoaccompagnamento del professionista nell’esercizio delle pratiche lavorative. Lo scrivere di sé viene proposto come strumento di apprendimento autodiretto e come mezzo di educazione interiore, emozionale e del pensiero per stimolare un’autoanaliticità riflessiva capace di estendere l’orizzonte narrativo e riflessivo dalla dimensione personale alla prospettiva sociale, professionale, organizzativa. La letteratura sul tema viene confrontata con un’esperienza di ricerca empirica qualitativa di stampo autoetnografico dove, attraverso la scrittura, viene sperimentato il fare ricerca su di sé a partire dal proprio sentire e dal proprio operare professionale.

Antonia Chiara Scardicchio

Ri-Scritture. Riflessività Bio-Professionale nei Contesti della Cura

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo presenta uno studio di caso relativo all’utilizzo del Bio Curriculum quale strumento formativo parte del Portfolio d’esame di Pedagogia Generale ed Educazione degli Adulti nei cdl della Scuola di Medicina dell’Università Aldo Moro di Bari. La sperimentazione dei Task riflessivi muove dalla letteratura scientifica che incrocia reflective practices, apprendimento trasformativo e scienze della complessità, soffermandosi sulla promozione delle soft skills dei professionisti della cura come correlate al pensiero sistemico inteso come “meta-disciplina”.

Cinzia Zadra, Stephanie Mian

Catturare esperienze, sviluppare riflessione: la vignetta ad orientamento fenomenologico come pratica riflessiva

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Questo contributo presenta uno strumento di ricerca che può essere implementato come risorsa formativa e professionalizzante e che, allo stesso tempo, rappresenta un nuovo strumento per la promozione di pratiche riflessive nei contesti delle scienze sociali e della formazione. Il dispositivo nasce da un approccio pedagogico fenomenologico e i fondamenti teorici su cui si fonda permettono di portare alla luce il ruolo centrale della riflessione nell’impegno con il mondo e contribuire allo sviluppo di un ethos pedagogico sempre aperto alle reti di significato che i professionisti della formazione e del sociale distinguono nell’esperienza. Dopo una breve introduzione in cui si accenna alle sfide poste a studenti e studentesse negli ambiti sociali, vengono presentati diversi costrutti di riflessione, per poi recuperare il valore originario della riflessione alla luce della cornice epistemologica della fenomenologia. Viene quindi presentato lo strumento di ricerca e di formazione ad orientamento fenomenologico, la vignetta, e la sua potenzialità come mezzo per confrontarsi con l’alterità. Ne viene illustrato il valore aggiunto come strumento di pratica riflessiva e il significato nel contesto delle scienze della formazione. L’articolo si concentra quindi sulle cornici teoriche e sui processi di scrittura e analisi della vignetta come pratica riflessiva e sul suo utilizzo come esercizio percettivo e riflessivo nelle comunità di apprendimento e nei processi di professionalizzazione.

Nella diffusione alle professioni educative, formative e di cura, il concetto di ‘riflessività’ proposto da D.A. Schön negli anni Ottanta del Novecento rimase il medesimo? Per rispondere a tale quesito l’articolo prende in considerazione a titolo esemplificativo la professione dell’insegnante e la sua formazione focalizzandosi, ancor più specificamente, sulla modalità formativa del service learning, considerando infine le pratiche riflessive che ad essa tutt’oggi si accompagnano. Ampliando lo sguardo ad altre professioni di cura, e tornando poi al concetto di riflessività proposto da Schön e alle sue radici in John Dewey, l’articolo riconosce due generi di riflessività: solution-oriented e humanity-oriented. Fortemente connessi, questi due generi di riflessività potrebbero essere visti come focus differenti di un’unica attività. Nondimeno, riconoscerli può essere utile per organizzare i percorsi di formazione e affiancamento professionale del futuro.

Sergio Bellantonio, Anna Dipace

Fostering Growth Mindset at University: Working on Feedback, Guiding Reflexivity?

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Growth mindset denotes a personal point of view that is typical of subjects that consider the intelligence such something dynamic and to improve over the time (Dweck, 2006). Being successful and reaching important goals in one’s life thus implies an effort, a commitment to learn something new and, consequently, grow. Although failure can be considered painful, it is not intended as a defeat, but something to cope with and educationally learn. This paper, starting from an analysis of the literature, offers a reflection that highlights the value of a didactic communication that uses feedback as an effective strategy. Feedback, when used at enhancing the effort, rather than the qualities possessed, would seem to positively guide the development of a growth and reflective mindset (Dweck, Walton, & Cohen, 2014). It opens the way for interesting didactic interventions that can keep together guidance, the theory of feedback and the promotion of a growth-oriented mindset in formal training contexts, including university.

Davide Zoletto

Riflessività postcoloniale e ricerca pedagogica nei contesti ad alta complessità socioculturale

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo si sofferma inizialmente sulla rilevanza di un approccio riflessivo nella ricerca pedagogica in contesti educativi ad alta complessità socioculturale. Ci si focalizza poi su alcuni aspetti centrali di una prospettiva critica di tipo postcoloniale, cercando di evidenziare l’importanza che una riflessività postcoloniale può assumere oggi nell’ambito della pedagogia interculturale. Infine, il contributo evidenzia brevemente le sfide che, in questa prospettiva, un approccio intersezionale pone alla ricerca pedagogica in contesti ad alta complessità socioculturale.

Antonella Cuppari, Laura Formenti

Dai casi alle storie in movimento: un approccio sistemico-riflessivo alla formazione nei servizi per la disabilità

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

L’approccio sistemico è riconosciuto come cornice utile nel lavoro con le famiglie di persone con disabilità. La letteratura mostra però una tendenza ad appiattire il modello sistemico sulla terapia familiare e lascia sullo sfondo la dimensione più epistemologica e pedagogica. L’articolo propone una riflessione critica su come la formazione in servizio possa sostenere gli operatori nel lavoro con le famiglie di persone con disabilità. Dopo un’approfondita revisione della letteratura, viene presentato un modello operativo di ricerca partecipata, di carattere narrativo, sistemico e riflessivo, successivamente esemplificato tramite l’analisi di un processo di ricerca-formazione che ha coinvolto 10 coordinatrici di servizi per la disabilità. Le trasformazioni delle loro storie di relazione con le famiglie illustrano come, in ottica sistemica, si possa sostenere il passaggio dalla narrativa dominante, centrata sui casi e sui problemi, a un modo di lavorare aperto alla complessità e alle possibilità delle “storie in movimento”.

Concetta La Rocca, Massimo Margottini

Il Quaderno per riflettere sul Senso della Vita. Orientamento e valori nel progetto di vita di giovani con background migratorio

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Questo lavoro presenta l’uso del Quaderno per riflettere sul Senso della Vita nei CPIA 2 e 3 (Centri Provinciali per l’Educazione degli Adulti) di Roma. L'esperienza è stata effettuata nell’ambito del Progetto FARO (FAre Reti e Orientare), cofinanziato dall’UE e dal Ministero dell’Interno. Obiettivo del progetto è la costruzione di una rete integrata per rispondere ai bisogni formativi e lavorativi dei cittadini di Paesi Terzi residenti in alcuni territori italiani. Attraverso l’applicazione di strumenti e metodologie educative, è stato progettato e applicato un modello orientativo nel quale si realizzasse una connessione tra conoscenze, abilità e competenze metacognitive. Il Quaderno per riflettere sul Senso della Vita (QSV) si inserisce in questo quadro e pone il tema della riflessione come elemento chiave per aiutare i giovani migranti a sviluppare la consapevolezza di essere protagonisti del proprio percorso formativo e professionale. Il QSV è compilato su file word ed è pubblicato online in una presentazione Google. Si compone di sei pagine, ognuna delle quali contiene esercizi specifici per riflettere sui valori e sul senso della vita. Nella esperienza sono stati coinvolti 50 giovani studenti con background migratorio che hanno frequentato i corsi CPIA. L’analisi quantitativa, relativa alla rilevazione dei dati sulla compilazione del Quaderno, ha mostrato che la maggior parte dei ragazzi ha partecipato con interesse alle attività. Per mostrare le caratteristiche specifiche dei lavori eseguiti, come esempio, viene riportato il riassunto del lavoro svolto da Bah, una giovane donna del Congo emigrata in Italia un anno fa; il QSV compilato da Bah è disponibile anche al link https://express.adobe.com/page/10r73yENfRHP0/.

Daniele Bullegas, Antonello Mura

ADHD in famiglia: pratiche riflessive a supporto della genitorialità

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da deficit dell’attenzione, impulsività e iperattività che, a seconda della gravita`, può incidere sul funzionamento della persona e modificare profondamente l’assetto familiare in termini relazionali e affettivi, influendo significativamente sulle capacita` e sulle risorse genitoriali. Di fronte alle difficoltà e alle sfide che le famiglie sono chiamate ad affrontare per gestire i processi di crescita di un figlio con ADHD diviene importante predisporre interventi efficaci per supportarle. A tal proposito, l’articolo verifica in che termini sia possibile realizzare un ampliamento del paradigma riflessivo nella formazione genitoriale. Attraverso un percorso di parent education, che ha coinvolto sei famiglie, lo studio prende in considerazione ed analizza le conversazioni riflessive svolte dai partecipanti su tematiche per loro rilevanti. I risultati lasciano emergere le potenzialità delle pratiche riflessive nel supporto dei familiari, sostenendoli nel percorso di crescita ed emancipazione.