RISULTATI RICERCA

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Anna Grazia Lopez

Il ruolo della riflessività nell’educazione alle STEM tra le ragazze

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Da anni l’Unione Europea monitora il numero delle donne che lavorano nell’ambito delle STEM e nonostante le linee di indirizzo e le strategie proposte, le professioni scientifiche continuano a rimanere prerogativa degli uomini. Un impulso alla diffusione delle STEM tra gli studenti e in particolare tra le ragazze è stato dato senza dubbio dal PNRR Italia e, nello specifico, dall’iniziativa “Futura: la scuola per l’Italia di domani” che prevede tra le linee di investimento per le competenze la promozione delle STEM. Il PNRR ha previsto come obiettivo trasversale alle sei Missioni una maggiore inclusione delle donne in tutti i settori della società e in modo particolare in quello della ricerca scientifica. L’orientamento di genere alle discipline scientifiche tuttavia deve fare i conti con la presenza di una cultura che non riesce a immaginare per le donne professioni diverse da quelle appartenenti al mondo della cura, con delle ricadute nelle scelte delle studentesse. Pertanto, ogni azione volta a orientare le ragazze alle STEM deve partire da una riflessione volta a decostruire gli stereotipi legati alle professioni scientifiche e a prefigurare nuovi  percorsi di vita. La riflessione attraverso il dispositivo narrativo consente alle ragazze di “dare voce” alle rappresentazioni sociali che condizionano le loro scelte e a svelare, attraverso queste, i condizionamenti culturali che impediscono di realizzare i propri desideri professionali. All’individuazione di queste rappresentazioni sociali si aggiunge la scoperta di sé e della capacità di essere resiliente e dunque capace di resistere agli ostacoli che si frappongono tra desiderio di affermazione di sé e vincoli culturali.

Alessandro Romano, Marinella Muscarà

Pensarsi professionista. Esperienze narrative riflessive e ricognitive tra alcuni insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo propone una riflessione sul profilo professionale del docente in Italia e individua nella prospettiva bio-sistemica un’opportunità euristica per svelare – attraverso pratiche narrative – gli esiti dei processi di auto-rappresentazione da parte degli insegnanti. I cambiamenti socio-culturali, la variabilità normativa che caratterizza la scuola, le nuove strategie e proposte didattiche pongono i docenti dinanzi alla necessità di misurarsi direttamente con le pratiche riflessive per confermarsi nel ruolo. A partire dagli esiti di un’esplorativa indagine qualitativa su un campione di insegnanti delle scuole siciliane, il contributo propone alcune considerazioni sull’autobiografia come strumento formativo e auto-riflessivo che favorisce la ricognizione delle competenze possedute e sostiene il personale senso di auto-efficacia.

Iolanda Zollo, Fausta Sabatano, Maurizio Sibilio

L’alleanza tra scuola e famiglia come dispositivo pedagogico inclusivo: dalla riflessione all’azione?

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Decenni di ricerche dimostrano che una relazione positiva tra insegnanti e famiglie rappresenta non solo una componente sostanziale per una scuola efficace, ma anche una variabile fondamentale per il successo formativo del bambino, in particolar modo in situazioni di svantaggio, di difficoltà e di disabilità. Muovendo, dunque, da tali premesse, l’obiettivo del presente contributo è quello di condividere i risultati di un’esperienza di ricerca volta a indagare, attraverso lo sviluppo di pratiche riflessive, la significatività dell’alleanza tra istituzioni scolastiche e famiglia sì da individuare, fin dalla scuola dell’infanzia, itinerari possibili orientati alla realizzazione di una piena inclusione.

Stefano Oliverio

Riflessività e pratiche del sé professionale

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Dopo aver delineato l’importanza epocale della figura del professionista riflessivo, in questo articolo si rivolge l’attenzione alle critiche che la nozione ha sollevato. In particolare si discute l’accusa secondo la quale la professionalità riflessiva sarebbe complice della contemporanea tesi culturale del cosmopolitismo incompleto e della logica del lifelong learning. In questo orizzonte, da un lato si indicano le ragioni per le quali l’autointerpretazione costruttivista che Donald Schön ha dato alle sue idee possa aver contribuito al loro fraintendimento e appropriazione lungo una traiettoria strumentalistica, operazionalizzata e intellettualista; dall’altro, si rivendica l’intreccio creativo di dimensioni sperimentali ed esistenziali che è presente nel congegno concettuale di Schön. Proprio per rafforzare tale legame di dimensioni e per scongiurare adulterazioni della nozione del professionista riflessivo in senso strumentalista e orientato alla learnification, si invoca la tradizione degli esercizi spirituali su sé stessi, teorizzata da Foucault, come possibile alleato per pensare la riflessività (anche) in termini di soggettivazione e senza cedimenti alle indesiderate derive del discorso dell’apprendimento.

A cura della Redazione

Autori

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2023

Fausto Pagnotta

Le ICT nei contesti di fragilità e ageing: la sfida relazionale

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

I più recenti dati Eurostat e Istat evidenziano il costante aumento della popolazione anziana in Europa e, nello specifico, in Italia. Questo fenomeno inciderà in profondità sul sistema di welfare. In tale contesto, la governance europea promuove l’impiego delle tecnologie digitali, con un particolare riferimento alle ICT (Information and Communication Technologies), nei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, per fornire soluzioni più mirate sui bisogni delle persone ed efficaci per ridurre il divario tra domanda e offerta di assistenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Commissione Europea hanno individuato le ICT come strumenti che possono incrementare la qualità di vita nei contesti caratterizzati da fragilità e ageing. Tutto questo contribuisce alla promozione e alla realizzazione dell’idea di un welfare comunitario digitale. Il contributo problematizza l’utilizzo delle ICT nei contesti di fragilità e di ageing, evidenziando le potenzialità ma anche i limiti e i rischi di questa prospettiva. L’autore sottolinea la necessità che le nuove politiche di welfare, caratterizzate dall’introduzione delle ICT nei contesti di care, conservino come obiettivo prioritario la valorizzazione della dimensione relazio-nale, fatta di atti in presenza, dove il capitale sociale e i beni relazionali devono sempre essere i protagonisti rispetto alle ICT.

Il binomio povertà economica/povertà educativa si è palesato con forza nel periodo pandemico ma già in precedenza risultava ampiamente studiato e conosciuto (Sen, 1994; 2000). Le due condizioni spesso si combinano andando a creare e alimentare dinamiche di povertà e marginalizzazione spazialmente definite: questione urbana e questione sociale tendono infatti a sovrapporsi soprattutto nei cosiddetti luoghi della “relegazione sociale” (Donzelot, 2009) che diventano spazi di potenziale esclusione e al contempo potenzialmente “escludenti”. I quartieri di edilizia residenziale pubblica (ERP), quali “eredità problematica di una politica del passato” (Cellamare, 2008), rappresentano oggi quelle porzioni di città in cui il connubio povertà economica/povertà educativa tende ad accentuarsi. Basandosi su queste premesse, il Progetto quadriennale “Rapporti Corti” insiste su uno dei territori di Bologna a maggiore rischio di fragilità economica e sociale, l’area statistica “Piazza dell’Unità”. Il presente contributo intende presentare il progetto enfatizzandone gli aspetti positivi e le potenzialità di replicabilità.

L’autore definisce una metodologia di progettazione utilizzando strumenti come blockchain, Distributed Autonomous Organization (DAO) e Non-Fungible Token (NTF) per risolvere le problematiche del luogo e per offrire servizi di valorizza-zione territoriale. Nella parte iniziale viene introdotto il contesto tecnologico (Web3, blockchain, DAO e NFT) e si sottolinea l’importanza della community nell’‘ecosistema informatico. Il testo vuole mettere in relazione il concetto di ma-teria prima, di risorsa naturale, con l’NFT, considerato come un oggetto digitale che rappresenta la risorsa economica e materiale di comunità digitali. La ricerca ha prodotto un modello di classificazione di progetti che utilizzano la blockchain e gli NFT come metodo principale di sostentamento e finanziamento per raggiun-gere diversi obiettivi tematici. Sono state individuate quindici variabili di analisi più di quattordici DAO. Vengono presentati brevemente i progetti analizzati, che coprono diverse tematiche come l’ambiente, l’arte, la finanza rigenerativa e il cambiamento climatico. Nel finale, il progetto individua i technofossili, ovvero manufatti umani che sono stati sedimentati negli strati della terra a partire dalle prime attività umane, come materia prima digitale per creare beni digitali e pro-muovere la valorizzazione del territorio.

Michele De Chirico, Davide Crippa, Barbara Di Prete

Verso il "Design For Each"

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

Il testo, introducendo ad ampio spettro il paradigma innovativo della nascente quinta rivoluzione industriale, analizza questa transizione in chiave propositiva, cercando di individuarne le potenzialità in un’ottica sempre più inclusiva, sostenibile e resiliente. Lo “human centered design” codificato da anni deve essere dunque riletto alla luce di questo nuovo orizzonte sociale e lavorativo, dove la dimensione produttiva e quella conoscitivo-connettiva sembrano costituire ormai un unicum. In particolare, nel settore del welfare e della cura questo scenario schiude prospettive inedite: le arti, il design e la cultura possono affrontare la sfida della salute con nuovi strumenti e nuove sensibilità, introducendo un’innovazione sistemica a partire da bisogni e desideri anche individuali. Lo dimostra con chiarezza il caso studio analizzato – il progetto “Secondo nome: Huntington” – dove, anche in un contesto complesso come quello della malattia, il design ha svolto un ruolo fondamentale di “attivatore” di processi, “mediatore” di esperienze, ma anche “portatore” di soluzioni illuminanti, capaci di parlare a tutti perché parlano a ognuno di noi.

Valeria Venturelli

Il teatro in carcere: una pratica per promuovere il benessere individuale e di comunità

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

Quale ruolo assume il teatro nel contesto carcerario? Quali politiche culturali attivate in carcere possono favorire il reinserimento del soggetto recluso nella società civile, in favore di un benessere sociale che riguardi non solo il carcere ma tutta la comunità? Nonostante l’assenza di dati e misurazioni sistematiche, gli effetti positivi del teatro in carcere sono certificati da un’ampia e approfondita letteratura psicologia e sociologica e dalle testimonianze dirette di detenuti e operatori. L’autrice attraversa la principale letteratura in merito integrandola con testimo-nianze di attori-detenuti, per indagare l’impatto dell’attività teatrale su più livelli della vita reclusa: individuale-trattamentale, istituzionale e sociale (Giordano et al., 2017). Ne emerge una visione complessiva del fenomeno del teatro in carcere come progetto culturale e artistico con importanti ricadute positive sul benessere psi-cologico dei detenuti, sul tessuto relazionale e sul rapporto con la società esterna.

Roberto Lala , Maddalena Bisollo, Paola Chialone, Lorenza Garrino, Luca Nave, Enrico Nivolo, Claudio Zottola, Riccardo Denaro

I nostri sogni. Laboratorio di Storytelling, Video e Social per adolescenti con malattia rara e complessa

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

La Federazione Malattie Rare Infantili (FMRI) da circa vent’anni gestisce il ser-vizio “Incont-Rare”, uno spazio di ascolto rivolto ai pazienti con malattia rara e ai loro familiari. Una équipe interdisciplinare organizza sia consulenze a livello individuale, sia incontri con gruppi di pazienti familiari, anche tramite il coin-volgimento della Rete Interregionale del Piemonte e della Valle D’Aosta. Tra i bisogni più evidenti emergono quelli degli adolescenti affetti da malattia rara e complessa, che manifestano numerose difficoltà a socializzare con i propri pari, sia in ambito scolastico sia nella vita quotidiana. I bisogni di relazionarsi e di “fare gruppo” sono connaturati nella natura umana, mentre il loro soddisfaci-mento è un requisito essenziale per lo sviluppo di una personalità armonica e sa-na, che spesso manca a questi adolescenti. Il progetto nasce dal desiderio di fa-vorire la socializzazione dei partecipanti ed il loro senso di empowerment. Il pro-getto, innovativo sia per il tipo di linguaggio che per il coinvolgimento diretto dei ragazzi, nasce con l’obiettivo di favorire la socializzazione dei partecipanti ed il loro senso di empowerment. È il primo corto ad essere scritto, diretto ed in-terpretato da ragazzi con malattie rare e complesse.

Angela Genova, Vito Minoia, Isabella Quadrelli

Teatro Sociale e bullismo: costruire il benessere con i/le pre-adolescenti

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo presenta i risultati di una ricerca-azione realizzata con metodologia e tecniche partecipative che ha coinvolto gli studenti di una scuola secondaria di primo grado delle Marche in un percorso di prevenzione del bullismo. L’ipotesi metodologica che ha guidato questo lavoro è che l’arte attraverso il teatro sociale possa essere uno strumento di co-costruzione di nuovi significati e nuove azioni per il contrasto alle prevaricazioni e al bullismo. Gli studenti di una classe hanno partecipato al laboratorio teatrale mettendo in scena una situazione problematica. Gli studenti di un’altra classe hanno preso parte al forum finale contribuendo con la loro partecipazione attiva a trovare soluzioni. Il gioco del teatro-forum si è rivelato uno strumento efficace per le sue capacità di ascolto e di apertura verso l’altro. La “diversità” nel contesto del laboratorio è diventata un’occasione di esplorazione, secondo la lezione di Freire. Attraverso un processo di ricostruzione partecipata e di riflessione condivisa delle pratiche di bullismo è stato quindi attivato un processo di comprensione e di cambiamento nella logica di una sociologia che vuole essere pubblica.

Catia Cantini, Claudia Chellini

Arte e benessere a scuola

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

Il rapporto tra arte e salute, suffragato da una folta letteratura, trova un interessante campo di applicazione nel mondo scolastico, dove può veicolare il benessere degli studenti favorendo al contempo l’apprendimento. Ma quale attenzione è rivolta dalle scuole al rapporto fra arte e benessere? Il contributo presenta i risultati di un’analisi secondaria basata su quanto emerso da due ricerche empiriche nazionali svolte dall’Indire con metodi misti, intercettando oltre 20.000 percorsi formativi erogati fra il 2014 e il 2021. I risultati mostrano la diffusione di molteplici usi delle arti a scuola ma anche la presenza di una cultura educativa solo in parte consa-pevole del potenziale delle arti, confermando quanto già sostenuto da altri studi di settore: il benessere dei ragazzi non sempre è stato il primo obiettivo perseguito. I dati lasciano emergere inoltre che, al di là degli usi, vi sono elementi essenziali per la buona riuscita degli interventi formativi.

Ilaria Bessone, Heta Mulari, Ian R. Walsh

European Youth and Social Circus Pedagogy and the Promotion of Social Well-being

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

This article explores how youth and social circus (ysc) aims to promote social well-being through the examination of educational initiatives funded by the EU to standardise pedagogical approaches in the European sector. Ysc refers to programs offering circus activities with the goal of personal and community development, mental and social well-being, and social change, rather than the training of professional artists. To address concerns around the term well-being and how it has been interpreted to further a neoliberal ideological position, the term social well-being is employed and qualified in relation to the work of Corey Lee M. Keyes (1998). Three aspects of Keyes model of social well-being (social integration, social contribution and social acceptance) are engaged to analyse the guidebook for trainers used as part of Circus Transformation (CTF), one of the best-known ysc trainers programmes in Europe since 2011 and the handbook produced as an output of the Circus as Intercultural Encounter (CIE) project 2022, which sought to develop the intercultural competences of circus trainers and organisations. The concluding section considers how these publications reveal some pitfalls in the developing discourse on ysc but mostly offer a model of social well-being wary of and resistant to neoliberal individualism.

L’article vise à rendre compte de plusieurs contributions sociales recourant à la médiation artistique (photographie et théâtre) présentées dans le cadre d’un con-grès international francophone de travail social. Eclairée par une perspective esthétique sociale, les analyses proposées s’intéressent plus précisément au po-tentiel qu’offrent ces projets en termes de développement de l’agentivité des us-ager·es qui s’y engagent. Mots clés: Médiation; Travail social; Art; Esthétique; Agentivité.

Mariangela D’Ambrosio, Simona Palladino, Paola Mitra

Welfare in-between artistic expressions and communities: Deanna Dikeman’s exhibition "Leaving and Waving"

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2023

With the intention to investigate the role of photography in addressing social issues and the function that exhibitions play as an engine of collective action, the research focuses on the analysis of Deanna Dikeman’s exhibition Leaving and Waving. The photo reportage of nintyeight photographs was conducted over twentyseven years, through which the artist portrayed her parents at the moment of saying goodbye. This is a creative way that captures ageing, death, family bonds, generational relationships, greetings. The study was conducted by administering semi-structured anonymous questionnaires to visitors of three exhibitions in Italy (Campobasso, Rome, Verona) from February until June 2022. The study addresses the role of new social practices and associations, considering family ties in relational and socio-relational Welfare. The social as such is intended strategically to promote individual and collective well-being through artistic expression.

This paper regards photography and defines its social function as an enabler in expressing and communicating a community’s needs, resources, desires and reporting events, focusing on photovoice projects. Photovoice is a qualitative action research method used in community-based participatory frameworks to promote the exploration of relevant topics and the surfacing of issues and resources. The topic exploration was conducted through desk research and online outsourcing of information. The research describes photovoice implementation processes in the Mediterranean and the Western Balkan region with various targets, mainly on climate change, and migration and wellbeing, where applicable. The study defines the barriers and drivers in the implementation of Photovoices initiatives, focusing on analysing the implementation processes of the most fitting projects collected, four from each selected macro area. Further, the research collects good and best practices to provide suggestions for future Photovoice initiatives and starting points to be explored and deepened in future research and analysis activities. Finally, the study assesses, where possible, the target groups and community level of engagement in the activity. After analysing the eight projects, the paper recommends the usage of Photovoice as a tool to tackle climate change, migration consequences and wellbeing, mental health and human rights topics, since it provides data as well as awareness, engagement, and empowerment.