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Chiara Spaggiari

Recensioni

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 65 / 2023

María José Pérez-Serrano, Gema Alcolea-Díaz, Carlo Sorrentino

Alternative financing for digital media. The case of Valigia Blu and its commitment to crowdfunding

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 65 / 2023

The article analyzes the relationship between journalistic projects and crowdfunding. The case study is Valigia Blu and its 2021 funding campaign. This paper (based on the analysis of 263 publications) sheds light on the revenue and financing of digital native communication media. The analysis of this case highlights how such journalism is largely based on discussion with the public, which, as a community that identifies with the values of the newspaper, contributes economically to support its informational goals.

This article examines the often-overlooked critiques of ideology in analyses of current capitalism. Therefor the concept “platform” is adapted to the capitalist market structure itself, allowing to compare different phases of capitalism’s plat-formization and corresponding critiques. Marcuse’s and Zuboff’s analyses serve as case studies. Both examine the triad of capitalism, technology and subjective experience, arguing that technology stabilizes domination. In Zuboff’s version consensus is achieved, not least, through the manipulation carried out by a “new priesthood” that employs “means of behavioral modification”. The article con-cludes that, due to feudalization tendencies, such theory of priestly deception may, to an extent, be justified.

Tatiana Mazali, Lorenza Scaldaferri

The WeChat social media platform from a foreign institution perspective: WeChat’s role as a soft power tool

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 65 / 2023

WeChat is the major Chinese social media platform, with over a billion users worldwide. Using WeChat is essential for Chinese citizens’ daily lives, and at the same time for foreign individuals, institutions, and companies entertaining rela-tionships with the People’s Republic of China (PRC). In this paper, the authors an-alyse the role of the WeChat social media platform as a soft power tool. Through the case study of Politecnico di Torino as a foreign institution opening a WeChat Official Account, the authors explore the numerous purposes the platform offers and its impact on a foreign institution.

This article examines the labor process to perform authenticity of live e-commerce sellers, so-called “new farmers”, as entrepreneurial subjects, in rural China. The author conducted fieldwork in three live e-commerce teams for one year. Drawing on these data, this article elaborates the exploitative aspect of plat-form labor by describing the tension between mobilization narratives and the labor experience to perform authenticity. These mobilization narratives include interre-lated discourse praising performing authenticity of new farmers, including the ad-vantage of visualization technology, making the marginalized visible, and em-powerment for entrepreneurial individuals. However, these myth obscures the physical labor, gatekeeping process, and necessary capital to construct authentici-ty online. The author concludes by arguing the platform economy demands hybrid labor regime and enhances, instead of improving the social status of marginalized rural subjects.

Emiliana Armano, Marco Briziarelli, Elisabetta Risi

The rising of platformed education. Theoretical notes and interpretations of lived experiences

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 65 / 2023

Based on the theoretical elaboration of teachers’ lived experience, our study lays the ground for a critical assessment of online higher education. On the one hand, our analysis investigates an alternative to the hegemonic understanding of learning objectives as fetishized by “measurability” and results-oriented outcomes, which are considered to be subsumed as products of the hyper-industrialized education. On the other, we claim that our research participants operate as neoliberal subjectivities who have to adapt to remote teaching, mobilizing tendencies towards self-empowerment and self-activation.

In this paper the author opens the discussion about using the current platform model but for public service ends backed by a democratic governance structu-ration. The main argument of this paper is that the affordances of the platform model can be used for public service media and culture ends; the European Broadcasting Union is the case-study that illustrates the point. The article explores whether the current criticism against high-tech platforms should be aimed at their structure and dynamics or whether the problem lies with governance. The article argues that it is not the structure or dynamic of platforms per se that are problem-atic, but the fact that platforms are governed by for-profit companies, which are interested in moderation and curation rather than in the quality of content itself.

Valeria Nuzzo

Il giustificato motivo oggettivo dopo le sentenze della Corte costituzionale

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

L’Autrice si interroga sulle conseguenze sanzionatorie del licenziamento illegittimo per gmo dopo il duplice intervento della Corte costituzionale, che ha comportato un ampliamento dell’area della tutela reintegratoria a scapito di quella meramente indennitaria, ma anche una reazione da parte della dottrina tesa a restringere i ritrovati spazi della sanzione forte. In parti-colare, esamina il possibile attacco al repêchage quale elemento da espungere dalla nozione di “fatto” la cui insussistenza consente l’applicazione del meccanismo reintegratorio previsto dal comma 7 dell’art. 18 St.lav., affermando invece come esso provi il carattere effettivo e non pretestuoso della soppressione del posto di lavoro e sia, dunque, strettamente collegato alla ragione giustificativa e alle fattispecie stessa di gmo. Il saggio esamina, infine, i possibili effetti del ragionamento condotto dalla Corte circa l’irrazionalità del sistema sanzionatorio dell’art. 18 St.lav. sulla disciplina del contratto a tutele crescenti, che solo nell’area del gmo non collega alla totale insussistenza del fatto posto a base del licenziamento la sanzione reintegratoria, in un contesto normativo ove la giustificatezza del licenziamento si profila come elemento indefettibi-le del principio fondamentale di tutela della persona che lavora.

Emilio Reyneri

Great Resignation o Great Reshuffle? Un primo commento a Ciucciovino-Caravaggio

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

Il commento si concentra su quattro questioni. In primo luogo, si afferma che il comportamen-to delle persone nel mercato del lavoro può essere spiegato sia da un punto di vista culturale-psicologico, sia da un punto di vista socioeconomico. In secondo luogo, si sottolinea il fatto che troppe donne lasciano per sempre il lavoro quando hanno un figlio. In terzo luogo, si mo-stra che in Italia il numero di dimissioni potrebbe essere sovrastimato, in quanto alcuni lavora-tori passano da un’azienda a un’altra che sono diverse solo dal punto di vista giuridico. In quarto luogo, si auspica che una nuova collaborazione tra diritto del lavoro e socioeconomia possa affrontare problemi importanti come quelli del part-time involontario e dei lavori a tem-po determinato.

Silvia Ciucciovino, Nicola Caravaggio

Great Resignation o Great Reshuffle? Un’analisi giuridico-quantitativa delle transizioni nel mercato del lavoro a seguito delle dimissioni post-Covid in Italia

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

In seguito alla pandemia da Covid il mercato del lavoro risulta profondamente modificato e tra i fenomeni che sembrano esserne derivati vi è quello delle “grandi dimissioni”, diffusosi prin-cipalmente negli Stati Uniti con la denominazione di Great Resignation. Anche in Italia si è assistito ad un forte aumento nel ricorso alle dimissioni volontarie nel 2021 e ancor di più nel 2022. Tale fenomeno non è però un risultato della pandemia, al più questa è andata ad acuirlo, giacché le dimissioni erano in crescita sin dal 2009. Piuttosto sembra più appropriato parlare di un Great Reshuffle, quindi di una grande trasformazione o ricomposizione interna del mercato del lavoro. Il saggio approfondisce in una prospettiva interdisciplinare le caratteristiche delle dimissioni in Italia utilizzando i dati delle comunicazioni obbligatorie e focalizzando l’attenzione sulle transizioni nel mercato del lavoro conseguenti alle dimissioni. Ricostruendo le storie lavorative e i percorsi professionali dei singoli lavoratori si esaminano i profili quali-quantitativi dei rientri a breve, a medio e a lungo termine dopo una dimissione. Ciò permette di analizzare a fondo le dinamiche più recenti del mercato del lavoro e di cogliere i punti di forza e debolezza dei lavoratori e delle lavoratrici dimissionarie nelle transizioni lavorative, ma anche di fornire possibili spiegazioni al fenomeno delle dimissioni.

Marco Marazza

Universo valoriale ed effetti del principio di prevedibilità nel diritto del lavoro

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

Partendo dalla giurisprudenza costituzionale che negli ultimi due anni ha censurato la eccessiva indeterminatezza di disposizioni giuslavoristiche in una prospettiva espansiva dei diritti dei lavoratori il saggio ricostruisce le basi giuridiche del vincolo della prevedibilità per spiegarne, in rapporto all’universo valoriale sotteso, la riconducibilità tanto ai valori del lavoro che delle libertà economiche (queste ultime, rilevanti soprattutto se intese nella loro dimensione oggettiva). Da ciò l’Autore ipotizza, e per certi versi auspica, un più significativo utilizzo del vincolo di prevedibilità tanto per verificare in modo più diffuso l’appropriato esercizio della tecnica legislativa (tenuto conto dell’impatto che le disposizioni giuslavoristiche caratterizzate da un eccessiva indeterminatezza producono anche sulle libertà economiche) che per guidare il governo della tecnica dell’interpretazione costituzionalmente orientata e, nell’ordinamento multilivello, della tecnica dell’utilizzo del precedente della CGUE ai fini del rinvio pregiudiziale (art. 267 TFUE).

Il saggio ripercorre in chiave diacronica la partecipazione dei lavoratori in Germania, focaliz-zandosi sulla c.d. cogestione d’azienda (betriebliche Mitbestimmung), sicuramente meno co-nosciuta e studiata nel nostro Paese rispetto a quella societaria (unternehmerische Mitbestim-mung). L’occasione è offerta dalla lettura del volume di W. Däubler e M. Kittner, Storia e fu-turo dell’ordinamento aziendale, che nel 2022 è stato pubblicato in seconda edizione. Dopo aver inquadrato la partecipazione dei lavoratori in Germania nel contesto europeo, l’Autore ne ripercorre le vicende principali, soffermando l’attenzione sulla legge sull’ordinamento azienda-le del 1972, che ancora oggi regola struttura e prerogative dei consigli d’azienda. L’obiettivo è restituire al lettore italiano non soltanto il quadro giuridico, ma soprattutto il contesto storico-sociale nel quale le strutture partecipative sono maturate, nonché il loro funzionamento nella prassi. Nella seconda parte del contributo sono affrontate le sfide della contemporaneità, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale. L’esperienza tedesca, pur non repli-cabile nel nostro Paese, invita ad affrontare senza ulteriori indugi il tema del sostegno legislati-vo alla partecipazione.

Lara Tarquinio

Evoluzione della reportistica di sostenibilità e ruolo dei sindacati

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

L’articolo analizza l’evoluzione della disciplina sulla rendicontazione di sostenibilità a livello internazionale e comunitario ponendo l’accento sugli elementi qualificanti il processo di repor-tistica e sulla sua standardizzazione. Particolare attenzione viene dedicata alle finalità dei bilanci di sostenibilità, al principio della “materialità” che deve guidarne la definizione dei contenuti, agli stakeholder “elettivi” e all’evoluzione in corso. Alla luce dell’orientamento comunitario, l’analisi si focalizza sulla figura dello stakeholder sindacato, portatore di diritti e di interessi nei confronti delle aziende e del loro approccio alla sostenibilità. Il sindacato assume il ruolo di stakeholder-soggetto del processo di dialogo e coinvolgimento nella redazione del bilancio nonché partner del cambiamento.

Emanuele Leonardi

La giusta transizione tra questione sociale e questione ambientale: il potenziale ecologico delle mobilitazioni operaie

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

L’articolo propone una genealogia critica del concetto di giusta transizione, a partire da un’interpretazione del rapporto tra questione sociale e questione ambientale non basata sulla mutua esclusività, bensì sulla dinamica di allargamento che la seconda produce rispetto alla prima. In una prima fase, la giusta transizione si pone come pratica sindacale difensiva, risposta alla crisi del Fordismo come dispositivo entropico. In un secondo momento, tuttavia, l’incontro con la giustizia climatica le fornisce “nuove abiti”, capaci da un lato di elaborare un punto di vista classe sulla crisi ambientale e, dall’altro, di attivare un potenziale ecologico nel contesto di recenti mobilitazioni operaie recenti, come quella dell’ex-GKN di Campi Bisenzio.

Francesca Malzani

Tassonomia UE e vincoli per l’impresa sostenibile nella prospettiva prevenzionistica

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

L’Autrice prende le mosse dalla indubbia "vocazione ambientalistica" della disciplina dedicata alla prevenzione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e traccia delle linee di continuità tra gli interventi seguiti alla direttiva quadro 89/391 e i più recenti provvedimenti legati alla Tassonomia Ue. In particolare, vuole indagare come le tecniche regolative maturate in campo prevenzionistico possano contribuire a rafforzare alcuni aspetti "soft" della Tassonomia e degli atti derivati, mettendo a disposizione le acquisizioni dottrinali e giurisprudenziali in tema di obbligo/responsabilità datoriale di fronte ai valori limite/valori soglia e potenziando l’impatto dell’adozione dei modelli integrati di gestione dei rischi.

Riccardo Salomone

Transizione ecologica e politiche del mercato del lavoro

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 177-178 / 2023

Il saggio approfondisce il legame tra transizione ecologica e politiche del mercato del lavoro. Il saggio illustra i problemi di inquadramento e di metodo e ipotizza una chiave di ricostruzione del tema che tiene insieme approcci worker focused e letture social transformations oriented. Il saggio osserva l’evoluzione e il consolidamento del framework europeo legato alla transi-zione ecologica nella chiave del meccanismo NextGenEU, del PNRR e della disciplina dei fondi di coesione. Su questa base il saggio si sofferma sui modelli, sui soggetti e sui contenuti delle riforme delle politiche attive e dei sistemi educativi e formativi nel nostro Paese.