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Antonia Paniza Fullana

Replanteamiento del turismo en las Illes Balears: sostenibilidad y circularidad en la Ley 3/2022, de 15 de junio

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 39 / 2023

El análisis de las últimas normas sobre turismo en las Illes Balears nos lleva no solo a hablar de sostenibilidad y circularidad sino también a analizar la regulación que proponen y su incidencia jurídica en distintos ámbitos de nuestro ordenamiento jurídico. Temas urbanísticos y medioambientales, obligaciones administrativas y alguna incursión en el derecho privado pare-cen establecerse como la combinación de este nuevo marco del sector turístico, que quiere ser pionero. La importancia del ámbito subjetivo de las medidas a adoptar y las obligaciones a cumplir, así como las diferentes ad-ministraciones implicadas no puede pasar inadvertido. Cuestiones todas el-las muy interesantes para la reflexión que se analizarán en este trabajo, con una visión panorámica de la regulación del turismo en las Illes Balears.

Elisabetta Giovanna Rosafio

Brevi notazioni sulla responsabilità del pilota e sulla posizione dei terzi estranei al contratto di pilotaggio

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 39 / 2023

L’Autrice analizza il contratto di pilotaggio come disciplinato dal codice della navigazione dopo le modifiche apportate dalla l. 1° dicembre 2016, n. 230, con particolare riguardo al regime di responsabilità di cui all’art. 93 c. nav., all’ambito di applicazione di questa disposizione con particolare riguardo alla posizione dei terzi estranei al contratto di pilotaggio.

Martin Söderquist

Recensioni

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Andreas Iacarella

Diari, bollettini, cronache, gazzette. Il manicomio nella voce dei suoi giornali (1872-1918)

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Il contributo intende delineare una panoramica complessiva sul fenomeno dei “giornali manicomiali” nell’Italia del secondo Ottocento, evidenziandone il carattere di importante strumento di intermediazione tra l’interno e l’esterno dell’istituzione manicomiale, volto a comunicare ai pro- fani la realtà del lavoro psichiatrico. Lo spoglio dei diversi fogli offre anche l’occasione per alcuni spunti circa la questione delle scritture degli internati nel contesto del positivismo italiano.

Riccardo Piero Dalle Luche

Concettualizzazioni cliniche e psicopatologiche degli esordi psicotici dalla seconda metà dell’800 ai nativi digitali

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

La vasta letteratura sulla psicopatologia adolescenziale e gli esordi psicotici ignora la storia delle categorie diagnostiche che nel corso di 150 anni si sono succedute nella concettualizzazione di questi quadri clinici. L’Autore riassume la vicenda che, attraverso una prima descrizione dell’Ebe- frenia, portò al costrutto di Dementia praecox e, successivamente, a quello di Schizofrenia ancora in uso. Successivamente analizza le principali descrizio- ni psicopatologiche dei quadri di esordio che si sono succedute nel ‘900, in particolare quello della Schizofrenie simplex polimorfa e delle Schizofrenie subapofaniche. Tutti questi modelli riservano ancora oggi elementi di grande validità didattica e facilitano il corretto riconoscimento degli esordi nella clinica di oggi, che appare spesso confuso e tardivo per una serie di motivi. Tra questi la crisi della nosografia, la concettualizzazione degli esordi psi- cotici nel modello del disturbo del neurosviluppo tardivo, con le numerose accertate comorbidità ed i cambiamenti nel corso del tempo, il polimorfismo e l’aspecificità sintomatologica, da ultimo i grandi cambiamenti degli stan- dard comportamentali e cognitivi dei nativi digitali che spesso mascherano o si sovrappongono ai sintomi. Appare necessario per gli psichiatri clinici una riconcettualizzazione appropriata di questi quadri il cui trattamento precoce è di fondamentale importanza per la vita dei giovani pazienti, potendo condi- zionare positivamente la prognosi sia a breve che a lungo termine.

Laura Manaresi

Il racconto che trasforma: la metamorfosi tra immagine e parola

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Il contributo traccia un possibile percorso di riflessione sulle potenzialità del racconto di metamorfosi e sulle sue rappresentazioni, sull’in- terazione tra parola e immagine e sulle potenziali dinamiche della percezione di esse. L’analisi muove dalle Metamorfosi di Ovidio, racconto di trasformazione per eccellenza, attraverso l’osservazione di alcuni episodi esemplari del mito e la loro declinazione nella dimensione dell’albo illustrato, racconto visivo per eccellenza. La prima parte del percorso è una ricerca sulla parola: una riflessione sulla dimensione narrativa delle Metamorfosi, che si estende poi ad alcu- ne considerazioni sulla natura, dinamicità ed universalità della metamorfosi stessa. La seconda parte del contributo è centrata sul ruolo e la potenzialità dell’immagine in relazione alla parola, e sulla lettura visiva e simbolica di alcuni episodi di metamorfosi. Vengono esaminate la metamorfosi punitiva dell’uomo-lupo Licaone, le trasformazioni che salvano Cornacchia, le figlie di Anio e Dafne ed infine le mutazioni arboree di Ciparisso e della coppia di Filemone e Baucide. Le conclusioni sottolineano la dimensione universale del mito, l’idea di metamorfosi come aderenza di forma ad un’autenticità originale, le potenzia- lità dell’intreccio parola-immagine: la relazione tra queste dimensioni e le possibili percezioni dei singoli lettori può così dare vita ad un racconto che trasforma, tra immagine e parola sostenendo un processo di trasformazione e crescita.

Primavera Fisogni

Non-Normality as a Drive for Change An Overview of Systemic Processes

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

this paper moves from the multifaceted frame of ‘normality’ to inquiry how the processes of change work in case of perturbations. The aim is not simply to investigate the opaque region of the world of life that belongs to metamorphosis but to reflect on the possibility to move further obsolete paradigms about what is normal/abnormal/pathological. Through several forms of normalities that result from processes that follow shocking events (social emergencies, severe diagnoses and chronic diseases) the author will highlight the dynamic texture of normality and the transformative power of non-normality. Normality in case of perturbation results not from the limit of the norm, but from the constant effort to re-modulate it. Furthermore, it will be argued that new normalities originate from a process of renormalization, a dynamic which refers to a relation of scale. Deeply intertwined with change, the dy- namic texture of normality cannot be detected by the observer. For a valuable understanding of the opaque region of transformation, it ought to investigate through the lenses of systemic thinking. This approach brings into light two main phases, which are the breaking of a previous balance and the emer- gence of novel, unpredictable conditions. A special concern is addressed to post-traumatic creativity: it will be possible to assume that creativity can be recognized as the capacity to grasp and institute new relations. Finally, it will be questioned whether the term normality in the discourse about health can be substituted by another one, which can better fit the trans- formative power of non-normality and can put into brackets any moral as- sessment of the pathological/abnormal condition of the person. It will be con- cluded that it is not only possible, but also highly recommended in a frame where disease and health can be understood in relation to the harmonic inte- gration among parts and levels.

Pier Luca Marzo

Le metamorfosi regressive della coscienza connettiva

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Se il tempo è «il numero del movimento secondo il prima e il poi» (Aristotele IV, II 219 b2), l’uomo lo scandisce al di fuori della sequen- zialità dello stimolo-risposta animale. Nel suo percorso evolutivo, l’Homo sapiens ha acquisito la capacità di frapporre nel flusso temporale un vuoto metacognitivo nel quale riflette, concettualizza e rimodula la sensorialità in immagini mentali. Grazie a ciò, l’umanità si è metamorfosata in una specie creativa in grado di immaginare e costruire un proprio mondo. Pertanto, cosa succede se l’accelerazione della società iperconnessa comprime la tem- poralità metacognitiva? L’ipotesi che verrà sviluppata, attraverso un approccio interdisciplina- re, è che l’infosfera stia inducendo una metamorfosi regressiva dell’umano verso la reattività animale. Mai come oggi, le reti informatiche danno vita ad una complessa coscienza connettiva capace di veicolare, in tempo reale, immagini ad alto contenuto spettacolare, che tendono a esemplificare i comportamenti individuali e collettivi. Per comprendere questo processo si focalizzerà l’attenzione sull’infodemia da COVID-19.

Ubaldo Fadini

Inquietudini del presente e metamorfosi antropologiche

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Percepite a molti livelli della vita sociale complessiva, le inquietudini sono oggi in gran parte dovute ai profondi cambiamenti delle strutture e delle configurazioni tecnologiche, economiche e politiche della società contemporanea. Grazie ad una fenomenologia delle difficoltà del- la vita sia individuale che sociale, questo contributo sottolinea la necessità di far corrispondere a tali trasformazioni una metamorfosi culturale che, in particolare a livello etico, sia in grado di far fronte al dilagare di condizioni disumane. In questa prospettiva - e anche in relazione a studiosi come Edgar Morin e Tim Ingold - questo contributo ripercorre le ragioni di una “nuova civilizzazione” capace di valorizzare le singolarità e le molteplici specificità dell’homo complexus, ovvero la nostra realtà di esseri parziali di relazione in divenire.

Stefano Tomelleri

Metamorfosi e società: quale nuova normalità?

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Questo saggio esamina il concetto di “catastrofismo eman- cipativo” di Ulrich Beck e i possibili effetti positivi causati dai cambiamen- ti in atto negli assetti societari contemporanei in seguito ai recenti eventi catastrofici (pandemia, guerre, cambiamento climatico). La catastrofe, sec- ondo Beck, non implica solo imprevedibilità e incontrollabilità del futuro prossimo, ma anche un nuovo spazio d’azione per immaginare delle alter- native. E la possibilità di un’alternativa si fa concreta e percorribile proprio a causa dell’impatto che i cambiamenti degli ultimi anni hanno avuto sulla società. Nel saggio si prende in esame un possibile effetto positivo imprevisto, capace di condizionare il futuro prossimo, che riguarda il finanziamento con debito pubblico europeo del NextGenerationEU.

Fulvio Rambaldini

Democrazia della metamorfosi. Un’eredità di Ulrich Beck

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Tanto più a lungo la modernizzazione è progredita e si è af- fermata nel mondo, tanto maggiormente le sue inattese conseguenze hanno scosso le basi della contemporaneità. Se l’idea della metamorfosi rappresen- ta l’ultimo approdo del pensiero di Ulrich Beck, questa può ancora suggerire, oggi, nuovi modelli interpretativi della realtà e possibili forme di vita comu- ne. Partendo dalla critica benjaminiana del progresso inteso come treno che procede spedito verso la catastrofe, questo articolo intende analizzare come la cieca fede nel progresso porti a misconoscere, generalizzare e amplificare nuovi rischi globali. La globalizzazione ha messo in crisi il primato della po- litica ed esistono dei grandi soggetti (per esempio, quelli economici) in grado di mettere sotto scacco intere nazioni e distruggere i legami sociali. Anche i confini chiusi sono una risposta vecchia a un problema sempre più complesso e in continuo cambiamento. Dalle metamorfosi e dagli effetti incontrollati che esse generano spira però anche un possibile modello di azione: cosmo- polita e in continuo movimento. Per la sopravvivenza di tutti è necessario un nuovo paradigma di coabitazione, pensato su ampia scala, che risponda alle sempre nuove sfide che si materializzano di fronte a noi, e che sia in grado di accogliere al suo interno le spinte propulsive che vengono da ogni luogo del suo partecipare. Confrontandosi dunque con l’idea di metamorfosi e la proposta democratica di Beck, questo lavoro intende aprirne la prospettiva a un discorso sulla democrazia e sul politico e in continua evoluzione che possa rispondere alle sfide globali e configurare nuove forme di socialità.

Maria Bologna, Yvonne Bonner

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2023

Rural areas in Italy are not entirely new to international immigration, but they recently experienced a huge diversification of flows, including labour and amenity migrants and, due to relocation strategies, asylum-seekers and refugees. In places with limited resources and experience of diversity, such processes can originate new challenges, but also new opportunities. Therefore, this work investigates incorporation policies of Italian rural municipalities with quantitative and qualitative methods. First, k-medians clustering is used to classify rural municipalities according to immigration patterns and to better understand their immigrant policy activism. Second, semi-structured stakeholders’ interviews are performed to explore actual practices of active rural municipalities. Results show how rural policymakers can develop alternative and innovative strategies to deal with incorporation, but these have different outcomes according to local opportunity structures and contexts of immigration.

In Italy the judiciary plays a relevant role in asylum adjudication. Indeed, judges are crucial decision makers, deciding on the merit of a huge number of asylum claims rejected at first instance. For this reason, it is extremely timely to understand how asylum adjudication is put into practice by judges. Thus, the article studies asylum adjudication in courts through the lens of the Street-Level Bureaucracy, focusing on the encounter between judges and asylum seekers. In particular, the research seeks to understand the uses, causes and consequences of discretion in asylum appeals, focusing on coping mechanisms judges develop during their job. With this aim, the research conducts observation of hearings, interviews and shadowing in five Italian civil courts, showing how coping mechanisms are determined by organisational and individual factors and they influence in different ways the quality, equity and efficiency of asylum proceedings.

A partire da un corpus di oltre ottocentomila tweet, il contributo analizza la comunicazione degli esponenti politici italiani rispetto al dibattito sulle ONG indagandone la progressiva criminalizzazione. Attraverso un approccio quali-quantitativo che prevede l’integrazione dei digital methods con gli strumenti della Critical Discourse Analysis, lo studio intende trovare la convergenza tra la criminalizzazione delle ONG, l’articolazione della nozione di sovranismo e, più in generale, rimarcare le rappresentazioni mediali dei fenomeni migratori in relazione ai processi politici. L’analisi si è concentrata su metriche e strategie discorsive messe in gioco dai politici evidenziando il ruolo centrale di quelli di area sovranista nella criminalizzazione delle ONG. Quest’ultima emerge come “momento politicizzante” in grado di allineare il dibattito sui soccorsi in mare al campo e ai protagonisti della politica, contribuendo alla rimozione dal dibattito dei volti e delle voci di immigrati e richiedenti asilo.

Alessandra Corrado, Francesco Caruso, Camilla Macciani

Migrazioni, sindacalismo e autorganizzazione nelle campagne: i braccianti migranti in provincia di Foggia (Italia)

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

La partecipazione politica e sindacale e la mobilitazione nel caso del lavoro agricolo migrante hanno trovato poco spazio nelle analisi, ciò come conseguenza delle caratteristiche di questa specifica componente, per effetto sia delle politiche migratorie e di asilo sia per delle trasformazioni del settore, ma anche delle difficoltà dei sindacati tradizionali a intercettare e rappresentare questa componente. L’adozione della prospettiva della cittadinanza dal basso e del sindacalismo di movimento o comunitario può aiutare a riconoscere e interpretare le dinamiche di coinvolgimento attivo e le pratiche dei lavoratori migranti per il miglioramento delle condizioni di vita, all’interno delle proprie reti e in funzione di proprie logiche e progetti, ma anche in collaborazione con altri attori. L’articolo presenta i risultati di una ricerca condotta con una metodologia qualitativa in provincia di Foggia, in particolare negli insediamenti informali di Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone, tra il 2018 e il 2021. Il variegato panorama della Capitanata, caratterizzato da molteplici attori sindacali, para-sindacali e del terzo settore, e forme di auto-gestione degli insediamenti pone in luce diversi elementi da tenere in considerazione per una rielaborazione delle teorie relative alle forme di cittadinanza dal basso di soggetti formalmente esclusi dalla partecipazione politica diretta e che, tuttavia, reclamano uno spazio pubblico.

Gabriella D’Ambrosio, Pasquale di Padova

L’integrazione scolastica delle nuove generazioni tra background migratorio e disuguaglianza delle opportunità

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

Obiettivo del lavoro è lo studio dello svantaggio scolastico in Italia nella popolazione tra i 15 e i 24 anni alla luce del background migratorio e della differente struttura delle opportunità legata all’estrazione sociale. I giovani studenti di origine straniera solo recentemente hanno raggiunto numeri tali da permettere analisi sistematiche del fenomeno. A tal fine, si utilizzano i dati della Rilevazione sulle Forze di Lavoro dell’Istat per il periodo 2015-2019. I risultati confermano anche nel contesto italiano che il capitale socioeconomico e culturale della famiglia di origine giocano un ruolo decisivo nel contenere il rischio di dispersione scolastica e nel modellare le scelte verso la scuola superiore e l’università. Inoltre, anche a parità di estrazione sociale, l’origine straniera esercita un significativo effetto netto che se da un lato permette alle seconde generazioni di recuperare terreno, dall’altro fa registrare maggiori difficoltà di integrazione per le prime.

Viviana Premazzi, Ilenia Bua, Artem Filenko

Managing Cultural Diversity: Challenges and Strategies for the Italian Context

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

Diversity Management has evolved in recent years trying to include different categories of diversities. Despite the good intention, in the Italian scenario policies and practices are still focused mainly on gender and disability and little has been done to include and develop strategies to promote and value cultural diversity, especially due to the increase of foreign workers. Through the discussion of the preliminary results of a questionnaire submitted to HR managers working in Italy, the authors’ aim is to show the challenges faced by different organisations and the strategies that have been put in place to address cultural diversity and inclusion at the workplace.

La proposta si inserisce nell’interesse della ricerca sociologica ai molteplici processi che descrivono la complessità sociale della contemporaneità, attraversata da mutamenti demografici e investita dalle conseguenti trasformazioni in ambito socio-culturale nei sistemi organizzativi complessi, che vedono esponenzialmente accresciuto il grado di diversità al loro interno. Nasce così – come esigenza organizzativa quanto democratica in senso più ampio – la necessità di gestire tali mutamenti, comprendendo dal profondo gli elementi d’ostacolo alla promozione delle diversità nelle culture organizzative, attraverso lo strumento del Diversity Management (DM), che si prefigge di riconoscere e valorizzare il capitale umano di cui ogni singola persona che abita l'organizzazione è depositaria. L'articolo fornisce, infine, riflessioni teoriche applicate all’age diversity management, come esempio di incontro intergenerazionale e proficuo scambio di conoscenza al di là degli stereotipi e dei pregiudizi.

A fronte di un esponenziale aumento della diversità nei contesti attuali, Italia compresa, i mercati del lavoro sono oggi sempre più complessi ed eterogenei. Eppure persistono forti diseguaglianze nell’accesso a percorsi professionali altamente qualificati, con livelli di segregazione occupazionale che non accennano a diminuire, soprattutto per le popolazioni di origine straniera. Diviene allora cruciale riflettere su quegli elementi in grado di incidere sulla costruzione di capitale umano e culturale, aprendo a processi di valorizzazione delle competenze così acquisite. A partire da una ricerca qualitativa che indaga la presenza di percorsi di mobilità sociale tra persone di origine straniera, l’articolo analizza criticamente gli elementi che influenzano l’accesso a percorsi di elevata formazione. Concentrandosi sulle dimensioni che più appaiono cruciali - la famiglia di origine, i docenti e il capitale sociale - il contributo propone uno sguardo interdisciplinare, interrogando la prospettiva del servizio sociale. Sulla base delle evidenze empiriche, si riflette sulle funzioni chiave che l’assistente sociale potrebbe assolvere per sostenere percorsi di inclusione, evidenziandone il ruolo in azioni improntate al cambiamento strutturale e alla policy practice.