RISULTATI RICERCA

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Giulia Maria Cavaletto

Rewind. "Ci vorranno 51 anni in più". Pandemia, assetti organizzativi e lavoro femminile

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

A seguito della pandemia e delle misure di smart working la condizione occupazionale femminile è peggiorata, soprattutto per effetto del surplus di carico domestico, di cura, di conciliazione all’interno delle mura domestiche. Tutte le azioni tradizionalmente messe in campo dalle organizzazioni sensibili al Diversity Management come risorsa e opportunità per l’impresa, per tutti i lavoratori e per i profitti, sono state accantonate e depotenziate, facendo scivolare l’obiettivo della parità di genere a data da destinarsi. Non solo ricadute quindi differenziate tra lavoratori e lavoratrici, ma anche tra lavoratrici, italiane e straniere, più o meno tutelate dai contratti, più o meno esposte in ragione del settore occupazionale.

Il Diversity Management (DM) come strumento di valorizzazione delle diversità all’interno dei sistemi organizzativi complessi ha oramai conquistato la scena all’interno delle grandi aziende nel mondo e in Italia. Infatti, tale questione sta caratterizzando anche il contesto italiano, pur con un certo ritardo (come in altri paesi europei), rispetto al Nord-America e al Regno Unito. Si pone come obiettivo quello di valorizzare le diversità all’interno dei sistemi organizzativi complessi: l’età, il genere, la provenienza etnico/culturale, le abilità ed altre diversità rappresentano certamente una ricchezza per le aziende, non solo dal punto di vista economico ma anche, e soprattutto, culturale. In questa sede si presentano alcune risultanze dell’indagine empirica realizzata, avendo come obiettivo quello di comprendere, nel senso weberiano del termine, come viene considerata e affrontata la diversità - in particolare quella di genere - all’interno di alcune organizzazioni, nel tentativo di individuare specifici elementi in grado di favorire l’inclusione femminile nei sistemi organizzativi complessi.

Stella Pinna Pintor, Roberta Ricucci

Valorizzare il capitale umano per la gestione della diversità culturale

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2023

Il riconoscimento dei benefici dei processi migratori comporta necessariamente una adeguata valorizzazione del capitale umano tramite pratiche e politiche di gestione della diversità culturale, in primo luogo a livello locale. Le pratiche di diversity management, sviluppate principalmente nei contesti imprenditoriali, si pongono questo obiettivo. Tuttavia in Italia ci sono alcuni ostacoli al loro sviluppo, legati in particolare alle piccole dimensioni delle imprese e alle resistenze culturali diffuse. Risulta quindi necessario sviluppare delle pratiche che tengano conto della specificità del contesto italiano e del quadro culturale, insieme ad un aggiornamento delle normative per rimuovere gli impedimenti ad una buona integrazione della popolazione immigrata. Questi interventi non vanno declinati solamente nelle imprese in riferimento alla presenza straniera, si tratta piuttosto di tenere in considerazione l’intersezione delle diverse dimensioni dell’identità e, allo stesso tempo, dei diversi luoghi in cui queste si incontrano (oltre che nelle imprese, nelle scuole, nelle strutture sanitarie, nelle realtà associative, nelle università, nei contesti sportivi etc.). Infine, il presente contributo assume una funzione introduttiva dei diversi articoli che presentano, tramite lenti differenti, l’intreccio delle pratiche di gestione della diversità culturale e la valorizzazione del capitale umano.

Carlo G. Lacaita, Antonio Maria Orecchia, Raffaella Bianchi Riva, Simone Campanozzi, Elisa Signori

Note e recensioni

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 1 / 2023

Anche Cattaneo tra i fondatori del pensiero di destra?

Jacopo Perazzoli, Angelo Filippetti, l’ultimo sindaco di Milano prima del fascismo, refazione di Ezio Mauro, Postfazione di Andrea Jacchia, con una nota di Andrea Torre, Milano, Biblion Edizioni, 2022, 284 pp.

Rosaria Marchesi e Fabio Cani, Lo specchio rotto. Giornalismo, narrazioni e documenti durante la Repubblica Sociale Italiana e la Resistenza nel Comasco 1943-1945, Como, NodoLibri, 2022, 500 pp..

Marco Cuzzi, Seicento giorni di terrore a Milano. Vita quotidiana ai tempi di Salò, Vicenza, Neri Pozza Editore, 2022, 464 pp.

Sergio Onger, a cura di, L’Università degli Studi di Brescia 1982-2022, Brescia, Brixia University Press, 2022, 475 pp.

L’attenzione posta verso gli aspetti sociali del mondo di banca ha individuato in Carlo Lo- vioz, direttore presso la filiale della Banca commerciale italiana (Comit) di Londra tra il 1935 e il 1940, una figura in grado di mostrare l’importanza assunta dai network di conoscenze personali nel panorama finanziario. Sono stati selezionati una serie di incontri che offrono un primo sguardo sulla rete relazionale di Lovioz, mostrandone la composizione e i meccanismi. Il supporto fornito dalla teoria del capitale sociale ha consentito di mettere in luce alcuni tratti peculiari del gruppo sociale delle élite di banca, tra cui spirito di cooperazione (e di solidarie- tà), fiducia e stima. Essenziale ai fini della ricerca è stato il preliminare inquadramento storico avente come estremi la fondazione della Comit, nel 1894, e la legge bancaria – che sancì la fine della banca universale – emanata dal governo fascista nel 1936, affinché si potesse forni- re una dovuta contestualizzazione del periodo antecedente l’esperienza dirigenziale del banchiere preso in esame. Ripercorrendo i passaggi di un istituto che contribuì allo sviluppo eco- nomico dell’Italia di inizio Novecento, sono state descritte le cause che portarono all’intervento statale per il suo salvataggio, tra il 1931 e il 1933, e al suo nuovo assetto organizzativo.

Il ritorno degli austriaci, dopo la capitolazione di Milano il 5 agosto 1848, si è accompagnato all’adozione di una politica assai repressiva. A Monza il ripristino dell’assoluto e le misure gravose imposte alla popolazione provocano, almeno nelle settimane immedia- tamente successive alla chiusura della breve parentesi rivoluzionaria, manifestazioni di malcontento e di sfida verso l’autorità straniera. È in questo contesto di forte tensione dove la comunicazione fra occupanti e occupati procede tra l’emissione di divieti e dove- ri da un lato, relativi, almeno in questa prima fase, al controllo dell’ordine pubblico, e la violazione dall’altro, che ha luogo la fucilazione di Carlo e Pietro Rivolta, padre e figlio condannati a morte per il possesso di armi e munizioni. Questo saggio, nel ricostruire il clima cittadino antecedente e successivo all’eccidio, intende inoltre mostrare come la morte dei Rivolta, nell’Italia unitaria quanto in quella fascista e repubblicana, venga per certi aspetti snaturata rispetto al suo movente originario e resa assonante alle esigenze narrative delle epoche citate.

Il saggio analizza le persone che sono coinvolte nel settore creditizio nella località di Chiu- ro, in Valtellina, nell’ultimo quarto del XIV secolo. Attraverso l’utilizzo della documentazione notarile, l’autore esamina i prestatori, le loro attività, le modalità del loro coinvolgimento nel mercato del credito e come essi si inseriscono nella dinamica piazza chiurese. Il saggio evidenzia l’affermazione del modello economico e sociale rappresentato dall’élite rurale. Il successo delle scelte economiche di questi notabili, anche attraverso gli atti di mutuo e i prestiti dietro ipoteca fondiaria, li rende il punto di riferimento per gli altri ceti sociali che cercano di arricchirsi. I mercanti, gli artigiani, i proprietari immobiliari e i con- tadini benestanti tentano di ripercorrere le medesime strategie economiche dell’élite locale, seppur con modalità differenti, dimostrando la proficuità dei prestiti e la loro utilità anche come mezzo di mobilità e di affermazione sociale.

A cura della Redazione

Siti web

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Annaluce Caputo, Luca Mancusi

Lo psicologo di base: uno sguardo allo scenario europeo

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

La necessità di comunicazione tra cure primarie e cure specialisti- che nell’ambito della salute mentale ha fatto sì che negli ultimi anni venisse rivol- ta particolare attenzione alla figura dello psicologo di base, figura che, collocata accanto al medico di base e ai pediatri di prima scelta, potrebbe offrire assistenza psicologica primaria. Ciò garantirebbe una presa in carico di quelle situazioni di disagio e di malessere che richiedono un ascolto tempestivo e un’azione di pre- venzione, indispensabile per impedire che le difficoltà psicologiche si trasformino in malattia. L’Italia sta muovendo i primi passi in tale materia, ma cosa è successo e succede nel resto d’Europa? Tale articolo ha lo scopo di gettar luce su ciò che hanno fatto gli altri Paesi europei in materia di psicologia delle cure primarie e in particolare, attraverso tre pubblicazioni scientifiche, si rivolge lo sguardo all’e- sperienza trentennale dei Paesi Bassi (Derksen, 2009); all’esperienza pionieristica realizzata presso il Servizio Sanitario di Lanzarote (Gomez et al., 2019) e a una recente esperienza in Belgio ( Jansen et al., 2022).

Chiara Ciullini, Ferdinando Galassi

La prospettiva dello psicologo di base nel cinema

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Forte è da sempre il connubio tra psicologia e cinema, fatto di scambio di trame e ruoli. La psicopatologia può essere rappresentata e quindi stu- diata tramite la rappresentazione cinematografica. Ormai riconosciuta è la fun- zione terapeutica di quest’ultima che permette allo spettatore di immedesimarsi e di proiettare i propri vissuti e dolori e di avvicinarsi e conoscere anche le varie fi- gure d’aiuto come gli psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, spesso protagoniste dei film. Una nuova figura ancora non rappresentata al cinema è quella dello psicolo- go di base, definita e riconosciuta dal DM 77/2022 ma ancora in fase embrionale.

Valentina Facchetti, Sara Mussini, Silvia Persico, Michela Tebaldini

Non c’è salute senza salute mentale. Lo psicologo di base per costruire salute

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Le autrici, tenendo in considerazione l’evoluzione del concetto di Salute in un’ottica di One Health, hanno ripreso alcune normative applicate in Regione Lombardia per delineare il contesto entro cui nasce la figura dello psi- cologo di base. L’articolo ha l’obiettivo di individuare funzioni e compiti di tale figura, che attiva interventi psicologici precoci e di primo livello, curativi, preven- tivi e di promozione della Salute, attraverso un lavoro di rete. Per la descrizione della presa in carico dei pazienti si prende come modello di riferimento quello sistemico e integrato. Si conclude ponendo l’accento sul tema della stigmatizza- zione, introducendo la speranza che il benessere psicologico possa integrarsi in ogni contesto di cura.

Antonio Minopoli

Competenze non cognitive e regolazione emotiva

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Le non cognitive skills, dette anche life skills, sono abilità applicative trasversali, utilizzabili cioè in diversi contesti di vita, considerate dall’OMS non solo un importante predittore di successo scolastico e lavorativo, ma anche di benessere e salute mentale. Le Competenze non Cognitive possono essere apprese ed educate fin dall’infanzia e negli ultimi anni anche in Italia si è accesso l’interesse circa l’ipotesi di introdurre programmi formativi sulle life skills intersecati e affiancati alla didattica tradizionale, per dar vita a un modello educativo inno- vativo che guardi alla persona nella sua globalità e sia rivolto all’acquisizione di conoscenze e competenze. Nel presente articolo viene presentata e discussa l’intersezione tra le life skills e il costrutto di Regolazione emotiva, che ne rappresenta nel contempo un analogo, un prerequisito e un risultato.

Michele Liuzzi

Caratteristiche degli interventi psicologici in Psicologia di Cure Primarie

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

L’obiettivo del presente scritto è quello di descrivere i temi fonda- mentali che caratterizzano un Servizio di Psicologia di Cure Primarie. Si parla di collaborazione medicina di famiglia/psicologia da almeno 60 anni, a partire dai contributi pionieristici dei coniugi Balint nel Regno Unito, ad arrivare agli attuali modelli implementati, fra cui il servizio regionale di Psicologia di Cure Primarie implementato in Piemonte da marzo 2023. La Psicologia di Cure Primarie è un modello clinico di intervento psicologico teso soprattutto ad alleggerire il peso del disagio psicologico avvertito da molti settori della popolazione afferente alle cure primarie (cioè quesi l’intera popolazione) e che genera anche disservizi e malfunzionamenti all’intero Sistema Sanitario Nazionale.

Alfonso D’Auria

Psicologodibase.com, Servizio privato di psicologia di base

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

L’autore, nonché fondatore del progetto imprenditoriale organizzato con una prospettiva gruppoanalitica, descrive la vision, la struttura e il processo per la creazione di una comunità nazionale di psicologi e psicoterapeuti, liberi professionisti, che offrono un Servizio privato di psicologia di base, di cura (sostegno psicologico e psicoterapia), prevenzione e benessere psicologico (Gruppi di Crescita Personale). Vengono analizzati le specificità strutturali del progetto e del legame degli psicologi con il contenitori istituzionale (Mind The Group Srl) e i dati finora raccolti, in termini di servizi offerti e utenza raggiunta.

Riccardo Bernardini, Silvana Faccio, Marcello Giove, Federica Breuvé, Alessia De Rosso, Chiara Giannatempo, Francesca Grosso, Elisa La Marra, Eros Rossetti

Un riconoscimento della Commissione Europea all’Italia in ambito di Cure Primarie Il Premio EU Health Award - Mental Health 2021 al Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie IPAP-ASL TO4

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2023

Il Centro Clinico-Psicologico di Cure Primarie IPAP-ASL TO4, nell’aprile 2020, ha avviato il progetto “Assistenza psicologica nell’ambito delle Cure Primarie per l’emergenza Covid-19: supporto alla persona, alle famiglie e alle comunità di aiuto”. Il progetto, presentato in risposta al Bando “Insieme tutto andrà bene” della Fondazione Compagnia di San Paolo e con il sostegno del Fon- do di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, ha integrato operativamente le iniziative messe in atto dall’Azienda Sanitaria Locale TO4 di Ciriè, Chivasso e Ivrea (TO) attraverso l’implementazione dell’équipe psicologica per l’emergenza. Nel 2022, il progetto è stato insignito dalla Commissione Europea del 2021 EU Health Award (3° Premio), nella categoria ONG ed enti non-profit.