Come psicoanalisti del gruppo famiglia con bambini molto piccoli, abbiamo la possibilità di lavorare sulla relazione tra i genitori e il bambino, quando tutto si forma: il Sé del bambino, l’identità genitoriale, la relazione. Il lavoro dell’osservazione, dell’immaginazione, del gioco, del racconto, può trasformare le angosce in ansie tollerabili e rendere accessibili le risorse e le virtualità sane. Laddove c’erano confusione, vuoto e nebbia, possono prendere forma nelle sedute punti di riferimento, metafore, narrazioni. Nel lavoro con i bambini nel primo anno di vita - quando la comunicazione avviene prevalentemente attraverso il corpo, la sensorialità, la motricità - possiamo intervenire alle origini, nei momenti di disconnessione, quando il trauma impedisce ai genitori di leggere i segnali comunicativi dei figli e porta i bambini verso la perdi-ta d’interesse e l’evitamento della relazione. La terapia può portare i bambini a esprimere se-gnali comunicativi vigorosi e a conoscere le emozioni e può interessare i genitori al contatto con se stessi e alla scoperta del mondo interno dei bambini. Può proporre momenti di ripara-zione, unisono, pensiero, che fanno crescere la speranza e il senso di sicurezza.