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Enrico Caruso

.. Mali più grandi della morte Le condotte suicidarie

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2023

Dopo una iniziale analisi della epidemiologia del suicidio, si pas- sa al concetto di suicidalità e vengono affrontati I diversi modelli esplicativi del comportamento suicidario e parasuicidario, con riferimenti anche al deliberate self-harm. Inoltre, viene analizzato il concetto di hopelessness e di come avere in trattamento pazienti con ideazione suicidaria possa influenzare i terapeuti e la loro pratica psicoterapica, non tralasciando il tema della comorbilità con altre patologie, gli aspetti preventivi e psicoterapici. Conclude l’articolo una breve pre- sentazione di un caso clinico.

Sandro Papale, Barbara Traversa, Andrea Furlato

Ofelia: la tragedia nella tragedia. Il racconto di un suicidio annunciato

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2023

In questo lavoro gli autori partendo dal personaggio di Ofelia della tragedia Amleto di Shakespeare trattano il tema del suicidio. Partiranno da una revisione della letteratura Psicoanalitica su questo tema, evidenziando sinteti- camente le differenti posizioni dei maggiori esponenti. In seguito riporteranno il pensiero dell’esperto in adolescenza e suicidi nell’adolescenza dello psicoanalista svizzero Ladame e il pensiero sul trattamento dei borderline a rischio suicidio di Kernberg e Mucci. In conclusione verranno dati degli accenni sulla terapia indi- viduale e dell’importanza del transfert e controtransfert nel trattamento di que- sti pazienti difficili. Infine le osservazioni di Ondarza Linares sulla psicoterapia gruppoanalitica nel trattamento di pazienti con tentativi di suicidio e a rischio di suicidio.

Il fenomeno del suicidio, inteso sia nella sua valutazione che nella sua gestione, rappresenta un fenomeno complesso e multifattoriale. Non è per questo riconducibile ad alcuna specifica categoria diagnostica, e richiede uno spa- zio dedicato. L’articolo riprende alcune indicazioni provenienti dallo sviluppo dell’approccio storico e culturale al tema della suicidarietà, per arrivare a illustrare il contributo fondamentale dato da Marsha Linehan e dalla DBT nell’affrontare in modo efficace la prevenzione del rischio suicidario.

Sandro Papale

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2023

Riccardo Paduano, Virginia De Micco, Ausilia Sparano, Rosa Spagnolo

Recensioni

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023

Gemma Trapanese

L’immortalità dell’immagine

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023

L’immagine ha una sua vita, una sua storia. Un che di arcaico rende l’immagine capace di durare nel tempo, attraverso le sue variazioni, le sue mutevoli forme. Con le immagini che vei-colano le produzioni artistiche, in psicoanalisi si sta sviluppando un crescente interesse per l’elaborazione di una teoria dell’immagine.

Cristina Bonucci

Per nascere son nato. E prima? McEwan: Nel guscio

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023

A testa in giù, un paio di settimane prima della nascita, il bambino "ascolta" il mondo ex-trauterino che lo attende, tradotto e interpretato dalle reazioni organiche del corpo materno

Anna Sabatini Scalmati

Integrazione corpo-mente nel pensiero di Winnicott

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023

Winnicott ha aperto aree di riflessioni che gettano luce sulle cure, a partire dalla sensorialità e le primarie esigenze del corpo, atte a proteggere l’inermità, la fragilità e la non integrazione del neonato. Mani e voci che lo aiutino a percepire i confini del suo Sé, differenziarsi dall’ambiente che lo circonda, sentirsi contenuto e rispecchiarsi negli occhi della persona che lo ha in cura. Tasselli che promuovono l’incontro "psiche-soma", sostengono l’illusione che permette all’infans di volgere lo sguardo al mondo e dare voce al suo autentico sentire. Solleci-tata dalle note di sensibilità di Winnicott, che sentiva ciò che vedeva, e vedeva ciò che sentiva, l’autrice, nelle righe teoriche di Winnicott, oltre la voce dell’analista coglie note dei turbamenti e delle dolenti inquietudini dell’uomo.

Come psicoanalisti del gruppo famiglia con bambini molto piccoli, abbiamo la possibilità di lavorare sulla relazione tra i genitori e il bambino, quando tutto si forma: il Sé del bambino, l’identità genitoriale, la relazione. Il lavoro dell’osservazione, dell’immaginazione, del gioco, del racconto, può trasformare le angosce in ansie tollerabili e rendere accessibili le risorse e le virtualità sane. Laddove c’erano confusione, vuoto e nebbia, possono prendere forma nelle sedute punti di riferimento, metafore, narrazioni. Nel lavoro con i bambini nel primo anno di vita - quando la comunicazione avviene prevalentemente attraverso il corpo, la sensorialità, la motricità - possiamo intervenire alle origini, nei momenti di disconnessione, quando il trauma impedisce ai genitori di leggere i segnali comunicativi dei figli e porta i bambini verso la perdi-ta d’interesse e l’evitamento della relazione. La terapia può portare i bambini a esprimere se-gnali comunicativi vigorosi e a conoscere le emozioni e può interessare i genitori al contatto con se stessi e alla scoperta del mondo interno dei bambini. Può proporre momenti di ripara-zione, unisono, pensiero, che fanno crescere la speranza e il senso di sicurezza.

Il lavoro propone un’indagine sulla prematurità dal punto di vista fantasmatico e inconscio. La prematurità frustra il narcisismo della coppia genitoriale e richiede un ancoraggio ad un buon oggetto interiorizzato; essa può mettere in crisi il genitore, richiamando aspetti negativi delle figure genitoriali interiorizzate; la coppia genitoriale potrà proiettare sul figlio aspetti ne-gativi relativi alla coppia genitoriale o alla fratria soprattutto quando lo scenario della genitoria-lità, costruito dalla coppia, è di tipo narcisistico. La nascita prematura può anche essere letta come un "cambiamento catastrofico" che altera la relazione contenitore-contenuto. Tale cam-biamento può essere letto sia come l’esito di alcune difficoltà di contenimento da parte della coppia, ma anche come un fattore dirompente che può portare alla rottura della relazione tra i genitori. Il tema prematurità viene associato alla gemellarità dal momento che non è raro che la gravidanza gemellare si concluda con un parto prematuro. Attraverso la sintesi di un caso visto in consultazione, in cui gemellarità e prematurità si sono sovrapposte all’insegna dell’inatteso, vengono fatte delle ipotesi sui vissuti della coppia genitoriale a partire dal materiale acquisito durante la consultazione.

La struttura neuromentale dei genitori è fondamentale per assicurare un corretto neurosvi-luppo del neonato, particolarmente quando parliamo di nascita prematura, dove il contesto è altamente traumatico per tutta la famiglia. Attraverso l’esposizione di un caso clinico viene evi-denziato come lo sviluppo della sensorialità del neonato sia influenzato dagli oggetti interni con cui dialoga la madre nel suo accudimento.

Ludovica Grassi

Sensorialità e relazione prima e dopo la nascita

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023

Da Freud a Winnicott, Gaddini, Aulagnier e Green, la psicoanalisi ha interrogato le origini, valorizzando l’impatto dell’esperienza sensoriale e l’unità somato-psichica che caratterizza il soggetto umano. L’importanza del corpo e della sensorialità alle origini del soggetto e della relazionalità può farsi risalire alla vita prenatale. Ma quando gli eventi della vita producono lacerazioni, cancellazioni e vuoti in questo tes-suto senso-motorio originario, viene meno anche la condivisione di quelle esperienze sensoria-li molto intense e idiosincratiche che qualificano ogni relazione genitore-bebé, producendo sof-ferenze profonde e non rappresentabili che si estendono al mondo delle relazioni. Le prime sedute con una famiglia adottiva mostrano come quando si ha una situazione traumatica precoce o prenatale, caratterizzata da una totale discontinuità dell’esperienza senso-riale e relazionale, le sue tracce s’imprimono negli elementi corporei, sensoriali e musicali dell’esperienza e della relazione. Per entrare in contatto con gli aspetti più regressivi, informi e arcaici del funzionamento del gruppo e dei suoi membri, dobbiamo affidarci al nostro corpo e ai nostri sensi, e prestare attenzione ai ritmi e alle modulazioni delle interazioni fra i componen-ti della famiglia, attraverso un ascolto dalle qualità musicali.

In questo lavoro vorrei esaminare - da un punto di vista psicoanalitico - i funzionamenti patologici connotati da una sorta d’impregnazione sensoriale della mente che sembrano costi-tuire un elemento centrale e quasi ubiquitario nella psicosi. Vorrei illustrare, partendo dall’osservazione di questo specifico aspetto nell’esperienza cli-nica con pazienti psicotici, alcune ipotesi psicoanalitiche sulla genesi e la processualità dello stato psicotico, valutandone le implicazioni cliniche e psicopatologiche. La teoria del pensiero di Bion e la concettualizzazione sull’invasione della parte sana del paziente ad opera della parte psicotica - intrisa di sensorialità patologica e che altera la perce-zione della realtà psichica - è un punto di partenza importante in questo scritto (Bion, 1957). Le intuizioni di alcuni autori contemporanei che lavorano sulla psicosi e alcune ipotesi neuro-scientifiche sembrano convergere sull’importanza di questo elemento.

In questo lavoro sono descritte alcune esperienze cliniche con bambini nati estremamente pretermine, osservati in setting diversi: sia nel contesto istituzionale (in un reparto di Terapia Intensiva Neonatale e in un ambulatorio per il follow-up dei nati pretermine), sia in uno studio di psicoterapia privato. Il lavoro longitudinale ha permesso di comprendere meglio alcune difficoltà di integrazione somato-psichica caratteristiche dei bambini pretermine. Nei casi presen-tati è possibile ricostruire come l’esperienza di intrusività sensoriale delle cure intensive possa influenzare il processo di integrazione nelle varie fasi dello sviluppo del bambino, rendendo particolarmente difficile l’interazione con le figure genitoriali.

Suzanne Maiello

L’oggetto sonoro - 30 anni dopo

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023

Il testo prende lo spunto da un articolo dell’autrice (Richard e Piggle, 1993): L’oggetto sonoro - Un’ipotesi sulle radici prenatali della memoria uditiva. In quel lavoro fu formulata l’ipotesi del costituirsi di un proto-oggetto materno prenatale con caratteristiche ritmiche e so-nore, grazie alla presenza di un udito fetale in ascolto della voce della madre e ad una sua attività protomentale introiettiva che sarebbe all’origine del formarsi della memoria uditiva prenatale. Nel postscriptum l’autrice approfondisce alcuni interrogativi intorno al farsi della soggetti-vità. Alla luce delle ricerche e della letteratura psicoanalitica più recenti, si propongono rifles-sioni su due temi centrali riguardanti le origini della vita mentale e i primi bagliori della perce-zione di sé come soggetto-oggetto. Viene esplorata la dialettica primaria/prenatale tra l’essere-in-relazione e il formarsi di un nucleo dell’Io. L’autrice si interroga, infine, sulle origini precoci di una funzione "proto-simbolica" della mente umana e della sua capacità di intuire che il pro-cesso di trasformazione delle percezioni sensoriali in esperienze è implicitamente portatore di senso.

In francese, utilizziamo lo stesso termine (significante) per i due diversi significati, gli or-gani della sensorialità (i sensi) e la significazione (il senso), il che dimostra come l’accesso al significato dipenda fondamentalmente dalla sensorialità. Partendo da questo, l’articolo affronta la questione della sensorialità fetale, in particolare quella uditiva, nella prospettiva del lavoro di Suzanne Maiello sul primo oggetto sonoro prenatale. Viene poi sollevata la questione della polisensorialità, con riferimento all’intersoggettività, alle rappresentazioni presimboliche e al linguaggio del corpo e dell’atto. L’articolo si conclude con alcune riflessioni sulla dialettica tra essere ed esistere e sul funzionamento autistico tra autosensualità e autoerotismo.

Ludovica Grassi, Vincenzo Ricciotti

Diana Cirilli

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2023