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Pier Francesco Galli

La personalità "come se" in divisa

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Anche sulla base di riferimenti autobiografici riguardanti il fascismo e la Seconda guerra mondia-le, vengono fatte alcune riflessioni sull’ideologia e sulla propaganda della guerra, soprattutto in riferimento all’educazione dei bambini. Tra gli altri, vengono discussi i concetti di "personalità «come se»" di Helene Deutsch, di "personalità autoritaria" di Theodor Adorno e collaboratori, di "carattere fascista" di Wilhelm Reich, e inoltre i contributi di Sigmund Freud sulla psicologia delle masse, di Erich Fromm sulla "fuga dalla libertà", di Ernst Kris sul "«pericolo» della propaganda", e così via. Dopo una Premessa, questo scritto si compone dei seguenti paragrafi: Questioni di metodo; La costruzione di un’anima; Per via di ragione; La personalità "come se"; Personalità au-toritaria: Personalità "F".

Anna Giulia Bottaccioli, Francesco Bottaccioli

Come gli stati psichici si traducono in molecole biologiche e come questo cambia la medicina e la psicologia

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Nell’aprile del 2022 abbiamo pubblicato, su invito di una rivista internazionale di biologia molecolare, un’ampia review che riporta le principali evidenze scientifiche sul tema delle relazioni tra vita psichica e biologia, traendone alcune conclusioni di carattere generale sulla psicologia e la medicina (Bottaccioli, Bologna & Bottaccioli, 2022). Il presente articolo riprende alcuni dei passaggi fondamentali presentati in quella review e si collega a un precedente articolo pubblicato sul n. 4/2014 di Psicoterapia e Scienze Umane (Bottaccioli, 2014b), di cui rappresenta un aggiornamento. Dalla pubblicazione di quell’articolo le evidenze sperimentali e cliniche sull’influenza della psiche sui sistemi biologici si sono moltiplicate. Al tempo stesso, conosciamo meglio le vie e i meccanismi con cui gli stati psichici si traducono in biologia.

Viene pubblicata la trascrizione della relazione tenuta al Convegno "Le terapie psicologiche per l’ansia e la depressione: nuove forme di integrazione clinica e organizzativa" (Isola di San Servolo, Venezia, 26 ottobre 2022). Dopo la descrizione delle principali caratteristiche del programma inglese Improving Access to Psychological Therapies (IAPT), viene sottolineata l’importanza di alcuni aspetti tra cui i seguenti: l’affidabilità delle linee-guida; un programma nazionale di training in cui si valuta accuratamente anche la competenza raggiunta dai terapeuti; la raccolta di tutti i risultati e la loro pubblicazione, che ha permesso di capire molti problemi (come ridurre le differenze nei risultati di gruppi etnici diversi, come migliorare i Servizi in aree povere, etc.); il benessere e la motivazione degli operatori (circa 10.000 terapeuti), che devono avere figure di leadership innovative che non danno solo importanza al risultato ma che sanno anche creare un ambiente di lavoro stimolante in cui si lavora volentieri e col piacere di apprendere sempre nuove cose.

Manifesto: Young Adults, Mental health and Inclusion (YAMI)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Viene pubblicato il "manifesto" che è stato redatto dai 28 partecipanti, provenienti da cinque Paesi europei (Belgio, Francia, Grecia, Italia e Spagna), del Seminario residenziale Young Adults, Mental health and Inclusion (YAMI), tenuto a Bergamo dal 31 ottobre al 5 novembre 2022, finanziato dalla Comunità Europea e organizzato da Shinui (www.shinui.it) di Bergamo (presidente: Cécile Edelstein). I dieci punti di questo manifesto sono i seguenti: promozione del benessere e della qualità della vita; prevenzione; intervento precoce; implementazione di "centri giovanili" o "case aperte"; offerta di un’ampia gamma di opportunità terapeutiche; un trattamento basato su diverse modalità; non c’è cura senza "amore"; gli stessi professionisti della salute mentale dovrebbero ricevere "cur"; finanziamenti adeguati; importanza della ricerca.

Sarantis Thanopulos

La crisi della psichiatria: superare una regressione culturale e scientifica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

La crisi attuale della psichiatria in Italia ha radici sociali, culturali e scientifiche. La precarietà del-le relazioni di scambio, l’isolamento sociale e lo stato di emergenza permanente sfavoriscono l’intervento di sostegno delle realtà sociali fragili e anche il complesso lavoro del reinserimento delle persone sofferenti nella comunità cui appartengono. La lunga incomprensione tra i promotori della Legge 180/1978 e la psicoanalisi ha indebolito l’intero sistema di cura. Da una parte ha incanalato l’intervento psicosociale verso la soddisfazione di esigenze prevalentemente materiali e dall’altra ha portato a un impoverimento catastrofico dell’intervento psicoterapeutico. Ne ha tratto vantaggio l’approccio puramente biomedico al dolore che ha appiattito il campo psichiatrico sulla dimensione quantitativa del contenimento farmacologico dell’angoscia con una grave penalizza-zione della qualità e della cura intesa come soggettivazione della cura.

Fabrizio Starace

Organizzazione, strutture e personale della salute mentale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Come si strutturerà la rete dei Servizi per la salute mentale alla luce della riorganizzazione dell’assistenza territoriale disegnata dal Decreto Ministeriale M 77/2022 e dall’Intesa Stato-Regioni del 21/12/2022 sulla "nuova metodologia per il calcolo dei fabbisogni di personale del Servizio Sanitario Nazionale"? Le novità riguardano gli aspetti organizzativi, strutturali e gli standard minimi di personale necessari per il funzionamento a regime del sistema di salute men-tale di comunità. È un indubbio passo avanti per promuovere il superamento delle disuguaglianze inter-regionali e per quantificare il fabbisogno di personale in un’area della sanità pubblica che nell’ultimo decennio ha visto un incremento della domanda di cura reso esponenziale dagli effetti che pandemia, conflitti e crisi economica hanno prodotto. Le stime che in questa sede vengono proposte mostrano che l’applicazione a regime degli standard indicati comporterebbe una spesa per la salute mentale pari al 3,6% del Fondo Sanitario Nazionale.

Benedetto Saraceno

Psichiatria: crisi specifica o crisi generalizzata?

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

L’attuale crisi della psichiatria italiana dipende probabilmente da una diminuita spinta propulsiva alla innovazione nel campo della salute mentale, da un clima politico che dà voce alla psichiatria conservatrice e anche a quella pseudo-progressista, e da una certa pigrizia della psichiatria antisti-tuzionale a guardare al futuro piuttosto che al passato producendo nuove riflessioni teoriche e ul-teriori innovazioni delle pratiche di liberazione. Questo complesso di fattori determina il rafforza-mento della psichiatria nelle sue forme più conservatrici, disumanizzanti e istituzionali. Ma quanto tutto ciò sia da imputare esclusivamente a una crisi della psichiatria, compresa quella antistituzio-nale, oppure, e più in generale, alla drammatica assenza di pensiero e di pratiche collettive di libe-razione e di giustizia, è questione tutta da studiare.

Pietro Pellegrini

Il futuro dei Servizi psichiatrici

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

La crisi della psichiatria è all’interno di quella del sistema di welfare pubblico universale. Il neoli-berismo ha modificato il patto sociale, e la spinta all’individualismo e alla privatizzazione ha ridot-to l’esigibilità dei diritti. La psichiatria di comunità italiana, senza Ospedali Psichiatrici civili e giudiziari, è sottofinanziata e in carenza di operatori, e ciò porta alla chiusura di molti Servizi, e gli utenti rischiano l’abbandono e la povertà dimenticando la rilevanza dei determinanti sociali della salute. La psichiatria viene ridotta a supporto della gestione dell’ordine pubblico con forme di neoistituzionalizzazione. La salute mentale dell’intero arco di vita dovrebbe essere di competenza di tutti gli operatori sanitari e sociali, con un’organizzazione dei Servizi per intensità di cura secondo la stepped care e con specifici percorsi. La psichiatria di comunità italiana va difesa come investimento, mediante alleanze con utenti, famigliari e società civile al fine di sviluppare il capitale sociale e il welfare di comunità.

Roberto Mezzina

Per una salute mentale di comunità: la questione dei Servizi e dei modelli

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

La questione di quali Servizi siano necessari per una piena applicazione della riforma psichiatrica del 1978, costruendo un’alternativa istituzionale globale, viene discussa a partire dai modelli organizzativi e dai loro contesti applicativi, che definiscono l’offerta complessiva di cura. Nel realizzare la presa in carico vanno considerate non solo le evidenze scientifiche, ma anche un ancoraggio etico e valoriale che tenga conto delle esperienze e dei bisogni delle persone che usano i Servizi. Tra i princìpi-cardine sostenuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità spiccano la realizzazione dei diritti umani, con l’abbandono delle pratiche coercitive e dei trattamenti obbligatori routinari, l’empowerment dell’utenza e un approccio multisettoriale per una risposta ai determi-nanti sociali di salute. Dalla pratica discende una serie di indicazioni, dall’apertura sulle 24 ore alla continuità e non frammentazione delle cure. Si descrivono punti di orientamento e princìpi di fun-zionamento dei Servizi territoriali, e si delineano prospettive per un cambio di paradigma che riguardi gli esiti globali sulla vita delle persone.

Peppe Dell’Acqua

La pratica del cambiamento

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Si sostiene che "la crisi della psichiatria e della Legge 180" sono parole e definizioni che coprono con intollerabile superficialità una crisi reale e ben più profonda delle psichiatrie. La radice del cambiamento che si produsse in Italia tra gli anni 1960 e 1970 è la conseguenza di una profonda e angosciosa interrogazione sulle psichiatrie figlie del positivismo. L’adesione alla critica del positivismo scientifico ha determinato, nel lavoro di Franco Basaglia e altri, un’apertura tumultuosa e coraggiosa verso la ricerca, la scoperta e la valorizzazione del soggetto. Quanto accadde e conti-nua ad accadere in Italia ha influenzato e condizionato in tutto il mondo il nostro modo di vedere e incontrare "l’altro". Nel 1978 quella legge non chiuse i manicomi ma restituì diritto e spessore di cittadini ai malati di mente. La deistituzionalizzazione può solo cominciare da qui.

Massimo Cozza

Le ragioni della lettera appello dei direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Viene preso in considerazione l’appello sottoscritto nel gennaio 2023 da 91 direttori di Diparti-mento di Salute Mentale e rivolto alle massime autorità dello Stato italiano. Si parte da una analisi della situazione critica nella quale si trova l’assistenza psichiatrica del settore pubblico, in partico-lare dopo la pandemia di COVID-19 e in presenza di una situazione sociale ed economica pro-blematica. Si afferma la validità del paradigma biopsicosociale da seguire per realizzare una salute mentale comunitaria. Viene affrontato il nodo tra salute mentale e giustizia, e indicata la necessità di un tavolo di confronto tra tutti gli attori interessati. I paragrafi di questo articolo sono i seguenti: "Un appello per sensibilizzare", "Gli obbiettivi", "Salute mentale e giustizia", "Le risorse", "Gli operatori", "Alcune prospettive conclusive".

Paola Carozza

La formazione del personale nei Dipartimenti di Salute Mentale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2023

Oggi la crescente domanda di Servizi di Salute Mentale capaci di dare prestazioni di alto livello qualitativo sul piano assistenziale, coniugato con sostenibili ricadute su quello economico, richiede nuove conoscenze, nuove abilità e nuove attitudini, anche in virtù dell’emergere di altrettanto nuove questioni che pongono sfide molto alte. È necessario un ripensamento radicale sui contenuti dei programmi formativi e sulle modalità con le quali essi vengono offerti, alla luce delle acqui-sizioni più aggiornate basate sull’evidenza scientifica e sul paradigma biopsicosociale, favorendo le formazioni dell’intero Dipartimento di Salute Mentale affinché, in qualsiasi nodo della rete dipartimentale si imbatta, un cittadino riceva la stessa qualità di trattamento e la stessa metodologia di intervento.

I recenti arresti della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea offrono spunti di riflessione sugli esiti del bilanciamento tra tutela dei dati personali e diritto all’informazione nell’ambiente digitale. Emerge, in particolare, il riferimento alla deindicizzazione quale rimedio utile ai fini di una ponderazione degli interessi contrapposti che non penalizzi in misura sproporzionata il diritto all’informazione, secondo modalità che, dopo alcune incertezze, sembrano evidenziare elementi di convergenza, nella tutela del diritto all’oblio, tra il livello statuale e quello europeo.

Marco Bassini

Il diritto costituzionale alla privacy nel prisma dell’evoluzione tecnologica

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2023

Il diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali ha conosciuto un percorso di "costituzionalizzazione" fortemente influenzato dal diritto europeo e dall’elaborazione giurisprudenziale. Si tratta di un diritto che, da "prodotto di importazione" di origine statunitense, è oggi additato come cifra distintiva del costituzionalismo europeo per indicare la centralità che riveste nel catalogo dei diritti di libertà. Il saggio si propone di esplora-re come l’evoluzione tecnologica abbia rappresentato da sempre il costante driver che ha guidato la trasformazione e lo sviluppo del significato attribuito a questo diritto, mettendo altresì in evidenza come gli strumenti normativi a tutela della privacy siano oggi considerati il primo "banco di prova" per la sperimentazione e l’implementazione di nuove tecnologie. In questa chiave di lettura, il saggio intende offrire una lettura critica delle prossime sfide che attendono la protezione della privacy e dei dati personali, muovendo da una disamina sull’adeguatezza del quadro normativo europeo e delle recenti riforme che in tale campo sono state partorite.

L’innovazione tecnologica ha trasformato il mercato, ridimensionato le barriere degli scambi ed enfatizzato le potenzialità delle classiche libertà economiche. L’emersione di nuovi operatori economici, la diffusione di piattaforme digitali, la raccolta di ingenti dati personali, sono soltanto alcuni degli effetti che l’innovazione tecnologica ha prodotto nel mercato digitale. In siffatto contesto, il rapporto tra nuove tecnologie, libertà d’impresa e tutela delle libertà fondamentali assume nuovi contorni e disvela complesse questioni che investono, in particolare, la concorrenza e la tutela degli utenti finali della rete. L’affermazione di un’economia di libero mercato «digitale», costringe, dunque, ad una rinnovata riflessione delle tradizionali regole che disciplinano il mercato e gli scambi al fine di verificare se sia possibile adeguarle alle peculiarità dei contesti digitali. In tale prospettiva, l’art. 41 Cost., nel disciplinare la libera iniziativa economica, fissandone al contempo i limiti, costituisce sicuro fondamento per l’edificazione di uno ius mercatorum di Internet e delle nuove tecnologie.

Giulio Enea Vigevani

Piattaforme digitali private, potere pubblico e libertà di espressione

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2023

Questo scritto mira a indagare il rapporto tra potere pubblico e piattaforme digitali, nella prospettiva di una loro crescente collaborazione nel contrasto a fenomeni quali la disinformazione, i contenuti antiscientifici e i discorsi d’odio. Mira altresì a sottolineare le questioni di rilievo costituzionale che tale cooperazione può porre nonché le vie alternative che si possono prendere in esame.

Antonio Iannuzzi, Francesco Laviola

I diritti fondamentali nella transizione digitale fra libertà e uguaglianza

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 1 / 2023

Il contributo tratta il tema della declinazione dei principi di libertà e uguaglianza nell’ambiente digitale. La trama che si ricava da una lettura della Costituzione teleologicamente orientata, dal quadro della tutela dell’UE e dallo sviluppo legislativo offre una tutela significativa dei diritti digitali e permette ora di governare l’accelerazione che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) vuole imprimere. Il progresso dei diritti fondamentali, infatti, passa anche attraverso la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e la rimozione di ostacoli, quali la mancanza delle necessarie competenze digitali da parte dei cittadini.

Monica Meini, Giuseppe Di Felice, Marco Petrella, Gianfranco Spinelli

La vulnerabilità dei luoghi nella pandemia da Covid-19. Un modello di analisi basato sull’interazione spaziale

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2023

L’articolo presenta i risultati di una ricerca empirica che affronta il tema della vulnerabilità dei luoghi nelle prime tre ondate della pandemia da Covid-19 in Italia, discutendo sui fattori territoriali che intervengono nella diffusione del virus. Attraverso una riletturadella letteratura sulla diffusione spaziale epidemica si verifica l’utilità del principio di interazione potenziale per una geografia strategica della salute pubblica, assumendo una prospettiva di public geography. Con riferimento alle diverse probabilità; di impatto, si discute sui tipi di interazione spaziale teoricamente possibili, per poi passare alla verifica del modello elaborato con sperimentazione in territori diversi per modalità di interazione e di diffusione. I risultati dell’applicazione ai territori di due regioni italiane (Toscana e Molise) caratterizzate da una diversa organizzazione socio-territoriale e da dinamiche di diffusione differenziate, mostrano come la varietà delle configurazioni territoriali presenti in Italia, caratterizzate da pervasività dell’interazione e da un’articolazione plurima di reti corte e lunghe, condizioni la diffusione epidemica. L’analisi perviene a conclusioni non scontate riguardo alla criticità delle aree periferiche, spesso erroneamente percepite come meno vulnerabili.