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A cura della Redazione

Abstracs

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2021

Renato Moro, Pierpaolo Naso, Alfonso Botti

Recensioni

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2021

In questo numero:
Giovanni Aldobrandini, Il buono e il cattivo tempo. Joseph Chamberlain e il progetto riformista e imperialista nell’Inghilterra tardovittoriana (1789-1915) (Renato Moro)
Fabrizio Rudi, Soglie inquiete. L’Italia e la Serbia all’inizio del Novecento (1904-1912) (Pierpaolo Naso)
Paolo Zanini, Il "pericolo protestante". Chiesa e cattolici italiani di fronte alla questione della libertà religiosa (1922-1955) (Alfonso Botti)

Carlo Spartaco Capogreco

Da Ventimiglia a Nonantola (1958-1997). Il "viaggio in Italia" di Klaus Voigt. Un ricordo

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2021

L’autore ricorda per Mondo Contemporaneo lo storico tedesco Klaus Voigt, scomparso a Berlino il 21 settembre 2021, suo sincero amico. Internazionalmente noto per le ricerche sull’Esilio tedesco, in Italia Voigt è molto conosciuto anche per aver ricostruito la storia dei "ragazzi di Villa Emma", un gruppo di adolescenti ebrei dell’Europa centro-orientale che nel 1942, dopo un’incredibile peregrinazione, approdò a Nonantola, nel modenese. Era nato a Berlino il 2 novembre 1938 e - partito dalla storia medievale - si era dedicato poi allo studio dell’idea di unione europea. E, in età più matura, a quello dei profughi (soprattutto ebrei) dalla Germania nazionalsocialista. Il suo lavoro più noto è Zuflucht auf Widerruf (in italiano, Il rifugio precario). Il tema del rapporto con l’Italia è al centro della conversazione amichevole tra Capogreco e Voigt, del 2016, pubblicata qui per la prima volta. Seppure concluso piuttosto bruscamente, per un imprevisto, il racconto di Voigt è molto fresco e spontaneo. E termina proprio con un richiamo a Nonantola, il luogo dove egli, a metà degli anni Novanta, avviò la sua poderosa ricerca sui ragazzi ebrei in fuga dal nazismo.

Renato Moro

Renzo De Felice, Gino Germani e la modernizzazione

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2021

Il saggio analizza la centralità della sociologia della modernizzazione di Gino Germani nel fornire a Renzo De Felice una lettura complessiva della realtà con-temporanea e delle sue contraddizioni, mostrando, in particolare, il ruolo decisivo che questa analisi ha avuto specie nell’ultima fase del lavoro di De Felice tra anni Ottanta e Novanta sulla crisi della democrazia e il suo nesso con la crisi della na-zione.

L’articolo esamina la questione dei giovani nelle opere del sociologo Gino Germani e dello storico Renzo De Felice. Entrambi gli studiosi hanno individuato per primi, nei rispettivi campi di indagine, la centralità del tema per comprendere il processo di selezione e di formazione delle classi dirigenti nei regimi autorita-ri/totalitari e formulare ipotesi circa la loro capacità di durare nel tempo. Nella prima parte viene descritta l’interpretazione elaborata da Germani della socializ-zazione dei giovani nei regimi fascisti, dalla sua origine risalente alla giovanile mili-tanza antifascista ai successivi sviluppi in prospettiva propriamente sociologica. Successivamente si tenta di ricostruire, soprattutto attraverso l’analisi dei testi dei due autori, l’influenza esercitata dall’impostazione del problema dei giovani da parte del sociologo sull’opera di De Felice. Infine, viene seguita l’evoluzione dell’analisi di De Felice della questione nel corso degli anni, mettendo in evidenza la capacità dello storico di rivedere e di mettere a punto lo schema del rapporto giovani-fascismo delineato dallo studioso italo-argentino, anche grazie alle nuove evidenze scientifiche e alle nuove fonti, ma anche la permanenza di alcuni limiti interpretativi e contraddizioni analitiche.

Renzo De Felice e Gino Germani sono stati due protagonisti assoluti del dibatti-to sulle interpretazioni del fascismo. A 100 anni dalla marcia su Roma e con il termine fascismo tornato al centro del dibattito mediatico e della polemica politi-ca, l’articolo riflette sul contributo fornito dai due studiosi, ripercorrendo anche al-cuni momenti chiave del loro intenso rapporto di collaborazione scientifica. L’autore inserisce la loro opera all’interno dell’ampio dibattito internazionale emerso dagli anni Sessanta sulle caratteristiche e i confini del fascismo generico. Egli così evidenzia non solo come De Felice e Germani abbiano dialogato con la storiografia internazionale sul fascismo ma come quest’ultima abbia in gran parte confermato spunti, suggestioni e impostazioni presenti nei loro lavori. Negli ultimi anni, tuttavia, queste le conclusioni dell’autore, è emersa una nuova tendenza sto-riografica, influenzata dalla teoria postcoloniale e dagli studi transnazionali, che di fatto si allontana dalle interpretazioni fornite a partire dagli anni Sessanta e tende nuovamente a sfumare i contorni del fenomeno.

A cura della Redazione

Gino Germani e Renzo De Felice: modernizzazione, fascismo e questione giovanile

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2021

Renzo De Felice e Gino Germani sono stati due protagonisti assoluti del dibattito sulle interpretazioni del fascismo. A 100 anni dalla marcia su Roma e con il termine fascismo tornato al centro del dibattito mediatico e della polemica politica, l’articolo riflette sul contributo fornito dai due studiosi, ripercorrendo anche alcuni momenti chiave del loro intenso rapporto di collaborazione scientifica. L’autore inserisce la loro opera all’interno dell’ampio dibattito internazionale emerso dagli anni Sessanta sulle caratteristiche e i confini del fascismo generico. Egli così evidenzia non solo come De Felice e Germani abbiano dialogato con la storiografia internazionale sul fascismo ma come quest’ultima abbia in gran parte confermato spunti, suggestioni e impostazioni presenti nei loro lavori. Negli ultimi anni, tuttavia, queste le conclusioni dell’autore, è emersa una nuova tendenza storiografica, influenzata dalla teoria postcoloniale e dagli studi transnazionali, che di fatto si allontana dalle interpretazioni fornite a partire dagli anni Sessanta e tende nuovamente a sfumare i contorni del fenomeno.

L’inaugurazione ufficiale del Tantur Ecumenical Institute for Advanced Theological Studies di Gerusalemme (1972) è stata il coronamento del "sogno ecumenico" di Paolo VI, concepito dal pontefice nel corso del Concilio Vaticano II e del suo pellegrinaggio in Terra Santa del 1964, e realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta grazie al contributo degli uomini e delle istituzioni più attive nel campo dell’ecumenismo. Tra loro, un ruolo decisivo ha giocato padre Theodore Hesburgh (1917-2014), presidente della Notre Dame University, messo a capo del progetto-Tantur da parte dello stesso Paolo VI. Grazie all’utilizzo di materiali d’archivio completamente inediti, il presente articolo intende ricostruire il ruolo di "manager", di "politician" e di "fundraiser" giocato da Hesburgh durante il tormentato cammino di nascita dell’Istituto gerosolimitano.

Anna Ferrando

La libertà impossibile. Informazione e potere politico in Egitto (1922-1955)

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 3 / 2021

Bacino di raccolta delle informazioni da Nord Africa e Medio Oriente, l’Egitto fu teatro di tensioni e convergenze fra le più influenti agenzie di stampa occidentali per tutta la complessa transizione verso l’indipendenza, anche dopo il 1922 e il 1936. In questo contesto, la rivendicazione della libertà di espressione e del controllo nazionale sulle notizie divenne bandiera del giornalismo egiziano non solo per affermare una propria specificità e dignità professionale, ma anche come strumento di emancipazione politica tout court. A partire dai fondi documentari dell’Agence Havas, dell’American University del Cairo e dell’archivio privato del giornalista Mustafa Amin, l’articolo indaga la svolta della decolonizzazione in Egitto attraverso il complicato intreccio mediatico-diplomatico e il prisma, scarsamente considerato dalla storiografia, delle agenzie di stampa. Chi furono gli individui e i gruppi che in Egitto sfidarono le agenzie di stampa occidentali? Quali strategie perseguirono? Come cambiò il rapporto fra giornalisti e potere politico nel passaggio dalla monarchia di re Faruq alla repubblica degli Ufficiali Liberi, caratterizzata dall’istituzione della Middle East News Agency nel 1955?