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Mario Rusciano

La concertazione e il lavoro pubblico

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

La monografia di Lauralba Bellardi Concertazione e contrattazione, del 1999, è il frutto esemplare dell’innovazione metodologica nello studio delle relazioni industriali e del diritto del lavoro introdotta da Gino Giugni (del quale ella era allieva) e abbracciata da molti altri stu-diosi. Scritta in un contesto politico e socioeconomico completamente diverso da quello attua-le, permane la validità di alcune intuizioni della Bellardi, a partire dall’impianto teorico, peral-tro aggiornato nei suoi sviluppi da scritti successivi. Seguendo la parabola della concertazione in generale, qui l’Autore ne mette in luce l’interdipendenza con la contrattazione collettiva e i problemi che essa incontra, specie con riguardo alla "rappresentanza" e alla "rappresentatività" delle forze sociali. In particolare, sulla concertazione per l’impiego pubblico - ritornata in au-ge con il Patto per l’innovazione e la coesione sociale del marzo 2021 - se ne sottolineano la genericità e la difficoltà di concreta attuazione. E si critica l’idea di cominciare dal lavoro per una seria riforma della pubblica amministrazione. Per la quale occorre un metodo del tutto nuovo.

Fausta Guarriello

La concertazione: prospettive euro-unitarie

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

L’introduzione della procedura di dialogo sociale nel Protocollo sulla Politica sociale e nel Trattato dell’Unione europea ha consacrato il ruolo delle parti sociali nella elaborazione e attuazione delle misure normative di politica sociale e del lavoro. Il modello del dialogo sociale eu-ropeo ha costituito fonte di ispirazione per gli ordinamenti nazionali quale riferimento normativo delle pratiche di concertazione sociale. Dopo una prima intensa stagione di accordi-quadro europei cui è stata attribuita efficacia erga omnes tramite atti legislativi, il modello è entrato in crisi a causa della rarefazione della legislazione comunitaria in campo sociale e dell’affermarsi di meccanismi di soft law, come della crescente difficoltà per le parti sociali di stipulare accordi di natura normativa. Di recente la Commissione, dopo aver attivato la fase di consultazione, ha bloccato la richiesta delle parti sociali di presentare una proposta legislativa sulla base dell’accordo da esse sottoscritto, invocando l’esistenza di un potere discrezionale di valutare l’opportunità del recepimento in una misura legislativa. La Corte di giustizia ha confermato tale interpretazione delle disposizioni del Trattato, aprendo una breccia nel modello europeo di concertazione sociale che appare del tutto dissonante rispetto all’attuale fase politica di ricostruzione della dimensione sociale.

Madia D’Onghia

Casse edili e Durc: un rapporto virtuoso per la lotta al lavoro irregolare

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Il saggio, dopo aver sinteticamente ricostruito lo sviluppo delle Casse edili, analizza la funzio-ne di certificazione pubblica connessa al rilascio del Documento di regolarità contributiva. L’Autrice evidenza come nel settore edile la bilateralità, senza rinnegare il proprio Dna, svolga un ruolo strategico nella lotta al lavoro irregolare, realizzando un connubio tra interessi colletti-vi e interessi pubblici generali.

Lorenzo Bordogna

Auspicata ma poco praticata. L’insufficiente sviluppo della contrattazione di secondo livello in Italia

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Oggetto dell’articolo è la contrattazione di secondo livello in Italia. Due sono gli aspetti considerati: il rapporto tra contrattazione nazionale di categoria e contrattazione decentrata; la copertura della contrattazione di secondo livello. Circa il primo aspetto, viene sottolineato come, sin dal Protocollo Intersind-Asap del luglio 1962, ad eccezione del periodo tra fine anni ’60 e primi ’70, abbia sempre prevalso in Italia un modello di "decentramento organizzato", con un ruolo di coordinamento del contratto nazionale di categoria e degli attori nazionali. Questo mo-dello è però minacciato, dopo la riforma del 2009, dalla riduzione delle competenze del contrat-to nazionale in materia retributiva, massimamente depotenziate nel ccnl dei metalmeccanici del 2016, dove ogni possibilità di incremento delle retribuzioni reali è affidata solo ed esclusivamente alla contrattazione decentrata. La seconda parte dell’articolo analizza quindi la persisten-te, limitata diffusione della contrattazione di secondo livello, nonostante generose politiche di incentivazione fiscale dal 2015-2016 e, nel settore metalmeccanico, specifiche clausole del ccnl del 2016, confermate nel 2021. Anche in questo settore la contrattazione aziendale resta l’eccezione e non la norma, in forte contrasto con l’obiettivo dichiarato in un recente documento di Federmeccanica. L’articolo si domanda infine quanto sia realistico un significativo supe-ramento di tali limiti, e se, nel caso, ciò non richieda ulteriori misure rispetto a quelle sperimentate, inclusa una rinnovata riflessione in tema di contrattazione territoriale per le imprese di pic-cole e piccolissime dimensioni, che sono la larghissima maggioranza delle imprese italiane.

Silvia Ciucciovino

Contrattazione collettiva e politiche attive del lavoro

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Il saggio approfondisce il ruolo dei diversi soggetti, pubblici e privati, chiamati a realizzare le politiche attive del lavoro, evidenziando come nel contesto attuale prevalga una concezione prettamente pubblicistica delle politiche attive con un ruolo marginale degli attori privati e dell’autonomia collettiva. L’Autrice propone una innovativa rilettura dei fondamenti costitu-zionali della materia e della normativa vigente, per passare a rivalutare il ruolo regolativo autonomo diretto dello Stato nella materia, superando l’eccessiva regionalizzazione delle politiche attive, e per argomentare un più forte protagonismo delle parti collettive e dei fondi interpro-fessionali nell’assunzione di responsabilità in questa materia. Viene altresì criticata la prevalen-te impostazione rimediale e posticipata delle politiche attive rispetto all’evento disoccupazione e proposto un impulso maggiore alle misure di prevenzione della disoccupazione e della margi-nalità lavorativa, dove il ruolo della bilateralità e delle parti sociali appare di centrale importan-za.

Donata Gottardi

I perimetri contrattuali e la rappresentatività datoriale

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

In dialogo con Lauralba Bellardi, che per prima ha sollecitato analisi sul tema della rappresen-tatività datoriale, l’Autrice cerca di disegnare lo stato attuale della contrattazione collettiva na-zionale, nella fotografia che ci restituisce il ristrutturato archivio del Cnel. Fa sue le preoccu-pazioni derivanti dalla moltiplicazione dei soggetti e dei testi, segnalando il crescente potere datoriale anche nel campo delle relazioni collettive. In attesa di un intervento legislativo, sollecita di prestare attenzione alla qualità della disciplina eteronoma, non bastando la semplificazione di criteri quantitativi né la distinzione binaria tra contratti "tradizionali" e contratti "pirata".

Vincenzo Bavaro, Vito Leccese

Sulla struttura della contrattazione collettiva in Italia: alcune questioni con Lauralba

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

In un ideale dialogo con Lauralba Bellardi, gli Autori riflettono sulla struttura della contrattazione collettiva in Italia; la questione salariale, il dumping contrattuale, la selezione e la misurazione degli agenti negoziali costituiscono i temi privilegiati di un perdurante confronto.

Gian Primo Cella

Le istituzioni e le relazioni industriali

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Questo breve saggio considera il ruolo ed il significato delle istituzioni nelle relazioni industriali e nella più ampia realtà sociale a partire dalla bella e importante ricerca di Lauralba Bellardi del 1989 sulle istituzioni bilaterali nel settore edile. L’argomento non è nuovo nella teoria delle relazioni industriali, che si è misurata spesso con il processo di istituzionalizzazione, ovvero con quel processo che mira non solo a fornire stabilità al sistema ma anche a regolare il conflitto sottostante. Un invito inatteso al ritorno su questi temi è fornito da un recente contributo del filosofo politico Roberto Esposito, che riprende i contributi dell’istituzionalismo giuridico. Una corrente di pensiero, forse dimenticata nelle riflessioni di questi ultimi decenni, che permette di svelare molti punti deboli delle relazioni industriali italiane. Relazioni che hanno attraversato un rilevante processo di istituzionalizzazione, senza tuttavia pervenire alla creazio-ne e alla sperimentazione di vere e proprie istituzioni, prime fra tutte quelle della partecipazione sui luoghi di lavoro (secondo l’ispirazione dell’art. 46 della Costituzione).

Mimmo Carrieri

Prima di tutto le relazioni industriali

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

L’Autore, in dialogo con Lauralba Bellardi, riflette sul recente andamento della contrattazione decentrata. Le difficoltà che questo livello trova nell’affermarsi possono essere superate attra-verso una rinnovata sinergia tra contrattazione, relazioni industriali e politiche pubbliche.

Roberto Romei

Ricordi da Roma

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Lo scritto rievoca gli anni della permanenza a Roma di Lauralba Bellardi, agli esordi della sua carriera universitaria, ricordando il suo percorso scientifico insieme alla personale amicizia con l’Autore.

Silvana Sciarra

Lauralba e le "stagioni" delle relazioni industriali. Un ricordo

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

In questo ricordo di Lauralba Bellardi si segnalano alcuni temi salienti sviluppati nella sua produzione scientifica. Ne emerge una figura di studiosa rigorosa e originale, impegnata nell’inquadrare le relazioni industriali in un quadro di regole e procedure. I suoi studi sulla contrattazione collettiva hanno contribuito alla costruzione di una cultura del consenso, trasfusa, tra l’altro, negli incarichi istituzionali da lei ricoperti.

Franco Liso

Lauralba Bellardi allieva di Gino Giugni

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Il contributo ricorda Lauralba Bellardi, allieva di Gino Giugni, del quale ha sempre applicato l’innovativo metodo nell’appassionato studio delle relazioni industriali.

Bruno Veneziani

Lauralba Bellardi. Un ricordo da Bari

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

Questo scritto è un omaggio ad una protagonista della scuola di diritto del lavoro e delle relazioni industriali creata da Gino Giugni nell’Università di Bari. Lauralba Bellardi ha dedicato i suoi studi e ricerche alla analisi della formazione di un sistema di relazioni industriali italiano ed alla individuazione delle cause sociali, economiche e politiche delle sue trasformazioni.

Luca Nogler

Anni di condivisione

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 172 / 2021

A cura della Redazione

Libri

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 127 / 2021

Francesca Balestra, Claudia Zaccaria, Laura Fruggeri

Drop-out e alleanza terapeutica: un’analisi processuale

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 127 / 2021

Il presente studio si propone di analizzare il rapporto tra alleanza terapeutica e drop-out allo scopo di esaminare quali fattori nel contesto delle sedute terapeutiche possano essere associati all’interruzione precoce della terapia da parte dei clienti. Cinque processi terapeutici con esiti diversi, per un totale di 24 sedute, sono stati analizzati attraverso una metodologia mista che ha previsto una prima analisi descrittiva con lo strumento SOFTA seguita da una analisi clinica-costruzionista-dialogica. I risultati evidenziano un andamento fluttuante sia nei processi terapeutici conclusi, che nei drop-out e mettono in luce i fattori in-session legati alle rotture e alle mancate riparazioni dell’alleanza.

L’articolo affronta le numerose perdite complesse e traumatiche causate dalla pandemia Covid-19. In contrasto con il lavoro su base individuale e focalizzato sui sintomi, un approccio sistemico orientato alla resilienza nelle perdite complesse contestualizza il disagio e mobilita le risorse relazionali per supportare un adattamento positivo. In una cornice di resilienza familiare alle perdite legate alla pandemia, la discussione si concentra sull’importanza dei sistemi di credenze condivise per quanto riguarda (1) i processi di creazione di significato; (2) una prospettiva positiva e piena di speranza orientata all’agire concreto; (3) i valori trascendenti e i fondamenti spirituali per l’ispirazione, la trasformazione e la crescita positiva. Vengono offerte linee guida pratiche per facilitare l’adattamento e la resilienza.