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Il DL ‘Rilancio’ n. 34 del 19 maggio 2020 combina gli obiettivi della transizione energetica con il sostegno al settore delle costruzioni. Inoltre, promuovendo il recupero e il riuso degli edifici esistenti, contribuisce a contrastare lo spopolamento dei territori marginali. D’altra parte, migliorare l’efficienza energetica spesso richiede di aggiungere strati isolanti o impianti di generazionelocale, incompatibili con i caratteri tipologici e il valore culturale di un edificio storico.Partendo da una riflessione sul rapporto tra cultura della tutela e cultura della sostenibilità, questo articolo discute l’impatto atteso di queste misure sugli edifici storici e sui processi di marginalizzazione nei territori fragili.

Fulvio Boldreghini, Giuseppe Sancetta

Early warning system e governance del rischio di credito: l’emersione anticipata della crisi d’impresa dal punto di vista dei creditori finanziari

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

La capacità di stimare la probabilità di default è da sempre uno degli obiettivi principali delle istituzioni finanziarie e, nell’imminente futuro, sarà sicuramente la chiave per far fronte all'aumento delle esposizioni deteriorate dovuto agli impatti dell’emergenza pandemica da Covid-19. Il presente lavoro si propone di indagare le pratiche di governance e gli strumenti di gestione del rischio di credito adottati per rilevare tempestivamente segnali di squilibrio economico e finanziario delle società. Di conseguenza, è stata prima condotta una revisione approfondita dei modelli di previsione dell’insolvenza per illustrare limiti e punti di forza ampiamente discussi in letteratura. In secondo luogo, si è fatto ricorso all’analisi di un case study per descrivere sia la metodologia dell’Early Warning System (EWS), sia le pratiche di governance interna adottate per monitorare e gestire tempestivamente i segnali di deterioramento del merito creditizio. I risultati evidenziano la necessità di combinare modelli quantitativi con un approccio di tipo judgmental per costruire un processo di monitoraggio in grado di intercettare anomalie ed evitare errate classificazioni. L'analisi del case study mostra inoltre come il coinvolgimento anticipato degli esperti di ristrutturazione del debito sia un elemento chiave nella definizione delle azioni volte a prevenire eventi di default. 

Alessandro Danovi, Serena Maurutto

La responsabilità degli organi sociali nella riforma del diritto della crisi d’impresa. Un’interpretazione azienda

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

La responsabilità degli organi di governance, nel contesto delle procedure concorsuali, ha visto nel tempo alterne interpretazioni. Il presente contributo propone una razionalizzazione in chiave aziendalistica per evitare il rischio di riconoscere una natura inopportunamente oggettiva alla fattispecie.Nesso di causalità e misurazione del danno vengono riletti con la lente delle teorie manageriali e della creazione di valore, in modo da ottenere una valutazione più oggettiva che funga da giusto equilibrio tra tendenze eccessivamente garantiste e approcci inopportunamente deterministici. Il superamento di tale determinismo si perfeziona con la proposta di un metodo di stima del danno liquidabile, che si sostiene proprio sulla logica decrementale della misurazione del valore distrutto, in luogo di quella meramente contabile del profitto.Nell’attuale contesto di riforma del diritto della crisi, soprattutto alla luce del dovere di agire in prevenzione come disposto dal novellato art. 2086 c.c., non si può prescindere da una valutazione di ciascun atto di gestione, nel contesto specifico dell’azienda in cui esso è compiuto superando approcci pericolosamente generalisti.

Francesca Romana Arduino, Alessandro Zattoni, Saverio Bozzolan

La diffusione dei modelli di leadership condivisa: un’analisi esplorativa sulle società quotate i

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

Il presente lavoro si propone di analizzare il fenomeno della leadership condivisa nelle imprese quotate italiane. In particolare, analizza la diffusione della dual leadership, ovvero la presenza di due amministratori delegati (co-AD), in contrapposizione alla tradizionale leadership unitaria. Recenti studi indicano che il fenomeno della leadership condivisa è in crescita a livello internazionale. La letteratura sottolinea anche che la nomina di co-AD è una delle possibili risposte organizzative per gestire efficacemente la crescente complessità esterna. La nomina di co-AD consentirebbe, infatti, all’impresa di ampliare la gamma di competenze ed esperienze manageriali disponibili. In questo lavoro, analizziamo tale fenomeno con riferimento alle imprese quotate italiane nel periodo 2005-2014. I risultati dello studio confermano la diffusione crescente della leadership condivisa, soprattutto nelle imprese familiari. Essi forniscono, inoltre, alcune utili indicazioni in merito alla selezione dei top manager e alla configurazione della leadership ai vertici delle imprese.

Cristiano Ciappei, Anna Marrucci, Giacomo Mininni, Marina Gallucci

Political Governance and Corporate Social Responsibility: Enhancing the Role of the Moral dimension

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

Society is currently facing profound crises which threaten the stability, development, and individuals’ well-being. Specifically, health, environmental, and social crises have become topics of great interest among academics and scholars of Governance.  In this transformative environment, companies fulfill a vital role: they need to be responsible to the community by rethinking the maximization of interests. Indeed, businesses should operate by maximizing stakeholder interests and respecting social development. Failure to achieve these priority objectives can have major implications for society.  In achieving these ethical goals, Governance covers a crucial role. However, the debate on Governance and management has focused on purely control and administrative aspects. The present research offers a reinterpretation of Governance through a political lens. By examining Shareholder Theory and Stakeholder Theory, it emerges how in corporate management the political approach is superordinate to the ethical approach. This relationship between politics and ethics is analyzed in the context of Corporate Social Responsibility. Indeed, the research argues that Corporate social Responsibility is political and not ethical fact. The ethical roots of Corporate Social Responsibility can only be rediscovered through the enhancement of the moral dimension of management. In addition to Shareholder theory and Stakeholder Theory, the research explores Easton's model of political systems.  

Angelo Miglietta

ESG, CSR, Shareholder value: non è il momento per un reset del capi

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

Recentemente si è assistito a una crescente attenzione agli interessi di tipo sociale e valoriale che riguardano l’impresa. Tra questi certamente meritano una menzione speciale le tematiche relative a Environment, Social and Governance e di Corporate Social Responsibility, che oggi permeano mass media e influenzano il sentire comune: fino al punto di sostenere che le imprese debbano abbandonare l’obiettivo del profitto per perseguire invece finalità ambientali e sociali. Nel lavoro si dimostra quanto sbagliata e pericolosa, perché contraria all’interesse generale, risulti tale posizione. Così, attraverso un percorso argomentativo, si riconcilia la shareholder theory con la stakeholder theory, dimostrando che la ricchezza prodotta dall’impresa non è una bene di cui beneficiano solo gli azionisti ma tutta la società nel suo insieme, e che ciò è possibile solo se viene perseguito l’obiettivo di ottimizzazione, e non necessariamente massimizzazione, della creazione di valore per gli azionisti. Emerge come corollario rilevante la necessità di un opportuno intervento regolatore dello Stato, senza il quale il perseguimento degli obbiettivi di interesse generale può essere realizzato solo marginalmente, con poca efficienza e in modo arbitrario da parte del management.

Rosaria Ferlito, Rosario Faraci

Sostenibilità e sistemi di Corporate Governance delle società benefit: il

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

Negli ultimi anni si è assistito alla crescita del numero di organizzazioni ibride, imprese caratterizzate da più domini funzionali e dalla coesistenza di sistemi di valori differenti. Le stesse presentano un modello di corporate governance allargato che richiede l’assunzione di responsabilità nei confronti non solo della proprietà, ma anche verso tutti gli stakeholder. L’obiettivo del presente lavoro si sostanzia nell’esplorare i tre aspetti di governance caratterizzanti un’impresa ibrida con scopo di lucro ossia il bilanciamento di logiche differenti, il monitoraggio delle azioni e dei risultati e la comunicazione esterna, al fine di identificare le azioni da attuare per risolvere le tensioni manageriali insite in tale forma organizzativa. Per far ciò sono state prese in analisi le società benefit che nell’esercizio della propria attività economica oltre allo scopo del profitto perseguono una o più finalità di beneficio comune. Le evidenze empiriche derivanti dall’analisi del caso studio riguardante l’impresa italiana Illycaffè permettono di apportare nuova conoscenza nella letteratura sulla corporate governance e sul sustainability management.

Paolo Boccardelli, Chiara Acciarini, Enzo Peruffo

Dinamismo ambientale, esperienza digitale del board, e cambiamento strategico delle imprese. L’integrazione tra Dynamic Managerial Capabilities e Resource Dependence Theory

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2021

A partire dalla considerazione che il cambiamento strategico rappresenta una tema centrale negli studi di management e strategia, lo studio si propone di investigare le decisioni strategiche delle imprese in contesti caratterizzati da elevati livelli di dinamismo. Inoltre, l’introduzione in letteratura della variabile che misura l’esperienza digitale del board, intesa come rapporto tra membri con esperienza professionale in ambiti digital-related e il totale dei componenti del board, consente di valutare l’impatto sul metodo (fusioni e acquisizioni, alleanze strategiche e joint venture) e sull’ampiezza (diversificazione e internazionalizzazione) del cambiamento strategico. I risultati dimostrano l’associazione non solo tra maggiore dinamismo ambientale e cambiamento esperienza digitale del board e lo stesso cambiamento strategico d’impresa. Le implicazioni teoriche e pratiche consentono di apprezzare il coinvolgimento del board non solo nel controllo, ma anche nella direzione strategica dell’impresa, e di comprendere come le imprese decidano di orchestrare il proprio set di capacità dinamiche per allinearsi ai cambiamenti esterni. 

Michele Procacci, Giorgio Rezzonico, Francesca Pellegrini

Recensioni

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 49 / 2021

Anna Angelillo

La terapia con il paziente difficile: un caso di uxoricidio

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 49 / 2021

L’articolo si propone di presentare un caso clinico, il cui lavoro terapeutico è risultato difficile e particolare. Nel lavoro con Otello, la particolarità del contesto di lavoro (il carcere), la natura relazionale dell’agito violento di cui il detenuto si è reso attore, oltre che le caratteristiche di personalità e di funzionamento proprie del paziente, sono stati ingredienti che hanno contribuito ad aumentare la complessità e la peculiarità del lavoro terapeutico. Imprescindibile è stato sia un costante e consapevole monitoraggio dei particolari movimenti relazionali del paziente, che una puntuale lettura delle reazioni emotive del terapeuta, al fine di rendere il più efficace possibile l’intervento terapeutico e ridurre il rischio di drop-out.

Nel presente lavoro viene descritto il caso clinico di Giada, una ragazza di 19 anni che presenta una struttura di personalità borderline connotata da una pervasiva disregolazione emotiva. I due disturbi dello spettro ossessivo, la Tricotillomania e il DOC, si configurano come tentativi disfunzionali di gestione del senso di indegnità personale, accompagnata da un profondo disgusto di sé, e della colpa deontologica di peggiorare irrimediabilmente la propria persona, con un conseguente aumento del rischio di essere smascherata nella propria difettosità e dunque scansata e abbandonata dall’altro. I comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo, consistenti nello strappo di peli localizzati nelle zone del pube e delle gambe, da un lato vengono agiti in maniera premeditata e ritualizzata, attivati dalla sensazione di disgusto per se stessa e dalla necessità si sentirsi adeguata, dall’altro vengono agiti in maniera impulsiva, in seguito a un discontrollo emotivo, come tentativi di gestione degli stati emotivi e mentali dolorosi. La paziente inoltre presenta intensi vissuti di ansia a connotazione ossessiva con rituali di lavaggio, pensieri intrusivi, sensazione che le cose non siano come dovrebbero essere (NJRE). Il percorso terapeutico, all’interno del quale hanno rivestito un ruolo centrale gli interventi basati sulla Schema Therapy, ha coniugato tecniche di terapia cognitiva standard a tecniche di terza generazione (ACT, DBT, Mindfulness). Particolare attenzione è stata volta a offrire una cornice dialettica che alternasse costantemente un approccio volto all’accettazione radicale mantenendo un costante slancio al cambiamento. La relazione terapeutica è stata un imprescindibile strumento terapeutico servito spesso come contenitore dei vissuti emotivi legati all’indegnità del sé.

Durante la pandemia da Coronavirus (Covid-19), l’uso della psicoterapia online (PO) è stato ampiamente rivalutato. In situazioni in cui il passaggio alla PO siano caratterizzati da necessità e urgenza, la preparazione tecnica e teorica del terapeuta può essere cruciale. Nel presente studio abbiamo pertanto indagato il ruolo di tale preparazione sul passaggio alla PO durante l’emergenza Covid-19, nel contesto di un servizio privato di psicoterapia (Santagostino). Un questionario costruito ad hoc è stato utilizzato per rilevare l’esperienza pregressa di PO di 86 terapeuti, il grado riferito di familiarità con i sistemi di videocomunicazione, di conoscenza teorica e scientifica della PO, e la percentuale di pazienti in cura passati in PO. Sono state inoltre raccolte informazioni riguardo all’orientamento terapeutico e al grado personale di scetticismo nei confronti della PO prima della pandemia. Su 158 terapeuti contattati, 86 hanno completato il questionario. L’esperienza pregressa del terapeuta in PO si è dimostrata la variabile più predittiva per il passaggio dei pazienti alla PO. Accanto a essa la familiarità tecnica dei terapeuti, associata a un basso scetticismo. I risultati dello studio suggeriscono che una precedente esperienza, e dunque formazione, all’uso della PO, potrebbe favorire sia il suo utilizzo da parte del terapeuta, che l’adesione dei pazienti alla PO stessa. Una adeguata formazione tecnica e teorica potrebbe incrementare il senso di padronanza e fiducia (vs. scetticismo) nella PO.

Rossana Otera, Bianca Aragona, Giuliana Figoli, Lorena Montesano, Silvia Pucci, Francesco Mancini, Barbara Basile

Efficacia dell’Imagery Rescripting nel ridurre le convinzioni disfunzionali: uno studio pilota

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 49 / 2021

L’Imagery Rescripting (IR) è una tecnica emotivo-esperienziale, particolarmente applicata nella Schema Therapy, che collega problematiche affettive attuali a memorie infantili dolorose, ri-scrivendo, tramite l’appagamento di bisogni emotivi frustrati nel passato, il loro contenuto doloroso. Diversi studi evidenziano che a seguito dell’applicazione dell’IR in popolazioni cliniche si osserva anche una riduzione dell’intensità delle convinzioni nucleari disfunzionali associate al ricordo traumatico. Scopo dell’attuale ricerca è indagare l’efficacia dell’IR nel ridurre l’intensità di alcune delle principali convinzioni nucleari disfunzionali in un campione non-clinico. Quarantatré psicologi specializzandi in psicoterapia hanno indicato l’intensità con cui si identificavano in venti credenze negative. Quindi, una parte del campione è stata sottoposta a una sessione di IR, mentre l’altra metà rientrava nella condizione di controllo, senza IR. A distanza di uno (t1) e 40 giorni (t2) sono state raccolte ulteriori misurazioni circa l’intensità delle loro credenze. I risultati mostrano una riduzione significativa dell’intensità di metà delle convinzioni nucleari disfunzionali misurate, in t1 e in t2, nel gruppo sottoposto ad IR, a differenza del gruppo di controllo. È emerso, inoltre, un effetto di interazione significativo (gruppo × tempo) per alcune credenze specifiche. I dati evidenziano come l’IR riduca, a breve e a lungo termine, l’intensità di convinzioni nucleari disfunzionali in una popolazione non clinica.