RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105823 titoli

Barbara Bianchini

La teoria del campo analitico e la psicoterapia psicoanalitica con la coppia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2021

In questo contributo cerco di evidenziare come il modello del campo analitico, svilup¬pato da Ferro e dalla scuola di Pavia, possa essere significativo e fecondo anche per la psi¬coterapia psicoanalitica con le coppie, proprio perché può promuovere lo sviluppo degli strumenti per pensare insieme, con lo scopo di trasformare stati protoemotivi e protosenso¬riali in qualcosa di più comprensibile, e può sviluppare la creazione di nuove narrazioni cocostruite tra i partner e l’analista. Diventa così necessario un lavoro sul "luogo" dove pensare i pensieri, sul contenitore pri-ma che sul contenuto, lavoro che assume una valenza intrinsecamente estetica. L’analista, anch’egli luogo del campo, garantisce e salvaguarda il setting e partecipa all’attività creativa riorientando la percezione e il senso della relazione.

Vittorio L. Califano

Riflessioni sul percorso terapeutico con una coppia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2021

Attraverso il caso di una psicoterapia psicoanalitica di coppia, l’autore presenta il proprio modello teorico, clinico e tecnico di riferimento. Tale modello, che tecnicamente è centrato sull’osservazione di ciò che accade nell’incontro intersoggettivo, ha come presupposti, tra le altre, le nozioni di legame, alterità, accordi inconsci. È su tali basi che l’autore arriva ad affer-mare che la costituzione del tessuto comune e condiviso della coppia è una creazione singolare di ogni insieme e che eccede la dimensione identificatoria, benché non sia pensabile a prescin-dere da essa.

Christopher Clulow

Fantasia sessuale, fantasia inconscia e dinamiche dell’attaccamento

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2021

Questo articolo esplora la fantasia sessuale come un’articolazione della fantasia inconscia nelle relazioni di coppia. Attingendo a modelli di attaccamento e prestando attenzione a stati mentali di "finzione" ed "equivalenza psichica", considera il potenziale dei partner di com-binarsi nell’attuazione di fantasie inconsce condivise attraverso incontri sessuali guidati dalla fantasia. In questo contesto vengono fatte osservazioni sulle diverse forme di relazione ogget-tuale narcisistica e vengono suggerite alcune implicazioni per i terapisti di coppia.

Massimiliano Sommantico

Lapsus e sogno: vie d’accesso alla realtà psichica inconscia del legame familiare

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2021

Con l’aiuto di alcuni frammenti clinici tratti da una psicoterapia psicoanalitica familiare a cadenza settimanale, l’autore cerca di mostrare come lapsus e sogno siano formazioni di com-promesso che, oltre ad adempiere funzioni strettamente individuali, possano esprimere anche l’organizzazione e il funzionamento della realtà psichica inconscia del legame fami¬liare. Il lavo-ro psicoanalitico sullo spazio psichico familiare comune e condiviso, così come sui lapsus e sui sogni portati in seduta, permetterà, a questa famiglia caratterizzata dal pre¬valere di un fun-zionamento mortifero e da un’assenza di trasmissione di senso, di iniziare un lavoro di rappre-sentazione e simbolizzazione delle origini transgenerazionali della soffe¬renza.

L’interesse che la psicoanalisi da tempo ha sviluppato per il genealogico, per il pro¬blema della trasmissione e dell’eredità psichica, ha consentito di mettere a fuoco quelle deli¬cate vicen-de familiari che accompagnano il processo di soggettivazione individuale e che vedono nell’evoluzione dei percorsi identificatori un preciso snodo. L’autrice intende met¬tere a fuoco, con l’aiuto di una vicenda clinica, l’ascolto psicoanalitico orientato al ricono¬scimento della real-tà psichica familiare che consente alla famiglia intera, a partire dai geni¬tori, di assumere la re-sponsabilità delle correnti emotive e delle rappresentazioni inconsce che circolano nel suo in-terno. In modo particolare nei casi di adozione.

Il problema della realtà psichica inconscia e dell’inconscio negli insiemi plurisoggettivi (gruppi, coppie, famiglie) resta ampiamente aperto; è accessibile nei dispositivi di lavoro psicoanalitico specifici, ma l’articolazione teorico-clinica chiama uno sforzo per proporne un modello d’intelligibilità. Il problema inciampa su delle difficoltà epistemologiche e concettuali importanti che, per l’essenziale, sono legate alla trasposizione di proposizioni teoriche concepite nella cornice della cura individuale, a dispositivi che ne differiscono profondamente. Anche se i postulati di base (transfert, regola fondamentale) sono al tempo stesso invarianti, ma modulabili in ciascuna situazione psicoanalitica, è necessario prendere in considerazione la realtà psichica propria a tali situazioni. In questo articolo l’autore espone prima come i fondatori della pratica di gruppo hanno pensato o meno tale problema. Propone poi una breve presentazione dei concetti di realtà psichica inconscia e di inconscio così come sono stati elaborati nella cornice della cura individuale. Formula poi alcune delle proprie concezioni e rilancia i propri interrogativi su tale questione.

Massimiliano Sommantico, Gemma Trapanese

Editoriale

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2021

Alessia Repossi , Elisa Spini

Congressi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2021

A cura della Redazione

Recensioni

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2021

Francesco Lotta, Jay Tropianskaia, Sabrina Deutsch Salamon

Gli eredi del Lago Cowichan: una storia sulla nascita della ricerca in psicoterapia della Gestalt in Canada. Estratti dell’intervista a Les Greenberg

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2021

C’è poca documentazione sull'origine della psicoterapia della Gestalt in Canada e sulla nascita della ricerca in questo approccio. Questo articolo fornisce informazioni sulla fondazione dell’Istituto di Gestalt di Toronto (GIT), che ha preso origine dalla comunità gestaltica del Lago Cowichan. Si riportano estratti di una intervista al prof. Leslie Greenberg, un membro della prima classe di specializzati al GIT, considerato il padre della ricerca dagli psicoterapeuti della Gestalt. Questi brani dell’intervista fanno luce sulla nascita della ricerca gestaltica, attraverso un viaggio nelle prime esperienze di formazione di Greenberg, e nelle sue prime ricerche in ambito gestaltico, fino alla risoluzione, nel corso degli anni, del suo rapporto con la psicoterapia della Gestalt.

Anna Silvia Persico, Andrea Fianco

La coppia come organismo vivo: un’esperienza di contatto

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2021

In questo articolo, gli autori presentano riflessioni teoriche e applicative sulla coppia e un intervento di psicoterapia a orientamento gestaltico sull’organismo noi. Partendo dall’importanza dello sfondo - biologico, famigliare, culturale e sociale - che sostiene la figura coppia, la riflessione degli autori si concentra sul profondo mutamento che la coppia sta attra-versando, sulla difficoltà e sul desiderio che le persone incontrano nel tentare di ridefinire se stesse come individui e come parte di un noi, alla ricerca di nuove forme di legame che vivono di una continua sperimentazione tra l’appartenere e il differenziarsi. Infine, gli autori propon-gono una traccia di lavoro che sostiene la ricerca del contatto e dell’intimità tra gli individui presenti nella stanza, come parte di un processo di apertura, scambio, ed espressione autentica e creativa.

Alexander Porshnev, Rosa Cera, Marta Sinclair, Alessandro Antonietti

Transparency in higher education: An investigation of University students’ perceptions in Italy and Russia

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2021

The primary purpose of this research is to investigate students’ perceptions of the presence of transparency in their university teaching/learning processes.Effects of transparency in achievement, motivation, and anxiety were explored from the perspective of teachers’, one’s own, and peers’ behaviour. The secondary objective of the study was to create a valid tool for investigating "transparency" perception in university educational practices, based on the theoretical assumption that transparency reduces performance anxiety, stimulates study motivation, and represents a universal construct across universities, countries, cultures and courses of study. A sample of 439 undergraduates from leading research universities in Russia and Italy completed self-report scales and reported demographic data. The scales showed internal consistency and structural invariance in both countries. Research results confirmed the hypothesis from which the investigation originated. Based on the findings, essential tips for future investigations of transparency perception at universities have been developed.

Floriana Caccamo, Cristina Marogna, Camilla Turchet, Vito Sava, Roberto Carlon, Alessandro Pinton

Le vicissitudini dell’ansia per il paziente cardiopatico. La riabilitazione cardiologica come ponte verso una maggiore consapevolezza di s&

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2021

Comprendere i fattori che influenzano la riabilitazione dei pazienti dopo un evento coronarico acuto è importante per ridurre il rischio di complicanze o il verificarsi di nuovi episodi. Il percorso riabilitativo successivo all’evento acuto è influenzato da fattori fisiologici e psicologici; tra questi, l’ansia è implicata sianell’esordio della malattia che nel percorso di guarigione. La letteratura fornisce risultati contrastanti rispetto al ruolo giocato dall’ansia nelle malattie cardiache. Sono necessarie quindi ulteriori indagini per comprendere se sia un fattore di rischio o un fattore protettivo. L’obiettivo di questo studio è quello di determinare come cambiano i livelli di ansia in pazienti che hanno aderito a un programma di Riabilitazione Cardiologica in relazione alla consapevolezza sulla propria condizione di salute. La ricerca si propone in particolare di studiare il cambiamento dei due fattori dall’inizio del programma riabilitativo (pre-test) e alla sua conclusione (post-test). I risultati delle analisi statistiche mostrano che i pazienti al post-test risultano più ansiosi e stressati rispetto al pre-test ma anche più consapevoli rispetto alla durata della malattia. Questi risultati suggeriscono che il fattore ansia dopo il percorso riabilitativo può essere considerato generativo alla luce di un effettivo aumento della consapevolezza della malattia.

Il dialogo interno (self-talk) è una modalità spesso utilizzata dagli atleti per far fronte alla competizione. La capacità di sapersi focalizzare su cue rilevanti per l’ottimale esecuzione del gesto tecnico può essere incrementata tramite l’utilizzo di affermazioni di auto-incoraggiamento o parole chiave. Tuttavia, se nonopportunamente sostenuto, il dialogo interno può spesso sfociare in esclamazioni di auto-accusa o svalutazione che interferiscono negativamente con la prestazione.Questo studio sperimentale vuole valutare se le funzioni istruttive e motivazionali di un self-talk intenzionale possano influire sulle prestazioni cognitive e tecniche di giovani portieri di calcio. Dodici portieri militanti nelle categorie giovanissimi e allievi sono stati invitati ad eseguire sul campo di gioco, in modo controbilanciato inverso, due gesti tecnici: la parata e il rinvio. Successivamente è stato chiesto loro di utilizzare un self talk guidato di tipo motivazionale o istruttivo. Sono stati rilevati i livelli di efficacia e precisione prima e dopo l’utilizzo del self talk, unitamente alla frequenza e tipologia di pensieri interferenti. I risultati hanno mostrato un significativo miglioramento del rinvio, ma non della parata. Non sono emersi cambiamenti significativi nella frequenza dei pensieri interferenti. Il self-talk intenzionale può contribuire a consolidare l’esecuzione di alcuni specifici gesti tecnici e potrebbe diventare una strategia di intervento utile per la preparazione mentale dei giovani portieri.

Rita Bissola, Barbara Colombo, Barbara Imperatori

When blogging is a challenge: An organizational and psychological analysis of a failed empowerment project

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2021

Literature supports the effectiveness of blogs to improve communication, strategic thinking, and collaboration. These competencies are particularly relevant for organizations, and for this reason, social media are frequently used as opportunities to better manage employees’ behaviors, enhance the transfer of knowledge, and foster creativity. Despite these considerations, few research-based findings guide these new tools’ practical application in the organizational environment’s training processes. This study aims to understand the organizational, individual, and socio-relational processes and issues that occur during a blog-based training program and how they interact and influence its effectiveness. We present a casestudy based on the use of discourse analysis, focused on the failure of a blogbased training project. Our findings suggest the employees’ metacognitive awareness is a significant issue in the design and implementation of a blog-based training program. Insights derived from conversation analysis suggest that to manage a blog-based training program effectively, it is crucial to deal with face-to-face interaction and the group sense-making process ‘outside’ the blog.

Roberta Maeran, Angelo Boccato, Davide Bottecchia, Alessandra Cicciarella

Networking: una possibile strategia per gli interventi di outplacement

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2021

Il networking è una strategia che ha come obiettivo la gestione della propria rete di conoscenze per acquisire informazioni in modo informale, in particolare, su possibili proposte lavorative non pubblicizzate mediante inserzioni. Senza una solida rete di contatti le persone in cerca di lavoro incontreranno maggiori ostacoli nel loro percorso. Nello specifico contesto italiano la maggior parte delle opportunità professionali sono nascoste e regolate da un processo di passaparola.Focus della presente ricerca è quello di descrivere come il networking venga percepito e utilizzato dai partecipanti a percorsi di outplacement per valutarne un suo possibile utilizzo come strategia per il reinserimento lavorativo. Il questionario prende in esame le tre dimensioni del networking (intensità, qualità e atteggiamento) oltre alle capacità comunicative, all’autoefficacia, alla personalitàproattiva e alla resilienza.La ricerca, svolta in collaborazione con Intoo, società leader nei servizi di outplacement in Italia, ha coinvolto 146 disoccupati attivi con un’età media di 46.94 anni.Differenze significative si sono riscontrate per due dimensioni del networking: per l’intensità in rapporto al genere e per l’atteggiamento con l’ultimo ruololavorativo ricoperto dai partecipanti.Non sono emerse differenze significative per quanto riguarda età, titolo di studio e periodo trascorso dall’inizio del percorso di outplacement e le dimensioni del networking. Tali dimensioni presentano tutte correlazioni positive e significative con i costrutti di personalità. Vengono discussi implicazioni e limiti dello studio.

Carlo Cristini, Eleonora Riva, Alessandra Minelli, Davide Cavagna, Elisa Spader, Anna Maria Della Vedova

La clinica del trauma: una sintesi su trattamenti e tecniche

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 3 / 2021

Gli autori propongono una rassegna riguardo agli interventi ed alle tecniche che possono essere utilizzati dai clinici quando si trovano ad affrontare esperienze traumatiche dei loro pazienti. Partendo dall’assunto che si prende in cura la "persona" e non il "disturbo" gli autori sostengono che non esiste una terapia elettiva del trauma. Ci si può avvalere di diversi indirizzi: la terapia cognitivacomportamentale, ed in particolare quella focalizzata sul trauma, la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, meglio nota con l’acronimo EMDR, i trattamenti multipli integrati, il trattamento analitico, la psicoterapia sensomotoria, l’arteterapia, la pratica yoga, la mindfulness ed altri. L’intervento migliore nasce da un orientamento creativo, interessato e rispettoso della persona che si ha di fronte, unitamente alla capacità del terapeuta di entrare in relazione, costruendo un contesto sicuro nel quale il paziente può esprimere il proprio vissuto traumatico. Gli autori inseriscono, inoltre, contributi delle neuroscienze e della neuropsicologia che hanno fornito un fondamentale ampliamento della conoscenza sul trauma.