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Stefano Neri

Has healthcare rationalisation been rationale? Hospital beds and Covid-19 in Italy

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: suppl. 2 / 2021

The outbreak of Covid-19 pandemic highlighted the existence of a hospital bed shortage in Italy, as a result of a longstanding trend. The article analyses this process by an international comparison with other Western European countries, highlighting the intensity of hospital bed reduction in Italy, as a fundamental component of NHS rationalisation. Although it was based on solid grounds, international data suggest that hospital bed reduction was probably excessive, depriving the NHS of organisational slack. Moreover, de-hospitalisation would have been matched with a stronger development of primary and community care. The relative shortage of these services, along with the lack of integrated networks between hospital and non-hospital care, explains many difficulties experienced by hospitals in tackling Covid patients. Beyond investments in health care, these elements call to re-think the organisation of health care provision at local level, questioning the purchaser-provider split.

The main results in terms of inter-regional and intra-regional variations of the application of the concept of "health macro-region" are presented in the first part of the article in order to show how the European health care systems have differently coped with the COVID-19 outbreak. Given the high levels of intra-regional variation found, it seemed appropriate to also add an analysis by country in order to identify those "sentinel cases", given their alert value, which recorded the worst ratio between the infection rates (cases/population) and the lethality rates (deaths/cases). In order to explore the possible reasons behind the problematic coping with the pandemic of these "sentinel cases", a conceptual framework for the analysis of vulnerability, resilience and their governance in terms of sustainability of health care systems is developed in the second part, hoping its application could represent a useful contribution for best-practice solutions that could guide the management of future pandemics.

The present paper critically investigates the rise of e-prescribing socio-tech-med micronetworks of health care in Northern Italy and the role of innovative caregivers. Based on semi-structured one-to-one discursive interviews, this study’s results show that e-prescribing innovative practices modify four domains: 1) introduce techno-care fluctuating dynamics, 2) modify spaces and time barriers to care, c) build socio-tech-med micro-networked connections, and d) create innovative "technological" carers. The interdigital carer may support distinctive forms of techno-based senior care in Italy, diffuse e-prescribing culture, and transmediate health objects and services. Careful planning and human-tailored decisionmaking are necessary to normalize e-prescribing socio-tech-med practices and avoid digital health inequalities in pandemic and post-pandemic scenarios.

Luigi Tinella, Anna Lacerenza, Concetta Papapicco, Tiziana Lanciano, Alessandro Taurino, Amedeo Stella, Antonietta Curci

L’efficacia del counseling universitario durante la pandemia da Covid-19. Un’indagine pilota sul benessere degli studenti

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

La pandemia da Covid-19 e le conseguenti misure di confinamento hanno avuto un impatto globale sul benessere individuale, soprattutto su quello relativo agli studenti universitari. Il presente studio ha indagato in che misura un intervento di counseling eseguito durante la prima fase della pandemia da Covid-19 (marzo-ottobre 2020) era associato a variazioni significative nelle misure self report di Benessere Psicologico Generale, Regolazione Emotiva e Autoefficacia Percepita, in un gruppo di 49 studenti (37 f) che hanno richiesto accesso al servizio di Counseling Psicologico Universitario dell’Università di Bari "Aldo Moro". A questo scopo è stata eseguita una serie di ANOVA 2x2 a misure ripetute con il fattore pre-post e il sesso dei partecipanti come variabili indipendenti del disegno su ognuna delle misure self-report indagate. I risultati mostrano un incremento significativo del benessere, del ricorso a strategie funzio-nali di regolazione emotiva e dell’autoefficacia percepita negli studenti che hanno usufruito del servizio durante il lockdown.

Silvia Monaco, Francesca Greco, Barbara Cordella, Michela Di Trani

Organ donation: A study of its representations among organ procurement coordinators and their staff

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

Making the life-saving treatment of transplantation available to patients who need it re-quires the cooperation of individuals and families who decide to donate organs. Healthcare workers navigate organizational, bureaucratic and relational aspects of this process, including cases in which a deceased individual has not specified a wish about organ donation and their surviving family members must be asked for consent to donate during a delicate phase of mourning. This research aims to understand the experience of these health workers regarding their work. We collected 18 interviews from organ donation healthcare workers in five of the major hospitals in Rome. The transcripts underwent a multivariate text analysis to identify the repre-sentations of organ donation and the symbolic categories organizing the practice of these workers. This research elucidated a symbolic space constructed of four factors: the "Context", in-volving family and health workers; the "Work purposes", including the procedures and the relationships; the "Transplant", which involves omnipotence and limits; the "Donation", which involves ideals versus reality. The characterizing elements of these representations, belonging to organ donation work-ers, are the prestige, the certification of brain death, the communication, the transplant, and the salvation. In the lives of these workers, to be a "bridge between life and death2 evokes feelings of prestige rather than difficult feelings associated with confronting one’s limitations. These aspects concern the difficulties met by the health staff in their work, and they are useful ele-ments to design a focused training and support program for organ donor workers.

Lo studio si propone di analizzare le determinanti psico-sociali della salute dei migranti in Europa e delle donne migranti in particolare, all’interno della cornice teorica degli studi sull’acculturazione. Le determinanti di salute sono state analizzate su due livelli: individuale, attraverso dati raccolti dall’European Health Interview Survey nel 2014 (EHIS wave 2) con un campione pari a 15.244 persone, e contestuale, attraverso indicatori quali il Migration Integra-tion Policy Index (Mipex), l’Euro-barometro sulle discriminazioni, il Gender Equality Index (GEI), il Prodotto Interno Lordo (Gross Domestic Product) e la percentuale di migranti sul totale della popolazione riferiti agli anni 2014 e 2015 su 24 paesi EU. I risultati emersi hanno confermato uno svantaggio in termini di salute per le donne migranti, le quali sono soggette a discriminazioni molteplici che impattano sullo stato di salute.

Calogero Iacolino, Rachele Isgrò, Ester Maria Concetta Lombardo, Giuseppina Ferracane, Brenda Cervellione

Tratti di personalità e stili di coping in soggetti con diagnosi di fibromialgia

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

La fibromialgia è una sindrome dal dolore cronico diffuso caratterizzata da numerosi sin-tomi. Ad un campione di 233 soggetti fibromialgici (M = 45.7, DS = 11.7) residenti in Italia e prevalentemente donne (97.4% femmine e 2.6% maschi) è stata somministrata una batteria di test comprendente: un questionario socioanagrafico costruito ad hoc, un test per valutazione dei tratti di personalità (PID-5-BF) e uno per gli stili di coping (COPE). Dai risultati è emerso un profilo di personalità caratterizzato prevalentemente da Affettività Negativa, Distacco e Psicoticismo. I valori medi degli stili di coping non si discostano signifi-cativamente da quelli del campione normativo e, la presenza di specifici tratti di personalità ri-sulta predire determinate strategie di coping. In conclusione, la conoscenza del profilo personologico, delle modalità di fronteggiare la situazione stressante e il tipo di relazione che intercorre fra i due costrutti rappresenta un’utile informazione in termini clinici, affinché anche la figura dello psicologo possa giocare un ruolo essenziale nell’intervento multidisciplinare al paziente affetto da fibromialgia.

Il gioco rappresenta un diritto fondamentale del bambino ed assume un ruolo cruciale du-rante l’esperienza dell’ospedalizzazione. Le figure del Child Play Specialist e del Child Life Specialist (riconosciute rispettivamente nel sistema sanitario del Regno Unito e degli Stati Uni-ti) forniscono programmi di gioco che normalizzino l’esperienza di ricovero del bambino e aiutino la familiarizzazione con il contesto medico. La presente rassegna persegue tre principali obiettivi: i. definire il ruolo dello specialista del gioco, la sua formazione, le tecniche implemen-tate, le aree di similitudine e differenza tra CPS e CLS; ii. esaminare l’evoluzione storica di questa professione; iii. indagare gli effetti dell’intervento dello specialista del gioco sulla salute bio-psico-sociale del paziente pediatrico. Di 613 fonti complessive (n=193 da Scopus, n=403 da Pubmed, n=17 da PsycInfo), 17 pubblicazioni sono state incluse, avendo applicato criteri inerenti lingua, tipologia di pubblicazione e pertinenza dei contenuti. Dalle fonti esaminate ri-sulta che: I. CLS e CPS presentano percorsi di training e tecniche simili. Emergono peculiarità di approccio diverse per CPS e CLS; II. Le esperienze pionieristiche di programmi di gioco in ospedale risalgono agli anni ’20 con contributi significativi di Plank, Bergmann e Brooks; III. I principali effetti sulla salute infantile documentati sono il potenziamento del coping e la ridu-zione del ricorso a terapie farmacologiche per la gestione del dolore. Si evidenzia la necessità di un consenso internazionale sulla definizione del ruolo dello specialista del gioco, al fine di accrescere la ricerca empirica rispetto a tali professionisti della salute.

Albino Claudio Bosio, Guendalina Graffigna, Serena Barello

In dialogo con gli interventi sull’articolo: "uno scenario transdisciplinare sulla salute: nuovo paradigma per la psicologia e gli psicologi?"

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

Gli Autori replicano ai contributi sull’articolo-bersaglio "Uno scenario transdisciplinare sulla salute: paradigma per la psicologia e gli psicologi?" sottolineando lo sviluppo di due linee tematiche di riflessione. Da un lato, si osserva un approfondimento delle ragioni a favore di un approccio transdi-sciplinare alla salute e a favore di un impegno della psicologia in tal senso. Da un altro lato, sono poste a tema una serie di "questioni aperte" (dal punto di vista para-digmatico, metodologico, organizzativo, culturale, formativo, istituzionale-politico) che la psi-cologia è chiamata ad affrontare nel prossimo futuro se vorrà orientare il suo sviluppo in chia-ve transdisciplinare. Entrambe le linee sono ritenute essenziali per una verifica di percorribilità dello scenario transdisciplinare da parte della psicologia della salute

Paride Braibanti, Andrea Greco, Clara Mucci

Ist Gesundheit Alles?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

La psicologia può essere definita "solo" come professione sanitaria? La presenza della psi-cologia nei contesti sanitari è irrinunciabile, ma ridurla a questa presenza è inappropriato e im-possibile, anche perché "oggetti", "questioni" e "contesti" rilevanti per la salute non sono riducibili al sistema sanitario e sembrano piuttosto richiedere approcci multidisciplinari e multiset-toriali. Il Covid-19 rende evidente che uno sguardo settoriale è insufficiente ad affrontare l’impatto devastante sulla società e rappresenta una sfida che sembra richiedere un ri-orientamento a una psicologia che, pur esercitando doverosamente un’azione di supporto ai traumi e alle fragilità individuali, non può permettersi di ridurre ad essa la propria presenza e capacità d’intervento. È anche lungo questi nuclei problematici che può essere pensata una riterritorializzazione della psicologia e un ruolo di autonoma presenza e influenza nel sistema dei servizi sanitari e sociali, mediante un non breve processo di rivisitazione dei fondamenti epi-stemologici e metodologici, delle pratiche e delle operazionalità proprie della professione. Rivolgiamo per questo un appello alle Scuole di Specializzazione in Psicologia della salute perché si riconoscano nel compito di guidare questa necessaria transizione verso una piena re-sponsabilità trasformativa della psicologia.

Luca Piero Vecchio, Veronica Velasco

In quale modo riuscirci?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

Nel presente contributo gli autori riflettono sulle condizioni di possibilità - per la psicologia - di far propria una prospettiva transdisciplinare nella definizione delle sue prassi di intervento. Tali condizioni riguardano, da un lato, la precisazione degli assunti epistemologici che orientano l’agire della disciplina; dall’altro lato, le caratteristiche dei metodi da utilizzare in un setting transdisciplinare. Oltre a tali condizioni - che possono essere considerate interne alla psicologia - gli autori considerano le condizioni materiali per la realizzabilità di un progetto transdisciplinare e identificano nella "rete" la struttura organizzativa più coerente con tale prospettiva.

Sergio Salvatore

Una critica alla definizione in positivo della salute

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2021

Il contributo discute criticamente la capacità dell’interpretazione in positivo del concetto di salute, di porsi a fondamento scientifico della psicologia della salute. La critica si poggia su tre argomenti: il carattere ideale e asintotico della definizione in positivo, la sua dipendenza dalle contingenze storico-culturali, la mancanza di riferimento ad una classe specifica di fenomeni. Due alternative sono richiamate: il recupero della concezione in negativo - la salute come as-senza di malattia - e la concezione metodologica: la salute come dinamica istituzionale che sostanzia l’agire sanitario.