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Sergio García-Pérez, Javier Monclús, Carmen Díez Medina

Intervention follows diagnosis: analysis’ impact on open space regeneration in mass housing estates

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

Diagnosis and design are part of the same process. This statement is particularly true for urban regeneration efforts, in which the way that complex obsolescence processes are understood implies a particular design method. In the specific case of the regeneration of mass housing estates, most experiences are approached from the building perspective. Even though open spaces are central to ensuring a high degree of urban quality, urban regeneration projects often fail to recognise the problems and opportunities relating to their layout. The aim of this paper is to discuss the relevance of incorporating pertinent open space diagnoses into integrated urban regeneration efforts in mass housing estates. To this end, the paper explores in depth three different experiences of urban regeneration in Spain.

La normativa degli ultimi venti anni dà ai piani comunali di protezione civile un valore crescente tra le attività di pianificazione del territorio, ma i relativi caratteri specifici stentano ad affermarsi tra gli addetti. Questo contributo, nella sua prima parte (pubblicata sul n. 95), ha restituito il percorso, dalla genesi a oggi, della pianificazione di protezione civile nel nostro paese, ricostruendone l’evoluzione tra norme e indirizzi. L’esito culminato nel D.Lgs. 1/2018 definisce i ruoli di sindaci, strutture amministrative comunali, regioni, volontariato e prefetture. Questa seconda parte espone il nuovo ruolo del piano di protezione civile comunale nel quadro del ‘Sendai Framework for Disaster Risk Reduction’ e offre spunti per la cruciale direttiva nazionale sulla pianificazione di protezione civile in fase di stesura.

Maria Angela Bedini, Fabio Bronzini

Priority in post-earthquake intervention

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

The paper first examines the three components that summarize the fundamental structure of seismic risk: hazard, exposure, vulnerability (and urban vulnerability). Based on the three components considered, the study highlights the positive elements and strategic errors committed and to explains the paradigm shift necessary to overcome the prevailing focus of interventions on the installation of new temporary wooden houses. With reference to the negative and positive aspects found in experiences, the aim of the study is the proposal of improvement solutions and new rules to guide the post-earthquake phase. The research findings identify the need to plan the postearthquake phase in advance and to consider it a priority over the emergency phase.

Ilenia Spadaro, Francesca Pirlone

Un nuovo approccio alla sostenibilità nei piani urbani della mobilità sostenibile in Italia

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

L’articolo analizza lo stato di realizzazione dei Piani urbani della mobilità Sostenibile (pums) in Italia alle diverse scale di riferimento: quella urbana/comunale e quella metropolitana. Il dibattito si concentra, in particolare, sulla sostenibilità di tali strumenti proponendo un nuovo approccio, dove la sostenibilità è intesa non solo da un punto di vista ambientale ma anche sociale ed economica. Vengono quindi approfonditi temi quali l’accessibilità, la sicurezza (non solo l’incidentalità stradale), gli incentivi e la ciclabilità verso una mobilità realmente sostenibile.

Luca Tricarico, Rosamaria Bitetti, Maria Isabella Leone

L’innovazione sociale nelle politiche urbane. Un caso studio nel contesto italiano

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

Il contributo analizza i caratteri di una politica urbana che applica e incorpora concetti e approcci tipici dell’innovazione sociale. Con questo obiettivo, esamina un caso studio, ‘Un acceleratore per l’economia di territorio’, promosso dal comune di Milano con una serie di partner locali e inserito nel framework governativo del Fondo per l’innovazione sociale (fis). Il progetto per la creazione di ‘economie di prossimità’ sarà realizzato combinando strumenti finanziari a impatto sociale e percorsi di accelerazione per lavoro e impresa nelle aree periferiche. L’ipotesi che si vuole qui verificare è se l’innovazione sociale possa essere non solo il contenuto, ma anche il metodo di una politica place-based di sviluppo territoriale: acquisendo conoscenza dispersa, innescando processi di intelligenza collettiva nella ridefinizione dei bisogni sociali e proponendo soluzioni condivise dall’interesse di più attori.

Rocco Scolozzi, Davide Geneletti

Priorità locali di adattamento ai cambiamenti climatici: un metodo di screening

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

La capacità adattativa ai cambiamenti climatici implica la capacità di modificare sistemi ecologici, sociali o economici per ridurre i potenziali danni o aumentare i benefici. Il contributo mostra una procedura sperimentale che, in accordo con le linee guida della Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, integra aspetti di governance anticipativa e supporta la definizione di priorità per possibili misure di adattamento locale. L’approccio, scalabile e adattabile, è testato sui comuni della Provincia Autonoma di Trento e consiste delle seguenti fasi: identificazione delle incertezze climatiche locali, dei settori sensibili e delle possibili misure di adattamento, valutazione della rilevanza e capacità locali di realizzarle, identificazione delle priorità di supporto.

Vernacular settlements are mostly made up of buildings whose exceptional stability is testified by their survival over the centuries, even under natural and anthropogenic wounds. The unesco site of the Amalfi Coast shows a vast repertoire of cases to learn about the surviving examples of vernacular techniques and their structural qualities. It is possible to appreciate constructive protection measures that highlight the ancient actions to ensure the built environment’s safety. This research aims to represent an effort in the knowledge of the traditional mitigation measures, often considered simply as local architectural elements, analyzing a large number of protective devices on the Amalfi Coast, to take the right actions in the future recovery, conservation, and maintenance operations.

Elice Bacci, Giancarlo Cotella, Elisabetta Vitale Brovarone

La sfida dell’accessibilità nelle aree interne: riflessioni a partire dalla Valle Arroscia

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

Nelle aree rurali e montane ‘interne’, la riflessione sull’accessibilità implica un cambio di prospettiva rispetto ai contesti più propriamente urbani. Migliorare l’accessibilità di questi territori significa agire su più fronti, non solo potenziando l’offerta di mobilità ma anche agendo sul capitale territoriale locale, (ri)portando servizi, conoscenza e forme di interazione. La Strategia Nazionale per le Aree Interne (snai) muove in questa direzione, promuovendo un approccio place-based fondato da un lato sulla dotazione delle precondizioni strutturali per lo sviluppo territoriale (ivi compresa l’accessibilità), dall’altro sullo sviluppo locale. A partire dal caso studio della Valle Arroscia, analizzata nell’ambito del progetto di ricerca espon urruc e scelta come area progetto della snai in Liguria, il contributo esplora i temi e le sfide peculiari per l’accessibilità nelle aree interne e riflette sulle future prospettive di sviluppo.

Ottavia Aristone

Paesaggi del mutamento: le colline adriatiche dell’appoderamento

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

Le colline adriatiche conservano paesaggi agrari di pregio. Storie, geografie ed economie hanno caratterizzato la campagna e gli insediamenti. Le recenti trasformazioni dello spazio aperto ridefiniscono la relazione tra la campagna e la natura sulla base di processi di abbandono e riscritture del paesaggio agrario; mutamento che riguarda anche i luoghi dell’abitare. Il contributo, per costruire le proprie evidenze, assume ambiti areali a progressiva specificazione: il radicamento nella regione, la collina adriatica e le specializzazioni successive. A partire dagli assetti consolidati e dall’attuale riuso, il focus sulle colline della provincia di Chieti ne approfondisce i caratteri anche in relazione ad esperienze innovative che declinano esternalità e coesione sociale.

Questo testo propone un contributo alla discussione sulla didattica universitaria a distanza in epoca di Covid-19. Illustra l’esperienza maturata nel 2020 insegnando Restauro presso il Politecnico di Milano, sia nel percorso internazionale che in quello italiano. Gli studenti hanno svolto l’esercitazione sulla Rocca medievale di Arquata del Tronto, un caso-studio emblematico della fragilità che caratterizza il territorio dell’Italia interna, e anche della sua resilienza. L’edificio è infatti sopravvissuto al sisma che ha devastato l’Appennino nel 2016 e oggi vigila sulle fatiche della ricostruzione, dopo aver presidiato l’alta valle del Tronto per otto secoli. Il testo mette in evidenza alcuni rischi e opportunità di questa esperienza.

La Rocca di Arquata del Tronto è una fabbrica pluristratificata, la cui esistenza sarebbe attestata dal xiii secolo. Cessata da tempo la sua funzione militare e ormai ridotta a rudere, a partire dall’inizio del xx secolo, è stata oggetto di restauri volti a ridefinirne l’immagine, trasformandola in simbolo identitario della comunità arquatana. Gli eventi sismici del 2016 hanno messo in evidenza le vulnerabilità indotte da scelte non sufficientemente consapevoli dei temi della durabilità e del comportamento sismico, e da restauri sospesi e mai completati. L’articolo, dopo una ricostruzione storica degli interventi novecenteschi, evidenzia i fattori di vulnerabilità che hanno indotto i numerosi danni e identifica alcuni aspetti su cui dovrà prioritariamente concentrarsi il progetto di restauro.

Il sisma del 2016 tra Umbria e Marche ha causato estesi danni nel territorio di Arquata del Tronto, anche sul variegato patrimonio di edifici religiosi. Il complesso di S. Francesco, nella frazione di Borgo, ha subito crolli significativi, in particolare il collasso della copertura: la chiesa, la più ampia nel territorio comunale, in posizione baricentrica rispetto alle numerose frazioni, e di proprietà comunale, sarà tra i primi edifici a essere restaurati e restituiti alla comunità locale. Il corpus di rilievi, di studi e le prime indagini diagnostiche hanno permesso di rivelare tracce di una storia costruttiva particolarmente significativa e al contempo di indirizzare le scelte strategiche per il restauro della chiesa e del complesso conventuale.

Emanuele Facchi

Dal territorio agli edifici: Arquata del Tronto in prospettiva diacronica

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

La montagna fra Umbria e Marche, frequentemente colpita da devastanti terremoti è oggi un caso limite fra le ‘aree interne’, ‘fragili’: ripercorrere sul più lungo periodo i rapporti fra vita sociale e costruzione dell’abitato, uso del territorio, vie di comunicazione, dà un senso e una misura al recupero dei due edifici simbolo di Arquata, la Rocca e il convento di San Francesco, ma mette anche in luce le radici di una crisi più profonda e più remota. Gli studi sulle Marche, nel secondo dopoguerra hanno precocemente mostrato l’utilità di vedere temi oggi essenziali, l’ambiente e la sostenibilità, in una prospettiva storica e sono una premessa necessaria di questo tentativo.

Paola Briata

I super ricchi e il lato oscuro di "Londra capitale"

TERRITORIO

Fascicolo: 96 / 2021

La concentrazione spaziale delle persone ricche è per molto tempo apparsa come un fenomeno non problematico per gli studiosi e per i policy maker. In questo contesto, l’articolo propone alcune riflessioni sulla letteratura che ha guardato criticamente alla presenza dei super ricchi in alcune città globali, in particolare, a Londra. Se i media hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla crisi urbana determinata dallo svuotamento e dalla perdita di vitalità dei quartieri dove le case, acquistate con fini d’investimento, sono abitate pochi mesi all’anno, si vuole qui riflettere anche sulle conseguenze della presenza dei super ricchi sulla disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili, così come sulla contrazione della sfera pubblica nelle aree urbane costruite per queste popolazioni.

Francesca Francioli, Alberto Quagli

Management accounting change and the rise of Vespa (1884-1965)

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: suppl. 2 / 2021

This paper focuses on the manner in which the interplay of several external and internal forces can affect a company control-system architecture over time. As its object of enquiry, the Italian manufacturer Piaggio provides us with a glimpse of management accounting techniques across a century in a context of economic instability and political and social tensions in Italy. The authors examine the contextual factors conditioning influences and their interplay with Piaggio costing techniques. The study suggests that accounting change was dependant on a complex set of relationships and preconditions. The specificity of the company accounting controls was tied to the interplay of internal and external forces, for instance changes in the production motivated by the war requirements, the rise of fascism and protectionism, low market competition, high-skilled technicians, investment on innovation, low wages, and strikes of the workforce. The findings highlight that the occurred developments and changes were carried out in order to enable the survival of the firm and to respond to specific managerial, behavioural, and organizational needs.

Sabrina Gigli, Laura Mariani, Angelo Paletta

Management accounting and governance implications: The case of the University of Bologna

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: suppl. 2 / 2021

University mission is a complex topic. Mission fulfilment requires the ability to manage different objectives simultaneously. An adequate performance management system can be crucial to support this process. The recent accounting reform of the Italian public universities offers the opportunity to implement such a performance management system. The introduction of the accrual accounting approach for financial reporting - and budgeting - does, in fact, require the collection of a greater amount of data and, notably, a richer amount of information on costs. The collected data and information can then be effectively used to promote accountability and to support decision-making processes from the governance to the operational level. In this context, the question arises: What are the drivers and the barriers that can facilitate the introduction of an effective performance management system in public universities? In order to answer this question, the authors conducted a study on the case of the University of Bologna, at its first implementation of a management accounting system (called COAN project). The aim of the COAN project is to contribute to the understanding of the organizational and procedural conditions that may affect the introduction of accounting innovation in the context of public universities.

Franco Cescon, Luca Grassetti

Financial control and business strategy in start-up companies: An empirical analysis

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: suppl. 2 / 2021

This article focuses on the relationship between financial control (FC) techniques and business strategies (BSs). The context of the study is start-up companies in Italy, and the main motivation to consider this context is the very limited extant literature. The authors performed a survey to collect quantitative data from start-up companies, and they also complemented the survey with a series of interviews to collect qualitative data. Results show that the use of different FC techniques does not depend on BSs. As a strategic risk factor, the authors also show that reputation risk differs significantly between the two strategy-based groups, differentiation strategy group and focus strategy group. The interviews conducted with expert entrepreneurs aimed at determining the importance of specific FC techniques and the benefits of adopting them in start-up companies. Overall, the article provides new evidence for the debate about the role of FC techniques in the BSs of the firm.