RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105846 titoli

Pier Francesco Galli, Alberto Merini, Johannes Cremerius

Tracce. Analisi didattica e potere. La trasformazione di un metodo di insegnamento-apprendimento in strumento di potere della psicoanalisi istituzionalizzata

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2021

L’analisi didattica ha il compito di favorire la crescita di esseri umani autonomi e indipendenti. Questo compito non viene realizzato all’interno del sistema di training psicoanalitico "chiuso" (in cui l’analista fa parte dell’istituto del candidato ed è insieme formatore e terapeuta), che invece trasforma i candidati in analisti allineati e acritici nei confronti dell’istituzione e ciechi per quanto riguarda le contraddizioni intrinseche al sistema. Il fallimento dell’analisi didattica viene ricondotto alla istituzionalizzazione della psicoanalisi da parte di Freud e dei suoi collaboratori, e viene mo-strato come l’analisi didattica diventi uno strumento della politica di potere del movimento psicoa-nalitico, un rituale di sottomissione e uno strumento di indottrinamento. Vengono infine fatte al-cune considerazioni sul modo con cui è possibile risolvere questo problema.

Sándor Ferenczi

Sándor Ferenczi: tre inediti in italiano

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2021

A partire dalla metà degli anni 1980, le teorie di Sándor Ferenczi (1873-1933) hanno suscitato anche in Italia parecchio interesse e stimolato la pubblicazione tanto dei suoi lavori scientifici - psicoanalitici e non - quanto dei suoi epistolari. Ciononostante, resta da tradurre ancora molto materiale, di interesse non soltanto storico. Accanto alle maggiori falle, rappresentate dal terzo volume del prezioso epistolario tra Freud e Ferenczi e dal carteggio tra Ferenczi ed Ernest Jones, ancora non tradotti in italiano, si trovano molti lavori minori ma non per questo privi di valore. Tra di essi i tre pezzi qui proposti: due brevi brani e una curiosa lettera.

Antonio Di Ciaccia

Il controtransfert in Lacan

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2021

Lacan al controtransfert oppone, per operare nella cura, la funzione "il desiderio dell’analista". Dopo aver affrontato la questione in Freud, Lacan si volge verso i fautori della concezione allargata del controtransfert (inteso cioè non come "transfert dell’analista" ma come l’insieme di tutte le sue reazioni al paziente) e dimostra che il controtransfert funziona mettendo in gioco il desiderio dell’analista. Non si tratta del desiderio della persona dell’analista ma di una funzione: quella che permette l’elaborazione simbolica per cogliere, al di là del rapporto duale, e quindi immaginario, il reale in gioco nel vissuto del proprio paziente. L’intento di Lacan sarà allora quello di puntualizzare quali sono gli aspetti nodali per l’emergenza di questa funzione in un analizzante affinché si tramuti in uno psicoanalista. Questa trasformazione avviene su due assi, ambedue prodotti dall’elaborazione in analisi del futuro analista e che saranno la base per operare in quanto tale. Si tratta dell’asse del sapere inconscio e dell’asse di ciò che egli è e deve essere nella cura con i suoi pazienti.

Marco Conci

Psicologia psicoanalitica dell’Io. Una prospettiva europea

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2021

Il modo migliore di riscostruire la storia della psicoanalisi non è quello di cominciare dalle teorie ma dagli autori e dai loro contesti. Importanti contributi allo studio dell’Io furono dati in Europa già da Ferenczi e Fenichel, ben prima che Hartmann fondasse la Psicologia dell’Io che egemonizzò il campo negli Stati Uniti. Nell’Europa dell’anteguerra importanti contributi a quella che qui viene chiamata "psicologia psicoanalitica dell’Io" vennero da Anna Freud, Paul Federn e Gustav Bally, e nel dopoguerra da Alexander Mitscherlich, Paul Parin e Johannes Cremerius per la comunità di lingua tedesca e da Joseph Sandler per quella di lingua inglese. Su questa base si potrebbe parlare di "psicologie dell’Io" al plurale, come si fa per le diverse teorie delle relazioni oggettuali. La psicologia psicoanalitica dell’Io di Fenichel attraverso i princìpi tecnici da lui enunciati negli anni 1930 informa tuttora di sé il lavoro di tanti psicoanalisti anche se in modo inconsapevole, soprattutto in Germania. Rappresenta ad esempio l’ingrediente di fondo della "terapia psicoanalitica", empiricamente verificabile, formalizzata da Helmut Thomä e Horst Kächele.

Dopo una nota redazionale, viene tracciato un panorama sulle controversie attorno all’analisi di-dattica nell’American Psychoanalytic Association (APsaA), con una revisione della letteratura critica. Vengono poi descritti i recenti tentativi per riformare il sistema dell’analisi didattica. Tra le altre cose, si accenna ai problemi della certificazione da parte del Board of Professional Standards (BoPS), ai conflitti tra il BoPS e il Board of Directors dell’APsaA che poi sfociarono in una cau-sa legale, e a tre proposte di riforma dell’analisi didattica, delle quali viene anche pubblicato il te-sto: la cosiddetta "proposta PPP" (un acronimo che si riferisce alle iniziali dei tre firmatari, Fredric Perlman, Warren Procci e Robert Pyles), la proposta di Mark Poster e Michael Robbins, e quella di Luba Kessler, Kerry Kelly Novick e Lance Dodes. Viene anche sottolineato il bisogno di una governance democratica dell’APsaA. Nell’ultima parte vengono pubblicati gli interventi di alcuni di coloro che hanno contribuito al dibattito critico sull’analisi didattica: Richard Almond, Emanuel Berman, Lance Dodes, Ralph Fishkin, Henry Friedman, Robert M. Galatzer-Levy, Jane Hall, Otto Kernberg, Luba Kessler, Douglas Kirsner, Henry Zvi Lothane, Paul Mosher, Kerry Kelly Novick, Frederic Perlman, Mark Poster, Warren Procci, Bob Pyles, Arnold Richards, Michael Robbins, Mitchell Wilson.

Sabina Curti, Cirus Rinaldi

Recensioni

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

- Francesco Benigno, Vincenzo Lavenia (2021) Peccato o crimine. La Chiesa di fronte alla pedofilia
- Raffaella Sette, Simone Tuzza (2021) Promuovere ambienti educativi sicuri. Prevenire gli abusi nei contesti ecclesiali

Maria Lucia Piga, Daniela Pisu

Le parole per dirlo. La progettazione dei percorsi pre e post adozione al disvelamento della violenza subita dai minori

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

La correlazione tra l’essere vittima di un abuso sessuale intrafamiliare e il fal-limento di un progetto adottivo può emergere quando nel nuovo nucleo, il passato del minore, soprattutto se maschio, resta latente. Il case study sulla "risorsa famiglia", dove l’assessment guida la rete dei servizi sociali, indica la narrazione come strada da percorre per tessere le trame di un nuovo romanzo familiare e promuovere la cultura dell’accoglienza.

Sandra Sicurella

Violenza in famiglia: dalla violenza assistita al parent abuse

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

Partendo da una riflessione sul concetto di vittima-criminale, il presente contri-buto intende approfondire la relazione esistente tra violenza assistita e violenza agita dai minori nei confronti di genitori o tutori. Entrambe le forme di violenza pongono al centro il minore, che vive una condizione di estrema fragilità, dettata anche dall’incapacità di gestire adeguatamente le proprie emozioni. Tra i possibili effetti da annoverare vi sono sicuramente l’apprendimento di modelli relazionali disfunzionali e la trasmissione intergenerazionale della violenza, conseguenze che, in alcuni casi, possono trasformare i minori in maltrattanti. È necessario, pertanto, valutare precocemente i fattori di rischio e individuare le traiettorie volte alla pre-venzione e alla riduzione di tali fenomeni, che sembrano strettamente correlati.

Nicoletta Policek

Vulnerable among the most vulnerable: the victimization of stateless minors

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

This contribution proposes a discussion about citizenship, intended as the aspi-ration to have borders, and the opportunity to seek protection from violence and abuse. Longing to have borders means claiming community through citizenship and nationality rights. Securing rights, however, is not a linear endeavour as legal loopholes in the current available legislation make problematic if not impossible to claim the legal safety that comes with having borders. Supported by the experi-ences of stateless young women in diverse geographical and legal settings, namely Italy, Slovenia and Croatia, this contribution highlights means of negotiating citi-zenship for those who have experienced violence and abuse. It reflects on data that have explored the personal, social and structural level challenges that stateless minors face when seeking help as a consequence of victimization.

L’articolo propone alcune riflessioni sul dispositivo francese di contrasto alla pedopornografia e all’adescamento online di minori, con particolare riguardo all’attività svolta dalle due principali forze di polizia: la police nationale e la gendarmerie nationale. Saranno presentate le unità specializzate nel contrasto a queste realtà criminali, così come le strategie e le sfide sottese alla loro azione.

Michelangelo Pascali

Minori tra famiglie camorristiche e istituzioni socio-giudiziarie: analisi di un caso controverso

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

È possibile che la tutela dei minori appartenenti a famiglie della criminalità or-ganizzata vada a passare per l’allontanamento dalle stesse? Condizioni ambienta-li delinquenziali costituiscono necessariamente un impedimento rispetto al sano sviluppo psicofisico di un minore? Qual è il quadro giuridico e quello giurispruden-ziale entro cui la questione si inscrive? Quali sono stati i provvedimenti giudizial-mente posti in essere e quali risultati hanno conseguito?

Raffaella Sette, Simone Tuzza

Abuso su minori in contesti istituzionali a carattere religioso: la parola agli operatori

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

I criminologi si trovano sempre più spesso ad affrontare la problematica relati-va al verificarsi di abusi e maltrattamenti su minori. Tale questione, però, risulta difficilmente indagabile per via della natura fragile delle vittime e per i contesti in cui solitamente si verificano questi eventi e cioè gli ambienti familiari o quelli a ca-rattere istituzionale (come scuole, centri ricreativi e sportivi, strutture ecclesiastiche). Negli ultimi anni alcuni scandali relativi ad abusi perpetrati nei confronti dei minori all’interno di organizzazioni religiose e/o di ispirazione religiosa hanno de-stato l’interesse dell’opinione pubblica angloamericana, ma non solo. Questo particolare tipo di contesto in cui vengono perpetrati tali abusi su minori conduce a dover affrontare la questione sotto molteplici aspetti. Difatti, in deter-minati ambienti, molti fattori concorrono a rendere difficoltosa l’individuazione dell’abuso che risulta, per questo motivo, estremamente sottostimato. Il presente articolo, grazie alle informazioni ricavate da interviste semi-strutturate e focus group effettuati con criminologi, operatori del controllo sociale, educatori ed assistenti sociali nell’ambito della ricerca europea "SAFE - Suppor-ting Action to Foster Embedding of child safeguarding policies in Italian faith led organizations and sports club for children" (grant agreement n° 856807), si concentrerà sulla problematica degli abusi sui minori in organizzazioni religiose e/o di ispirazione religiosa con il fine di raccogliere nuovi elementi sul fenomeno, carat-terizzato da un elevato numero oscuro, e di proporre strategie d’intervento per la prevenzione della vittimizzazione. La partecipazione allo studio di testimoni signi-ficativi impreziosisce la pertinenza dell’approccio qualitativo proposto ed è utile per mettere in evidenza una questione scarsamente trattata dalla ricerca socio-criminologica italiana.

Raffaella Sette, Simone Tuzza

Introduzione

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 2 / 2021

Anne-Iris Romens

Lavoro da remoto, conciliazione tra tempi di vita e lockdown: per una prospettiva di genere

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 160 / 2021

Un numero crescente di pubblicazioni in lingua italiana studia il lavoro da remoto, in particolare dopo che il lockdown ha costretto migliaia di lavoratrici e lavoratori a ricorrere a questa modalità lavorativa. Tuttavia, sono poche le ricerche che analizzano l’argomento con una prospettiva di genere. Attraverso la revisione della letteratura, il contributo mette in discussione l’idea secondo la quale il lavoro da remoto permetta di migliorare la conciliazione tra i diversi tempi di vita, riducendo le disuguaglianze in base al genere. L’articolo sostiene che sia necessario contestualizzare il lavoro da remoto, in quanto in un regime di genere asimmetrico come quello italiano, questa modalità può rafforzare la divisione tradizionale del lavoro in base al genere. Si rivisitano inoltre in una prospettiva di genere le nozioni utilizzate nella letteratura per riferirsi al lavoro da remoto e alla conciliazione tra vita e lavoro. Quindi l’articolo studia, contestualizzandolo, l’impatto del lavoro da remoto sulla conciliazione tra tempi di vita. Infine, nelle conclusioni ci soffermiamo sugli ambiti nei quali potrebbero essere svolte ulteriori ricerche.