RISULTATI RICERCA

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I richiedenti asilo sono un gruppo particolarmente vulnerabile a forme di insicurez-za alimentare. Esistono tuttavia pochi studi che analizzino l’ampiezza e le cause di questo fenomeno in Europa. Questo studio indaga la sicurezza alimentare tra i ri-chiedenti asilo nei centri di accoglienza norvegesi. Lo studio è stato condotto at-traverso un questionario somministrato a 205 richiedenti asilo in otto centri e un’osservazione partecipante. L’indagine mostra che il 93% soffre di insicurezza alimentare e che la loro dieta è poco variata. Le condizioni abitative rendono dif-ficile mantenere il ruolo dei pasti come forma di commensalità. Questa indagine mostra che il cibo, o per meglio dire la sua mancanza, diviene un modo per sottoli-neare la precarietà e l’esclusione sociale dei richiedenti asilo anche in una società, come quella norvegese, conosciuta per uno stato sociale universalistico che mira a mantenere il benessere dei suoi cittadini.

Mariasole Pepa

Cooperazione agricola Cina-Tanzania: innovazione o dipendenza?

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

Negli ultimi decenni i maggiori cambiamenti nella geografia dello sviluppo sono relativi all’ascesa dei paesi BRICS e in particolare alla Cina in Africa. L’articolo – servendosi dell’esempio fornito, attraverso una ricerca sul campo, dal Centro di dimostrazione tecnologica dell’agricoltura in Tanzania – si propone di esaminare l’evoluzione della cooperazione agricola Cina-Africa come rappresentativa di pratiche e modalità della cooperazione Sud-Sud. Il contributo interroga la presenza cinese in Africa come generatrice di relazioni di dipendenza e, allo stesso tempo, riflette sul ruolo della Cina come elemento di diversificazione della dipendenza africana. La ricerca condotta intende stimolare una riflessione critica sulla cooperazione agricola sino-africana, contribuendo al dibattito geografico circa lo sviluppo delle relazioni BRICS-Sud.

Luca Tricarico, Andrea Billi

Come organizzare le comunità energetiche? Un’ ipotesi di prospettiva metodologica osservando due casi studio i

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

La diffusione di iniziative comunitarie nell’ambito della produzione energetica sollevano molti interrogativi che richiedono nuove interpretazioni per l’analisi di tali processi. Tra queste, le Imprese di Comunità Energetiche rappresentano tipologie di organizzazioni specifiche, basate su piena proprietà collettiva e su schemi di investimento e collaborazione tra stakeholder locali in contesti territoriali definiti. Attraverso l’indagine di due casi di studio italiani, il presente articolo esamina l’operato di project manager, comunità ed altri stakeholder locali nelle diverse fasi del processo di coinvolgimento nello sviluppo delle iniziative. L’obiettivo principale è identificare una prospettiva metodologica con cui è possibile analizzare i processi di sviluppo locale realizzati da queste iniziative in una logica multi-stakeholder, confrontate con una survey sul “valore locale aggiunto” percepito dalla comunità di investitori nel progetto. Lo studio conclude con l’identificazione di alcune condizioni necessarie per realizzare il coinvolgimento della comunità locali in queste iniziative, delineando possibili competenze e strategie sperimentabiliall’interno del settore emergente delle Comunità Energetiche.

Recentemente l’UNESCO ha invitato gli studiosi ad approfondire lo studio delle dinamiche storiche e ambientali che hanno portato nel corso del tempo allo sviluppo di specifici ecosistemi e paesaggi, definiti come ‘bio-cultural heritage’. Raccogliendo questo stimolo, il contributo è dedicato a caratterizzare storicamente i pascoli alberati di larix decidua alpini: a partire dalla bibliografia sulla storia e sull’ecologia del larice, due casi studio di lariceti passati e presenti in Trentino sono approfonditi utilizzando un metodo geostorico che combina analisi di fonti documentali e osservazione di terreno. In conclusione, i lariceti risultano essere un prodotto di pratiche di uso e gestione delle risorse pascolive e forestali, capaci di fornire vari servizi ecosistemici, ma ad oggi a rischio di scomparsa.

Dario Bertocchi, Nicola Camatti, Jan van der Borg

Tourism Peaks on the Three Peaks. Using big data to monitor where, when and how many visitors impact the Dolomites UNESCO World Heritage Site

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

Overtourism studies are increasingly focused on the relationship between tourists and residents. This includes the livability of the destination and the well-being of its residents; the growth of the tourism sector (particularly unchecked or unlimited growth), as well as the threat to natural heritage, such as beaches and mountains. A number of researchers have also highlighted the popularity of the term, as well as the lack of a theoretical understanding of the implications of it, and practical solutions to the problems posed by overtourism. This research aims to monitor the impact of, and understand the problems posed by, overtourism through approaching the phenomenon through the lens of big data analytics. The location of thisresearch is a UNESCO World Heritage site in Italy, namely the Dolomites. By using telco data, we were able to apply a big data analysis of a destination in order to monitor the movement of tourists and day visitors. By analyzing their behaviour at the destination, it has been possible to quantify daily visitors and analyse how they impact this natural site. In addition, it has beenpossible to compare statistical data with big data, which offers new insights into tourism at the destination. This research, by exploiting the value of big data in tourism, creates a heritage usage rate as well as new indicators for the measurement of overtourism. Ultimately, this can help to control tourism flows and mitigate negative externalities.

Nico Bazzoli, Eduardo Barberis, Domenico Carbone, Joselle Dagnes

La didattica a distanza nell’Italia diseguale. Criticità e differenze territoriali durante la prima ondata C

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

Le misure intraprese dal governo italiano per il contenimento della prima ondata Covid-19 hanno avuto importanti ricadute sul mondo della scuola. Il diffuso ricorso alla didattica a distanza (DAD), pur avendo permesso un certo grado di continuità didattica in una situazione emergenziale, è stato accompagnato da numerose criticità che si sono innestate sulle condizioni di vulnerabilità preesistenti. Considerando le importanti disuguaglianze territoriali che caratterizzano il contesto nazionale, questo lavoro approfondisce alcuni impatti dell’implementazione emergenziale della DAD tra le regioni italiane. L’articolo fornisce misura delle relazioni tra alcuni elementi di divario territoriale e una serie di criticità – tra cui i livelli di partecipazione e le problematiche di apprendimento degli studenti, le principali difficoltà riscontrate dagli insegnanti e il loro grado di soddisfazione – che sono state rilevate attraverso una web-survey somministrata a un campione di oltre 3.000 insegnanti.

Anastasia Battani, Maurizio Memoli, Elisabetta Rosa

Public time-space, Interstices, Intersections and Traces-as-remains: Possible Chronotopes of the European District in Brussels

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

The most common image of the European Quarter of Brussels is built on the idea of a clean, free, safe and controlled space that attracts people with high economic, social and cultural capital, and a growing number of "passing" users (tourists or consumers). Against this background, our research aimed to investigate the nexus between the material, symbolic, normative and discursive construction of the EU district time-space, on one hand, and everyday life, on the other. To do so, we explored the potential of a rhythmic and nonrepresentational approach in deconstructing dominant socio-spatial-temporal representations, scraping off the layers of the commonly-known to unveil alternative chronotopes. In this article, we present and discuss a reinterpretation of our experience and discuss the results of our analysis through four chronotopes linked to the spatio-temporal rhythms we observed, rhythms we have called Public time-space, Interstices, Intersections and Traces-as-remains.

Maria Gemma Grillotti Di Giacomo, Pierluigi De Felice

In attesa dei risultati dell’ultimo Censimento generale dell’agricoltura. Come utilizzare i dati aderendo alla realtà territoriale: riflessioni di

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

L’ultimo Censimento decennale dell’agricoltura italiana: verso un’informazione più immediata o più astratta?  Nel primo semestre 2021 si è svolto il 7° Censimento generale dell’agricoltura italiana, l’ultimo caratterizzato – come i precedenti – da intervalli intercensuari a cadenza decennale e da un rilevamento diretto che ha coinvolto ciascuna e tutte le aziende presenti sul territorio nazionale.La disponibilità di migliori e più agevoli strumenti informatici di comunicazione e di informazione ha consigliato – e consentirà d’ora in poi – al nostro Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) di fare a meno del questionario cartaceo, permettendo così di raggiungere con maggiore immediatezza le unità produttive da intervistare e di accedere in tempi, assai più brevi che nel passato, ai dati raccolti in oltre un milione e 700 mila aziende agricole italiane. I primi risultati saranno, infatti, già disponibili nell’autunno dello stesso anno 2021 e quelli definitivi nella primavera del 2022. Si tratta di un salto di qualità che per un verso favorisce il contatto diretto dei rilevatori con gli operatori agricoli e per altro verso offre la possibilità di consultazioni rapide, facilitando così una più tempestiva messa a punto degli interventi politico-amministrativi destinati alle nostre campagne.

Informazione bibliografica

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 3 / 2021

L’Informazione bibliografica del numero 3/2021 della «Rivista Geografica Italiana» presenta le recensioni dei seguenti testi:    Donna Haraway, Chthulucene. Sopravvivere in un pianeta infetto (Michele Bandiera) Cristiano Giorda, a cura di, Geografia e Antropocene. Uomo, ambiente, educazione (Marco Tononi) Paola Piscitelli, a cura di, Atlante delle città. Nove (ri)tratti urbani per un viaggio planetario (Marco Santangelo) Martina Tazzioli, The making of migration: The biopolitics of mobility at Europe’s borders (Silvia Aru) Mercedes Bresso, Claude Raffestin, I duecentocinquantamila stadi di Eratostene, al tempo del virus. Dialoghi fra un geografo e una economista ambientale, in giro per il mondo (Alessandro Ricci) Ernesto C. Sferrazza Papa, Le pietre e il potere. Una critica filosofica dei muri (Marcello Tanca) Vincent Berdoulay, Olivier Soubeyran, L’aménagement face à la menace climatique (Angelo Turco) Isabella Giunta, Sara Caria, a cura di, Pasado y presente de la cooperación internacional: una perspectiva crítica desde las teorías del sistema mundo (Mariasole Pepa) Sara Luchetta, Dalla baita al ciliegio. La montagna nella narrativa di Mario Rigoni Stern (Giacomo Zanolin) Edoardo Boria, Storia della cartografia in Italia dall’Unità a oggi. Tra scienza, società e progetti di potere (Anna Guarducci) Maria Luisa Sturani, Dividere, governare e rappresentare il territorio in uno Stato di antico regime. La costruzione della maglia amministrativa nel Piemonte Sabaudo (XVI-XVIII sec.) (Anna Guarducci) Egidio Dansero, Davide Marino, Giampiero Mazzocchi e Yota Nicolarea, a cura di, Lo spazio delle politiche locali del cibo: temi, esperienze e prospettive (Chiara Spadaro) Giorgio Osti, Elena Jachia, a cura di, AttivAree. Un disegno di rinascita delle aree interne (Raffaella Coletti) Lucilla Barchetta, La rivolta del verde. Nature e rovine a Torino (Alberto Vanolo)   Per leggere i contributi integralmente, cliccare sul quadratino in alto denominato “PDF”.

Questo articolo propone il concetto di ostipitalità (Derrida, 2000) per analizzare i collegamenti tra cibo, appartenenze e commensalità. L’osservazione partecipante e le interviste semi-strutturate permettono di individuare, nelle diverse aree e tra le tipologie di attività commerciali del mercato di Ballarò, le forme di "convivenza armata" fra autoctoni e migranti e di relativa prevalenza del "cotto" e/o del "crudo". Se il cibo cotto è ospitale a determinate condizioni, il cibo crudo ha maggiori probabilità di stabilire ostipitalità durevole oltre che condizionata. A Ballarò la prevalenza degli esercizi commerciali del crudo sembra costituire un freno rispetto alla delocalizzazione degli ipermercati e ai processi di disembedding tra economia e vita sociale urbana (Polanyi, 1944; Giddens, 1991).

Franca Bimbi, Paolo Gusmeroli

Commensality as citizenship. An Ethnographic Journey through Food and Migration

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2021

This introduction to the special issue Food, Migration, Passages. Foodways which are brought and met, outlines encounters and misunderstandings between Migra-tion Studies and Food Studies. Focusing on the ambivalent power relations in both doing and writing ethnographies, we discuss the increasing concern for the analysis of the way in which material and cultural dimensions in food practices intertwine. The metaphor and reality of migrants’ "food suitcase", and the journey it makes, is used to consider analogies between commensality/conviviality in food dynamics and citizenship processes. The individual and collective acts of commensali-ty/conviviality define boundaries through secular rituals and normative require-ments, in the same way as citizenship policies define territorial and legal borders limit the inclusion of migrants. Food that circulates, in the next six articles, mirrors the inequalities and interdependencies of the subjects involved, as well as their dif-ferent possibilities of agency

Madan Biswal, Arun Kumar Acharya

Food Insecurity and Temporary Migration of Youth in India

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2021

The agrarian economy of India continues to be a major source for providing food throughout the country, although, in the past two decades, the economy has grown at remarkable rates; however, the impact of high economic growth on food securi-ty has been to a certain extent minimal. This weak correlation between economic growth and food security in India has forced people to migrate from rural to urban areas. Using primary data collected from 60 youth migrants in Bargarh district of western Odisha, India, this paper examines the linkage between food insecurity and temporary migration. The results indicate that, food insecurity which is asso-ciated with household’s limited handholding or no lands plays an important role in the migration decision process, which is characterized by aspirations, planning and final decision to migrate. Migration has become a key component of livelihood strategies for an increasing number of rural households in the region.

Le migrazioni odierne costituiscono un cambiamento strutturale della società contempora-nea, manifestano i segni delle trasformazioni degli assetti geopolitici mondiali, le dinamiche della globalizzazione e gli effetti che essa sta producendo sulla società (Sassen, 2014; Geisel-berger, 2017; Bauman, 2017; Latour, 2017). Il mondo sta cambiando profondamente e al tempo stesso cambiano gli strumenti di lettura della società: la globalizzazione e lo sviluppo delle nuove tecnologie hanno creato interconnessioni ed interdipendenze che mettono in di-scussione categorie concettuali autoreferenziali ed etnocentriche. In questa prospettiva, le migrazioni globali e la crescente mobilità verso l’Europa rendono molto rilevante l’analisi dei processi di inclusione sociale in relazione alle risposte che offrono i sistemi educativi. Non si tratta più solo di accogliere migrazioni temporanee, ma di imparare a costruire insieme, e imparare ad abitare uno spazio comune in vista di insediamenti durevoli (Latour, 2017). Questo cambiamento induce a rivedere radicalmente il canone monoculturale della scuola, a ripensare le strutture organizzative, il progetto pedagogico e le sue matrici curricolari. Il cambiamento epocale di questi ultimi decenni induce ad assumere una nuova vision in cui la scuola è chiamata a confrontarsi con le trasformazioni che attraversano la società globale e con il riemergere della condizione antropologica dell’homo migrans, in movimento da una parte all’altra del globo attraverso infrastrutture fisiche e/o telematiche, che porta a ridefinire i contenuti della cittadinanza sociale in una prospettiva planetaria. Questa visione avvalora e rende ancora più urgente il progetto dell’«Educazione interculturale» che, ancora impro-priamente associata al governo dei flussi migratori e all’inclusione scolastica degli alunni figli di immigrati, rappresenta un’occasione di rinnovamento culturale per la società nel suo insieme. In questa ottica, l’articolo intende definire i caratteri dell’educazione interculturale e, a partire dall’analisi delle pratiche di inclusione scolastica degli alunni con background mi-gratorio, mettere a fuoco le competenze e le professionalità necessarie a fronteggiare la plu-ralità dei bisogni educativi che si pongono nelle classi scolastiche italiane al fine di integrare tutte le diversità.

Negli ultimi decenni il numero delle persone che vivono una parte significativa della propria vita adulta da soli è cresciuto esponenzialmente in tutti i paesi occidentali: in Italia una fami-glia su tre è composta da una sola persona e nelle aree metropolitane a essere composta da una sola persona è ormai una famiglia su due. Nonostante l’importanza che questo fenomeno ha assunto e nonostante l’impatto che ha sulle comunità, esso risulta ancora relativamente assente dal dibattito culturale così come dalla programmazione delle politiche sociali. Il testo lo affronta assumendo un’ottica di genere e, partendo dai dati raccolti attraverso una indagine condotta nella città di Milano su un cam-pione di novecentoottantotto persone di età superiore a quaranta anni che vivono da sole, descrive come queste hanno fronteggiato il lockdown e più in generale la pandemia da Covid-19.

A cura della Redazione

Introduzione

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2021

Elena Boccon, Domenico Massano, Alessandro Milanesio, Antonio Murtas, Matteo Viberti

Un processo di produzione vinicola come rottura della prassi normalizzante

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2021

Il lavoro descrive come dal 2015 ad oggi siano state accolte circa quindici persone con fragi-lità all’interno della progettualità 8Pari. I beneficiari sono persone che hanno avuto poca possibilità di sperimentare le proprie capacità e competenze lavorative, in parte a causa delle difficoltà e fragilità presenti (non per tutte legate alla disabilità) ma anche e soprattutto a causa della mancanza di contesti idonei ad accoglierli. In questo lavoro si presenta una ri-flessione sulle dinamiche di inclusione generate dall’azione produttiva nel contesto agricolo, in una prospettiva aperta ed in divenire. Le persone che ogni giorno creano il vino 8Pari so-no state coinvolte direttamente nel processo di raccolta delle informazioni propedeutiche alla scrittura e riflessione critica. In particolare, nel lavoro si illustrano tre dimensioni: storica, riepilogativa di 8Pari nei suoi sviluppi identitari fino ad oggi e come esso si sia intersecato al contesto sociale e lavorativo circostante; fenomenologica, esplorativa dei vissuti emotivi e delle dinamiche relazionali vissute dai lavoratori rispetto alla pratica quotidiana e rispetto al contesto esterno. E "prospettica", ipotizzando come la pratica di 8Pari possa essere miglio-rata e integrata tentando di superare i tradizionali modelli di inclusione, per portare al cen-tro del dibattito una riflessione critica e un’azione trasformativa sulla dicotomia normali-tà/disabilità.

M. Girolama Caruso, Anna Valeri

Sicut palea: Merini sotto l’urto del rifiuto

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2021

Il contributo si basa sul proficuo rapporto tra letteratura e sociologia e sulla relazione bidi-rezionale di conoscenza e analisi critica legata ai mutamenti sociali. La letteratura, per la sua portata, spesso, infatti, è uno strumento di riflessione sociologica. La relazione biunivoca tra letteratura e sociologia si ha quando gli argomenti letterari fuoriescono dall’analisi del testo e assumono la veste di riflessione sociologia. Il lavoro presenta due livelli di analisi: - la rilevanza didattica di un personaggio come la Merini, che è partita come analisi concreta della forma linguistica, risultante di un passaggio retorico da una sovrabbondanza di senso ad una pagina bianca, da una parte, e ricerca - discreta ma rigorosa della rap-presentazione invasiva sulla società del personaggio-artista, nel conflitto mai risolto della contaminazione genio-follia. - la riflessione sociologica che discende dal progetto didattico "Ricordami il pensiero della vita. Il mondo di Alda Merini" è stato motivo di approfondimento empirico sul concetto di normalità, stereotipo e dis-abilità. I quesiti proposti nella sezione sulla disabilità sono molteplici fanno riferimento alla tipologia della disabilità, alla rappresentazione sociale della dis-abilità livello di accettazione; l’inclusione e la relazione tra creatività e follia. La biografia della Merini ha avuto un significato particolare poiché, pur essendo esposta al giudizio e alla vergogna, il suo essere è una sfida alle gerarchie dell’abilismo.

Alice Scavarda, M. Ariel Cascio, Valeria Quaglia

Fare ricerca qualitativa con persone disabili: possibili sfide e benefici

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2021

A partire dal confronto di tre ricerche empiriche, questo contributo si pone l’obiettivo di ri-flettere sulle principali sfide metodologiche ed etiche connesse alla conduzione di ricerche qualitative che prevedono la partecipazione delle persone disabili. Più in particolare, i tre casi studio sono stati selezionati strategicamente, ovvero sulla base dell’utilizzo di tecniche di ricerca qualitativa che implicano un grado crescente di coinvolgimento delle persone con di-verse forme di disabilità (fisica, mentale e relazionale). Le autrici discutono, a partire da esempi tratti dalle ricerche presentate, di come la partecipazione alla ricerca da parte di per-sone con caratteristiche ed esperienze differenti comporti sfide metodologiche ed etiche speci-fiche. Se colte dai ricercatori, queste sfide offrono la possibilità non solo di ampliare la cono-scenza di contesti sociali poco esplorati, ma anche di contribuire alla promozione del benes-sere e dell’autoaffermazione delle persone disabili.

Ève Gardien

Between normality and disability: Sensitive cognitive boundaries

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2021

Within the framework of a cognitive sociology of everyday life (Schütz, 1962; Berger and Luckmann, 1966; Zérubavel, 1997), this article proposes to explore the effects of normality and of norms, accepted as reality/truth, on people who are experiencing rare situations. First, we will analyze the practical consequences of these norms on the use of the body and the physical environment. Then, based on the sociology of knowledge of everyday life, we will ex-plain the partial lack of semanticization (Gardien, 2008) of the reality lived by people in rare situations. These analyses will highlight the major role of generally accepted criteria of rele-vance, and of the poorly recognized perceptual and cognitive boundaries that result from them. The conclusion will lead to courses of action aimed at broadening the field of intersub-jectivity to include greater cognitive diversity.