RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105987 titoli

Letizia Carrera

Centri storici tra specificità e processi di mutamento

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Il dibattitto italiano sui centri storici, caratterizzato per lungo tempo da un andamento carsico, è stato spesso carente sia sul piano del riconoscimento della loro specificità, sia su quello di un’analisi processuale delle loro caratteristiche. Il punto di partenza è riconoscerli come parte integrante della città ma, allo stesso tempo, come parti caratterizzate da tratti specifici. Alcune volte i centri storici sono considerati come una risorsa per la città in termini di sviluppo sociale ed economico; altre volte come un problema che richiede strategie di intervento. L’autore propone una riflessione che muove dalle peculiarità di ciascuna realtà, per connettersi a una proposta tipologica centrata sui processi di cambiamento che caratterizzano i centri storici. Questa prospettiva di analisi rappresenta anche la possibilità di orientare interventi progettuali in vista di politiche di rigenerazione urbana.

Ivana Matteucci

Personal network e comunità ibride: le social street

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Questo articolo intende verificare come il personal network generato nello spazio online tramite l’appartenenza ai gruppi social e alle comunità virtuali, rappresenti un contributo e un supporto alla vita relazionale del soggetto nello spazio sociale reale. É stato compiuto uno studio esplorativo dove, attraverso l’analisi di un caso, sono state gettate le basi interpretative per la comprensione del fenomeno delle Social Street, che in future ricerche potranno essere testate su un numero più ampio di casi. Con il metodo del questionario online sono stati coinvolti alcuni iscritti a un gruppo Facebook di una Social Street. Si è trovato che la vita comunitaria online dei soggetti può essere significativamente connessa alla vita offline del gruppo nello spazio sociale urbano condiviso costituito dalla strada, configurando il nostro esempio come comunità ibrida e caso concreto di realtà aumentata.

Paola Piscitelli

In the waithood. Vecchi e nuovi confinamenti nella Johannesburg post-apartheid

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Dal regime dell’apartheid ad oggi, i ghetti sudafricani hanno assunto configurazioni distinte e articolate, che richiedono un monitoraggio consapevole della loro evoluzione, attento a carpirne le trasformazioni e scevro da retoriche sensazionalistiche di necessaria rimozione forzata. L’articolo ricostruisce gli effetti della divisione ereditata dalla Johannesburg post-apartheid nella vita quotidiana di un’adolescente immigrata in una township alle prese con il nuovo confinamento da Covid-19. Un’attesa nell’attesa per un profilo rappresentativo di un’intera generazione "in the waithood", la cui urgenza di futuro invoca il ripensamento di uno sviluppo urbano fondato sulla relazionalità e non sulla divisione per ricucire il frammentato tessuto socio-economico della città più diseguale del mondo.

Claudia Mantovan, Gaja Maestri

Donne e rom. Segregazione razziale, oppressione di genere e resistenze

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Ispirandosi al recente filone di ricerca dei critical Romani studies, l’articolo si prefigge di connettere la letteratura intersezionale con quella sulla segregazione abitativa e razziale delle minoranze rom e sinte, con l’obiettivo di gettare luce sulle specificità di genere di questo fenomeno. L’analisi delle traiettorie abitative e sociali di tredici donne rom immigrate in Italia permette di evidenziare l’intreccio tra discriminazione razziale e oppressione di genere, ma anche le forme di resistenza e di "ordinary agency" attraverso cui le donne cercano di fronteggiare le proprie difficoltà e di migliorare la propria situazione.

Il saggio ha due obiettivi. Il primo è quello di descrivere le continuità e le differenze riscontrabili nelle dinamiche di esclusione che producono i campi rom, luoghi di segregazione abitativa gestiti, direttamente o indirettamente, dai comuni italiani, e i ghetti agricoli, luoghi di segregazione abitativa che nascono in modo informale per dare alloggio ai lavoratori stagionali stranieri. Il secondo obiettivo è quello di analizzare gli interventi pubblici fino ad oggi messi in campo dalle istituzioni italiane per affrontare la questione abitava di gruppi di popolazioni pensate erroneamente come omogenee e portatori di bisogni comuni. Tanto nel caso dei rom, quanto in quello dei braccianti stranieri, le istituzioni italiane hanno utilizzato prevalentemente un approccio emergenziale basato sull’eccezionalità che ha prodotto e continua a produrre rilevanti contraddizioni e forme di esclusione sociale.

Tom Slater

The ghetto as stigmatizing mythology: three European examples

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Questo articolo affronta l'annosa questione del "ghetto", soffermandosi in particolare sulla pericolosa mitologia e sul panico politico che circonda il termine. A partire dall'uso opportunistico del termine ghetto, si mostra come questo sia una strategia politica di stigmatizzazione di aree in cui vivono in gran parte le minoranze etniche, in particolare quelle che risiedono in complessi di edilizia popolare, fondamentalmente dissoluti e irrimediabilmente disorganizzati. Concentrandosi su tre contesti nazionali, Gran Bretagna, Danimarca e Belgio, l'articolo attinge alla concettualizzazione del ghetto di Loïc Wacquant per sostenere che le costruzioni fittizie di "ghetti" hanno tutto a che fare con la denigrazione razziale della vita delle persone che non può essere separato dalla intensa stigmatizzazione dei luoghi in cui vivono.

Alfredo Agustoni, Alfredo Alietti

Lo spettro del ghetto e i processi di ghettizzazione. Considerazioni introduttive

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 125 / 2021

Il termine ghetto ha assunto sempre più una sua connotazione emotiva che assume i contorni di una vera e propria eccezionalità e morbosità sociale. A partire da una sintetica rassegna della lunga tradizione sociologica si propone una riflessione introduttiva orientata ad analizzare quanto di evocativo si associ al ghetto. Ciò svela il suo potenziale retorico e stigmatizzante. Inoltre, il ghetto nella sua articolazione urbana e/o rurale mostra di essere l’esito di politiche di esclusione, come individuato dall’estesa letteratura sociologica nordamericana sul tema.

A cura della Redazione

Recensioni

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2021

Francesca Bertolini Neri

In ringraziamento e ricordo di Andreas Giannakoulas

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2021

In questo lavoro l’autrice passa in rassegna i principali lavori scritti da Andreas Gianna-koulas, ricostruendone il lavoro di formazione all’interno della società psicoanalitica britannica, facendo riferimento ai suoi maestri nell’ambito del gruppo indipendente. Discute alcuni dei lavori scientifici principali per la conoscenza del suo pensiero psicoanalitico soprattutto verso pazienti difficili e ricorda l’importanza della sua figura di maestro non dogmatico all’interno di Aipsi e nelle istituzioni psicoterapeutiche a indirizzo psicoanalitico di bambini e adolescenti di cui è stato socio fondatore a Milano e a Roma.

Teresa Iole Carratelli

Sul viaggiare analitico di Andreas attorno alla Sibilla Morta

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2021

L’autrice rende omaggio con il suo commento all’articolo teorico clinico di cui sopra in cui Andreas Giannakoulas ci lascia una testimonianza della sua arte di analizzare una paziente dif-ficile. L’autrice sottolinea come Andreas dialoghi con Winnicott e con Green accettando che la sfida della rappresentabilità, al di qua e al di là della rimozione, sia una delle poste in gioco su cui cimentarsi nella clinica psicoanalitica contemporanea. Ci sono inoltre riflessioni sulla dop-pia portata del Negativo che emerge nell’analisi di questa paziente nella sua dimensione struttu-rante e in quella destrutturante. La puntuale attenzione del clinico alla decodifica del contro-transfert, a partire da quello somatico nell’area del Negativo di questi pazienti, stimola l’autrice a considerare l’utilità clinica di differenziare "il crollo" nell’accezione di "collasso" dell’Ambiente primario conosciuto, non pensato, dal breakdown in cui l’Io implode nel Sé corporeo: due significati clinici diversi, comparabili alle due accezioni con cui il traduttore in italiano di Winnicott distingue il "crollo-collasso" dal breakdown, termine di uso corrente nella lingua italiana.

Andreas Giannakoulas

La Sibilla Morta. Riparazione e restituzione di un’assenza

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2021

L’autore descrive in questo lavoro gli effetti della depressione materna sullo sviluppo del bambino, richiamando i lavori di Winnicott e di Green sulla "madre morta" e discutendo in particolare l’impossibilità per i bambini di riparare l’umore materno. Il caso clinico discusso permette di affrontare vari ed interessanti temi a cominciare dal ruolo delle percezioni visive madre-bambino, delle caratteristiche del "fantasying", della di-fesa maniacale, ma soprattutto dell’uso del controtransfert come guida per stati di funzionamento primitivi. In particolare, descrive nella terapia la necessità di una regressione alla dipendenza, complessa per i pazienti che si confrontano con una assenza, e della possibilità di instaurare un holding che assicuri il riassestamento dei processi maturativi interrotti.

Paolo Mariotti

Jorge Canestri: un ricordo

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2021

Serietà di pensiero, responsabilità clinica e grande rigore morale, che hanno caratterizzato la vita professionale di Jorge Canestri, e la passione nel trasmettere la sua grande cultura, ce lo indicano come un maestro nell’ambito psicoanalitico.

Nelle brevi note inerenti il lavoro di J. Canestri Il concetto di processo analitico e il lavoro di trasformazione ci si sofferma sulla complessa compagine teorica che caratterizza il modo in cui l’autore pensa la teoria psicoanalitica. Attingere a campi del sapere, che spaziano dalla fisi-ca alla matematica, dall’epistemologia alla filosofia, costituisce la premessa indispensabile e necessaria a creare punti di intersezione tra ciò di cui parla la scienza e l’esperienza analitica senza rinunciare a uno "specifico" psicoanalitico.

Jorge Canestri

Il concetto di processo analitico e il lavoro di trasformazione

PSICOANALISI

Fascicolo: 1 / 2021

L’Autore affronta specificamente due argomenti: il concetto di processo psicoanalitico ed il lavoro di trasformazione che in esso si svolge. In particolare, in relazione al lavoro di trasformazione, vengono principalmente esami-nate le vicissitudini di uno degli elementi che contribuiscono a renderlo possibile: la costru-zione, nella mente dell’analista, di segmenti di teoria nel lavoro clinico.

Giuseppe Pizzolante

Recensioni

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 53 / 2021

Greta Melli, Anna Lascari, Michela Adele Pozzi

La Psicologia Analitica ai tempi del Covid-19. Un dialogo a tre

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 53 / 2021

Lo scritto nasce da una serie di videochiamate tra amiche, colleghe, analiste. Le Autrici hanno sentito l’esigenza di lasciare traccia dei sentimenti che in questo momento di emergenza da Covid-19 abitano le stanze d’analisi. Attraverso lo scambio e il dialogo si intrecciano emozioni di paura, tristezza, ansia, incredulità, confusione che pongono analista e paziente in una condizione condivisa e intima, quasi a voler colmare la distanza fisica che è invece imposta. Quali le responsabilità degli analisti? Fare da contenitore alle angosce dilaganti e senza nome del momento; permettere ai pazienti di esplorare il proprio mondo interno in un contesto sicuro, accogliente e nuovo quale quello della terapia online. Muovendosi tra i tre diversi punti di vista e i modelli teorici di riferimento, nell’articolo vengono posti alcuni interrogativi rispetto alle terapie online in risposta all’emergenza sanitaria corrente e a come questo periodo potrebbe diventare un motore di riflessione e di cambiamento; infine, apre a una riflessione più ampia rispetto a come la Psicologia Analitica si possa porre al servizio della comunità.

Nel presente articolo mi propongo di studiare la Risposta a Giobbe di Carl Gustav Jung. Com’è noto, il padre della psicologia analitica concepiva l’immaginario religioso come espressione delle dinamiche psicologiche di un uomo in continua evoluzione. La lettura qui adottata, in linea con questa posizione, vede nella Risposta a Giobbe la rappresentazione della divinità come soggetta a un processo di individuazione analogo a quello che il paziente compie durante il trattamento analitico.

In una vignetta clinica, l’analista si muove lungo i nodi dei processi di trasformazione terapeutica. Particolare attenzione viene da lei prestata al suo controtransfert, specialmente alle immagini che emergono, alla sua esperienza corporea e ai sogni in relazione agli stati psicologici della sua controparte che sono solo debolmente rappresentati. L’intenzione dell’autrice è di descrivere in quali configurazioni la comunicazione inconscia si mostra nella coppia analitica, in che modo ci si può riflettere e quale influenza ha sul processo analitico.

L’articolo prende in esame una "caduta" avvenuta nel corso di un’analisi, in un momento in cui l’attenzione analitica era focalizzata sul livello conscio, dissociata dagli aspetti incarnati e viscerali del paziente. L’attenzione focalizzata troppo rigida viene qui descritta come una potenziale difesa che tiene a distanza le esperienze di sopraffazione e vulnerabilità inscritte nel corpo, esperienze che potrebbero dominare oscuramente parti della personalità non illuminate dal ristretto raggio di luce della consapevolezza cosciente. D’altra parte, come un sogno che emerge dall’inconscio, così un enactment dell’analista porta nella stanza d’analisi aspetti trascurati della relazione transferale. In seguito, la mente sognante del paziente ha prodotto alcune immagini che hanno suggerito una lettura della dinamica sottostante. Queste sottili comunicazioni, insieme all’atteggiamento del paziente nei confronti del momento di assenza dell’analista, sono considerate come fattori positivi per il raggiungimento di una maggiore integrazione delle esperienze incarnate. Viene discussa la difficoltà dell’analista nel riuscire a formulare tali eventi, insieme alla necessità di tenere in mente tali "accadimenti" per lunghi periodi di tempo prima che possa esserne adombrata una spiegazione.