Il lavoro smarrito
Autori:

Filippo Accettella

Il lavoro smarrito

Con la letteratura, attraverso romanzi e personaggi, questo libro riscopre il significato del lavoro nella sua dimensione più concreta e umana. Un viaggio tra storie, personaggi e idee per riscoprire il significato più profondo del lavoro: quello che la Costituzione lega a libertà, dignità, partecipazione e progresso sociale. Un libro per studenti, manager, HR, docenti, politici e sindacalisti. Ma prima di tutto, per chiunque si sia mai chiesto: cosa cerco nel lavoro? Un lavoro che rende liberi è ancora possibile?

Pagine: 146

ISBN: 9788835196471

Edizione: in preparazione 1a edizione 2026

Codice editore: 2000.1642

Che cosa abbiamo smarrito del lavoro? Possiamo ancora ritrovarlo?
Il lavoro non è soltanto ciò che ci permette di vivere. È molto di più: è il luogo dell’identità, della dignità, dell’autonomia e dell’appartenenza. È il luogo in cui si intrecciano aspirazioni e bisogni, competenze e relazioni, libertà e rapporti di potere.
È il lavoro cercato e mai trovato, quello difeso e quello perduto, quello vissuto con orgoglio e quello sopportato per necessità. È ciò che può emancipare, ma anche umiliare.
È il “lavoro smarrito”: un lavoro che non è scomparso, ma che sembra aver perso la propria direzione e, forse, il proprio significato. Un lavoro ancora presente, ma del quale abbiamo smesso di riconoscere il valore e la funzione.
E che, per ritrovarlo, occorre tornare a guardarlo da vicino. Ma come?
Con la letteratura, attraverso romanzi e personaggi, questo libro riscopre il significato del lavoro nella sua dimensione più concreta e umana: la fatica dei corpi, la ripetitività dei gesti, il rumore delle fabbriche, l’umiliazione del comando, l’ansia dell’attesa, la paura del licenziamento. Ma anche le trasformazioni del presente: gli algoritmi che controllano, l’intelligenza artificiale che cambia professioni e competenze, la frustrazione di chi cerca, senza riuscire, a entrare nel mondo del lavoro. E racconta la soddisfazione del mestiere conosciuto, dell’opera ben fatta, della competenza che cresce, della consapevolezza di essere utili.
Perché la letteratura sa vedere ciò che spesso il linguaggio economico, giuridico e organizzativo rischia di dimenticare: la persona.
Un viaggio tra storie, personaggi e idee per riscoprire il significato più profondo del lavoro: quello che la Costituzione lega a libertà, dignità, partecipazione e progresso sociale.
Un libro per studenti, manager, hr, docenti, politici e sindacalisti. Ma prima di tutto, per chiunque si sia mai chiesto: cosa cerco nel lavoro? Un lavoro che rende liberi è ancora possibile?

Filippo Accettella, appassionato di letteratura, 26 anni di esperienza in HR, ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità in Italia e all’estero. È autore di nove libri con L’Erudita (Giulio Perrone Editore), collabora con Harvard Business Review Italia, insegna e fa ricerca presso La Sapienza Università di Roma, è cultore della materia per l’insegnamento Valutazione e talent management, è ambasciatore dell’Accademia della Gentilezza. Con FrancoAngeli ha pubblicato Il manager senza qualità (2025).

Ilario Alvino, Prefazione
Premessa
Il lavoro smarrito
Il lavoro e la letteratura
Dimensione. Memoriale
Disagio. La vita agra (trilogia della rabbia)
Diritti. Nicola Rubino è entrato in fabbrica
Disoccupazione. Donnarumma all’assalto
Dissonanze. Cordiali saluti
Dignità. La fabbrica del panico
Decisioni. Volevo solo dormirle addosso
Dedizione. La chiave a stella
Demagogia. Il mondo deve sapere
Destino. Sono fame
Desiderio. Works
Demansionamento. Restiamo così quando ve ne andate
Denuncia. Sotto
Digitalizzazione. Il grande ritratto
Epilogo
Ringraziamenti
Le parole del lavoro
Bibliografia

Contributi: Ilario Alvino

Collana: Varie

Argomenti: Principi di organizzazione - Scenari, strategie aziendali

Livello: Saggi, scenari, interventi

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