RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105486 titoli

Michela Bassanelli, Carola D’Ambros

Corpi, Lavoro, Cura. Un’analisi sui luoghi di lavoro condiviso per nuove comunità

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

Studi condotti dopo la pandemia da Covid19 rivelano un incremento della prestazione lavorativa in modalità agile o smart working. Accanto a benefici noti come la riduzione degli spostamenti lavorativi e la rivitalizzazione dei quartieri, il lavoro remotizzato ha generato sia una perdita delle relazioni sociali sia carichi di lavoro eccessivi, in particolare per coloro che svolgono anche mansioni di cura. Gli uffici stanno contraendo i loro spazi e spesso l’abitazione deve accogliere il luogo di lavoro nonostante non abbia le caratteristiche idonee a supportarlo. Il saggio esamina alcuni progetti di coworking, indipendenti e localizzati all’interno di abitazioni collettive, che offrono soluzioni spaziali in grado di conciliare impegni lavorativi e di cura.

Sara Basso, Valentina Rodani

Università tra foodspace e foodscape. Una ricerca progettuale su diritti, pratiche e spazi

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

Nelle varie mission degli atenei, quella legata al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità alimentare si sta progressivamente affermando come una delle più promettenti per esplorare nuove possibili contaminazioni tra università e città. Attraverso progetti e politiche alimentari l’università può rivendicare una nuova ‘agency’ nei territori di riferimento e allo stesso tempo, può ripensare i suoi spazi attraverso la lente dei ‘foodspaces’. Adottando una prospettiva progettuale, questo contributo si interroga su quali siano i ‘foodspaces’ che garantiscono la convergenza tra sostenibilità e giustizia socioambientale e su come essi possano riscrivere le relazioni tra contesti, scale e attori, contribuendo a rendere le università dei ‘foodscapes’ alternativi.

Car dependency deals with spatial and subjective features that add complexity to this concept. This research tries to bridge quantitative and qualitative approaches by exploring the results of a survey on inhabitants’ attitudes and perceptions of car dependency across Lombardia’s diverse territorial contexts. The results reveal heterogeneity within and across different car dependency spatial clusters, challenging deterministic assumptions about car dependency based solely on sociospatial factors. Key findings include the nuanced relationship between selfperception of car dependency, the features of the territorial context, and how users relate to space, activities, and automobiles. The insights underscore the interplay between spatial and subjective dimensions of car dependency, offering a wider understanding of the phenomenon.

Stefano Munarin, Luca Velo, Fabio Roman

Le trame minori nel pedemonte veneto. Indagini e strategie in un territorio multi-politano

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

A partire dall’analisi degli insediamenti, del sistema socioeconomico e delle pratiche di mobilità, questo contributo delinea alcuni interventi per la riduzione della dipendenza dall’automobile nel territorio pedemontano veneto. Riconoscendolo come sistema multipolitano (esito non di una città madre, ma di numerose centralità autonome e interdipendenti), oltre al miglioramento del trasporto pubblico locale e delle pratiche di condivisione, l’articolo propone una riflessione mirata allo sviluppo della pervasiva trama di percorsi minori come supporto per la mobilità attiva quotidiana, la valorizzazione del paesaggio e la riscoperta dell’ambiente. Infine, l’articolo prova a delineare politiche e interventi di riduzione della dipendenza dall’automobile come parte di più complessivi scenari urbanisticoterritoriali.

Paola Pucci, Giovanni Lanza, Giulia Galbiati

L’auto come necessità: la Bassa Pianura Bergamasca

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

La transizione verso modelli di mobilità sostenibile rappresenta una sfida cruciale per i territori periurbani e a bassa densità, dove la dipendenza dall’automobile risulta particolarmente radicata. Questo articolo restituisce le condizioni territoriali che determinano il fenomeno della car dependency nel contesto periurbano della Bassa Pianura Bergamasca, caratterizzato da processi di dispersione insediativa di attività e servizi, conseguente a grandi trasformazioni infrastrutturali. I risultati di un’analisi quantitativa sulla dipendenza dall’uso dell’auto evidenziano l’eterogeneità delle situazioni, ma anche interessanti correlazioni tra densità insediative, localizzazione dei servizi, offerta di trasporto e dipendenza dall’auto, capaci di orientare misure per promuovere intermodalità e complementarità tra auto e altri sistemi di trasporto. Parole chiave: dipendenza dall’auto; aree periurbane; accessibilità di prossimità

Luca Staricco, Gaia Zoppellaro

Muoversi in montagna, senz’auto? Il caso dell’Unione montana del Pinerolese

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

I territori montani presentano generalmente caratteri di bassa densità, frammentazione, dispersione delle destinazioni che, uniti alla conformazione geomorfologica, rendono l’automobile un mezzo spesso indispensabile per la mobilità. L’articolo presenta un’analisi della ‘dipendenza’ dall’uso dell’automobile nell’area dell’Unione montana del Pinerolese, nella Città metropolitana di Torino. I risultati mostrano come tale dipendenza, benché elevata in tutto il territorio considerato, si configuri in forme diverse nelle varie parti dell’Unione, a seconda dei fattori (offerta di trasporto, caratteri del sistema insediativo, aspetti sociodemografici) che ne sono alla base. Profilare queste diverse declinazioni della dipendenza dall’automobile è essenziale per impostare politiche efficaci nell’affrontarla.

Individuare le condizioni per promuovere una transizione postcar in territori altamente dipendenti dall’auto, come gli ambiti periurbani e a bassa densità insediativa, rappresenta una sfida da commisurare alle diverse pratiche di mobilità, condizioni insediative, infrastrutturali e socioeconomiche che caratterizzano questi contesti. Il servizio qui proposto presenta i risultati preliminari della ricerca Prin_Recap che studia le forme e i gradi di dipendenza dall’auto in tre contesti periurbani e montani (Unione montana del Pinerolese, Bassa Pianura Bergamasca, corridoio SchioMontebelluna), analizzati attraverso variabili qualiquantitative capaci di restituirne il carattere processuale e multidimensionale in riferimento agli aspetti sociospaziali, di dotazioni infrastrutturali, e alle preferenze individuali.

I temi e le priorità della Strategia macroregionale alpina (eusalp) vengono esplorati incrociando obiettivi e azioni di nuova infrastrutturazione e digitalizzazione e di tutela e valorizzazione ambientale e paesaggistica (promossi dalle politiche di cooperazione europea) con la definizione di un approccio spaziale. La mappatura del territorio montano della Valtellina e l’interazione con gli attori locali consentono di tratteggiare una figura territoriale mirata a supportare l’approfondimento delle politiche sovraordinate di coesione e il coordinamento della loro attuazione locale. In tale traiettoria, si evidenzia il contributo dell’università nella definizione di strategie ‘territoriali’ di transizione e nello sviluppo di iniziative placebased di innovazione.

L’articolo, a partire dal quadro di sfide comuni ai territori turistici alpini, analizza le trasformazioni del turismo nella provincia di Sondrio. Attraverso la lettura incrociata tra processi di sviluppo turistico e strutture territoriali vengono individuate quattro categorie interpretative che sintetizzano le geografie emergenti prodotte dall’evoluzione dello sviluppo turistico sul territorio valtellinese: poli consolidati, località emergenti, destinazioni stabili e località in contrazione. L’indagine proposta evidenzia come il turismo svolga un ruolo fondamentale nella costruzione del territorio, richiedendo quadri integrati di pianificazione spaziale e strategica capaci di affrontare la complessità dei processi indagati e di orientare la transizione sostenibile in questi territori.

Fin dalla rivoluzione industriale le montagne della Valtellina sono state modellate al fine di produrre energia attraverso lo sfruttamento delle acque. Nonostante il crescente interesse per le fonti rinnovabili, il funzionamento di questo territorio è oggi messo in crisi dal cambiamento climatico e il conseguente esaurimento delle risorse idriche. Alla luce di queste problematicità, l’articolo indaga le strette relazioni fra l’infrastruttura energetica e lo spazio che ne supporta il funzionamento. L’osservazione del nesso fra acqua, energia e ambiente, rende possibile ridiscutere funzionamenti territoriali consolidati e immaginare nuovi metabolismi attraverso strategie e progetti che consentano un migliore utilizzo delle risorse disponibili.

Negli ultimi decenni la Valtellina ha tentato di configurarsi quale ‘nicchia di eccellenza’, ovvero un’area caratterizzata da produzioni altamente specializzate e che, pur non facendo parte dei principali canali del commercio internazionale, presenta un tessuto produttivo ben inserito entro catene globali del valore. L’articolo osserva come questa dinamica si leghi a meccanismi di tutela delle produzioni agroalimentari e alla capacità di innovarsi delle piccolemedie imprese manifatturiere. Quel che emerge è un processo virtuoso che tuttavia poggia su basi fragili e, pertanto, necessita di essere sostenuto attraverso interventi tesi al potenziamento dei servizi a livello territoriale.

Andrea Arcidiacono, Stefano Di Vita, Leonardo Ramondetti

Cambiamenti economici e territoriali in aree alpine: riflessioni urbanistiche dalla Valtellina

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

Quali sono le ricadute territoriali degli attuali processi di riassetto produttivo ed energetico e di diversificazione turistica nelle aree alpine? Quali forme di ricerca e innovazione possono contribuire a orientare tali processi verso obiettivi di transizione ecologica e digitale? Quali dispositivi di pianificazione e quali progetti di rigenerazione spaziale possono supportare l’integrazione di tali processi in territori montani caratterizzati da forti polarizzazioni determinate da eccellenze produttive e paesisticoambientali e profonde fragilità connesse al cambiamento climatico e a dinamiche antropiche transscalari? A partire da queste domande, il servizio esplora prospettive d’azione per la ridefinizione dei comparti produttivi in Valtellina al fine di delineare futuri scenari territoriali di rigenerazione diffusa.

Roberto Bobbio, Giampiero Lombardini

Genova, città imprenditoriale in trasformazione

TERRITORIO

Fascicolo: 110 / 2024

Dotata di un porto strategico ma inserita in un territorio difficilmente insediabile, Genova è una cittàporto anomala, prospera ma fragile ed esposta a crisi esogene. La sua sopravvivenza dipende da apporti esterni e la sua storia è contraddistinta da spirito imprenditoriale e capacità di reinventarsi dopo ogni crisi. Da tempo soggetta a un singolare processo di shrinkage, oggi la città attraversa un periodo di trasformazione che ne va modificando la struttura fisica, vede l’emergere di attori finora estranei alla scena locale e l’affermarsi di nuove pratiche che, se in qualche caso hanno superato i limiti del lecito, guardate nel loro complesso configurano un nuovo sistema di relazioni tra soggetti pubblici e privati che può assumere interesse in un più ampio contesto.