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Francesco Gastaldi

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Vito Garramone, Roberta Capello, Simone Corrado, Francesco Scorza, Beniamino Murgante

Dibattito

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La smartness e i territori. Come il sistema dell’innovazione e le tecnologie stanno impattando sul planning, sulla governance territoriale e sulle politiche di sviluppo locale / Modelli di innovazione e “politiche intelligenti” per le Regioni europee / Decoding territorial disparities: a GeoAI approach enhancing geospatial thinking

- Mentre esiste un generale consenso circa la necessità di politiche dell’innovazione focalizzate sulle caratteristiche interne alle regioni e sulla loro capacità di innovazione e assorbimento delle nuove idee, resta ancora ampiamente aperto il dibattito se sia necessario che ogni regione abbia una sua strategia di innovazione e non sia invece più appropriato identificare strategie simili per regioni con simili modelli di innovazione. Il lavoro presenta in un modo deduttivo l’identificazione di modelli di innovazione delle regioni, e suggerisce politiche per ognuno di essi.

- Decodificare le disparità territoriali: un approccio GeoAI che potenzia il pensiero geospaziale Lo studio mappa le disparità territoriali in Italia tramite la GeoAI, identificando le aree target per le politiche di coesione. Applicando modelli di IA interpretabili e manifold learning si rivela la struttura latente dei sistemi territoriali, identificando le caratteristiche che classificano aree “marginali”. I risultati evidenziano i fattori socio-economici cruciali. Lo studio mostra inoltre come il pensiero geospaziale potenziato dall’IA possa orientare i programmi di coesione territoriale.

Maria Angela Bedini, Fabio Bronzini

La città mutante e il rischio globale. Suggerimenti per la protezione dal rischio sismico, pandemico, bellico

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La pandemia ha evidenziato come gli squilibri territoriali, sociali ed economici accentuino la fragilità delle fasce più deboli della popolazione. La guerra in Europa ha generato un senso diffuso di insicurezza. Si pone una domanda di ricerca sulle modalità di risposta urbanistica ai nuovi rischi insediativi. La ricerca, metodologica e applicata, definisce contenuti inediti delle componenti del Rischio Pandemico e Bellico e strategie per quattro Questioni urbane.

Giulia Massenz

I “percorsi ecclesiali” delle chiese pentecostali africane: il caso di Torino

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

L’articolo si basa sul concetto di housing pathways di Clapham (2002) per analizzare i modelli insediativi del pentecostalismo africano a Torino, alla luce della caratteristica di mobilità territoriale di questo segmento religioso in Italia. I risultati sono tre “percorsi ecclesiali” distinti fra loro dal tipo di movimento nello spazio cittadino e le attitudini dei pastori. Oltre ad approfondire le specificità del gruppo, l’articolo accenna a riflessioni in tema di pianificazione territoriale.

Francesca Bragaglia

Innovazione sociale: cosa cambia per la governance urbana? Una riflessione a partire dai casi di Inghilterra e Francia1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

L’articolo indaga il tema dell’innovazione sociale, riconoscendo l’importanza attribuita a questo concetto nella governance urbana. Da un lato, l’innovazione sociale nasce dalle comunità per affrontare problemi contingenti, dall’altro le agende politiche dei governi stanno provando ad incanalare le energie innovative della società civile all’interno di processi istituzionali. Neighbourhood Plans e Conseils Citoyens sono esempi emblematici e sono perciò indagati nei loro limiti e opportunità.

I piani di gestione dei Siti Patrimonio Mondiale ed i piani urbanistici sono strumenti separati per obiettivi, cogenza e periodo di validità. Questo saggio, tuttavia, si interroga sul ruolo anticipatore che la pianificazione territoriale può aver avuto nel raggiungere il riconoscimento UNESCO e lo fa prendendo da esempio tre PRG emblematici come il piano di Assisi di Astengo, quello di Urbino di G. De Carlo e quello di Volterra di Samonà.

Lisa Zecchin, Benedetta Castiglioni, Francesco Ferrarese

Il turismo fluviale in Veneto: un’analisi delle potenzialità attraverso strumenti GIS1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La promozione del turismo fluviale come nuova forma di turismo lento sta ricevendo notevole interesse. Ai fini della redazione del Piano della Portualità Turistica della Regione del Veneto, sono stati avviati alcuni studi utili alla costruzione di un’offerta turistica legata ai corsi d’acqua. Si presentano qui i risultati di una mappatura delle risorse locali e si discute un “indice di potenziale turistico” costruito su dati georeferenziati, analizzandone l’efficacia e i limiti.

Francesca Calace, Olga Giovanna Paparusso, Nunzio Dellerba, Antonio Torchiani

Il paesaggio tra ripristino ed evoluzione e il ruolo dell’indagine storica. Un contesto fluviale nell’Alto Salento1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Il dibattito sulla Nature Restoration Law è occasione per riflettere sul significato di ripristino fluviale, inteso non come ritorno al passato ma come ricerca di nuovi equilibri, e sul ruolo che la conoscenza della storia del paesaggio può assumere nell’orientare oggi la sua gestione. Il caso di studio ricostruisce le trasformazioni di un paesaggio agrario fortemente antropizzato, nell’ambito di un Contratto di Fiume che ambisce a ripristinare la qualità ecologica del fiume e del suo territorio.

Anna Marson

Sperimentando la dimensione strategica del paesaggio

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Questo testo restituisce un’esperienza relativa all’azione collettiva sul paesaggio, in un contesto di piano paesaggistico approvato, con riferimento alla dimensione strategica dei contenuti di piano. Lo fa riferendosi a una sperimentazione promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo dal 2018 al 2020, in accordo con la Regione Piemonte e il Ministero della Cultura, che ha interessato i territori dell’Eporediese e dell’Alta Val Bormida, riflettendo su aspetti sia procedurali che sostantivi.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è la risposta strategica dell’Italia alla crisi economica e sanitaria causata dalla pandemia COVID-19. Il presente saggio fornisce una panoramica della letteratura esistente relativa alle teorie del processo strategico nelle politiche pubbliche, al ruolo della rappresentanza degli interessi nella formulazione delle politiche e al PNRR. Attraverso un’analisi delle principali teorie e del contesto del Piano, il saggio evidenzia le complesse dinamiche che caratterizzano l’interazione tra attori pubblici e privati. Inoltre, vengono analizzate le principali implicazioni del lobbismo e gli effetti che questo produce sulle politiche pubbliche e sulla pubblica amministrazione. Le conclusioni del saggio riassumono i concetti principali del lavoro e aprono la strada a ricerche future che potrebbero analizzare sistematicamente le influenze esterne sul Piano e valutare la necessità o meno di una legge specifica che regolamenti la rappresentanza degli interessi in Italia. Il lavoro può contribuire a costruire un quadro teorico specifico per gli studi futuri sulla rappresentanza degli interessi nella fase di formulazione del PNRR.

The National Recovery and Resilience Plan (NRRP) is Italy’s strategic response to the economic and health crisis caused by the COVID-19 pandemic. This essay provides an overview of the existing literature on theories on the strategic public policy process and the role of interest representation in policy formulation and the NRRP. Through an analysis of the main theories and context of the NRRP, the essay highlights the complex dynamics that characterize the interaction between public and private actors. In addition, the main implications of lobbying and its effects on public policy and public administration are analyzed. The essay’s conclusions summarize the main concepts of the work and pave the way for future research that could systematically analyze external influences on the Plan and investigate whether or not a specific law on interest representation is needed in Italy. The work can contribute to building a specific theoretical valuable framework for future studies concerning interest representation in the formulation phase of the NRRP.

Camilla Buzzacchi

Domini collettivi, ambiente e sussidiarietà sociale

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 3 / 2024

Il fenomeno degli “usi civici”, più recentemente indicati come “domini” o “proprietà collettive”, ha antiche radici nel contesto economico e sociale del Paese. Grazie alla l. n. 168 del 2017 e alla giurisprudenza della Corte costituzionale, si è superata una visione di tale fenomeno come esperienza da superare e si è, invece, trovato un nuovo inquadramento: anche la recente sent. n. 152 del 2024 conferma lo stretto collegamento tra i domini collettivi e le finalità di tutela dell’ambiente, che la Repubblica è chiamata a perseguire soprattutto a seguito della revisione dell’art. 9 Cost. nel 2022. Collective domains, environment and social subsidiarity The phenomenon of ‘civic use’, more recently referred to as ‘domains’ or ‘collective property’, has ancient roots in the country’s economic and social context. Thanks to Act 168 of 2017 and the case law of the Constitutional Court, we have moved away from viewing this phenomenon as an experience to overcome, and have begun to look at it from a different angle: even the recent judgement 152/2014 confirms the close link between collective domains and the environmental objectives that the Republic will have to meet, particularly following the revision of Article 9 of the Constitution in 2022.

The impact of institutional change upon the labour market is a topic hugely discussed in the literature. This paper investigates the evolution of labour market institutions in Italy, Singapore, and Korea to underline common features and differences. The three countries differ enormously for geographical and historical reasons and are located in two very unlike continent, Europe and Asia. Nevertheless, beyond geographical, historical and economic dissimilarities, Italy, Singapore and Korea show some common trend in their labour markets: an increase in precariousness and a drop in welfare provisions, as a consequence of the liberal reforms. In Europe, the failure of the welfare system brought about a change of direction towards workfare programs. In Asia, the industrial factory of the world, low-cost workers attract foreign investments, therefore, the weak segments of society, such as women, low skilled, migrants and young people found difficult to sign standard employment contracts. The comparative policy analysis aims at showing that a consensus on the mainstream economic thought supported by the international organisations (and stakeholders) has driven the evolution of labour market institutions in both Europe and Asia. Labour market deregulation has been depicted as a panacea, even if it was not the specific need of a given context. In addition, the comparative policy analysis is helpful to know and deepen the “best practices” adopted all over the world, in order to develop and implement mission-oriented public policies in the European labour market.