RISULTATI RICERCA

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Michele Cannavò, Dario Davì, Brenda Cervellione

Una lettura gestaltica dei disturbi psicosomatici: “la pelle che brucia”

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2024

Nel presente articolo viene proposta una lettura gestaltica del trattamento dei disturbi psicosomatici. Dopo una descrizione del costrutto da un punto di vista diagnostico e l’efficacia dei trattamenti psicoterapici, viene presentato il contesto culturale di riferimento e la terapia della Gestalt come approccio possibile per la cura. Viene pertanto proposta una lettura integrata che comprende aspetti biopsicosociali. Il caso clinico presentato definito dagli autori “una pelle che brucia”, mette in evidenza come la Conoscenza Relazionale Estetica possa aiutare nella presa in carico dei disturbi psicosomatici, nella misura in cui l’altro viene compreso nel campo relazionale e accolto nella sua specificità. In conclusione, diventa necessario valorizzare tutte le esperienze nel loro complesso (fisiche, psichiche, sensoriali ed emotive) perché dal funzionamento unitario di “corpo”, “mente” e “ambiente” emerge un processo figura-sfondo vivo.

Beatrice Petrosino, Giancarlo Pintus

La ricaduta nell’addiction come espressione del “crollo dello sfondo”

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2024

In questo articolo gli autori propongono una riflessione teorica e clinica sulla ricaduta nell’addiction secondo il modello della psicoterapia della Gestalt. Si sostiene l’ipotesi che la recidiva sia l’esito di un complesso processo che investe la dimensione neurobiologica, emotiva, relazionale e situazionale della persona. Attraverso un linguaggio che cerca di superare la tendenza allo stigma dei pazienti addicted, gli autori sostengono che la ricaduta sia l’espressione di una difficoltà a trovare sostegno nella propria fisiologia, nel sistema di contatti scontati, nella ridefinizione di sé che attraversano ogni percorso di cura delle addiction. In situazioni di questo genere può verificarsi quello che gli autori chiamano “un crollo dello sfondo”, cioè il venire meno di quelle certezze che garantiscono la stabilità e la sicurezza per il paziente addicted. La prevenzione delle ricadute mira a co-creare col paziente un campo relazionale che promuova il sostegno alla capacità di fare contatto attraverso il sistema di contatti scontati e il corpo risensibilizzato, e attraverso una nuova definizione di sé sul piano identitario, relazionale e sociale. Parte fondamentale di questo lavoro di prevenzione è l’individuazione e la gestione di possibili stimoli attivanti (triggers). L’articolo è arricchito da numerosi riferimenti a ricerche neuroscientifiche sul tema e da un accenno ad un caso clinico.

Pier Luigi Righetti, Ilaria Generali, Margherita Spagnuolo Lobb, Andrea Righetti, Vincenzo Calvo, Carmela Bravaccio, Pietro Ferrara

La qualità della relazione precoce genitori-bambino: introduzione di una scheda/intervista psico-relazionale nei bilanci di salute in età pediatrica. Primi risultati per la fascia d’età 0-36 mesi

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2024

L’obiettivo di questo lavoro promosso da un gruppo di ricerca SIPG (Società Italiana Psicoterapia Gestalt), SIP (Società Italiana Pediatri) e SINPIA (Società Italiana Neuropsichiatri Infanzia e Adolescenza), è stato quello di creare una scheda semplice e intuitiva (Scheda Psico-Relazionale), da somministrare nei bilanci di salute pediatrici, che valuti lo sviluppo psicologico del bambino e lo sviluppo relazionale genitori-bambino, finalizzata ad una valutazione finale su due parametri di allerta. Sono state raccolte 141 schede per la fascia d’età 0-36 mesi. I risultati sono in linea con le aspettative e con i contributi teorici precedenti. Vengono discussi i limiti dello studio e i suggerimenti per la ricerca futura. Il nostro gruppo di ricerca in futuro valuterà tutta l’età pediatrica 0-14 anni.

Questo è un estratto dell’articolo che annuncia la pubblicazione della prima edizione in lingua polacca del volume pratico di Gestalt Therapy: Excitement and Growth in the Human Personality (1951), con l’obiettivo di riflettere sulle radici socio-politiche e biografiche dei fondatori della Gestalt Therapy e di esporre il valore senza tempo del suo testo fondante. L’articolo è stato originariamente scritto in polacco e pubblicato online nel gennaio 2024. L’autore afferma che l’approccio della Gestalt Therapy alla psicoterapia è nato in risposta alla catastrofica rottura delle funzioni di contatto umane fondamentali all’epoca dell’ascesa dei regimi totalitari, con l’obiettivo di promuovere la crescita e lo sviluppo di sane capacità di contatto con l’altro e nella speranza di poter evitare il disastro di un’altra guerra mondiale. La psicoterapia della Gestalt contemporanea è quindi il frutto delle personalissime storie traumatiche dei suoi fondatori, Frederick e Laura Perls, e del loro immenso desiderio di impegnarsi nel qui ed ora della loro nuova vita e dell’equilibrio che, distrutto dal trauma della guerra, fu da loro ricreato e integrato con la teoria e la pratica psicoterapeutica per essere poi trasmesso alle generazioni successive.

Silvia Tosi, Bernd Bocian

Recensioni

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 2 / 2024

Daniela Traficante, Elisabetta Lombardi, Chiara Andreoletti, Serena Germagnoli, Chiara Valenti, Mariarosa Ferrario, Sara Magenes, Alessandro Antonietti

L’utilizzo della realtà virtuale a supporto dei processi di apprendimento della L2 in studenti con dislessia: una proposta di intervento

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2024

Il contributo presenta alcuni degli esiti derivanti dal progetto di ricerca INCLUDI (www.includi.eu) finalizzato all’ideazione e all’implementazione di metodologie didattiche innovative per favorire l’apprendimento della lingua inglese in studenti della scuola secondaria con diagnosi di dislessia. Oltre ad attività pratiche e creative da realizzare nel contesto classe, è stato introdotto l’utilizzo della realtà virtuale (VR) per consolidare le conoscenze lessicali, semantiche, grammaticali e sintattiche sulla lingua inglese, proponendo compiti interattivi, sviluppati appositamente per favorire i processi di apprendimento secondo le caratteristiche di funzionamento cognitivo tipiche degli studenti con dislessia, come descritte dal modello MIND (Materialità, Interconnessione, Narratività, Dinamismo) (Eide & Eide, 2011). In questo lavoro sono presentati i risultati relativi all’impatto che l’utilizzo della VR ha avuto sull’atteggiamento e sull’autoefficacia percepita rispetto allo studio della lingua inglese di 84 studenti della scuola secondaria. I risultati ottenuti indicano che la VR può essere un valido supporto per migliorare il coinvolgimento degli studenti nello studio della lingua inglese, soprattutto in presenza di dislessia.

Eugenio Trotta, Milvia Cottini, Loreta Cannito, Paola Palladino

Difficoltà nel vocabolario L1 e apprendimento della lingua inglese L2: un’indagine sulle emozioni legate al contesto di apprendimento alla scuola primaria

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2024

Numerose ricerche internazionali indicano un legame tra la competenza nella lingua madre e la competenza in una seconda lingua. Tuttavia, la maggior parte delle ricerche si è focalizzata su studenti adolescenti e adulti, tralasciando le prime fasi di apprendimento della seconda lingua, e ha esaminato le componenti linguistiche e cognitive senza esaminare il ruolo delle emozioni provate nel contesto di apprendimento. A tal fine, 182 studenti di seconda e terza classe primaria hanno preso parte allo studio, durante il quale sono stati misurati il livello di competenza nel vocabolario italiano (lingua madre), il livello di competenza nell’inglese (seconda lingua) e le emozioni percepite nei contesti di apprendimento dell’inglese. Considerando l’intero campione, sono state rilevate correlazioni significative, positive tra la performance in lingua italiana e l’emozione della Gioia, e negative tra la performance in lingua inglese e le emozioni di Noia e Ansia. Inoltre, in linea con le aspettative, i risultati dell’analisi di regressione hanno mostrato come età, livello di performance nella lingua madre e l’ansia predicano significativamente la performance nella seconda lingua. Considerando invece, il sotto-campione composto dai partecipanti con performance estreme nella lingua madre (< 25° e >75° percentile), è emerso che i due gruppi non differiscono per nessuna delle emozioni misurate, ma il gruppo ad Alta performance nella lingua madre riporta performance significativamente superiori in tutti i parametri relativi alla seconda lingua. L’apprendimento della lingua inglese come seconda lingua in bambini/e italiani/e di scuola primaria appare legato alla competenza raggiunta nella lingua madre, in accordo con la letteratura che ha esaminato studenti di scuola secondaria o universitari e adulti, ed è inoltre spiegato dal livello di ansia, che predice negativamente l’apprendimento. Tuttavia, il confronto tra gruppi con alta e bassa competenza in italiano evidenzia in quest’ultimi solo una caduta nella lingua inglese ma non emergono differenze nelle emozioni vissute nei contesti di apprendimento. Futuri studi sono necessari per spiegare tali differenze nel ruolo svolto dalle emozioni nella popolazione generale e negli studenti con performance estreme.

Sonia Yamile Cané, Alexandra Affranti, Paola Bonifacci

Bilinguismo e abilità matematiche: il linguaggio conta?

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2024

Le abilità di elaborazione numerica e calcolo costituiscono un aspetto importante degli apprendimenti scolastici ma sono ancora relativamente pochi gli studi che hanno indagato queste competenze negli alunni e alunne con profilo di bilinguismo esposti all’Italiano come seconda lingua.In questo contributo, dopo una breve presentazione dei modelli teorici di riferimento, verranno illustrate le relazioni tra competenze linguistiche e numeriche considerando i principali predittori delle competenze numeriche, il lessico matematico, la relazione tra linguaggio e cognizione numerica e con un approfondimento sulla valutazione delle competenze matematiche, che possono coinvolgere processi simbolici, non simbolici e abilità di problem solving. Segue una riflessione sul ruolo delle variabili ambientali nello sviluppo delle competenze numeriche e di calcolo. Si discutono infine le implicazioni per i contesti educativi e per la clinica.

Chiara Cantiani, Chiara Dondena, Roberta Agostoni, Maria Luisa Lorusso

Progetto Armonia: attività ritmico-musicali per l'inclusione linguistica nella scuola d'infanzia supportati dalla tecnologia

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2024

Il progetto ARMONIA si propone di favorire l’inclusione nel contesto prescolare attraverso il superamento delle barriere legate al linguaggio. Questo obiettivo chiama le realtà sanitarie e educative a collaborare in rete sfruttando le nuove tecnologie e le più recenti conoscenze scientifiche. La tecnologia offre strumenti sempre più efficienti per evidenziare precocemente la possibile presenza di fragilità nello sviluppo linguistico, anche in bambini di madrelingua non italiana. La ricerca scientifica sta evidenziando come il potenziamento precoce di abilità ritmico-musicali, in contesti ecologici e ludici, può essere un fattore decisivo per un buono sviluppo linguistico. Il progetto ARMONIA si pone quindi l’obiettivo di far crescere una rete di collaborazione tra scuole d’infanzia, famiglie e specialisti dell’età evolutiva finalizzata al potenziamento delle competenze comunicative-linguistiche, tramite delle attività ritmico-musicali proposte all’interno del contesto scolastico tramite la piattaforma digitale MuLiMi. Sono stati inclusi nello studio 218 bambini di età prescolare, tra cui bambini monolingui senza (n = 106) e con fragilità linguistico-comunicative (n = 40), e bambini non madrelingua italiana (n = 72). Tutti i bambini sono stati valutati in tre momenti dell’anno scolastico attraverso una batteria di test implementati sulla piattaforma digitale MuLiMi per l’indagine di competenze verbali (vocabolario e competenze grammaticali ricettive, apprendimento di nuove parole, ripetizione di non-parole) e non verbali (discriminazione di ritmi e sincronizzazione ritmica). In aggiunta, informazioni sono state raccolte dalle docenti e dai genitori tramite questionari. Le attività ritmico-musicali, proposte tramite la piattaforma MuLiMi, sono state svolte a scuola dalle docenti opportunamente formate e hanno riguardato le seguenti aree: elaborazione acustica non-linguistica e linguistica, elaborazione prosodica, e sincronizzazione ritmica.Lo studio è tutt’ora in corso. Si attendono benefici immediati per i bambini delle scuole coinvolte nella sperimentazione. Si attendono inoltre benefici per la comunità scolastica allargata: la rete di comunicazione scuola-famiglia-specialisti testata all’interno del progetto potrebbe favorire l’individuazione precoce di situazioni da monitorare, e l’utilizzo di attività di potenziamento potranno concorrere alla riduzione delle situazioni di disagio e ad una migliore integrazione dei bambini e delle loro famiglie nei contesti di riferimento.

Clara Lucia Alemani

Plurilinguismo a scuola: opportunità, risorse, vantaggi e criticità

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2024

Il contributo intende fornire un sintetico panorama di quanto negli anni è andato consolidandosi nelle nostre scuole in materia di plurilinguismo. Dopo una breve introduzione in cui vengono forniti dati aggiornati sulla presenza di alunni e alunne stranieri/e negli istituti scolastici italiani, si fa cenno a ciò che la loro presenza ha comportato per le scuole nel corso degli anni. Si passa poi a illustrare in maniera essenziale le criticità più evidenti legate alla loro presenza e relative a tutti i soggetti che agiscono nell’universo di una scuola e all’istituzione scolastica nel suo complesso. Il contributo descrive poi un progetto finalizzato all’apprendimento delle lingue e soprattutto alla promozione del plurilinguismo e realizzato in alcune scuole lombarde grazie al partenariato tra Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Ontario Institute for Studies in Education (OISE) - Università di Toronto. Il progetto, coordinato dall’ispettrice tecnica Gisella Langé e dalla professoressa Enrica Piccardo, è stato condotto interamente on line nell’anno scolastico 2020-2021 e ha coinvolto circa 120 docenti di lingue differenti e di diversi ordini di scuola. Ne vengono richiamati i presupposti teorici, lo sviluppo e infine i risultati.

Maria Luisa Lorusso, Francesca Foppolo, Federico Faloppa

Il progetto MultiMind e i policy report

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2024

Il progetto “MultiMind - The Multilingual Mind” è stato finanziato dal programma di ricerca e innovazione Horizon2020 dell’Unione Europea e costituisce un network europeo di ricerca e formazione sul multilinguismo. Adottando una prospettiva multidisciplinare, si occupa di una serie di tematiche legate al multilinguismo che investono il piano sociale, cognitivo, linguistico, neurobiologico, clinico.Il progetto si è strutturato in diversi sottoprogetti, ognuno dedicato ad una tematica. Alcuni di questi sottoprogetti hanno portato alla produzione di una serie di Policy Reports quale prodotto finale rivolto a decisori e policy-makers. Questi documenti riassumono gli elementi principali dell’analisi delle conoscenze precedenti e delle nuove conoscenze raggiunte e validate tramite le attività del progetto stesso, proponendo alcune raccomandazioni basate sui risultati della ricerca.I Policy Reports qui riportati sono dedicati, nello specifico, alla valutazione e dell’intervento in bambini bilingui con Disturbi del Linguaggio e dell’Apprendimento, al supporto dello sviluppo linguistico e dell’alfabetizzazione nelle diverse lingue parlate, ai bambini e adulti con storia di migrazione che apprendono una L2 in contesti educativi formali.

Patrizia Bellucci, Tina Onorato, Ernesto Cipriani

The ECODRIVE Project: controlling and managing traffic for reducing noise from private road transport.

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2024

In order to meet the current pressure from the European Commission on the Member States, in last decades, innovative solutions have been proposed to improve the sustainability of human activities on the territory. In this context, the ECODRIVE Project aims at reducing atmospheric pollution and noise generated by private road transport through the implementation of specific traffic management and control policies, which can encourage users towards more sustainable driving behaviours. In order to demonstrate the effectiveness of these policies, and with the aim of focusing the analysis on the acoustic part of the project, the effects of some policies based on the application of increasingly restrictive speed limits were illustrated. The results showed how careful traffic management can guarantee environmental benefits. In the future, however, it will also be necessary to take into account the side effects of the application of these policies, such as the increase in travel times, which is one of the main disadvantages for road users.

Patrizia Bellucci, Francesca Ciarallo, Laura Peruzzi

Rassegna dei metodi di analisi della sostenibilità applicabili alle misure di mitigazione sonora

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2024

Negli ultimi anni, il tema della sostenibilità ha assunto grande importanza in ogni campo, inclusa la mitigazione del rumore, e le parti interessate si sono trovate a fare i conti con tecniche ancora in evoluzione e incerte per valutare gli aspetti sociali, economici e ambientali correlati. Questo in relazione al fatto che la valutazione della sostenibilità può essere effettuata utilizzando metodi diversi e innumerevoli indicatori. Per chiarire il problema e identificare metodologie adatte a valutare la sostenibilità delle soluzioni di mitigazione del rumore per le strade, il comitato italiano PIARC TC 3.4.2 ha intrapreso uno studio approfondito sulle tecniche più consolidate, dalla Valutazione della Sostenibilità del Ciclo di Vita al più recente protocollo Envision. Questo studio ha implicato uno sforzo ampio e mirato per definire il significato di sostenibilità, che ha tenuto conto delle prospettive dei gestori delle infrastrutture stradali, degli utenti e della popolazione. Nell’ambito dello studio sono stati identificati criteri e indicatori per descrivere le performance delle soluzioni di mitigazione del rumore e sono state individuate le metodologie che maggiormente si adattano per valutarne la relativa sostenibilità.

Andrea Cicero

Acoustic Design of a Modular Studio Box for Use as Control and Mixing Room for Immersive Audio

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2024

This article presents a detailed analysis of the acoustic design process of a soundproofed box intended for control room and mixing for immersive audio. The main objectives of the project were defined based on the quality criteria required for critical listening environments, particularly for Dolby Atmos rooms. The adopted methodological approach relies on predictive evaluations of key acoustic parameters, supported by studies and calculations conducted using advanced numerical models and software. Key phases of the design process include the optimisation of the box dimensions, the modal analysis for low-frequency response, the design of the listening layout and early reflections, the specification of the internal acoustic treatment. The technical solutions adopted aim to ensure an accessible and cost-effective environment, achieved through optimization in material and space selection while still meeting requirements.

Giorgia Guagliumi, Roberto Benocci, Andrea Potenza, Valentina Zaffaroni-Caorsi, Fabio Angelini, Giovanni Zambon

Ottimizzazione dei parametri di calcolo degli indici eco-acustici: applicazione al Parco Regionale della Valle del Ticino

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 2 / 2024

La valutazione della qualità ambientale e l'identificazione precoce di effetti nefasti sono aspetti significativi per la conservazione degli ecosistemi e per la prevenzione dal degrado dei diversi habitat. Nel suddetto contesto, la comprensione del paesaggio sonoro riveste un ruolo cruciale, in quanto fornisce potenziali indicatori dello stato di salute e dell’integrità degli ambienti naturali. Questo studio si propone di contribuire all’avanzamento di tale comprensione mediante l’introduzione di una nuova metodologia applicata ad una campagna di misurazione condotta in una zona umida presso il Parco Regionale della Valle del Ticino. Tale metodo consiste nella ottimizzazione della scelta dei parametri di calcolo degli indici eco-acustici, offrendo un’analisi maggiormente accurata del soundscape e presentando nuove prospettive per una ricerca approfondita nell’ambito dell’ecologia del paesaggio sonoro. La validazione qualitativa di tali indici è stata condotta per mezzo di un protocollo, attraverso l’ascolto diretto delle tracce audio, con l'obiettivo di dettagliare le sorgenti antropofoniche presenti e di ottenere una maggiore oggettività della risposta.