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L’articolo propone un’analisi quanti-qualitativa dell’impatto del lavoro non-standard sulla salute mentale delle lavoratrici migranti, inserendosi all’interno del dibattito sui determinanti sociali di salute e sulle problemati-che di salute dei e delle migranti. L’ipotesi di ricerca che verrà verificata nel corso del saggio è che il carattere non-standard di condizioni e orari di lavo-ro delle occupazioni tipicamente occupate dalle donne di origine straniera abbia un impatto negativo sulla loro salute mentale. L’analisi si sviluppa sul-la base di una ricerca multi-metodo condotta a Padova tra il 2018 e il 2020 che ha visto la realizzazione prima di una survey su un campione di lavoratri-ci moldave impiegate in diverse occupazioni e poi la realizzazione di intervi-ste-semi-strutturate a lavoratrici moldave impiegate nel settore del lavoro domestico e di cura.
Il presente lavoro cerca di esplorare il sentiero poco battuto dei nuovi e più recenti cambiamenti del welfare italiano (Ciocia e Tognetti, 2022). L’obiettivo è quello di fornire spunti di riflessione per stimolare il dibattito in merito allo stato attuale del sistema di welfare. Si prescinde in questa sede dall’osservazione delle misure economiche statali, oggi in fase di revisione e mutamento, in favore delle realtà pubbliche o private – in convenzione con i sistemi pubblici – che forniscono servizi. Non solo, grande spazio viene dedicato all’approfondimento delle nuove frontiere di welfare, in particolare il welfare di comunità (Giovannetti, Gori e Pacini, 2014; Rago e Venturi, 2016) e il welfare culturale (Manzoli e Paltrinieri, 2021). Dopo un’analisi introduttiva dei modelli di welfare di comunità e di welfare culturale, il lavoro prosegue con un confronto tra il welfare tradizionale ed i modelli teorici esposti, l’obiettivo è quello di individuarne i potenziali vantaggi applicativi. L’intento di questo lavoro è, quindi, quello di raccogliere i molteplici stimoli che aprono la strada alle nuove frontiere di welfare e di costituire un primo tentativo di risposta, non univoca ed aperta a possibili ed auspicabili sviluppi, ai quesiti che gli autori si sono posti.
Le attuali condizioni ambientali e gli effetti determinati dall’inquinamento e dalla crisi climatica invitano il social work a considerare centrale il ruolo giocato dall’ambiente fisico-naturale nel determinare il benessere (o malessere) di persone, gruppi e comunità. Negli ultimi anni, si sono sviluppati numerosi approcci di social work che hanno studiato le connessioni tra bisogni sociali, crisi ecologica e ingiustizie ambientali. Lo studio presenta un inquadramento teorico dell’approccio dell’eco-social work, mettendo a fuoco il contributo del social work nel ridurre le disuguaglianze ambientali e promuovere interventi a livello comunitario che tengano in considerazione la dimensione ecologica. A titolo esemplificativo, viene presentato un progetto sperimentale di community social work, in cui lo sviluppo di legami comunitari, la cura degli spazi comuni e la promozione di una cultura della sostenibilità ambientale, economica e sociale emergono come obiettivi prioritari individuati dai membri della comunità coinvolta.