RISULTATI RICERCA

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Antonella Palumbo

Richard Lipsey and the "Tyranny" of a Unique Labour Market Equilibrium

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2023

The article discusses Richard Lipsey’s (2000a, 2000b, 2010, 2016) criticism of the uniqueness of the macroeconomic equilibrium at constant inflation postulated by new-classical macroeconomic models. Lipsey’s position is analysed in the light of his early contribution to the debate on the Phillips curve (Lipsey 1960). There, as later, Lipsey’s argument rests on the assumption that the labour market, though characterised by a unique demand-and-supply equilibrium, may persist in disequilibria in the long run. Such proposition is discussed critically. Lipsey’s analysis can be seen as a clear expression of the fundamental theoretical difficulty in reconciling Keynesian macroeconomic analysis with the neoclassical postulates.

In this article, we propose a theoretical-empirical cross-section of three basic themes: female migration, DIY practices and decolonial digital artivism. Adopting the case study typology and based on the use of a qualitative methodology, fostered by an indirect autobiographical interview, we proceed to sociologically analyse the migration trajectory of Tila Capelletto, a Brazilian activist responsible for the creation of Wiki Editoras Lx. We intend to discuss digital artivism and the DIY and DIT practices and ethos promoted by Tila and Wiki Editoras, as a formula for promoting processes of diasporic identity (re)construction, resistance, existence and social change, drawing parallels with the Global South and semi-peripheral countries such as Portugal, which are embodied in the editing of Wikipedia to combat the invisibility of women in contemporary societies.

Chiara Bellotti

Apprendere in tutti gli spazi e tempi del vivere umano

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Conoscenza e apprendimento rappresentano i presupposti indispensabili per vi-vere nell’architettura della società attuale. Nel tempo d’oggi il processo di ap-prendimento è costantemente intrecciato con la pluralità dei luoghi del vivere sociale e prende le mosse dalle esperienze del soggetto durante la vita quoti-diana. In questo quadro, è soprattutto il riconoscimento della natura sociale dei processi di apprendimento che legittima prospettive di ricerca più aperte, in grado di prendere in considerazione i contesti naturali come ambienti educativi. L’educazione è chiamata a sfidare le molteplici ambiguità e le complesse con-traddizioni che si palesano. Tuttavia limitare lo spazio dedicato all’apprendi-mento e all’educazione alle sole istituzioni formali significa non comprendere le ricche possibilità educative che esistono trasversalmente all’interno della so-cietà nel suo complesso. La scuola non può più essere considerata l’unico spa-zio-tempo dedicato all’educazione. Ben si comprende la necessità di dover estendere la nostra visione a tutti gli spazi e tempi della vita, considerando i contesti non formali e informali come luoghi privilegiati per l’apprendimento partecipativo. Il cambiamento fondamentale consiste nel capire che le società odierne sono dotate di innumerevoli opportunità educative.

Grazia Romanazzi

The Resistance of Montessori Education to Social-Media Regimentation

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Maria Montessori’s educational proposal had a revolutionary significance since its origins. It freed childhood from the raising social marginalization to a “golden age”. In a period marked by widespread national-popular illiteracy, a “New Education” originated exactly among the poorest social classes, represented a valuable tool for the literacy and regimentation of the masses to the rising fascist ideology. Montessori avoided it, paying with obstructionism and discredit. However, even today, Montessorian theory keeps on gaining credit as a “pedagogy of resistance” to the technical and technological revolution of information and communication. She is not even adverse to the use of technology in daily life or in education. Far from stopping the technical progress and the social technological literacy, it is a question of stemming the educational deprivation of the young people experience, rediscovering an active, direct and participative learning, with a specific attention to the early childhood. Experience offers a good and attractive alternative to the standstill caused by the overuse of the mass communication means. Preserving the 0-3 years children from the early abuse of technology, provides a “dilating education” of childhood’s fields of experience and evolutive possibilities. In this way the child is ready to approach the technologies, in order to enjoy without suffering their growing capacities.

Gennaro Balzano

Technological trends, transformations, and new learning models: The San Francisco Bay Area case

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

While it is true that technological, economic, and social trends also extend their influence on educational and learning models, it is also true that in certain areas of the world, where the vanguards are at home, this is more the case. The case reported concerns the San Francisco Bay Area, an area that holds within it Silicon Valley, with over thirty world-leading technology companies and the best start-ups in the world. It is an area where education does not take second place and where research also commits a large part of government and private entrepreneurs' profits. In the San Francisco Bay Area, development passes through a new idea of education.

Philipp Botes, Massimo Bonechi

La pratica teatrale nei contesti multiculturali per la formazione degli adulti

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

I centri provinciali per l’istruzione degli adulti si configurano come laboratori formativi e connettori socioculturali, in virtù dell’eterogeneità dell’utenza che intercettano, orientati al conseguimento di titoli di studio e alla certificazione di competenze, in primis di natura linguistica. In tali contesti, le pratiche arti-stico-espressive possono rappresentare una fattiva possibilità di riflessione e interpretazione della società contemporanea e della realtà, in grado di incenti-vare processi inclusivi tra culture differenti. Il contributo presenta una ricerca svolta presso un centro provinciale di istru-zione degli adulti, volta a indagare se la pratica teatrale possa contribuire alla promozione di una sensibilità interculturale, forme di incontro tra culture me-diante la creazione di un linguaggio espressivo condiviso, aumentando altresì le interazioni comunicative.

L’articolo espone le prospettive teoriche, organizzative e pedagogiche sottese alla realizzazione di un Centro di Documentazione Digitale sulle pratiche di so-stenibilità del Distretto Bicocca, nella città di Milano. Dato conto dell’impianto progettuale che supporta questa azione, si fa ricorso alla letteratura riguardante l’archiviazione digitale per comprendere come costruire dei database che inte-grino il fine conservativo con il coinvolgimento di una comunità territoriale. Successivamente, si identificano delle possibili proposte grafiche che coniu-ghino queste istanze. Infine, si inscrive la ricerca in una cornice pedagogica che concettualizza l’educazione come pratica di democratizzazione, in cui il sapere è il frutto di uno scambio all’interno di una comunità di pratica e trae la sua origine dal moltiplicarsi delle risorse analogiche e digitali che lo veicolano.

Stefano Bonometti

Prendersi cura di chi cura. Arte e natura come mediatori per la formazione degli operatori sanitari

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Sono numerose le ricerche in cui viene presa in analisi l’esperienza artistica per il miglioramento della compliance dei pazienti nei processi di cura. Raramente è stata osservata l’efficacia dell’arte, nelle sue variegate modalità espressive, nella formazione degli operatori sanitari. Il contributo presenta un’esperienza di formazione di operatori sanitari nell’ambito della cura di sé, attraverso la me-diazioni di molteplici canali espressivi: dalla pittura alla musica, dal cinema alla scultura. L’esperienza formativa è stata affiancata da una ricerca qualitativa per indagare l’effiacia dei mediatori didattici basati sull’arte. Ne emerge, nei limiti del campione preso in analisi, come l’arte favorisca una più profonda e articolata riflessione sulla personale esperienza professionale.

Dalila Forni

Solarpunk visions in youth fiction. The pedagogical utopia of Nausicaä of the Valley of the Wind

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

The essay examines the traits and pedagogical potential of the solarpunk artistic and narrative movement by analyzing the specific case study of Hayao Miyazaki's animated film Nausicaä of the Valley of the Wind (1984). The article first presents solarpunk and its association with environmental themes and successively applies the genre’s theoretical framework to the case study, as Nausicaä of the Valley of the Wind shares some of the movement’s approaches and aesthetics in relation to sustainability. The essay concludes with a pedagogical reflection on the potential of solarpunk to imagine and create sustainable worlds. Although this artistic movement is not explicitly aimed at a young audience, solarpunk stories (or a solarpunk reading of different narratives) could lead to a new understanding of the ongoing climate change and to a constructive call for environmental responsibility starting from a young age.

Stefano Polenta

La riflessività estetica: fra estetizzazione e ricerca di nuove forme di autenticità

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Il contributo indaga le connessioni fra arte e educazione nell’ambito della cre-scente “riflessività” che caratterizza la nostra epoca evidenziando, da un lato, come la moltiplicazione di segni e simboli oggi disponibili consenta una più estesa realizzazione delle molteplici possibilità presenti in ciascuno di noi; dall’altro lato, richiamando l’attenzione sulla crescente divaricazione fra “simbolo” e “signifi-cato” – testimoniata dalla pervasiva “estetizzazione” della vita quotidiana – che rende più difficile trovare una risposta convincente alle questioni esistenziali cru-ciali che contrassegnano l’essere umano. Ne segue una carenza di “significato” che può trovare una risposta, nell’ipotesi avanzata dal contributo, nel riaccreditare la funzione integrativa e organica dell’esperienza estetica, che permette di cogliere – in linea con l’epistemologia della complessità – quei fenomeni autopoietici che stanno alla base anche dei processi educativi.

Le esperienze di vita dei tre cantautori americani: Jim Croce, Paul Simon e James Taylor, sebbene piuttosto diverse tra loro, sono accomunate da fragilità psicologica e sofferenza interiore, così come da una rimarchevole capacità di reagire di fronte a traumi in modo resiliente per mezzo della propria arte. Il presente contributo, a partire dal racconto biografico dei tre artisti, intende for-nire alcune possibili chiavi di lettura, sul piano pedagogico ed evolutivo, di di-namiche relazionali familiari e sociali quali: il rapporto con le figure genitoria-li, parentali e gli adulti significativi; le differenze tra i background sociocultu-rali di provenienza e gli stili educativi familiari; i rischi dell’impatto di notorie-tà e successo sullo sviluppo della personalità in età adolescenziale, nonché il modo in cui suddette dinamiche possono influire sulle capacità creative, espressive e artistiche di giovani e adolescenti.

Massimiliano Stramaglia

Franco Califano e la bellezza collaterale. Oscurità e numinosità di un personaggio “sopra le righe”

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Il breve articolo proposto presenta uno dei più grandi cantautori della musica italiana in una luce nuova rispetto a quella tradizionale, veicolata dai giornali e dalla televisione. Avvalendosi della biografia dei musicisti Giangilberto Monti e Vito Vita, l’intento è quello di rappresentare come figure pubbliche del calibro di Franco Califano possano divenire, nel loro trascinarsi nonostante la durezza della vita, testimoni credibili di narrazioni intergenerazionali. Queste ultime si tramandano nel tempo al di là della mera fama, che non risarcisce della morte, quanto, piuttosto, nel poetico dischiudersi di parole che restano e che lasciano il segno.

Orietta Vacchelli

Per abitare il mondo tra cura e bellezza

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Nel tentativo di delineare possibili canoni interpretativi della società contempo-ranea, il discorso pedagogico suggerisce l’urgenza educativa di promuovere un rinnovato e armonico rapporto tra l’uomo e gli ambienti di vita in un generale ripensamento dei modi delle relazioni umane. Tra plurali prospettive euristiche nel solco della pedagogia dell’ambiente, far riscoprire lo stupore e la bellezza del vivere insieme nel mondo, mediante i diversi linguaggi storico-artistici nell’incontro con il patrimonio paesaggistico e culturale, dischiude significative occasioni di promozione umana e di sostenibilità, in cui l’imparare le posture della cura rappresenta la conquista più alta, sempre in divenire, mai definitiva.

Alessia Rosa, Michela Bongiorno

La bellezza salverà il mondo... Se sapremo coglierla

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Il contributo propone una riflessione sull’attuale necessità e urgenza di educare al bello nell’intento di stimolare un insieme complesso di soft skills, funzionali a una crescita globale e culturale dell’essere umano. Tale urgenza è sempre più condivisa dalla scuola che, sebbene con tempi e modalità differenti, propone interessanti progetti di educazione al bello. La scuola dell’infanzia è senza dubbio il contesto in cui tali esperienze trovano maggiore diffusione attraverso strategie molteplici e percorsi diversificati. Il presente articolo analizza sinteticamente alcune delle esperienze raccolte attraverso un'indagine finalizzata a com-prendere come la creatività fosse stimolata nella scuola dell’infanzia. All’in-terno di tale macro-tematica le narrazioni delle insegnati relative all’educazione alla bellezza hanno aperto nuovi e interessanti ambiti di riflessione e ricerca.

Alessandra Altamura

L’ora d’arte per imparare ad abitare il mondo: l’approccio LTTA

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

L’arte, vissuta e fruita non come mera disciplina bensì come esperienza e dispo-sitivo pedagogico dall’elevato potenziale educativo, favorisce lo sviluppo dei processi affettivo-relazionali, cognitivi e immaginativi promuovendo la forma-zione globale e integrata dell’uomo e della donna. Per tali ragioni, le potenzialità di ore e spazi d’arte iniziano ad essere recepite e valorizzate – nella loro valenza didattica, educativa e pedagogica – anche nei principali documenti di riferimento delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, rendendo necessaria la progettazione di itinerari formativi volti a pro-muovere l’apprendimento attraverso l’uso creativo e trasversale dell’arte, nelle sue molteplici declinazioni. Alla luce di simili premesse, il contributo proposto mira a far conoscere l’ap-proccio LTTA – Learning Through The Arts –, ormai divenuto una buona prativa educativa dagli innumerevoli effetti positivi in Canada e in grado di formare bambini e bambine, ragazzi e ragazze come futuri cittadini/e artisticamente formati.

Lívia Gomes Véras Farias, Augusto César Leal da Silva Leonel, Danyel Elias da Cruz Pérez, Fábio Barbosa de Souza, Thayane Keyla de Souza Gomes, Elaine Judite de Amorim Carvalho

Team-Based Learning in oral pathology teaching: Analysis of students’ perception and impact on academic performance

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Higher education institutions seek innovative teaching methodologies, investing in student protagonism in the teaching-learning process. Team-Based Learning (TBL) is an innovative alternative that allows students to expand their intellectual capacity, also promoting dynamic contact between groups involved. This study aimed to evaluate the academic performance and satisfaction of dental students, regarding this methodology. For the study of the academic performance, the statistical calculation of the averages of theoretical assessments of students submitted to the traditional teaching method and to the TBL method was used. For the analysis of students' opinions, a TBL assessment instrument was used. As a result, it was observed that the average of grades was higher in both semesters evaluated when using the TBL method compared to the traditional method, proving to be more efficient in the item yield according to grade, with statistically significant difference (p<0.01). The TBL method obtained satisfactory adherence by students, according to aspects of responsibility, method preference and student satisfaction.

Digitization has had a significant impact on live performance, specifically influencing the environments of representation and giving rise to new trends in performative language. Certain performances from the last fifteen years that have circulated in Europe are taken into consideration, experienced by audiences with various technological provisions (audio headphones, video conferencing, and 3D goggles) and outside traditional theater spaces. In light of certain theories about learning dynamics, a geo-relational approach is pursued to understand what potential formal evolutions could occur in the realm of performance with reference to the use of technologies, and in which cases the complexity of multisensory experience in traditional in-person theater has yet to be fully achieved.

Francesca Salis, Annamaria Riccioni

Arte irregolare. Connessioni, confini, visioni. Oltre le etichette verso una nuova estetica inclusiva

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Nel nostro tempo segnato da tracce di vulnerabilità individuale e collettiva, la produzione artistica delle persone con disabilità offre uno sguardo sulle strutture dell’immaginario, sui legami con gli archetipi, sul concetto di ispirazione e sull’esperienza esistenziale quale filtro generativo di nuove e inusitate cosmo-gonie. L’opera degli artisti che incarnano l’esperienza della neurodivergenza, della di-versità e della disabilità restituisce un punto di vista nuovo e originale sull’arte, offre nuove chiavi di lettura e produce segni, simboli e stili da interrogare con le lenti epistemologiche della pedagogia speciale. A partire dall’attenzione per le opere artistiche dei pazienti ospitati nei mani-comi dell’Ottocento, dalla finalità diagnostica alla categorizzazione estetica, si giunge alla valorizzazione dell’artista, quale singolo e quale categoria. Questo lavoro intende contribuire alla ricerca di altri canoni interpretativi in di-verse prospettive, attraversando la tradizione con ermeneutiche differenti e aprendo la strada a nuove epistemologie, e alle prospettive offerte dall’inclu-sione quale costrutto che permea di sé i prodotti culturali aldilà di etichette e barriere.

Il presente saggio si propone di analizzare la nascita e l’implementazione dell’educazione fisica dalla Legge Casati alla Riforma Gentile sino alla fonda-zione del Centro Sportivo Italiano da parte dell’Azione Cattolica. Tra le pagine, oltre agli aspetti inerenti alla legislazione scolastica, vengono tratteggiate le principali esperienze condotte nella scuola così come anche in ambito sportivo sia nel periodo fascista che in quello post-fascista, prestando attenzione alle teorie pedagogiche di riferimento, nonché alle trasformazioni del curricolo scolastico e delle occasioni educative extrascolastiche. Con l’avvento del fascismo lo sport era divenuto vittima di un regime totalitario che lo aveva spogliato dei suoi valori più profondi, riducendolo a mezzo di adde-stramento militare e a strumento di massa in finalizzato a far emergere e rico-noscere la forza del regime vigente. Conclude il contributo una breve riflessione pedagogica che pone al centro il corpo e il movimento nel processo educativo della persona. Viene qui attribui-to alla pedagogia un ruolo cruciale nel contribuire a una rivalutazione dello sport come evento educativo, nell’intento di far emergere le istanze formative dello stesso, in quanto attività che esercita un’influenza fortissima su tutti gli aspetti dell’individuo, in un’ottica di promozione integrale della persona nella società.

Maria Laura Belisario

Dar voce ai tessuti. Tagliare, scucire e ricucire le storie di cui siamo fatti

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 2 / 2023

Il presente contributo pone l’accento sull’intreccio tra arte tessile e narrazione autobiografica come strumento per portare in luce e ri-definire le storie che l’individuo si trova “cucite addosso” a sua stessa insaputa sin dalla nascita (Mancino, 2021) e che rimandano ad un ambiente non solo fisico, ma anche familiare, sociale e culturale. Viene fatto, in particolare, riferimento ai lavori di Giovanna Del Grande, fiber artist e membro del Gruppo di Ricerca “Trame educative” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. L’artista da tempo utilizza la metafora tessile in contesti pedagogico-formativi per promuovere e valorizzare la narrazione di sé in soggetti adulti, con un me-todo che consiste nel mettere le persone in condizione di dar voce e, al tempo stesso, nuova vita al proprio archivio tessile, ovvero alle stoffe e agli indumen-ti riposti nell’armadio e non più utilizzati. Dopo aver illustrato il modo in cui Del Grande invita, nel corso dei suoi work-shop, a ricavare da tali archivi tessili dei tessuti cui dare nuova forma e nuova vita attraverso ago, filo e parole, l’articolo pone l’accento sul progetto “Pelle 2”, che tratta della realizzazione di una “tunica narrante”, personalizzabile con immagini, decorazioni e parole che la rendano una vera e propria “autobiogra-fia tessile” e che la fiber artist ha in progetto di sperimentare prossimamente con le detenute impiegate nella sartoria del carcere di Pozzuoli.