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Emiliano Di Carlo, Lucrezia Fattobene, Marco Caiffa

Determinants of Intra-group Interlocking in European listed business groups

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 1 / 2023

Purpose: The phenomenon of Interlocking Directorship within the same busi-ness group (the Intra-group Interlocks, IgI) has received little attention by scholars, especially when the interlocked affiliated-group companies are listed. Focusing on listed business groups, characterized by the presence of at least two affiliated-listed companies, and following the contingency perspective, this study aims to explore the determinants of IgI. Design/methodology/approach: The study analyses the controlling sharehold-er type (family, State, coalitions), the business ties, and the separation between ownership and control, focusing on 315 business groups listed in different Europe-an countries, i.e., Belgium, France, Greece, Italy, Spain, and Portugal. The social network analysis is applied to these groups, to compare the networks that originate from the corporate board of directors. Findings: In groups controlled by the State the density of social links is lower than in those controlled by families and coalitions. The strength of IgI is also relat-ed to the degree of correlation of firms’ industries, even if this correlation is influ-enced by the separation between ownership and control and by the country regula-tion that protects minority shareholders. Overall, the results show that for listed groups the agency theory better explains the determinants of the IgI phenomenon. Originality/value: This study contributes to the understanding of why board members of listed parent companies sit (or do not sit) in the listed subsidiary boards. Relying on agency theory and resource dependence theory, it also propos-es a theoretical framework.

Pablo de Andrés, Salvatore Polizzi, Enzo Scannella, Nuria Suárez

CSR disclosure in banking: A qualitative literature review

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 1 / 2023

Purpose: This paper reviews the literature on corporate social responsibility (CSR) disclosure in banking to identify the most relevant aspects analyzed to date and avenues for future research. The CSR concept is key in the banking industry and banks are pushed to improve their social and environmental performance, and to disclose information about CSR in their financial and non-financial reports. Design/methodology/approach: This paper adopts a mixed literature review approach, based on a qualitative analysis of the literature and complemented by some structured systematic analyses. The theoretical frameworks employed in the literature, the time and geographical distribution of the samples analyzed, and the main findings of the studies indexed in Scopus, Web of Science, Google Scholar, and EBSCOhost are also examined. Findings: The findings show that (i) there is a significant gap between the liter-ature focusing on the financial dimension of bank disclosure and that exploring the CSR dimension; (ii) the time horizons analyzed in the empirical literature are concentrated around the 2008-2009 global financial crisis; (iii) the empirical litera-ture mainly focuses on the most developed European, North American and Asian countries. Originality/value: This study contributes to extant literature by describing the state of the art on CSR disclosure in banking and paving the way for future re-search on this topic. A call for research is raised on corruption-related disclosure and the relationship between national economic development and bank transpar-ency, with specific reference to CSR disclosure.

La presente rassegna delinea le indicazioni di buona pratica clinica per il trattamento psicologico del Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità (DOCP) sulla base dei dati presenti in letteratura riguardo al disturbo e agli studi di efficacia prodotti finora.Definiremo il disturbo e i criteri per la formulazione della sua diagnosi secondo il modello in uso attualmente e il modello in fase di sviluppo e revisione. Di seguito, saranno riportati i dati epidemiologici dai quali emerge che il DOCP è tra i disturbi di personalità più frequenti. Proseguendo, riporteremo i dati sulla comorbidità con altri disturbi, dai quali si rileva un quadro di estrema interazione tra il DOCP e gli altri disturbi di personalità e numerosi disturbi sintomatologici. Tale complessità si riflette in una difficoltà nel formulare una buona diagnosi differenziale e in una sottostima della presenza del disturbo. Inoltre, riporteremo i dati sull’impatto del DOCP sul funzionamento sociale del paziente che suggeriscono che la sua presenza influenza negativamente il decorso delle sintomatologie soprattutto quando associato a disturbi dell’umore, sottolineando l’importanza della sua identificazione e diagnosi. Infine, saranno riportati gli studi che indagano l’efficacia della psicoterapia nel DOCP dai quali emerge che la psicoterapia cognitiva, nelle sue varie forme, sarebbe la più efficace per il DOCP.Al momento non esistono indicazioni di buona pratica clinica da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e, per nostra conoscenza, in letteratura. Pertanto, la rassegna terminerà con la formulazione di tali indicazioni considerando la direzione suggerita dai dati riportati in ogni sezione.

Ilario Mammone, Giancarlo Dimaggio

Suggerimenti di buona pratica clinica per il disturbo evitante di personalità

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 52 / 2023

Questa review si concentra sugli aspetti diagnostici e sul trattamento del Disturbo Evitante di Personalità (DE). Gli studi attuali sottolineano la stretta relazione tra DE e Disturbo d’Ansia Sociale e la relativa stabilità dei sintomi oltre che l’impatto in termini sociali ed economici.Le scarse evidenze empiriche mostrano risultati promettenti per gli interventi psicoterapici, in particolare per le terapie di orientamento cognitivo-comportamentale, anche di terza onda. Mancano a oggi studi randomizzati sufficientemente solidi, mentre stanno apparendo recentemente alcuni lavori su gruppi di pazienti con grave DE trattati grazie a una comprensione accurata della psicopatologia. Complessivamente, allo stato dell’arte, è possibile suggerire alcuni obiettivi generali di medio-lungo termine da tenere in considerazione nel trattamento di questi pazienti. Gli approcci terapeutici dovrebbero mirare ai pattern pervasivi di inibizione e ritiro sociale, ai sentimenti di inadeguatezza e all’ipersensibilità verso il giudizio negativo e il rifiuto. Sarebbe utile anche puntare al miglioramento delle funzioni riflessive e metacognitive, a interrompere i processi di rimuginio e ruminazione. Allo stato attuale sappiamo che il DE è un disturbo con importanti problemi sintomatici e sociali e sono urgentemente necessari studi randomizzati controllati per definire meglio come trattarlo con efficacia.

Il presente lavoro è partito da una rassegna dei contributi storici sulla concettualizzazione del narcisismo e del Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP), evidenziando l’evoluzione in termini di diagnosi clinica all’interno della classificazione DSM sui disturbi mentali. Si è focalizzato sulla complessità del Disturbo Narcisistico di Personalità e l’utilità di definirlo come un continuum che va dalla normalità alla patologia piuttosto che una mera categoria. All’interno di questo continuum gli autori hanno identificato le due varianti di interesse, il narcisismo overt o grandioso e covert o vulnerabile. Gli autori proseguono enucleando le principali sfide nella gestione dei pazienti con tratti narcisistici, responsabili degli esiti peggiori nella terapia.Le terapie psicologiche specificamente progettate per il trattamento dei pazienti con DNP sono relativamente poche e pochi o nessuno di questi trattamenti sono stati testati in studi controllati randomizzati. Emerge quindi come il trattamento delle PN o con DNP rappresenti una sfida sia sul piano clinico che empirico poiché mancano prove empiriche su come trattarli. La mancanza di trattamenti supportati empiricamente, ha fatto emergere la necessità di delineare linee guida di “buona pratica clinica”, in linea con l’idea di un approccio più integrato al trattamento dei disturbi di personalità

Rita Ardito

Prefazione

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 52 / 2023

Giuseppe Nicolò, Carla Azzara, Veronica Cantelmi, Claudio Contrada, Giorgio Mozzetta

Sintesi delle evidenze scientifiche e delle linee guida per il trattamento psicologico dei Disturbi Borderline e Antisociale di Personalità

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 52 / 2023

Negli ultimi anni la classificazione dimensionale dei disturbi di personalità e lo sviluppo di trattamenti manualizzati hanno concorso a una nuova concettualizzazione di tali disturbi. Pertanto, si rende necessaria la messa in atto di trattamenti clinici basati su evidenze e buone pratiche, tramite l’applicazione di linee guida internazionali per il trattamento dei disturbi di personalità. Ciò premesso, l’obiettivo del presente elaborato è quello di analizzare le principali linee guida per quel che concerne il trattamento del Disturbo Borderline (BPD) e del Disturbo Antisociale di Personalità (ASPD), al fine di individuare quali sono i trattamenti raccomandati e con maggior prova di efficacia. A tale scopo sono stati presi in esame due tra i più autorevoli contributi: quello del National Institute of Health and Care Excellence (NICE) e quello dell’American Psychiatric Association (APA). Inoltre, vista la necessità di fornire evidenze scientifiche aggiornate, oltre alle linee guida sono state poi prese in considerazione recenti rassegne e metanalisi sul trattamento dei disturbi in esame. In conclusione, in linea con la nuova concettualizzazione dimensionale proposta nella III sezione del DSM-5, la letteratura sembra suggerire al clinico una maggiore attenzione all’aspetto dimensionale dei disturbi di personalità all’interno dell’intervento psicoterapico, perché permette di utilizzare tratti e domini specifici per l’impostazione di un intervento più mirato.

In the field of publishing for children and adolescents, nonfiction literature has not only flourished, but is experiencing a golden age of creativity and reader interest. Today's nonfiction literature moves beyond the boundaries of traditional popular literature in terms of writing methods, content, purpose, and target audience, informing and engaging young readers through the use of a narrative dimension. Authors and illustrators of nonfiction children’s books share historical information, scientific processes, and portray marginalized and minority communities, offering models of active learning. This study examines emerging trends in nonfiction through a narrative literature review and investigates the main changes observed in the variety of topics, storytelling techniques, and the use of visual elements in nonfiction children’s books over the period 2013-2022. At the same time, it attempts to highlight how these developments reflect a cultural shift towards inclusivity and social awareness

Mirca Montanari

La valutazione inclusiva degli apprendimenti per e con gli studenti e le studentesse all’Università

EDUCATION SCIENCES AND SOCIETY

Fascicolo: 1 / 2023

La presente riflessione teorica intende offrire alcune considerazioni e sollecitazioni riguardo il valore della valutazione, ritenuta un indicatore per l’inclusione delle diversità nei contesti formativi, nonchè fattore rilevante per la trasformazione dell’higher education. Il bisogno di innovare i sistemi dell’istruzione e della formazione continua, aspetti imprescindibili della contemporaneità liquida nella quale siamo immersi, è orientato a facilitare la partecipazione degli studenti e delle studentesse sviluppando motivazione, risorse e competenze. In ambito universitario, lo sguardo inclusivo multiprospettico si apre all’adozione e all’affinamento di strumenti, come la valutazione, in grado di trasformare le problematiche legate all’inclusione in opportunità formative per tutti, nessuno escluso. Tale prospettiva, se adeguatamente accolta, si riflette negli atteggiamenti dei docenti e nelle loro scelte didattiche che comprendono l’utilizzo del feedback come strategia per personalizzare, individualizzare e differenziare i percorsi d’apprendimento rivolti a rinforzare e coinvolgere tutti gli studenti e le studentesse, anche quelli maggiormente vulnerabili.