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In this paper, I analyse the evolution of corporate reporting regulation in Europe in the last two decades and reflect on the possibility that the traditional usefulness approach is insufficient to solve new issues arising from the current regulatory landscape. The evolvement that the concept of “public interest” has undergone within the European Commission implies a change in the objective of corporate reporting from the main aim of targeting investors for decision-making through a change brought about by the financial crisis to the aim of financial stability and economic growth, and finally to the goal of getting of social and environmental objectives. This evolvement implies a revolution, raises non-previous existing conflicts of interest among stakeholders, and brings a motivating challenge for researchers. However, in many cases, the existence of a potential crisis of incentives to publish in journals with a “real” impact on academia and to transfer research output to society requires a profound debate for progress.

The right of elderly individuals to independent living can be realized through appropriate lifestyle choices and social policy initiatives aimed at fostering self-reliance and personal autonomy. Drawing on the definition provided by Avramov and Mascowa (2003), who identify participation in the labor force, engagement in social activities, and independent living as the three main pillars for elderly inclusion in society, this article first examines key perspectives that have emerged over the years concerning the role of economic activity in ensuring older adults maintain an active societal role. Subsequently, it reviews the literature on the significance of deinstitutionalization processes and social practices supporting active ageing, highlighting structural factors that may either facilitate or hinder their develop.

Vito Saracino

Napoli: storie, luoghi e personaggi di una complessa città del cinema

STORIA URBANA

Fascicolo: 179 / 2024

In questo articolo si delinea un’analisi geospaziale dell’area di Napoli capace di ripercorrere gli aspetti storici e sociologici che intrecciano da più di un secolo la cinematografia e la realtà partenopea. Napoli è fin dalle fasi prodromiche della settima arte un set a cielo aperto, scelto dalle produzioni locali, nazionali e internazionali. La città partenopea non si è mai accontentata di apparire come una semplice location, ma con il passare del tempo, si consolida sempre più come personaggio complesso capace di influenzare la narrazione. L’articolo si pone l’obiettivo di analizzare in maniera dettagliata le fasi della storia del cinema per comprendere come a Napoli si sia riusciti, nel corso del tempo, a creare, consolidare e preservare una realtà cinematografica autonoma e originale. Si parte dalla ricostruzione delle vicende che hanno portato alla creazione al Vomero di una prima cittadella del cinema, sede di diverse sale cinematografiche e di case di produzione note anche all’estero per la loro maestria e per i temi cari ai migranti. In seguito, si descrive come la realtà partenopea riuscì a resistere all’oscurantismo fascista, diventando la culla di quello che fu il neorealismo. Negli anni Settanta e Ottanta emergono diversi filoni dal melodramma, ai poliziotteschi oltre alle commedie capaci di offrire una visione della città capace di andare oltre gli stereotipi. Le ultime produzioni mostrano una realtà sempre più complessa e articolata capace di andare oltre al racconto classico di un centro folclorico e di una periferia cupa.

Beatrice Lomaglio

Editoriale

FOR - Rivista per la formazione

Fascicolo: 1 / 2025