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Stefania Cavaliere

La transizione digitale nei beni culturali

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2025

Il saggio illustra come il processo della transizione stia influenzando la disciplina dei beni culturali, sotto una pluralità di angoli visuali. Viene in evidenzia come l’utilizzo e lo sfruttamento del patrimonio culturale stiano subendo un cambiamento radicale in relazione alle nuove tecnologie. Piattaforme e infrastrutture digitali, rappresentazioni multimediali e app stanno, infatti, portando ad una democratizzazione della cultura che permette alle opere d’arte smaterializzate di essere godute da un pubblico sempre più ampio, evitando il loro deterioramento e valorizzando il diritto alla cultura.

L’obiettivo del contributo è quello di evidenziare taluni aspetti relative alla responsabilità sociale dell’impresa, anche declinata in chiave ambientale. Si tratta di un approccio che punta a porre in luce il cambiamento di prospettiva con riferimento al ruolo che le imprese possono svolgere nella nuova dimensione etico-giuridica della responsabilità sociale. Il paper richiama le proposizioni non soltanto della dottrina giuridica ma anche dell’economia aziendale e di altri saperi nel fornire un contributo all’esame delle problematiche concernenti il ruolo sociale dell’impresa. La disciplina giuridica pertinente trova oggi un più puntuale e organico quadro regolatorio nella recente direttiva sulla responsabilità sociale dell’impresa adottata dalla Commissione. Se ne tracciano i profili essenziali, con particolare riferimento al ruolo degli Stati nel processo di armonizzazione normativa. Corporate Socio-Environmental Responsibility between Opposing Poles: Economic Humanism and Functionalism The aim of this paper is to highlight some aspects relating to corporate social responsibility, also from an environmental perspective. This is an approach that aims to highlight the change of the role that companies can play in the new ethical-legal dimension of social responsibility. The paper recalls the propositions not only of legal doctrine but also of business economics in providing a contribution to the examination of some of the problems concerning the social role of the company. The relevant legal discipline today finds a more precise and organic regulatory framework in the recent directive on corporate social responsibility adopted by the Commission. The essential profiles are traced, with particular reference to the role of the States in the regulatory harmonization process.

Andrea Garlatti, Paolo Fedele, Silvia Iacuzzi

ESG performance measures in universities’ strategic plans

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2025

Strategic planning has been one of the main pillars of public sector reform, yet it has often focused on a narrow set of concerns and proven unable to capture “what matters” for public sector organizations, such as public universities. This research explores whether current trends towards sustainability practices can contribute to help bring public values back in the strategic objectives of universities, since they lead them to focus on broader social and environmental impacts. The article focuses on the inclusion of environmental, social and governance issues in the strategic plans of 13 Italian public universities. Findings shows that universities mostly incorporate social performance measures, partly disregarding environmental and governance dimensions and that the degree of integration of sustainability measures is mostly influenced by public management policies, mediated by pre-existing arrangements and factors.

José Torres Remírez, Eduardo Gómez Melero

Does the Laffer curve exist? A review of the theoretical and applied literature, with special focus on the US and Spain

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2025

The Laffer Curve, which illustrates the relationship between tax rates and fiscal revenue, has been a central theme in economic theory and fiscal policy since its formulation. This article provides a comprehensive review of the literature on the Laffer Curve, with a particular focus on the elasticity of the tax base as a tool for its analysis. The elasticity of the tax base refers to the sensitivity of fiscal revenue to changes in tax rates and is crucial for understanding how variations in taxation impact economic behavior and, consequently, public revenue. The study compares empirical evidence from the United States and Spain to offer a detailed perspective on how these economies respond to changes in tax rates. Through a comparative analysis, it highlights similarities and differences in the response of the tax base and the efficiency of tax collection. This article provides an integrated view of the applicability and limitations of the Laffer Curve in different national contexts, offering practical implications for policymakers and contributing to the debate on optimizing tax revenue.

This paper explores the process of permanent restructuring that unfolded within FCA-Stellantis factories in Italy over the last decade. Through in-depth interviews with shop stewards and trade unionists, it shows that such a process rested on two pillars: the transformation of industrial relations and work organisation; and the restructuring of production, through the decline in volumes the structural use of social shock absorber schemes. Acting through these levers, management systematically and successfully fostered a strategy of workforce and union division, thus eroding social relations among workers and minimising the emergence of industrial conflict. Finally, the paper shows that the creation of the Stellantis group following the merger between FCA and PSA represents the apex of the process of restructuring initiated with FCA, bringing about a further deterioration of working conditions on the shopfloor.

Maristella Cacciapaglia

L’esperienza del Reddito di Cittadinanza a Taranto: il punto di vista dei beneficiari “occupabili”

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

Si propone uno studio etnografico che è incentrato sulla voce dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza in un’area marginale, al fine di comprenderne l’esperienza rispetto ai processi e agli esiti di quella che è stata istituita come una misura fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Il paradosso per cui il lavoro, che è sempre più slegato dai diritti, diventa la chiave per accedere ai diritti del welfare, trova conferma in questo studio. L’autrice sostiene che, in assenza di altri capitali di cui poter disporre, di strategie adattive da poter mettere in moto o di “casualità fortunate”, il Reddito di Cittadinanza non basta per cambiare le traiettorie di vita (lavorativa) dei suoi beneficiari, specialmente in contesti periferici. Sempre in tali contesti, come politica attiva del lavoro, il Reddito di Cittadinanza non si rileva né coercitivo, né capacitante.

Gabriella Natoli , Gilda Morelli

Le conseguenze della felicità negata. Antiwork e fuga dal lavoro secondo Domenico De Masi

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

Obiettivo del paper è quello di ricondurre il fenomeno del cosiddetto antiwork – nella molteplicità di forme e gradazioni assunte dal rifiuto del lavoro – entro la cornice analitica delineata dall’opera precorritrice di Domenico De Masi, ricollocando il suo pensiero innovatore all’epicentro del dibattito pubblico in tema di trasformazione del lavoro. Filone di ricerca che lo stesso De Masi, sociologo del lavoro scomparso un anno fa, ha di fatto fondato. Sin dai lontani anni ’70, a partire dalla messa a punto del paradigma della società post industriale, attraverso indagini innovative attente ad aspetti inediti del mondo del lavoro, De Masi ha alimentato il dibattito di linfa sempre nuova – lo studio del lavoro creativo e della creatività organizzata, quello, davvero antesignano, del telelavoro e poi dello smart working – e di nuove provocatorie intuizioni – l’ozio creativo, la fine del lavoro e della sua centralità – e di continue sollecitazioni sul senso perduto del lavoro. E, infine, l’entrata in scena della prospettiva della felicità negata, oggetto dell’ultima pubblicazione demasiana, per indicare la chiave di accesso al significato profondo delle piccole e grandi manovre di fuga dal lavoro.

Rossella Bozzon, Francesca Martinelli, Annalisa Murgia

Is there a European ‘Great Resignation’? The case of technicians in the entertainment sector in Italy

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

The article examines the debates on the ‘Great Resignation’ during the Covid-19 crisis in Europe focusing on the case study of technicians in the entertainment sector in Italy. In this passion-driven sector, workers are particularly exposed to processes of precarisation. Drawing on a web survey carried out by the Centro Studi Doc Foundation in November 2021 and interviews with key informants, the impact of the pandemic on labour trajectories and the reasons for leaving or changing jobs are analysed. Findings indicate that unsustainable working conditions and job and economic insecurity were the primary drivers of exit. The pandemic crisis prompted this category of workers to seek employment in other industries, showing the low quality of employment in the entertainment sector and encouraging a process of confrontation that revealed the low quality of working conditions in the entertainment sector. However, post-pandemic employment recovery did not yield significant improvements in working conditions in the sector in the short term.

Le peculiarità delle professioni sanitarie - il mutevole riconoscimento di cui hanno storicamente goduto e che si è accentuato nel periodo pandemico - richiedono di analizzare con attenzione la variabilità delle condizioni sociali e delle motivazioni individuali alla base di quella che da più parti è indicata come una crescente disaffezione nei confronti del lavoro. Questa sembra mettere in discussione la scelta di intraprendere o proseguire le attività lavorative nei ruoli in questione. Ma quali caratteristiche la definiscono? L’articolo approfondisce – avvalendosi della letteratura e della documentazione empirica recente - le trasformazioni che stanno interessando le professioni sanitarie (in particolare quelle mediche) a partire dai dati disponibili, dalle riflessioni degli esperti, dalle narrazioni dei diretti interessati e dalle pratiche che stanno prendendo forma nel contesto italiano.

Marianna Filandri, Violetta Tucci

Intensità Lavorativa e Povertà. Dimensioni di Deprivazione delle Famiglie di Lavoratori e Non

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

L’alto tasso di disoccupazione, l’aumento della precarietà occupazionale e la diffusione del fenomeno dell’in-work poverty hanno alimentato l’idea di una crescente disaffezione verso il lavoro. Tuttavia prima di concludere che quest’ultimo abbia perso il suo valore è necessaria una certa cautela. L’articolo approfondisce proprio il ruolo di protezione dell’occupazione dalla povertà economica e da altre forme di deprivazione non monetarie e soggettive. L’analisi si basa sui dati It-Silc, relativi ai moduli ad hoc sul benessere (2013, 2018, 2022) su un campione di famiglie occupate e non, indagando la relazione tra intensità lavorativa e povertà familiare. I risultati confermano il valore protettivo del lavoro, mostrando che le probabilità di vivere in povertà aumentano al diminuire del numero di occupati e dell’impegno a tempo pieno, con implicazioni rilevanti per le politiche del lavoro e dell’inclusione sociale.

Sonia Bertolini, Elena Gobbino

Lavoro 2.0: come i giovani ridefiniscono il significato del lavoro oggi

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

L’articolo esplora il dibattito sull’importanza del lavoro nella vita degli individui, concentrandosi in particolare sui giovani e sulle loro attitudini verso il lavoro, spesso etichettate dai media come disaffezione o rifiuto. Il fenomeno delle dimissioni volontarie viene frequentemente associato a questa generazione: obiettivo dell’analisi è comprendere le loro aspettative lavorative attraverso un approccio basato su dati quantitativi e qualitativi. Lo studio utilizza una survey condotta in Italia e i dati della European Value Study (EVS) per delineare l’evoluzione del significato attribuito al lavoro dal 2008 ad oggi. La parte qualitativa, basata su interviste a un campione di giovani tra i 18 e i 34 anni realizzate nel 2024, approfondisce le motivazioni del mutamento, rivelando non un rifiuto del lavoro, ma l’emergere di nuovi valori e di nuove modalità di transizione verso la vita adulta.

Augusto Cocorullo, Cristina Giuliani, Lorenza Alexandra Lorenzetti, Patrizia Milesi, Silvio Carlo Ripamonti

Approcci e prospettive sull’inattività lavorativa maschile adulta: una scoping review

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

Il fenomeno dell’inattività lavorativa dei maschi adulti rappresenta un problema strutturale nel contesto del mercato del lavoro italiano e uno dei principali determinanti dell’impoverimento delle famiglie. Per questo motivo, si è deciso di condurre una scoping review con l’obiettivo di individuare le evidenze disponibili nella letteratura, così da identificare i concetti e le definizioni più appropriate per lo sviluppo successivo di domande di ricerca. Inoltre, la rassegna mira a esaminare come il problema sia stato affrontato, con l’obiettivo di individuare fattori potenzialmente correlati che potrebbero non essere immediatamente riconoscibili attraverso un’analisi monotematica, che rischierebbe di perpetuare il suddetto divario conoscitivo.

Laura Leonelli, Margherita Milotta, Rachele Contiero

The Great Resignation: A Scoping Review

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

In September 2021, 4.4 millions of Americans voluntarily resigned from their jobs, marking a sharp increase from the previous year. This phenomenon, known as the “Great Resignation,” originated in the U.S. and spread to Europe, reflecting a shift in how work is perceived after the Covid-19 pandemic. The pandemic led many to reassess their professional priorities, with Millennials and Gen Z individuals seeking better work-life balance and more meaningful, fulfilling jobs. This shift resulted in behaviors such as “quiet quitting” or outright resignations. This scoping review aims to examine the main factors contributing to the phenomenon and the countermeasures implemented at both the company and government levels to address this issue. The primary causes include a lack of flexibility, insufficient wages, and limited growth opportunities. In response, many companies are reviewing their policies to enhance employee retention.

Giulia Assirelli, Rosangela Lodigiani, Ivana Pais

Lasciare il lavoro, e poi? Transizioni occupazionali all’ombra della pandemia

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

L’incremento delle dimissioni nel periodo pandemico ha riportato al centro del dibattito pubblico e scientifico la riflessione sul posto che il lavoro occupa entro le biografie personali. A partire da un questionario somministrato a un campione rappresentativo di adulti italiani nell’estate del 2023, l’indagine Be-Change ha permesso di integrare i dati esistenti con un approfondimento sulle motivazioni e sugli esiti delle transizioni lavorative. È emerso che la mobilità job-to-job comporta un miglioramento delle condizioni percepite, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo della qualità vita lavorativa e di quella personale. Se l’attenzione per le Grandi dimissioni ha puntato i riflettori sulle scelte agite – per quanto influenzate dalla crisi – questa ricerca riporta in primo piano anche le ricadute occupazionali della pandemia subite dai lavoratori in termini di disoccupazione e di inattività da scoraggiamento, con attenzione alle disuguaglianze legate a caratteristiche ascritte e acquisite.

Joselle Dagnes, Luca Storti

Escape from Work? Distinctions within the Realm of Anti-Work

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 171 / 2025

How can the diverse manifestations of anti-work be conceptualized? This paper examines the question through an empirical analysis of the most popular posts from the world’s largest anti-work online community, hosted on Reddit. It identifies distinct categories of anti-workers, defined by their stance on work/anti-work and whether their actions are individual or collective. In doing so, the paper highlights the interplay between structural grievances – such as low wages, poor working conditions, and job insecurity – and aspirations to reduce the centrality of work in everyday life. By disentangling these dimensions, it contributes to the broader discussion on contemporary labor transformations, emphasizing the importance of nuanced perspectives on anti-work dynamics. Drawing on the empirical findings, the paper concludes by presenting several key questions that will be further developed in the articles featured in this Special Issue.

Filippo Barbera, Alfredo Agustoni, Pio Dello Ioio, Lorenzo Baldasseroni, Carolina Mudan Marelli, Vittorio Martone

Recensioni

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 136 / 2025

-Lanzani A. (a cura di). Italia di mezzo. Prospettive per la provincia in transizione. Roma: Donzelli, 2024.
-Griffero T., Petrillo A. (a cura di). Atmosfere urbane. Una introduzione. Pisa: ETS, 2024.
-Armiero M. La tragedia del Vajont. Ecologia politica di un disastro. Torino: Einaudi, 2023.
-Carbone V., Di Sandro M. Sui bordi del qui e dell’adesso. Essere giovani in un’area interna del Molise. Pisa: Pacini, 2024.
-Cersosimo G., Rauty R. (a cura di). Una presenza dimenticata. Donne e analisi sociale negli Stati Uniti tra XIX e XX secolo. Napoli: Liguori, 2023
-Minervini D. Socionature. Percorsi di sociologia dell’ambiente. Perugia: Morlacchi, 2024.