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Ermanno Bizzarri

La real riserva di caccia borbonica delle Mortelle di Torre Del Greco, Napoli (1751-1825)

STORIA URBANA

Fascicolo: 177 Suppl. / 2024

Regarding the study of the Bourbon’s royal sites, the consolidated historiography has given more importance to those places that have within them relevant architectural episodes or a long history of hunting. Nevertheless, there are overlooked areas that deserve to gain attention;; among them there is the royal hunting reserve of the Mortelle in Torre Del Greco (1751-­1825). Although its short existence as royal site, this place had importance concerning the territorial government and the politics of maintenance and protection of its natural features. The aim of this paper is to define in first place the area of the Mortelle, as well as the mutations from which it was safeguarded by the hunters-­kings, Carlo and Ferdinando of Bourbon. Indeed, the wooded memory of this place has been totally lost with the following construction of the railway and then with the building and urbanistic development of the XX century.

Jutta Beltz, Andrea Castiello d’Antonio, Marco Conci, Mauro Fornaro, Paolo Migone, Paola Raja, Francesca Tondi

Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Andrea Castiello d’Antonio, Davide Cavagna, Mauro Fornaro, Silvia Marchesini, Euro Pozzi

Recensione-saggio

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Alla rubrica di questo numero hanno collaborato:

Andrea Castiello d’Antonio, Davide Cavagna, Mauro Fornaro, Chiara Pecchio, Euro Pozzi

Morris N. Eagle

Enactment, transfert e scomparsa del sintomo: un caso clinico

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Casi clinici
a cura di Roberto Carnevali, Paolo Chiappero, Giorgio Meneguz, Fabrizio Rizzi, Alessandra Sala, Francesca Tondi

Viene presentato un caso clinico in cui la drammatica scomparsa nella paziente di un sintomo cronico di dispareunia è avvenuta subito dopo un episodio critico in cui un tema dinamico centrale di sfida-punizione è stato messo in atto nell’interazione paziente/terapeuta. La guarigione del sintomo non è stata accompagnata da insight, ma sembrava essere la conseguenza di un complesso processo di superamento di un test da parte del terapeuta e di un enactment di transfert-controtransfert che ha portato alla disconferma di una credenza patogena inconscia. Vengono discussi anche i concetti di transfert, cura di transfert, cura basata su una pseudoalleanza (misalliance cure) e analisi del transfert.

Alberto Merini, Paolo Migone, Michele Ranchetti, Mauro Bertani, Roberto Righi

Metapsicologia e metafisica (2006) / Nota introduttiva

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Tracce
a cura di Alberto Merini e Paolo Migone

Sigmund Freud ha senz’altro da esser considerato un modello epistemico straordinario: neurologo viennese non celeberrimo, riuscì a fondare una nuova disciplina, capace di fornire un inedito punto di vista sulla psiche, disciplina che comportava concetti e procedure singolari, sorprendenti. Ma prima di tutto occorreva una lingua, anzi una panoplia di lingue, tutte da creare e articolare. Di questo si occupò, e forse prioritariamente, Freud; ricostruire le movenze del discorso freudiano fu il compito che Michele Ranchetti (1925-2008) si scelse e trasmise, ai discepoli e amici, con impeccabile rigore.

Cristina Orlandi

Emotion-Focused Therapy: la terapia centrata sulle emozioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Viene fornita una panoramica introduttiva sull’evoluzione della Emotion-Focused Therapy di Leslie Greenberg, sulla teoria del funzionamento e della disfunzione del Sé, e sulle bussole che ne orientano la pratica clinica, dato che rare sono le pubblicazioni italiane su questo modello terapeutico. Va anche detto che la medesima traduzione del nome e lo stesso acronimo (EFT) sono stati utilizzati in letteratura anche per l’Emotionally Focused Therapy di Susan Johnson, spesso generando confusione tra le due modalità terapeutiche. Per restituire alla Emotion-Focused Therapy un’identità distinguibile anche in Italia, ne è stata introdotta, d’accordo con Leslie Greenberg, la denominazione “Terapia Centrata sulle Emozioni”, che sostituisce quella con cui entrambi gli approcci son stati tradotti per oltre due decenni, cioè “Terapia Focalizzata sulle Emozioni”.

Cesare Romano

Angela Rohr (1890-1985). Una psicoanalista nei Gulag di Stalin

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

La psicoanalista Angela Rohr, pressoché sconosciuta nella storia della psicoanalisi, dopo essersi formata come psicoanalista presso l’Istituto psicoanalitico di Berlino con Karl Abraham, si trasferì col marito Wilhelm Rohr in Russia da dove collaborò come corrispondente sovietica col quotidiano tedesco Frankfurter Zeitung per dieci anni. Dopo l’invasione della Russia da parte della Wermacht, nel 1941 fu arrestata col marito con l’accusa di spionaggio e collaborazione con un giornale fascista. Fu internata per cinque anni nei Gulag di Stalin e poi condannata all’esilio perpetuo che durò altri undici anni. Nel frattempo, lavorò come medico nei Gulag, e fu liberata solo dopo la morte di Stalin e riabilitata qualche anno dopo. Riuscì a sopravvivere alla vita dei Gulag grazie alle sue conoscenze mediche e psicoanalitiche, che le consentirono di mantenere l’integrità del suo Io. Col marito fece parte della Società psicoanalitica russa dalla sua fondazione fino al 1937, e tenne alcune conferenze. Visse fino all’età di 95 anni, senza poter vedere pubblicata la sua opera principale, una voluminosa testimonianza della sua vita di prigionia che uscì postuma nel 1989. Vengono forniti anche alcuni elementi sull’organizzazione del Gulag e sulle differenze tra i campi di lavoro staliniano e i lager nazisti, e un rapido profilo dei pionieri della psicoanalisi russa.

Simone Santamato

Interventi. Confronti atmosferici. Una risposta ai commenti di Gianni Francesetti e Tonino Griffero

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

. In questa risposta agli interventi di Francesetti (2025) e Griffero (2025), da un lato viene fatta maggiore chiarezza riguardo le posizioni di Santamato (2025) nei confronti dell’atmosferologia e dell’esternalismo emozionale che la costituisce paradigmaticamente, e dall’altro vengono accolte alcune delle critiche. La risposta è strutturata in due parti: nella prima parte vengono riprese le fila del discorso sull’esternalismo emozionale, ribadendo le posizioni di Santamato (2025) attraverso un’anti-critica dell’anti-critica (Griffero, 2025); nella seconda, accogliendo alcune delle critiche mosse nei confronti di una psichiatria atmosferologica, viene ripreso e ampliato il discorso nei riguardi di una clinica atmosferologica.

Tonino Griffero

Interventi. Qualche riflessione atmosferologica. Una anti-critica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Viene presentata una anti-critica che respinge alcune obiezioni presenti del pur interessante articolo di Santamato (2025), focalizzato sulle contraddizioni dell’atmosferologia e sui rischi della sua adozione psicopatologica. Che tale progetto radicalmente esternalista (le atmosfere sono sentimenti presenti nello spazio) sia controverso non è però un deficit ma un valore aggiunto (quanto meno filosoficamente). Va inoltre sia corretta l’interpretazione di Santamato di alcuni concetti chiave (atmosfere spurie, corpo vissuto, aspetti normativi, etc.), sia respinta l’obiezione di una complessiva contraddittorietà. L’articolo, semplicemente, adotta un paradigma (intenzionalità delle atmosfere, introiezionismo affettivo, etc.) del tutto estraneo ai presupposti atmosferologici (primato del patico e del corpo vissuto, critica della autonomia razionale del soggetto, etc.). Ma ha davvero senso abbracciare il paradigma atmosferologico privandolo di questi rivoluzionari presupposti ontologici?

In questo commento all’articolo di Santamato (2025) vengono messe brevemente in luce alcune premesse necessarie per comprendere la prospettiva atmosferologica e la sua potenziale rilevanza per la clinica psichiatrica e psicoterapeutica. Questa esplorazione richiede infatti di abbandonare una epistemologia individualistica, tipica della modernità, compiendo un movimento verso un paradigma che considera il sé come un fenomeno emergente. Questo concetto è già presente in molte esplorazioni fenomenologiche, ma anche nella psicologia e nella psicoterapia della Gestalt e, oggi, nelle scienze della complessità e nelle neuroscienze. Il sé, e quindi la persona, in questa prospettiva è un fenomeno emergente da uno sfondo in cui i poli della soggettività e della oggettività non si sono ancora definiti. Le atmosfere, tonalità affettive diffuse nella situazione, sono tracce di questo processo e informano il clinico sulle forze che si muovono nel campo che nell’incontro prende forma.

Simone Santamato

Atmosfere emozionali nella clinica psicoterapeutica. Alcuni dubbi sulla psichiatria atmosferologica

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

Vengono individuati e discussi i punti fondamentali della psicopatologia fenomenologica a orientamento atmosferologico: se la fenomenologia rimette il sintomo alla soggettività, l’atmosferologia sposta l’accento delle emozioni verso l’esterno. Le atmosfere ci catturano tanto da indirizzare le nostre intenzioni e la nostra percezione di luoghi, oggetti e situazioni: in psichiatria sarebbe possibile organizzare un criterio diagnostico dove gli agenti psicopatogeni sono individuati seguendo le atmosfere emozionali di cui è preda il paziente-persona. Viene problematizzata la base teorica di questa concezione, argomentando che nell’esternalizzazione delle emozioni si perde la personalità del paziente-persona, così importante per il processo clinico e terapeutico.

Paul L. Wachtel

Il mio percorso di psicoterapeuta

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2025

La psicoterapia negli ultimi cinquant’anni ha subìto profonde trasformazioni, e si è evoluto anche il percorso di molti psicoterapeuti esperti. In questo editoriale, richiesto dal Journal of Contemporary Psychotherapy, viene riassunto il percorso di Paul Wachtel come psicoterapeuta, dalla sua iniziale formazione in teoria e tecnica della psicoanalisi presso la Yale University, influenzata dalla Psicologia dell’Io, al suo crescente interesse per l’integrazione in psicoterapia e alla sua curiosità verso altri approcci. In particolare, viene descritto il suo interesse per la terapia comportamentale, e soprattutto per l’importanza della tecnica dell’esposizione, all’interno di una teoria della terapia che continua a essere fortemente radicata nella psicoanalisi ma che la aggiorna alla luce di importanti contributi di altre scuole. Le esperienze reali, e non solo le esperienze dell’infanzia, sono fondamentali per il miglioramento del paziente, e ciò che l’autore ha chiamato “psicodinamica ciclica” è un concetto centrale per la comprensione e il trattamento dei problemi psicologici. A questo proposito, un altro approccio che viene considerato utile nella ricerca sull’integrazione in psicoterapia è la terapia sistemico-famigliare, i cui concetti principali possono essere fruttuosamente inclusi nell’approccio psicodinamico.

Virginia Perutelli, Marialaura Di Tella, Lidia Mislin Streito, Valentina Tesio, Marinella Clerico, Lorys Castelli

Sclerosi multipla e funzionamento familiare: dati preliminari di un’indagine multicentrica sul territorio italiano

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

La sclerosi multipla (SM) è una malattia autoimmune e neurodegenerativa del sistema nervoso centrale. A seconda della localizzazione e dell’entità delle lesioni, le persone con diagnosi di SM possono sperimentare sintomi psicologici capaci di compromettere la quotidianità. Per questa patologia non esiste ancora una cura definitiva, il che influisce negativamente nei nuclei familiari con un membro della coppia genitoriale con SM, in cui si è soliti assistere ad un’interferenza negativa sia sulle relazioni coniugali che sul legame parentale. A partire dal progetto di ricerca generale che si pone come obiettivo quello di indagare tali fattori in suddetti nuclei di famiglie, il presente studio riporta i risultati preliminari dell’indagine ancora in corso, riguardanti le sole persone con SM. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare le seguenti scale: la Hospital and Anxiety Depression Scale (HADS), la Multidimensional Scale of Perceived Social Support (MSPSS), la Short form of the Family Assessment Measure Third Edition (Brief FAM-III) e la Dyadic Adjustment Scale (DAS). Il campione finale, composto da 55 persone con SM, ha riportato alla DAS un punteggio statisticamente inferiore rispetto alla popolazione generale. Inoltre, alla HADS rispettivamente il 44% e il 40% ha superato il cut-off circa la manifestazione della sintomatologia ansioso-depressiva e minori livelli al Brief FAM-III hanno correlato con minori punteggi al MSPSS e maggiori alla HADS. Tali risultati dovranno essere confermati dall’analisi della totalità dei dati raccolti da ciascuno dei 13 centri SM attualmente coinvolti nel progetto generale.

Alessandra Bigoni, Simona Caputo, Annalisa Paterna, Anna Viganò, Francesca Brivio, Silvia Cozzolino, Anna Maria Cebrelli, Michela Bernardini, Andrea Greco

Paziente simulato online e in presenza: implicazioni in termini di apprendimento, percezione di autoefficacia e sicurezza psicologica nel contesto sanitario

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

Background. La simulazione in ambito sanitario è una tecnica formativa che consente agli studenti e ai professionisti di sperimentare, in un contesto protetto, situazioni cliniche tipiche del lavoro sanitario. Tale formazione può essere erogata attraverso diverse modalità, che implicano la pratica riflessiva e deliberata delle abilità acquisite in forma teorica. Ad oggi, per quanto di nostra conoscenza, un numero limitato di studi ha esplorato le differenze tra simulazione online e in presenza. Per questo, il presente contributo intende porre a confronto queste due modalità di simulazione. Metodi. Sono stati coinvolti 28 studenti iscritti al Corso di Studi in Infermieristica presso l’Università del Piemonte Orientale, i quali hanno partecipato singolarmente ad attività di simulazione con paziente simulato in presenza oppure online. Successivamente sono stati condotti in totale 6 focus group con gli studenti, 4 tutor, 3 debriefer e 3 pazienti simulati. Risultati. Dall’analisi emergono similarità nell’apprendimento, con risultati positivi sulla percezione di sicurezza psicologica nel contesto lavorativo e sul senso di autoefficacia; in aggiunta, la presenza del paziente simulato sembrerebbe garantire il realismo dello scenario. Elemento centrale di distinzione tra i due tipi di attività, invece, viene rivestito dalla dimensione non verbale della comunicazione con il paziente. Conclusioni. Emergono potenzialità di crescita professionale legate all’implementazione delle tecniche di simulazione (in presenza e online) nei curricula universitari. Viene rilevata, inoltre, la necessità di applicazione e integrazione delle due modalità in differenti contesti didattici, ampliando la possibilità di sviluppare progetti per l’apprendimento delle abilità relazionali, affiancate a quelle tecniche, importanti per la cura del paziente e il benessere degli operatori.

Elena Argenti, Hermes A. J. Morales

“Il Café Alzheimer: il caso di una realtà umbra”

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

La letteratura sul caregiving dei malati con Alzheimer evidenzia come il carico assistenziale sia fisico cognitivo, emotivo e sociale. Il presente studio concerne un intervento di promozione della salute in una realtà umbra, secondo la concettualizzazione dell’Alzheimer Café (1997), con la proposta di un servizio psicosociale teso a rafforzare la rete dei servizi già esistenti per una presa in carico di sistema (persona con demenza, caregiver, nucleo familiare e comunità). Gli obiettivi sono: diffondere conoscenza sulle malattie neurodegenerative, facilitare co-costruzione di strategie per la gestione della malattia e l’elaborazione del carico assistenziale, e attenuare lo stigma sociale del caregiver e del malato. Sono state effettuate interviste semi-strutturate ai caregiver (N=10) prima e dopo l’intervento. Gli autori, a partire dall’analisi dei risultati, rilevano come l’intervento possa favorire le capacità di elaborazione dei vissuti di malattia, una migliore gestione dell’accettazione della delega nelle dimensioni di cura, e la possibilità di usufruire dei servizi sul territorio.

Giovanni Schettino, Leda Marino, Vincenza Capone

Navigare nell’incertezza: il ruolo dell’employability percepita ai tempi della formazione a distanza

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

L’adozione della formazione a distanza è ormai diffusa nelle università. Queste ultime sono da sempre chiamate a sostenere l’employability degli studenti e, negli ultimi anni, a coniugare tale obiettivo con le trasformazioni digitali e le relative sfide che esse comportano, senza trascurare l’attenzione alla promozione del benessere. Pertanto, questo studio mira a indagare il ruolo dell’employability percepita nella relazione tra technostress legato alla formazione a distanza e il benessere degli studenti universitari. Un totale di 242 studenti, universitari, principalmente donne, ha completato un questionario self-report che includeva misure per valutare il technostress legato alla formazione a distanza, l’employability percepita interna, l’employability percepita esterna e il benessere psicologico. Le analisi statistiche hanno riportato associazioni significative tra technostress e le altre variabili considerate ad eccezione dell’employability percepita esterna. Inoltre, l’employability percepita esterna è emersa essere un potenziale mediatore nella relazione tra technostress e benessere. Questi risultati evidenziano la necessità, in particolare per le organizzazioni accademiche, di implementare interventi volti a ridefinire i contesti di apprendimento online e a promuovere l’employability percepita degli studenti al fine di favorire il loro benessere.

Ilaria Picci, Stéphanie Frau, Andrea Moi, Mersia Gabbrielli, Silvia Caredda, Federica Casula, Alessandra Cau, Martina Deidda, Marco Guicciardi

Guess Your Health, un progetto pilota di promozione della salute in contesto scolastico

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

Il progetto pilota “Guess Your Health” è un intervento sviluppato da studenti e studentesse della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università di Cagliari, finalizzato a promuovere l’adozione di stili di vita sani tra i giovani. L’intervento si è svolto nel contesto scolastico e ha coinvolto quattro diverse scuole secondarie nella Città Metropolitana di Cagliari, con un totale di 11 classi e 187 studenti di età compresa tra 14 e 19 anni. L’intervento ha utilizzato una metodologia partecipativa che incorpora strumenti ludico-interattivi e multimediali, permettendo agli studenti di impegnarsi attivamente nel diventare più consapevoli dei loro stili di vita. L’analisi preliminare ha indicato l’interesse degli studenti coinvolti nelle attività verso i temi proposti e un alto livello di apprezzamento dei metodi multimediali utilizzati per comunicare le informazioni. I risultati acquisiti finora mettono in luce l’importanza di promuovere interventi che utilizzano strumenti innovativi e multimediali capaci di promuovere una riflessione partecipata e attenta tra gli adolescenti riguardo agli stili di vita sani in campo scolastico.

Giulia Zucca, Oriana Mosca

Consapevolezza in apnea: un intervento di psico-promozione

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2025

L’apnea consiste nell’immergersi trattenendo il fiato sott’acqua, sperimentando sensazioni di sofferenza con il protrarsi dell’apnea che inducono una condizione di stress psicofisico. Per un minor consumo di ossigeno, occorre una capacità di mantenere presenza, calma e gesti tecnici adeguati. La ricerca evidenzia che la mindfulness può aiutare a combattere lo stress, aumentare l’auto-compassione e migliorare il benessere. Sono state proposte pratiche mindfulness come strumento utile sia alla promozione del benessere, della consapevolezza e della regolazione emotiva sia al miglioramento della performance atletica. Il percorso della durata di 6 settimane aveva l’obiettivo di fornire agli agonisti uno strumento utile alla gestione della prestazione sportiva, benessere eudaimonico, regolazione emotiva, e consapevolezza. Tra il 2022 e il 2023 è stato realizzato un gruppo di mindfulness con 12 soggetti partecipanti, composto da apneisti agonisti. Le misurazioni sono state effettuate prima, dopo l’intervento e di follow-up tramite la somministrazione dei questionari Five Facet of Mindfulness Questionnaire (FFMQ), Difficulties in Emotion Regulation Scale (DERS), Questionnaire for Eudaimonic Wellbeing (QBE) e la rilevazione dei tempi e distanze percorse in apnea. Sono state svolte correlazioni tra le variabili analizzate nei 3 tempi ed un’analisi della varianza entro i soggetti. Le analisi mostrano un miglioramento generale per tutte le variabili considerate con oscillazioni su specifiche sottoscale. È stata svolta un’analisi qualitativa per comprenderne le oscillazioni nei punteggi. L’approfondimento di questi risultati ottenuti a livello locale arricchirebbe gli interventi applicati allo sport basati sulla mindfulness e le sue applicazioni su traiettorie globali per costruire salute in campo apneistico.