RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105486 titoli

Giuseppe Craparo, Vincenzo David

L’enactment in psicoterapia

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2024

Nella relazione terapeutica, l’enactment rappresenta un’opportunità per il clinico di entrare in contatto con le memorie traumatiche del paziente. Da distinguere dalla relazione di transfert e controtransfert, l’enactment viene considerato come una messa in atto in cui sensazioni, emozioni, pensieri e fantasie legate al trauma creano quello che Bromberg ha definito un “bozzolo dissociativo”. Oltre agli aspetti psichici coinvolti nell’enactment, gli autori sottolineano, attraverso la lente della teoria polivagale, anche il ruolo del corpo, sostenendo che, durante l’enactment, paziente e terapeuta si trovano in una condizione fisica in cui il corpo è in uno stato di allerta e di protezione, piuttosto che in uno di interazione.

Bruno Intreccialagli, Ottone Baccaredda Boy

La parola, il corpo, lo spazio

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2024

La parola è lo strumento principale del terapeuta, ma la sua efficacia dipende dal contesto e dall’azione, come dimostrano ricerche che collegano linguaggio e attivazione cerebrale. Anche il corpo, spesso trascurato, è fondamentale: la terapia non può prescindere dall’influenza che esso ha sul dialogo. Attraverso i casi clinici di Marta e Silvia, emerge l’importanza della distanza fisica e della prossemica nel processo terapeutico. L’atto di avvicinarsi o allontanarsi diventa una metafora potente per la connessione emotiva e il progresso della terapia. La riflessione critica sugli approcci contemporanei suggerisce che il corpo, con la sua presenza concreta, è essenziale per un’autentica relazione intersoggettiva, al di là delle parole.

Sandro Papale

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 3 / 2024

Valentina Valtulini

“Casa dolce casa”: un’analisi della letteratura psicosociale sul place attachment

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2024

Il costrutto di attaccamento ai luoghi (place attachment) si riferisce alla relazione che lega gli individui o interi gruppi a luoghi specifici ed è diventato una prolifica area di ricerca della psicologia di comunità, ambientale e sociale, così come in altri settori scientifici. Questo articolo fornisce una revisione della letteratura psicosociale sul place attachment, evidenziando come i diversi focus di ricerca abbiano approfondito le sue dimensioni emozionali, cognitive e comportamentali. Tale revisione sintetizza le teorie sullo sviluppo e sui processi sottesi al costrutto e gli studi che mirano a evidenziarne la rilevanza nella vita del singolo e delle comunità. Infine, vengono proposte direzioni future per la ricerca e l’intervento.

Caterina Arcidiacono, Nicole Bellanca, Paula Ascorra, Francesca Maria Galluccio, Stefania Carnevale

Mostra fotografica e facilitazione della riflessività. Una esperienza gruppale per il contrasto alla violenza sulle donne

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2024

Il testo presenta un’esperienza di riflessività di gruppo sulla violenza maschile sulle donne a partire dalla condivisione di una mostra fotografica dal titolo Sine Fine. Sono stati effettuati 5 gruppi (3 con adolescenti,1 con giovani adulti e 1 con adulti) della durata di 60- 120 minuti per la discussione in gruppo di vissuti, emozioni e pensieri scaturiti dall’osservazione delle foto esposte. Hanno partecipato 100 persone, 68% femmine di età tra 15 e 80 anni. I gruppi sono stati condotti seguendo un approccio sistemico ecologico per giungere alla coscientizzazione collettiva e della condivisione attraverso il fotodialogo. L’articolo illustra i contenuti emersi esplicitando le metodologie utilizzate nella conduzione e i risultati conseguiti catalogati secondo l’analisi tematica.

Laura Migliorini, Martina Arcadu, Claudia Castaldi, Paola Cardinali

Modeling the social inclusion processes of migrants: A qualitative interview study

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2024

Social inclusion and activation present both challenges and opportunities to promote more equitable communities. This article aims to model the process of social inclusion of vulnerable migrants by analyzing the European project LGNET in its implementation in the Italian context. Through semi-structured interviews with project operators and referents, the main dimensions of the social inclusion process were highlighted through a thematic analysis. The results highlighted the need to integrate the individual dimension with the social and community dimension and indicated areas for improvement and possible future developments.

Francesco Tommasi, Carlo Pistoni, Anna Maria Meneghini, Federica de Cordova

The Social Added Value of nonprofit and voluntary organizations. Two concept mapping studies

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2024

The paper reports the findings of a research carried out thanks to the collaboration with the local service centre for volunteerism of Veorna. The project aimed at realizing assessment tools for accounting the social value of Non-profit and Voluntary Organizations (NPVOs). Following the psycho-sociological concept of Social Added Value (SAV) broadly defined as the series of relational benefits to one community brought by NPVOs, two separate studies using the participatory mixed-method approach of the concept mapping were realized. Study 1 involved volunteers while Study 2 addressed the perspectives of non-volunteers. Thanks to the confrontation of the findings of these studies, the paper presents a co-constructed model of SAV which confirms and extends the current perspectives by adding the novel elements such as values, local presence, and community development. The paper concludes by narratively discussing the results in order to advance new vistas for research and practice.

This study, conducted by the authors in Milan’s Municipality 3, explores the experiences and needs of the elderly through participatory action research. Social reconnaissance was carried out with the aim of identifying the elderly community’s needs and resources. Using tools such as interviews and focus groups with elderly residents and sector operators, key themes emerged, including neighborhood perception, specific needs of the elderly, community activities, and improvement proposals. The goal is to enhance the support system and services for the elderly, promoting active aging and social inclusion.

Jean-Philippe Lhernould

How to fail at in-depth reforms that are financially unsustainable: the example of France

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 184 / 2024

If France is experiencing the same difficulties as other European countries when it comes to finding solutions for the financing of old age schemes, the coexistence of a multiplicity of schemes, with their own rules and a strong sense of corporatism, makes it even more difficult to undertake reforms when the idea is to reach the same solutions for everyone in a spirt of equality and unity. Since French old age schemes are mainly funded by social security contributions, the first reaction to reach sustainability was to implement new funding methods. At the same time, French authorities put on the table two types of reforms, systemic and parametric.

Eva Maria Hohnerlein

Building-up a supplementary State fund to support sustainability and intergenerational solidarity

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 184 / 2024

This article analyses the 2024 German pension reform bill. It provides context information on the current structure and main characteristics of the German pension system and highlights the existing sources of financing. Subsequently, the 2024 pension reform project is presented in more detail. In addition to the main reform objectives, the focus is on the concept and the features of the new sovereign wealth fund, followed by a critical assessment of the expected impact on sustainability and intergenerational solidarity in the public pension system.

Maria Teresa Díaz Aznarte

Il dibattito sulla sostenibilità del sistema previdenziale spagnolo

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 184 / 2024

Il saggio approfondisce le innovazioni che il legislatore spagnolo ha introdotto nella normativa sulla previdenza sociale nel triennio 2021-2023 con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità del sistema pubblico. Il processo di riforma ha subìto un cambiamento qualitativo all’insegna di un rinnovato paradigma politico-giuridico che tenta di coniugare sostenibilità finanziaria e sociale. L’indiscutibile necessità di aumentare le entrate contributive è stata modulata in funzione dei principi di proporzionalità e progressività. Le misure più rilevanti (garanzia di rivalutazione annuale delle pensioni, progressivo avvicinamento dei contributi ai salari reali, creazione di meccanismi di contribuzione aggiuntiva per i percettori di retribuzioni più elevate, configurazione di strumenti per promuovere l’equilibrio intergenerazionale) rispondono a questa nuova logica, molto più in linea con i postulati di uno Stato di diritto sociale e democratico.

Achim Seifert

Simitis e la cogestione societaria

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 184 / 2024

Lo scritto si sofferma sul contributo di Spiros Simitis allo studio della cogestione societaria, un ambito al confine tra diritto del lavoro e diritto societario. In particolare, vengono presi in esame tre aspetti: il passaggio dalla cogestione istituzionalizzata alla cogestione per problemi; il ruolo svolto da Simitis nella difesa della legge sulla codeterminazione (Mitbestimmungsgesetz) del 1976 in qualità estensore del cd. “Parere di Francoforte”; le sue più recenti prese di posizione sulle sfide poste alla cogestione dal codice di corporate governance.

Fabrizio Di Mascio, Paolo Feltrin, Giulio Francisci

La resilienza adattiva dei sindacati del lavoro pubblico

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 184 / 2024

Il saggio prende in esame il ruolo svolto dai più rappresentativi sindacati italiani del pubblico impiego dall’inizio degli anni Novanta a oggi. Il punto di avvio è la constatazione che questo periodo è stato contrassegnato da una serie di crisi economiche e politiche e che i governi hanno fatto leva sulla spesa per il pubblico impiego come uno strumento di politica economica: i più rappresentativi sindacati italiani del pubblico impiego hanno dovuto subire vari colpi, come ad esempio la progressiva riduzione della forza lavoro nel settore pubblico, l’aumento dell’età pensionabile e il congelamento dei salari. Tuttavia, il saggio mostra che i più rappresentativi sindacati del pubblico impiego hanno continuato a costituire una risorsa per i dipendenti pubblici durante gli ultimi trent’anni. Il saggio sostiene quindi che i più rappresentativi sindacati del pubblico impiego hanno mostrato una resilienza rimarcabilmente adattiva a dispetto del contesto avverso cui hanno dovuto far fronte. Questo giudizio è formulato prendendo in considerazione alcuni parametri in una prospettiva longitudinale: tasso di iscrizione ai più rappresentativi sindacati del pubblico impiego; tasso di partecipazione alle elezioni per la rappresentanza sindacale; tasso di distribuzione delle delegazioni sindacali; tasso di complessiva sindacalizzazione del settore pubblico. Infine, il saggio offre anche alcune prospettive di ricerca future per analizzare ulteriormente la capacità di resilienza dei sindacati del pubblico impiego.

Antonio Alessandro Scelsi

Subordinati fino a prova contraria. Il lavoro su piattaforma dopo la direttiva 2024/2831

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 184 / 2024

Il presente studio esamina il compendio normativo, portato in dote dalla direttiva (UE) 2024/2831 (c.d. direttiva “piattaforme”), riguardante la corretta determinazione della situazione occupazionale dei lavoratori di piattaforma, a partire dal suo elemento cardine: la presunzione relativa di subordinazione. Questa viene comparata con gli omologhi congegni di agevolazione probatoria già sperimentati negli ordinamenti nazionali spagnolo, belga e portoghese. Vi fa seguito una ricognizione delle principali pronunce giurisprudenziali con le quali le Corti Supreme dei Paesi dell’Ue hanno proposto una rilettura in chiave “organizzativistica” della nozione di subordinazione, nonché un’analisi della parabola tratteggiata nel tempo dalle labour platforms, a mezzo di aggiustamenti opportunistici al proprio modello organizzativo, per eludere le acquisizioni della giurisprudenza. Infine, il saggio dedica alcune riflessioni al rapporto fra il meccanismo presuntivo e la disciplina nazionale delle collaborazioni etero-organizzate, nell’ottica di un suo possibile adattamento allo scopo in sede di recepimento della direttiva.