Il saggio, diviso in due parti, analizza il Reg. UE 1689/2024 o Artificial Intelligence Act (AI Act) nella prospettiva del diritto del lavoro, evidenziandone l’interazione con la normativa giuslavoristica vigente. La prima parte esamina l’impianto del regolamento basato sulla graduazione dei rischi, soffermandosi in particolare sui sistemi di intelligenza artificiale vietati (come il social scoring, il riconoscimento delle emozioni e la categorizzazione biometrica dei lavoratori) e sui sistemi ad alto rischio ammessi, delineando obblighi specifici per fornitori e utilizzatori; sono poi discussi i doveri dei fornitori e dei deployer in relazione ai sistemi ad alto rischio, nonché valutati in prospettiva critica i diritti d’informazione individuale e collettiva e gli obblighi di supervisione umana, in assenza di supporto normativo alla partecipazione sindacale e alla contrattazione collettiva. La seconda parte del lavoro approfondisce le connessioni tra l’AI Act e gli istituti lavoristici, come la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori (d.lgs. 81/2008), i limiti statutari ai poteri di indagine (artt. 4 e 8 St.lav.), la protezione della privacy (art. 22 GDPR) e le norme antidiscriminatorie, valutando l’effettiva portata innovativa del regolamento ai fini della protezione dei diritti fondamentali dei lavoratori.